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Mucho Mas!

We do exhibitions, art residencies, curatorial exchanges, educational programs ❤️‍🔥 based in Torino since 2018 by @silviamangosio and @luca_vianello.

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Alcuni dettagli della mostra Hypersea di Claudia Amatruda, presentata da Mucho Mas! nell'ambito di EXPOSED @torino.photo.festival e visitabile su appuntamento fino al 30 maggio.

1. Cyborg Self-Portrait n.1, 2025 e Self-portrait sitting on the ground, 2024. Installation view di @antoniojordanphotography
2. Screenshot dal video Operation Theatre (OT) n.2, 2024
3. Fossil crutch, 2024
4. Hands like roots, 2024
5. Scansione dal libro "Fossils, 1693; John Ray", 2024

La mostra fa parte della collettiva diffusa Metamorphosi, curata da Giangavino Pazzola, presentata in collaborazione con @cameratorino e @futuresphotography .

@claudiamatruda @gianpazzola
@muchomas.project

#exposedtorinofotofestival #claudiaamatruda #hypersea

Con il sostegno di @fondazionecompagniadisanpaolo e @fondazionecrt


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Alcuni dettagli della mostra Hypersea di Claudia Amatruda, presentata da Mucho Mas! nell'ambito di EXPOSED @torino.photo.festival e visitabile su appuntamento fino al 30 maggio.

1. Cyborg Self-Portrait n.1, 2025 e Self-portrait sitting on the ground, 2024. Installation view di @antoniojordanphotography
2. Screenshot dal video Operation Theatre (OT) n.2, 2024
3. Fossil crutch, 2024
4. Hands like roots, 2024
5. Scansione dal libro "Fossils, 1693; John Ray", 2024

La mostra fa parte della collettiva diffusa Metamorphosi, curata da Giangavino Pazzola, presentata in collaborazione con @cameratorino e @futuresphotography .

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2. Screenshot dal video Operation Theatre (OT) n.2, 2024
3. Fossil crutch, 2024
4. Hands like roots, 2024
5. Scansione dal libro "Fossils, 1693; John Ray", 2024

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Primo weekend per l'Atelier di Co-Curatela sul Fondo Chiara Fumai a cura di @progetto.occulta, l'Osservatorio per la Cura Collettiva dei Linguaggi Tecno-Archiviali, progetto di Terza Missione del Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università di Torino.

🖤

In queste prime giornate, lə partecipantə si sono avvicinate al Fondo Chiara Fumai, visitando l'archivio conservato presso il CRRI - Centro di Ricerca Castello di Rivoli. L'Atelier è proseguito nei due giorni successivi da Mucho Mas! con i laboratori tenuti da Gabriella Dal Lago e Irene Pipicelli, che ci hanno portatə in un viaggio sempre più vicino (e delicato) verso gli oggetti e il pensiero di Chiara Fumai.

🔮

Grazie a Marcella Beccaria per l'ospitalità al Castello di Rivoli, a Giulia De Giorgi per la pazienza e il supporto, e a Francesca Pegan e Cristina Voto, per l'attento lavoro di ricerca che è alla base di questo progetto!

🩷Ma soprattutto grazie a tuttə lə partecipantə per la fiducia in questo percorso, per l'attenzione, e per la condivisione portata in questi tre giorni intensissimi.🩷

@castellodirivoli @unitorino
@progetto.occulta @cristina_voto
@gabrimmel

(In sottofondo, l'allestimento della mostra Hypersea di Claudia Amatruda, che ci ha accompagnatə per tutto il weekend 💕)

#OCCULTA #CRRICentrodiRicercaCastellodiRivoli #ChiaraFumai

.
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Le attività di Mucho Mas! sono supportate da @fondazionecompagniadisanpaolo e @fondazionecrt


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Primo weekend per l'Atelier di Co-Curatela sul Fondo Chiara Fumai a cura di @progetto.occulta, l'Osservatorio per la Cura Collettiva dei Linguaggi Tecno-Archiviali, progetto di Terza Missione del Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università di Torino.

🖤

In queste prime giornate, lə partecipantə si sono avvicinate al Fondo Chiara Fumai, visitando l'archivio conservato presso il CRRI - Centro di Ricerca Castello di Rivoli. L'Atelier è proseguito nei due giorni successivi da Mucho Mas! con i laboratori tenuti da Gabriella Dal Lago e Irene Pipicelli, che ci hanno portatə in un viaggio sempre più vicino (e delicato) verso gli oggetti e il pensiero di Chiara Fumai.

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Grazie a Marcella Beccaria per l'ospitalità al Castello di Rivoli, a Giulia De Giorgi per la pazienza e il supporto, e a Francesca Pegan e Cristina Voto, per l'attento lavoro di ricerca che è alla base di questo progetto!

🩷Ma soprattutto grazie a tuttə lə partecipantə per la fiducia in questo percorso, per l'attenzione, e per la condivisione portata in questi tre giorni intensissimi.🩷

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In queste prime giornate, lə partecipantə si sono avvicinate al Fondo Chiara Fumai, visitando l'archivio conservato presso il CRRI - Centro di Ricerca Castello di Rivoli. L'Atelier è proseguito nei due giorni successivi da Mucho Mas! con i laboratori tenuti da Gabriella Dal Lago e Irene Pipicelli, che ci hanno portatə in un viaggio sempre più vicino (e delicato) verso gli oggetti e il pensiero di Chiara Fumai.

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Grazie a Marcella Beccaria per l'ospitalità al Castello di Rivoli, a Giulia De Giorgi per la pazienza e il supporto, e a Francesca Pegan e Cristina Voto, per l'attento lavoro di ricerca che è alla base di questo progetto!

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In queste prime giornate, lə partecipantə si sono avvