Andrea Isola_Exhibit Designer
_Nella vita progetto allestimenti di mostre, stand e fiere d’arte.
Una vita divisa tra Cagliari, Torino e cantieri sparsi.
#appuntidiunexhibitdesigner

_“Ma adesso qua che faccio? È una sala talmente bella che qualsiasi elemento vada ad aggiungere potrebbe risultare di troppo”
Questi sono stati i miei pensieri quando ho fatto il primo sopralluogo nella Corte Medievale di @palazzomadama , per conoscere meglio lo spazio espositivo, prima di iniziare la progettazione dell’allestimento della mostra “State of emergency” di @maxpinckers curata da @salvatorevitale_ all’interno del @torino.foto.festival .
Siamo partiti dall’idea di ricostruire un archivio storico, perché è proprio da un archivio inglese che Max ha tratto ispirazione per il suo nuovo progetto fotografico, in cui cerca di riscrivere e raccontare la guerra di indipendenza in Kenya vista dagli occhi dei kenyoti e dei reduci di guerra.
Così abbiamo disegnato delle strutture in scatolare in ferro e griglie su misura, verniciate secondo un RAL ben preciso e realizzate da @fastevents_srl per ospitare sia le fotografie, ma anche i video e i libri .
Per rafforzare l’idea di “archivio” si è deciso di stampare le foto su una carta fotografica e di appenderle con delle calamite e, sempre attraverso del materiale calamitato, sono stati stampati e posizionati i numeri delle didascalie.
Inoltre, alle strutture è stata integrata una luce led naturale sia per ricordare le classiche luci neon presenti negli archivi, sia per creare un contrasto con l’illuminazione calda generale della sala.
Da un punto di vista progettuale è stato un lavoro complesso perché ogni elemento è stato pensato, disegnato e fatto realizzare da zero, ma sono molto soddisfatto del risultato finale.
Spero sia piaciuta anche a voi e a chi andrà a visitarla fino al 2 Giugno.
#appuntidiunexhibitdesigner
Credits: @nicola.morittu

_“Ma adesso qua che faccio? È una sala talmente bella che qualsiasi elemento vada ad aggiungere potrebbe risultare di troppo”
Questi sono stati i miei pensieri quando ho fatto il primo sopralluogo nella Corte Medievale di @palazzomadama , per conoscere meglio lo spazio espositivo, prima di iniziare la progettazione dell’allestimento della mostra “State of emergency” di @maxpinckers curata da @salvatorevitale_ all’interno del @torino.foto.festival .
Siamo partiti dall’idea di ricostruire un archivio storico, perché è proprio da un archivio inglese che Max ha tratto ispirazione per il suo nuovo progetto fotografico, in cui cerca di riscrivere e raccontare la guerra di indipendenza in Kenya vista dagli occhi dei kenyoti e dei reduci di guerra.
Così abbiamo disegnato delle strutture in scatolare in ferro e griglie su misura, verniciate secondo un RAL ben preciso e realizzate da @fastevents_srl per ospitare sia le fotografie, ma anche i video e i libri .
Per rafforzare l’idea di “archivio” si è deciso di stampare le foto su una carta fotografica e di appenderle con delle calamite e, sempre attraverso del materiale calamitato, sono stati stampati e posizionati i numeri delle didascalie.
Inoltre, alle strutture è stata integrata una luce led naturale sia per ricordare le classiche luci neon presenti negli archivi, sia per creare un contrasto con l’illuminazione calda generale della sala.
Da un punto di vista progettuale è stato un lavoro complesso perché ogni elemento è stato pensato, disegnato e fatto realizzare da zero, ma sono molto soddisfatto del risultato finale.
Spero sia piaciuta anche a voi e a chi andrà a visitarla fino al 2 Giugno.
#appuntidiunexhibitdesigner
Credits: @nicola.morittu

_“Ma adesso qua che faccio? È una sala talmente bella che qualsiasi elemento vada ad aggiungere potrebbe risultare di troppo”
Questi sono stati i miei pensieri quando ho fatto il primo sopralluogo nella Corte Medievale di @palazzomadama , per conoscere meglio lo spazio espositivo, prima di iniziare la progettazione dell’allestimento della mostra “State of emergency” di @maxpinckers curata da @salvatorevitale_ all’interno del @torino.foto.festival .
Siamo partiti dall’idea di ricostruire un archivio storico, perché è proprio da un archivio inglese che Max ha tratto ispirazione per il suo nuovo progetto fotografico, in cui cerca di riscrivere e raccontare la guerra di indipendenza in Kenya vista dagli occhi dei kenyoti e dei reduci di guerra.
Così abbiamo disegnato delle strutture in scatolare in ferro e griglie su misura, verniciate secondo un RAL ben preciso e realizzate da @fastevents_srl per ospitare sia le fotografie, ma anche i video e i libri .
Per rafforzare l’idea di “archivio” si è deciso di stampare le foto su una carta fotografica e di appenderle con delle calamite e, sempre attraverso del materiale calamitato, sono stati stampati e posizionati i numeri delle didascalie.
Inoltre, alle strutture è stata integrata una luce led naturale sia per ricordare le classiche luci neon presenti negli archivi, sia per creare un contrasto con l’illuminazione calda generale della sala.
Da un punto di vista progettuale è stato un lavoro complesso perché ogni elemento è stato pensato, disegnato e fatto realizzare da zero, ma sono molto soddisfatto del risultato finale.
Spero sia piaciuta anche a voi e a chi andrà a visitarla fino al 2 Giugno.
#appuntidiunexhibitdesigner
Credits: @nicola.morittu

_“Ma adesso qua che faccio? È una sala talmente bella che qualsiasi elemento vada ad aggiungere potrebbe risultare di troppo”
Questi sono stati i miei pensieri quando ho fatto il primo sopralluogo nella Corte Medievale di @palazzomadama , per conoscere meglio lo spazio espositivo, prima di iniziare la progettazione dell’allestimento della mostra “State of emergency” di @maxpinckers curata da @salvatorevitale_ all’interno del @torino.foto.festival .
Siamo partiti dall’idea di ricostruire un archivio storico, perché è proprio da un archivio inglese che Max ha tratto ispirazione per il suo nuovo progetto fotografico, in cui cerca di riscrivere e raccontare la guerra di indipendenza in Kenya vista dagli occhi dei kenyoti e dei reduci di guerra.
Così abbiamo disegnato delle strutture in scatolare in ferro e griglie su misura, verniciate secondo un RAL ben preciso e realizzate da @fastevents_srl per ospitare sia le fotografie, ma anche i video e i libri .
Per rafforzare l’idea di “archivio” si è deciso di stampare le foto su una carta fotografica e di appenderle con delle calamite e, sempre attraverso del materiale calamitato, sono stati stampati e posizionati i numeri delle didascalie.
Inoltre, alle strutture è stata integrata una luce led naturale sia per ricordare le classiche luci neon presenti negli archivi, sia per creare un contrasto con l’illuminazione calda generale della sala.
Da un punto di vista progettuale è stato un lavoro complesso perché ogni elemento è stato pensato, disegnato e fatto realizzare da zero, ma sono molto soddisfatto del risultato finale.
Spero sia piaciuta anche a voi e a chi andrà a visitarla fino al 2 Giugno.
#appuntidiunexhibitdesigner
Credits: @nicola.morittu

_“Ma adesso qua che faccio? È una sala talmente bella che qualsiasi elemento vada ad aggiungere potrebbe risultare di troppo”
Questi sono stati i miei pensieri quando ho fatto il primo sopralluogo nella Corte Medievale di @palazzomadama , per conoscere meglio lo spazio espositivo, prima di iniziare la progettazione dell’allestimento della mostra “State of emergency” di @maxpinckers curata da @salvatorevitale_ all’interno del @torino.foto.festival .
Siamo partiti dall’idea di ricostruire un archivio storico, perché è proprio da un archivio inglese che Max ha tratto ispirazione per il suo nuovo progetto fotografico, in cui cerca di riscrivere e raccontare la guerra di indipendenza in Kenya vista dagli occhi dei kenyoti e dei reduci di guerra.
Così abbiamo disegnato delle strutture in scatolare in ferro e griglie su misura, verniciate secondo un RAL ben preciso e realizzate da @fastevents_srl per ospitare sia le fotografie, ma anche i video e i libri .
Per rafforzare l’idea di “archivio” si è deciso di stampare le foto su una carta fotografica e di appenderle con delle calamite e, sempre attraverso del materiale calamitato, sono stati stampati e posizionati i numeri delle didascalie.
Inoltre, alle strutture è stata integrata una luce led naturale sia per ricordare le classiche luci neon presenti negli archivi, sia per creare un contrasto con l’illuminazione calda generale della sala.
Da un punto di vista progettuale è stato un lavoro complesso perché ogni elemento è stato pensato, disegnato e fatto realizzare da zero, ma sono molto soddisfatto del risultato finale.
Spero sia piaciuta anche a voi e a chi andrà a visitarla fino al 2 Giugno.
#appuntidiunexhibitdesigner
Credits: @nicola.morittu

_“Ma adesso qua che faccio? È una sala talmente bella che qualsiasi elemento vada ad aggiungere potrebbe risultare di troppo”
Questi sono stati i miei pensieri quando ho fatto il primo sopralluogo nella Corte Medievale di @palazzomadama , per conoscere meglio lo spazio espositivo, prima di iniziare la progettazione dell’allestimento della mostra “State of emergency” di @maxpinckers curata da @salvatorevitale_ all’interno del @torino.foto.festival .
Siamo partiti dall’idea di ricostruire un archivio storico, perché è proprio da un archivio inglese che Max ha tratto ispirazione per il suo nuovo progetto fotografico, in cui cerca di riscrivere e raccontare la guerra di indipendenza in Kenya vista dagli occhi dei kenyoti e dei reduci di guerra.
Così abbiamo disegnato delle strutture in scatolare in ferro e griglie su misura, verniciate secondo un RAL ben preciso e realizzate da @fastevents_srl per ospitare sia le fotografie, ma anche i video e i libri .
Per rafforzare l’idea di “archivio” si è deciso di stampare le foto su una carta fotografica e di appenderle con delle calamite e, sempre attraverso del materiale calamitato, sono stati stampati e posizionati i numeri delle didascalie.
Inoltre, alle strutture è stata integrata una luce led naturale sia per ricordare le classiche luci neon presenti negli archivi, sia per creare un contrasto con l’illuminazione calda generale della sala.
Da un punto di vista progettuale è stato un lavoro complesso perché ogni elemento è stato pensato, disegnato e fatto realizzare da zero, ma sono molto soddisfatto del risultato finale.
Spero sia piaciuta anche a voi e a chi andrà a visitarla fino al 2 Giugno.
#appuntidiunexhibitdesigner
Credits: @nicola.morittu
_L’anno nuovo inizia con una mia intervista su @la7_tv nel programma #Artbox , in cui racconto in cosa consiste il mio mestiere, il mio percorso e le esperienze lavorative più recenti.
Grazie @3dproduzioni per l’intervista, le riprese e il montaggio.
Nelle stories vi lascio il link per vedere l’intera puntata!
Non vedo l’ora di iniziare a raccontarvi i prossimi progetti del 2024, ma ora guardate l’intervista e ditemi che ne pensate!
#appuntidiunexhibitdesigner

_Nell’ultimo numero di @artribune , all’interno dell’inserto “Grandi Mostre”, trovate un’intervista di @martasantacat in cui, tra i progetti futuri e quelli maggiormente sfidanti del mio passato, ho raccontato i passaggi che si celano tra la prima telefonata con il cliente fino all’inaugurazione della mostra.
Buona lettura!
#appuntidiunexhibitdesigner

_Quando il team curatoriale di @supervistamare @simplification_mario e @carloemiliozummo mi ha parlato della mostra “Lucio Dalla & Roberto Roversi. Un Disco. Automobili” la domanda che ci siamo posti è stata “come si racconta un album? Cosa bisogna avere in mostra e cosa il pubblico si aspetta di vedere?”.
Partendo da questi quesiti, la risposta all’unanimità è stata una: è una mostra da vedere e da ascoltare.
Grazie ad importanti prestiti di scritti originali, materiali d’archivio, autovetture e scambi epistolari tra i protagonisti dell’album, è stato possibile raccontare una storia di un album che parla della città di Torino degli anni ‘70, di macchine del futuro, di censure e del significato di essere giovani in quel preciso periodo storico.
Grazie a Rai Teche potete vedere i filmati originali dello spettacolo teatrale da cui poi dopo è nato l’album e grazie alle cuffie accanto ai testi originali delle canzone potrete immergervi completamente nella bellezza di quei racconti, di quelle parole e di quegli arrangiamenti.
Una chicca, per gli amanti dell’automotive, che vedete nell’ultima foto è senza dubbio la presenza dell’Alfa Romeo P3 originale guidata da Tazio Nuvolari, uno degli attori protagonisti raccontati nell’album.
La potete vedere fino al 20 Settembre al @museoautomobile
#appuntidiunexhibitdesigner
Credits @giorgioperottino

_Quando il team curatoriale di @supervistamare @simplification_mario e @carloemiliozummo mi ha parlato della mostra “Lucio Dalla & Roberto Roversi. Un Disco. Automobili” la domanda che ci siamo posti è stata “come si racconta un album? Cosa bisogna avere in mostra e cosa il pubblico si aspetta di vedere?”.
Partendo da questi quesiti, la risposta all’unanimità è stata una: è una mostra da vedere e da ascoltare.
Grazie ad importanti prestiti di scritti originali, materiali d’archivio, autovetture e scambi epistolari tra i protagonisti dell’album, è stato possibile raccontare una storia di un album che parla della città di Torino degli anni ‘70, di macchine del futuro, di censure e del significato di essere giovani in quel preciso periodo storico.
Grazie a Rai Teche potete vedere i filmati originali dello spettacolo teatrale da cui poi dopo è nato l’album e grazie alle cuffie accanto ai testi originali delle canzone potrete immergervi completamente nella bellezza di quei racconti, di quelle parole e di quegli arrangiamenti.
Una chicca, per gli amanti dell’automotive, che vedete nell’ultima foto è senza dubbio la presenza dell’Alfa Romeo P3 originale guidata da Tazio Nuvolari, uno degli attori protagonisti raccontati nell’album.
La potete vedere fino al 20 Settembre al @museoautomobile
#appuntidiunexhibitdesigner
Credits @giorgioperottino

_Quando il team curatoriale di @supervistamare @simplification_mario e @carloemiliozummo mi ha parlato della mostra “Lucio Dalla & Roberto Roversi. Un Disco. Automobili” la domanda che ci siamo posti è stata “come si racconta un album? Cosa bisogna avere in mostra e cosa il pubblico si aspetta di vedere?”.
Partendo da questi quesiti, la risposta all’unanimità è stata una: è una mostra da vedere e da ascoltare.
Grazie ad importanti prestiti di scritti originali, materiali d’archivio, autovetture e scambi epistolari tra i protagonisti dell’album, è stato possibile raccontare una storia di un album che parla della città di Torino degli anni ‘70, di macchine del futuro, di censure e del significato di essere giovani in quel preciso periodo storico.
Grazie a Rai Teche potete vedere i filmati originali dello spettacolo teatrale da cui poi dopo è nato l’album e grazie alle cuffie accanto ai testi originali delle canzone potrete immergervi completamente nella bellezza di quei racconti, di quelle parole e di quegli arrangiamenti.
Una chicca, per gli amanti dell’automotive, che vedete nell’ultima foto è senza dubbio la presenza dell’Alfa Romeo P3 originale guidata da Tazio Nuvolari, uno degli attori protagonisti raccontati nell’album.
La potete vedere fino al 20 Settembre al @museoautomobile
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Credits @giorgioperottino

_Quando il team curatoriale di @supervistamare @simplification_mario e @carloemiliozummo mi ha parlato della mostra “Lucio Dalla & Roberto Roversi. Un Disco. Automobili” la domanda che ci siamo posti è stata “come si racconta un album? Cosa bisogna avere in mostra e cosa il pubblico si aspetta di vedere?”.
Partendo da questi quesiti, la risposta all’unanimità è stata una: è una mostra da vedere e da ascoltare.
Grazie ad importanti prestiti di scritti originali, materiali d’archivio, autovetture e scambi epistolari tra i protagonisti dell’album, è stato possibile raccontare una storia di un album che parla della città di Torino degli anni ‘70, di macchine del futuro, di censure e del significato di essere giovani in quel preciso periodo storico.
Grazie a Rai Teche potete vedere i filmati originali dello spettacolo teatrale da cui poi dopo è nato l’album e grazie alle cuffie accanto ai testi originali delle canzone potrete immergervi completamente nella bellezza di quei racconti, di quelle parole e di quegli arrangiamenti.
Una chicca, per gli amanti dell’automotive, che vedete nell’ultima foto è senza dubbio la presenza dell’Alfa Romeo P3 originale guidata da Tazio Nuvolari, uno degli attori protagonisti raccontati nell’album.
La potete vedere fino al 20 Settembre al @museoautomobile
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Credits @giorgioperottino

_Quando il team curatoriale di @supervistamare @simplification_mario e @carloemiliozummo mi ha parlato della mostra “Lucio Dalla & Roberto Roversi. Un Disco. Automobili” la domanda che ci siamo posti è stata “come si racconta un album? Cosa bisogna avere in mostra e cosa il pubblico si aspetta di vedere?”.
Partendo da questi quesiti, la risposta all’unanimità è stata una: è una mostra da vedere e da ascoltare.
Grazie ad importanti prestiti di scritti originali, materiali d’archivio, autovetture e scambi epistolari tra i protagonisti dell’album, è stato possibile raccontare una storia di un album che parla della città di Torino degli anni ‘70, di macchine del futuro, di censure e del significato di essere giovani in quel preciso periodo storico.
Grazie a Rai Teche potete vedere i filmati originali dello spettacolo teatrale da cui poi dopo è nato l’album e grazie alle cuffie accanto ai testi originali delle canzone potrete immergervi completamente nella bellezza di quei racconti, di quelle parole e di quegli arrangiamenti.
Una chicca, per gli amanti dell’automotive, che vedete nell’ultima foto è senza dubbio la presenza dell’Alfa Romeo P3 originale guidata da Tazio Nuvolari, uno degli attori protagonisti raccontati nell’album.
La potete vedere fino al 20 Settembre al @museoautomobile
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Credits @giorgioperottino

_Quando il team curatoriale di @supervistamare @simplification_mario e @carloemiliozummo mi ha parlato della mostra “Lucio Dalla & Roberto Roversi. Un Disco. Automobili” la domanda che ci siamo posti è stata “come si racconta un album? Cosa bisogna avere in mostra e cosa il pubblico si aspetta di vedere?”.
Partendo da questi quesiti, la risposta all’unanimità è stata una: è una mostra da vedere e da ascoltare.
Grazie ad importanti prestiti di scritti originali, materiali d’archivio, autovetture e scambi epistolari tra i protagonisti dell’album, è stato possibile raccontare una storia di un album che parla della città di Torino degli anni ‘70, di macchine del futuro, di censure e del significato di essere giovani in quel preciso periodo storico.
Grazie a Rai Teche potete vedere i filmati originali dello spettacolo teatrale da cui poi dopo è nato l’album e grazie alle cuffie accanto ai testi originali delle canzone potrete immergervi completamente nella bellezza di quei racconti, di quelle parole e di quegli arrangiamenti.
Una chicca, per gli amanti dell’automotive, che vedete nell’ultima foto è senza dubbio la presenza dell’Alfa Romeo P3 originale guidata da Tazio Nuvolari, uno degli attori protagonisti raccontati nell’album.
La potete vedere fino al 20 Settembre al @museoautomobile
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Credits @giorgioperottino

_Quando il team curatoriale di @supervistamare @simplification_mario e @carloemiliozummo mi ha parlato della mostra “Lucio Dalla & Roberto Roversi. Un Disco. Automobili” la domanda che ci siamo posti è stata “come si racconta un album? Cosa bisogna avere in mostra e cosa il pubblico si aspetta di vedere?”.
Partendo da questi quesiti, la risposta all’unanimità è stata una: è una mostra da vedere e da ascoltare.
Grazie ad importanti prestiti di scritti originali, materiali d’archivio, autovetture e scambi epistolari tra i protagonisti dell’album, è stato possibile raccontare una storia di un album che parla della città di Torino degli anni ‘70, di macchine del futuro, di censure e del significato di essere giovani in quel preciso periodo storico.
Grazie a Rai Teche potete vedere i filmati originali dello spettacolo teatrale da cui poi dopo è nato l’album e grazie alle cuffie accanto ai testi originali delle canzone potrete immergervi completamente nella bellezza di quei racconti, di quelle parole e di quegli arrangiamenti.
Una chicca, per gli amanti dell’automotive, che vedete nell’ultima foto è senza dubbio la presenza dell’Alfa Romeo P3 originale guidata da Tazio Nuvolari, uno degli attori protagonisti raccontati nell’album.
La potete vedere fino al 20 Settembre al @museoautomobile
#appuntidiunexhibitdesigner
Credits @giorgioperottino

_Quando il team curatoriale di @supervistamare @simplification_mario e @carloemiliozummo mi ha parlato della mostra “Lucio Dalla & Roberto Roversi. Un Disco. Automobili” la domanda che ci siamo posti è stata “come si racconta un album? Cosa bisogna avere in mostra e cosa il pubblico si aspetta di vedere?”.
Partendo da questi quesiti, la risposta all’unanimità è stata una: è una mostra da vedere e da ascoltare.
Grazie ad importanti prestiti di scritti originali, materiali d’archivio, autovetture e scambi epistolari tra i protagonisti dell’album, è stato possibile raccontare una storia di un album che parla della città di Torino degli anni ‘70, di macchine del futuro, di censure e del significato di essere giovani in quel preciso periodo storico.
Grazie a Rai Teche potete vedere i filmati originali dello spettacolo teatrale da cui poi dopo è nato l’album e grazie alle cuffie accanto ai testi originali delle canzone potrete immergervi completamente nella bellezza di quei racconti, di quelle parole e di quegli arrangiamenti.
Una chicca, per gli amanti dell’automotive, che vedete nell’ultima foto è senza dubbio la presenza dell’Alfa Romeo P3 originale guidata da Tazio Nuvolari, uno degli attori protagonisti raccontati nell’album.
La potete vedere fino al 20 Settembre al @museoautomobile
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Credits @giorgioperottino

_Quando il team curatoriale di @supervistamare @simplification_mario e @carloemiliozummo mi ha parlato della mostra “Lucio Dalla & Roberto Roversi. Un Disco. Automobili” la domanda che ci siamo posti è stata “come si racconta un album? Cosa bisogna avere in mostra e cosa il pubblico si aspetta di vedere?”.
Partendo da questi quesiti, la risposta all’unanimità è stata una: è una mostra da vedere e da ascoltare.
Grazie ad importanti prestiti di scritti originali, materiali d’archivio, autovetture e scambi epistolari tra i protagonisti dell’album, è stato possibile raccontare una storia di un album che parla della città di Torino degli anni ‘70, di macchine del futuro, di censure e del significato di essere giovani in quel preciso periodo storico.
Grazie a Rai Teche potete vedere i filmati originali dello spettacolo teatrale da cui poi dopo è nato l’album e grazie alle cuffie accanto ai testi originali delle canzone potrete immergervi completamente nella bellezza di quei racconti, di quelle parole e di quegli arrangiamenti.
Una chicca, per gli amanti dell’automotive, che vedete nell’ultima foto è senza dubbio la presenza dell’Alfa Romeo P3 originale guidata da Tazio Nuvolari, uno degli attori protagonisti raccontati nell’album.
La potete vedere fino al 20 Settembre al @museoautomobile
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Credits @giorgioperottino

_Quando il team curatoriale di @supervistamare @simplification_mario e @carloemiliozummo mi ha parlato della mostra “Lucio Dalla & Roberto Roversi. Un Disco. Automobili” la domanda che ci siamo posti è stata “come si racconta un album? Cosa bisogna avere in mostra e cosa il pubblico si aspetta di vedere?”.
Partendo da questi quesiti, la risposta all’unanimità è stata una: è una mostra da vedere e da ascoltare.
Grazie ad importanti prestiti di scritti originali, materiali d’archivio, autovetture e scambi epistolari tra i protagonisti dell’album, è stato possibile raccontare una storia di un album che parla della città di Torino degli anni ‘70, di macchine del futuro, di censure e del significato di essere giovani in quel preciso periodo storico.
Grazie a Rai Teche potete vedere i filmati originali dello spettacolo teatrale da cui poi dopo è nato l’album e grazie alle cuffie accanto ai testi originali delle canzone potrete immergervi completamente nella bellezza di quei racconti, di quelle parole e di quegli arrangiamenti.
Una chicca, per gli amanti dell’automotive, che vedete nell’ultima foto è senza dubbio la presenza dell’Alfa Romeo P3 originale guidata da Tazio Nuvolari, uno degli attori protagonisti raccontati nell’album.
La potete vedere fino al 20 Settembre al @museoautomobile
#appuntidiunexhibitdesigner
Credits @giorgioperottino

_Quando il team curatoriale di @supervistamare @simplification_mario e @carloemiliozummo mi ha parlato della mostra “Lucio Dalla & Roberto Roversi. Un Disco. Automobili” la domanda che ci siamo posti è stata “come si racconta un album? Cosa bisogna avere in mostra e cosa il pubblico si aspetta di vedere?”.
Partendo da questi quesiti, la risposta all’unanimità è stata una: è una mostra da vedere e da ascoltare.
Grazie ad importanti prestiti di scritti originali, materiali d’archivio, autovetture e scambi epistolari tra i protagonisti dell’album, è stato possibile raccontare una storia di un album che parla della città di Torino degli anni ‘70, di macchine del futuro, di censure e del significato di essere giovani in quel preciso periodo storico.
Grazie a Rai Teche potete vedere i filmati originali dello spettacolo teatrale da cui poi dopo è nato l’album e grazie alle cuffie accanto ai testi originali delle canzone potrete immergervi completamente nella bellezza di quei racconti, di quelle parole e di quegli arrangiamenti.
Una chicca, per gli amanti dell’automotive, che vedete nell’ultima foto è senza dubbio la presenza dell’Alfa Romeo P3 originale guidata da Tazio Nuvolari, uno degli attori protagonisti raccontati nell’album.
La potete vedere fino al 20 Settembre al @museoautomobile
#appuntidiunexhibitdesigner
Credits @giorgioperottino

_Quando il team curatoriale di @supervistamare @simplification_mario e @carloemiliozummo mi ha parlato della mostra “Lucio Dalla & Roberto Roversi. Un Disco. Automobili” la domanda che ci siamo posti è stata “come si racconta un album? Cosa bisogna avere in mostra e cosa il pubblico si aspetta di vedere?”.
Partendo da questi quesiti, la risposta all’unanimità è stata una: è una mostra da vedere e da ascoltare.
Grazie ad importanti prestiti di scritti originali, materiali d’archivio, autovetture e scambi epistolari tra i protagonisti dell’album, è stato possibile raccontare una storia di un album che parla della città di Torino degli anni ‘70, di macchine del futuro, di censure e del significato di essere giovani in quel preciso periodo storico.
Grazie a Rai Teche potete vedere i filmati originali dello spettacolo teatrale da cui poi dopo è nato l’album e grazie alle cuffie accanto ai testi originali delle canzone potrete immergervi completamente nella bellezza di quei racconti, di quelle parole e di quegli arrangiamenti.
Una chicca, per gli amanti dell’automotive, che vedete nell’ultima foto è senza dubbio la presenza dell’Alfa Romeo P3 originale guidata da Tazio Nuvolari, uno degli attori protagonisti raccontati nell’album.
La potete vedere fino al 20 Settembre al @museoautomobile
#appuntidiunexhibitdesigner
Credits @giorgioperottino
_È da diversi anni che cerco di raccontarvi tra post e stories, anche per sottolineare l’importanza di questa professione, cosa accade nel dietro le quinte di un allestimento di mostra e perciò ho deciso, attraverso i RayBan Meta, di portarvi d’ora in poi con me in tutti i cantieri.
Questo è il cantiere della mostra “Lucio Dalla&Roberto Roversi. Un Disco. Automobili” curata da @supervistamare @simplification_mario @carloemiliozummo che ha inaugurato Martedì 12 Maggio al @museoautomobile a Torino.
Ho cercato di riassumere in un video di poco più di un minuto i momenti essenziali di ciò che abbiamo fatto, per farvi capire quante persone lavorano ad una mostra e di quante professionalità si ha bisogno (e nel video non si vedono tutte!).
Un grosso grazie va sempre ai fornitori che permettono la realizzazione del progetto.
Se non l’avete già fatto, avete tempo fino al 20 Settembre per vederla!
#appuntidiunexhibitdesigner

_Sono 500 post con l’hashtag #appuntidiunexhibitdesigner
Sono 500 momenti in cui ho cercato di raccontarvi il dietro le quinte del lavoro che amo e che ho la fortuna di fare.
Ma ciò che mi ha dato di più in questi anni è sempre stato lo scambio di opinioni con voi, un commento o un messaggio quando siete andati/e a vedere una mostra e mi avete pensato (per cose belle e brutte), quando mi avete chiesto un parere personale su un tipo di allestimento, un consiglio, ecc..
Non sono mai pienamente soddisfatto di ciò che faccio perché penso si possa sempre fare di meglio, però riuscire a raccontarvi il mio punto di vista su questo mestiere mi ha dato sempre grandi soddisfazioni.
A volte capita che mi chiedano “ma come conosci Tizio?” e la verità è che molti rapporti son partiti da qui, da un messaggio, dalla curiosità e dallo scambio di opinioni, per poi tramutarsi in inaugurazioni, eventi, allestimenti, feste, pranzi, aperitivi e cene insieme.
#appuntidiunexhibitdesigner
Credits @_leo_gilardi

Due imponenti libri aperti con le pagine retroilluminate e grandi volumi disposti di costa ribaltano la normale percezione spaziale, invitando gli adulti a osservare la realtà dalla prospettiva dell’infanzia. ✨
Il concept dello stand Allemandi per il @salonelibro 2026, curato dall’exhibition designer @andreaisola, trae ispirazione dal tema della fiera, “Il mondo salvato dai ragazzini”, attraverso un suggestivo gioco di proporzioni. Uno spazio che non è solo esposizione, ma un dispositivo visivo che trasforma il libro in architettura.
Al centro della scenografia, la libreria Allemandi e @ilgiornaledellarte accolgono i visitatori tra le novità di questa edizione: dal Catalogo Ragionato di Fabio Mauri a Opera Aperta, fino ai volumi dedicati a Giovanni Gastel, Nick Brandt e Francesco Vezzoli.
📍 Salone Internazionale del Libro di Torino
14 – 18 maggio 2026 Oval Lingotto | Stand U81
Ph. @_leo_gilardi
#Allemandi #IlGiornaleDellArte #SalTo26 #Torino #Arte

Due imponenti libri aperti con le pagine retroilluminate e grandi volumi disposti di costa ribaltano la normale percezione spaziale, invitando gli adulti a osservare la realtà dalla prospettiva dell’infanzia. ✨
Il concept dello stand Allemandi per il @salonelibro 2026, curato dall’exhibition designer @andreaisola, trae ispirazione dal tema della fiera, “Il mondo salvato dai ragazzini”, attraverso un suggestivo gioco di proporzioni. Uno spazio che non è solo esposizione, ma un dispositivo visivo che trasforma il libro in architettura.
Al centro della scenografia, la libreria Allemandi e @ilgiornaledellarte accolgono i visitatori tra le novità di questa edizione: dal Catalogo Ragionato di Fabio Mauri a Opera Aperta, fino ai volumi dedicati a Giovanni Gastel, Nick Brandt e Francesco Vezzoli.
📍 Salone Internazionale del Libro di Torino
14 – 18 maggio 2026 Oval Lingotto | Stand U81
Ph. @_leo_gilardi
#Allemandi #IlGiornaleDellArte #SalTo26 #Torino #Arte

Due imponenti libri aperti con le pagine retroilluminate e grandi volumi disposti di costa ribaltano la normale percezione spaziale, invitando gli adulti a osservare la realtà dalla prospettiva dell’infanzia. ✨
Il concept dello stand Allemandi per il @salonelibro 2026, curato dall’exhibition designer @andreaisola, trae ispirazione dal tema della fiera, “Il mondo salvato dai ragazzini”, attraverso un suggestivo gioco di proporzioni. Uno spazio che non è solo esposizione, ma un dispositivo visivo che trasforma il libro in architettura.
Al centro della scenografia, la libreria Allemandi e @ilgiornaledellarte accolgono i visitatori tra le novità di questa edizione: dal Catalogo Ragionato di Fabio Mauri a Opera Aperta, fino ai volumi dedicati a Giovanni Gastel, Nick Brandt e Francesco Vezzoli.
📍 Salone Internazionale del Libro di Torino
14 – 18 maggio 2026 Oval Lingotto | Stand U81
Ph. @_leo_gilardi
#Allemandi #IlGiornaleDellArte #SalTo26 #Torino #Arte

Due imponenti libri aperti con le pagine retroilluminate e grandi volumi disposti di costa ribaltano la normale percezione spaziale, invitando gli adulti a osservare la realtà dalla prospettiva dell’infanzia. ✨
Il concept dello stand Allemandi per il @salonelibro 2026, curato dall’exhibition designer @andreaisola, trae ispirazione dal tema della fiera, “Il mondo salvato dai ragazzini”, attraverso un suggestivo gioco di proporzioni. Uno spazio che non è solo esposizione, ma un dispositivo visivo che trasforma il libro in architettura.
Al centro della scenografia, la libreria Allemandi e @ilgiornaledellarte accolgono i visitatori tra le novità di questa edizione: dal Catalogo Ragionato di Fabio Mauri a Opera Aperta, fino ai volumi dedicati a Giovanni Gastel, Nick Brandt e Francesco Vezzoli.
📍 Salone Internazionale del Libro di Torino
14 – 18 maggio 2026 Oval Lingotto | Stand U81
Ph. @_leo_gilardi
#Allemandi #IlGiornaleDellArte #SalTo26 #Torino #Arte

Due imponenti libri aperti con le pagine retroilluminate e grandi volumi disposti di costa ribaltano la normale percezione spaziale, invitando gli adulti a osservare la realtà dalla prospettiva dell’infanzia. ✨
Il concept dello stand Allemandi per il @salonelibro 2026, curato dall’exhibition designer @andreaisola, trae ispirazione dal tema della fiera, “Il mondo salvato dai ragazzini”, attraverso un suggestivo gioco di proporzioni. Uno spazio che non è solo esposizione, ma un dispositivo visivo che trasforma il libro in architettura.
Al centro della scenografia, la libreria Allemandi e @ilgiornaledellarte accolgono i visitatori tra le novità di questa edizione: dal Catalogo Ragionato di Fabio Mauri a Opera Aperta, fino ai volumi dedicati a Giovanni Gastel, Nick Brandt e Francesco Vezzoli.
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Due imponenti libri aperti con le pagine retroilluminate e grandi volumi disposti di costa ribaltano la normale percezione spaziale, invitando gli adulti a osservare la realtà dalla prospettiva dell’infanzia. ✨
Il concept dello stand Allemandi per il @salonelibro 2026, curato dall’exhibition designer @andreaisola, trae ispirazione dal tema della fiera, “Il mondo salvato dai ragazzini”, attraverso un suggestivo gioco di proporzioni. Uno spazio che non è solo esposizione, ma un dispositivo visivo che trasforma il libro in architettura.
Al centro della scenografia, la libreria Allemandi e @ilgiornaledellarte accolgono i visitatori tra le novità di questa edizione: dal Catalogo Ragionato di Fabio Mauri a Opera Aperta, fino ai volumi dedicati a Giovanni Gastel, Nick Brandt e Francesco Vezzoli.
📍 Salone Internazionale del Libro di Torino
14 – 18 maggio 2026 Oval Lingotto | Stand U81
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#Allemandi #IlGiornaleDellArte #SalTo26 #Torino #Arte

Due imponenti libri aperti con le pagine retroilluminate e grandi volumi disposti di costa ribaltano la normale percezione spaziale, invitando gli adulti a osservare la realtà dalla prospettiva dell’infanzia. ✨
Il concept dello stand Allemandi per il @salonelibro 2026, curato dall’exhibition designer @andreaisola, trae ispirazione dal tema della fiera, “Il mondo salvato dai ragazzini”, attraverso un suggestivo gioco di proporzioni. Uno spazio che non è solo esposizione, ma un dispositivo visivo che trasforma il libro in architettura.
Al centro della scenografia, la libreria Allemandi e @ilgiornaledellarte accolgono i visitatori tra le novità di questa edizione: dal Catalogo Ragionato di Fabio Mauri a Opera Aperta, fino ai volumi dedicati a Giovanni Gastel, Nick Brandt e Francesco Vezzoli.
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Due imponenti libri aperti con le pagine retroilluminate e grandi volumi disposti di costa ribaltano la normale percezione spaziale, invitando gli adulti a osservare la realtà dalla prospettiva dell’infanzia. ✨
Il concept dello stand Allemandi per il @salonelibro 2026, curato dall’exhibition designer @andreaisola, trae ispirazione dal tema della fiera, “Il mondo salvato dai ragazzini”, attraverso un suggestivo gioco di proporzioni. Uno spazio che non è solo esposizione, ma un dispositivo visivo che trasforma il libro in architettura.
Al centro della scenografia, la libreria Allemandi e @ilgiornaledellarte accolgono i visitatori tra le novità di questa edizione: dal Catalogo Ragionato di Fabio Mauri a Opera Aperta, fino ai volumi dedicati a Giovanni Gastel, Nick Brandt e Francesco Vezzoli.
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14 – 18 maggio 2026 Oval Lingotto | Stand U81
Ph. @_leo_gilardi
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_La scorsa estate ho ricevuto la telefonata “la prossima edizione di @megaartfair sarà in un ex fabbrica di profumi”.
E dopo 9 mesi quell’idea su carta, passata per un modello 3D al computer, è diventata realtà.
Progettare un evento come Mega in uno spazio che non nasce come spazio espositivo non è semplice, perché significa trovare un equilibrio tra le architetture esistenti (alcune sale hanno mantenuto tanti particolari dell’ex fabbrica) con le opere d’arte in esposizione, un bilanciamento di colori, prospettive tra interno ed esterno e adattare un percorso di visita ben studiato.
È la terza edizione di Mega e ogni anno, pur cambiando sempre lo spazio espositivo, la vedo crescere nella proposta, nei servizi come mostre curate, visite guidate, talks ma anche nelle parti più ricreative, come aperitivi, cene e djset.
Grazie @marta_orsola_sironi @mauro__mattei @mattiapozzoni e tutto lo staff per il supporto e per aver fatto si che tutto andasse come dovesse.
Potete visitare Mega Art Fair fino al 25 Aprile, per tutta la settimana del FuoriSalone, in via Binda 29.
#appuntidiunexhibitdesigner
Credits @francescopaleari

_La scorsa estate ho ricevuto la telefonata “la prossima edizione di @megaartfair sarà in un ex fabbrica di profumi”.
E dopo 9 mesi quell’idea su carta, passata per un modello 3D al computer, è diventata realtà.
Progettare un evento come Mega in uno spazio che non nasce come spazio espositivo non è semplice, perché significa trovare un equilibrio tra le architetture esistenti (alcune sale hanno mantenuto tanti particolari dell’ex fabbrica) con le opere d’arte in esposizione, un bilanciamento di colori, prospettive tra interno ed esterno e adattare un percorso di visita ben studiato.
È la terza edizione di Mega e ogni anno, pur cambiando sempre lo spazio espositivo, la vedo crescere nella proposta, nei servizi come mostre curate, visite guidate, talks ma anche nelle parti più ricreative, come aperitivi, cene e djset.
Grazie @marta_orsola_sironi @mauro__mattei @mattiapozzoni e tutto lo staff per il supporto e per aver fatto si che tutto andasse come dovesse.
Potete visitare Mega Art Fair fino al 25 Aprile, per tutta la settimana del FuoriSalone, in via Binda 29.
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Credits @francescopaleari

_La scorsa estate ho ricevuto la telefonata “la prossima edizione di @megaartfair sarà in un ex fabbrica di profumi”.
E dopo 9 mesi quell’idea su carta, passata per un modello 3D al computer, è diventata realtà.
Progettare un evento come Mega in uno spazio che non nasce come spazio espositivo non è semplice, perché significa trovare un equilibrio tra le architetture esistenti (alcune sale hanno mantenuto tanti particolari dell’ex fabbrica) con le opere d’arte in esposizione, un bilanciamento di colori, prospettive tra interno ed esterno e adattare un percorso di visita ben studiato.
È la terza edizione di Mega e ogni anno, pur cambiando sempre lo spazio espositivo, la vedo crescere nella proposta, nei servizi come mostre curate, visite guidate, talks ma anche nelle parti più ricreative, come aperitivi, cene e djset.
Grazie @marta_orsola_sironi @mauro__mattei @mattiapozzoni e tutto lo staff per il supporto e per aver fatto si che tutto andasse come dovesse.
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E dopo 9 mesi quell’idea su carta, passata per un modello 3D al computer, è diventata realtà.
Progettare un evento come Mega in uno spazio che non nasce come spazio espositivo non è semplice, perché significa trovare un equilibrio tra le architetture esistenti (alcune sale hanno mantenuto tanti particolari dell’ex fabbrica) con le opere d’arte in esposizione, un bilanciamento di colori, prospettive tra interno ed esterno e adattare un percorso di visita ben studiato.
È la terza edizione di Mega e ogni anno, pur cambiando sempre lo spazio espositivo, la vedo crescere nella proposta, nei servizi come mostre curate, visite guidate, talks ma anche nelle parti più ricreative, come aperitivi, cene e djset.
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E dopo 9 mesi quell’idea su carta, passata per un modello 3D al computer, è diventata realtà.
Progettare un evento come Mega in uno spazio che non nasce come spazio espositivo non è semplice, perché significa trovare un equilibrio tra le architetture esistenti (alcune sale hanno mantenuto tanti particolari dell’ex fabbrica) con le opere d’arte in esposizione, un bilanciamento di colori, prospettive tra interno ed esterno e adattare un percorso di visita ben studiato.
È la terza edizione di Mega e ogni anno, pur cambiando sempre lo spazio espositivo, la vedo crescere nella proposta, nei servizi come mostre curate, visite guidate, talks ma anche nelle parti più ricreative, come aperitivi, cene e djset.
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E dopo 9 mesi quell’idea su carta, passata per un modello 3D al computer, è diventata realtà.
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È la terza edizione di Mega e ogni anno, pur cambiando sempre lo spazio espositivo, la vedo crescere nella proposta, nei servizi come mostre curate, visite guidate, talks ma anche nelle parti più ricreative, come aperitivi, cene e djset.
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E dopo 9 mesi quell’idea su carta, passata per un modello 3D al computer, è diventata realtà.
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E dopo 9 mesi quell’idea su carta, passata per un modello 3D al computer, è diventata realtà.
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E dopo 9 mesi quell’idea su carta, passata per un modello 3D al computer, è diventata realtà.
Progettare un evento come Mega in uno spazio che non nasce come spazio espositivo non è semplice, perché significa trovare un equilibrio tra le architetture esistenti (alcune sale hanno mantenuto tanti particolari dell’ex fabbrica) con le opere d’arte in esposizione, un bilanciamento di colori, prospettive tra interno ed esterno e adattare un percorso di visita ben studiato.
È la terza edizione di Mega e ogni anno, pur cambiando sempre lo spazio espositivo, la vedo crescere nella proposta, nei servizi come mostre curate, visite guidate, talks ma anche nelle parti più ricreative, come aperitivi, cene e djset.
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Potete visitare Mega Art Fair fino al 25 Aprile, per tutta la settimana del FuoriSalone, in via Binda 29.
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E dopo 9 mesi quell’idea su carta, passata per un modello 3D al computer, è diventata realtà.
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È la terza edizione di Mega e ogni anno, pur cambiando sempre lo spazio espositivo, la vedo crescere nella proposta, nei servizi come mostre curate, visite guidate, talks ma anche nelle parti più ricreative, come aperitivi, cene e djset.
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E dopo 9 mesi quell’idea su carta, passata per un modello 3D al computer, è diventata realtà.
Progettare un evento come Mega in uno spazio che non nasce come spazio espositivo non è semplice, perché significa trovare un equilibrio tra le architetture esistenti (alcune sale hanno mantenuto tanti particolari dell’ex fabbrica) con le opere d’arte in esposizione, un bilanciamento di colori, prospettive tra interno ed esterno e adattare un percorso di visita ben studiato.
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È la terza edizione di Mega e ogni anno, pur cambiando sempre lo spazio espositivo, la vedo crescere nella proposta, nei servizi come mostre curate, visite guidate, talks ma anche nelle parti più ricreative, come aperitivi, cene e djset.
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E dopo 9 mesi quell’idea su carta, passata per un modello 3D al computer, è diventata realtà.
Progettare un evento come Mega in uno spazio che non nasce come spazio espositivo non è semplice, perché significa trovare un equilibrio tra le architetture esistenti (alcune sale hanno mantenuto tanti particolari dell’ex fabbrica) con le opere d’arte in esposizione, un bilanciamento di colori, prospettive tra interno ed esterno e adattare un percorso di visita ben studiato.
È la terza edizione di Mega e ogni anno, pur cambiando sempre lo spazio espositivo, la vedo crescere nella proposta, nei servizi come mostre curate, visite guidate, talks ma anche nelle parti più ricreative, come aperitivi, cene e djset.
Grazie @marta_orsola_sironi @mauro__mattei @mattiapozzoni e tutto lo staff per il supporto e per aver fatto si che tutto andasse come dovesse.
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Credits @francescopaleari

Per miart 2026, Allemandi e @ilgiornaledellarte presentano uno stand ideato dall’exhibit designer @_andreaisola
Uno spazio che prende forma come uno studio fotografico: fondale bianco, luci da shooting, un set essenziale in cui il nuovo magazine Vernissage entra in scena come protagonista, osservato e messo a fuoco.
Intorno, le pubblicazioni Allemandi e le testate storiche costruiscono la cornice, radicando questa nuova visione in una tradizione editoriale solida e in evoluzione.
Un allestimento che non espone soltanto libri, ma li mette in scena.
Vieni a trovarci!
📍 Allianz MiCo, South Wing – Stand B04
📅 17 – 19 aprile 2026
#miart #allemandi #ilgiornaledellarte #vernissage #milano

Per miart 2026, Allemandi e @ilgiornaledellarte presentano uno stand ideato dall’exhibit designer @_andreaisola
Uno spazio che prende forma come uno studio fotografico: fondale bianco, luci da shooting, un set essenziale in cui il nuovo magazine Vernissage entra in scena come protagonista, osservato e messo a fuoco.
Intorno, le pubblicazioni Allemandi e le testate storiche costruiscono la cornice, radicando questa nuova visione in una tradizione editoriale solida e in evoluzione.
Un allestimento che non espone soltanto libri, ma li mette in scena.
Vieni a trovarci!
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📅 17 – 19 aprile 2026
#miart #allemandi #ilgiornaledellarte #vernissage #milano

Per miart 2026, Allemandi e @ilgiornaledellarte presentano uno stand ideato dall’exhibit designer @_andreaisola
Uno spazio che prende forma come uno studio fotografico: fondale bianco, luci da shooting, un set essenziale in cui il nuovo magazine Vernissage entra in scena come protagonista, osservato e messo a fuoco.
Intorno, le pubblicazioni Allemandi e le testate storiche costruiscono la cornice, radicando questa nuova visione in una tradizione editoriale solida e in evoluzione.
Un allestimento che non espone soltanto libri, ma li mette in scena.
Vieni a trovarci!
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📅 17 – 19 aprile 2026
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Intorno, le pubblicazioni Allemandi e le testate storiche costruiscono la cornice, radicando questa nuova visione in una tradizione editoriale solida e in evoluzione.
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Vieni a trovarci!
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Per miart 2026, Allemandi e @ilgiornaledellarte presentano uno stand ideato dall’exhibit designer @_andreaisola
Uno spazio che prende forma come uno studio fotografico: fondale bianco, luci da shooting, un set essenziale in cui il nuovo magazine Vernissage entra in scena come protagonista, osservato e messo a fuoco.
Intorno, le pubblicazioni Allemandi e le testate storiche costruiscono la cornice, radicando questa nuova visione in una tradizione editoriale solida e in evoluzione.
Un allestimento che non espone soltanto libri, ma li mette in scena.
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_Un vero piacere essere intervistato e pubblicato all’interno del Report 2026 “Il mercato dell’arte e dei beni da collezione.” di @deloitte_italia
Tre domande a cui tengo particolarmente.
Grazie @roberta.ghilardi
#appuntidiunexhibitdesigner

_Un vero piacere essere intervistato e pubblicato all’interno del Report 2026 “Il mercato dell’arte e dei beni da collezione.” di @deloitte_italia
Tre domande a cui tengo particolarmente.
Grazie @roberta.ghilardi
#appuntidiunexhibitdesigner

_È da 4 anni che collaboro con @lagalleriabper e ogni volta progettare l’allestimento della galleria di Modena risulta sempre una sfida, un continuo bilanciamento tra collezione permanente e temporanea, tra le grandezze delle opere e i percorsi di passaggio, per riuscire a raccontare ogni volta una storia diversa dalla precedente.
Il 3 Aprile ha inaugurato “La virtù e la grazia” una mostra curata da Lucia Peruzzi che mette in luce un percorso tra sante, eroine, seduttrici e allegorie nella pittura del Seicento.
La mostra è visitabile fino al 28 Giugno, gratuitamente, ogni weekend.
#appuntidiunexhibitdesigner
Credits: La Galleria BPER

_È da 4 anni che collaboro con @lagalleriabper e ogni volta progettare l’allestimento della galleria di Modena risulta sempre una sfida, un continuo bilanciamento tra collezione permanente e temporanea, tra le grandezze delle opere e i percorsi di passaggio, per riuscire a raccontare ogni volta una storia diversa dalla precedente.
Il 3 Aprile ha inaugurato “La virtù e la grazia” una mostra curata da Lucia Peruzzi che mette in luce un percorso tra sante, eroine, seduttrici e allegorie nella pittura del Seicento.
La mostra è visitabile fino al 28 Giugno, gratuitamente, ogni weekend.
#appuntidiunexhibitdesigner
Credits: La Galleria BPER

_È da 4 anni che collaboro con @lagalleriabper e ogni volta progettare l’allestimento della galleria di Modena risulta sempre una sfida, un continuo bilanciamento tra collezione permanente e temporanea, tra le grandezze delle opere e i percorsi di passaggio, per riuscire a raccontare ogni volta una storia diversa dalla precedente.
Il 3 Aprile ha inaugurato “La virtù e la grazia” una mostra curata da Lucia Peruzzi che mette in luce un percorso tra sante, eroine, seduttrici e allegorie nella pittura del Seicento.
La mostra è visitabile fino al 28 Giugno, gratuitamente, ogni weekend.
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Credits: La Galleria BPER

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Credits: La Galleria BPER

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Credits: La Galleria BPER

_È da 4 anni che collaboro con @lagalleriabper e ogni volta progettare l’allestimento della galleria di Modena risulta sempre una sfida, un continuo bilanciamento tra collezione permanente e temporanea, tra le grandezze delle opere e i percorsi di passaggio, per riuscire a raccontare ogni volta una storia diversa dalla precedente.
Il 3 Aprile ha inaugurato “La virtù e la grazia” una mostra curata da Lucia Peruzzi che mette in luce un percorso tra sante, eroine, seduttrici e allegorie nella pittura del Seicento.
La mostra è visitabile fino al 28 Giugno, gratuitamente, ogni weekend.
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Credits: La Galleria BPER

_È da 4 anni che collaboro con @lagalleriabper e ogni volta progettare l’allestimento della galleria di Modena risulta sempre una sfida, un continuo bilanciamento tra collezione permanente e temporanea, tra le grandezze delle opere e i percorsi di passaggio, per riuscire a raccontare ogni volta una storia diversa dalla precedente.
Il 3 Aprile ha inaugurato “La virtù e la grazia” una mostra curata da Lucia Peruzzi che mette in luce un percorso tra sante, eroine, seduttrici e allegorie nella pittura del Seicento.
La mostra è visitabile fino al 28 Giugno, gratuitamente, ogni weekend.
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Credits: La Galleria BPER
_Il 3 Aprile apre al pubblico la mostra “La virtù e la grazia. Figure di donne nella pittura barocca” a @lagalleriabper a Modena.
In questo reel ho riassunto due giorni di allestimento, che vi fanno capire anche quanti professionisti ruotano attorno ad una singola mostra.
La mostra è visitabile gratuitamente, tutti i weekend, fino a fine Giugno.
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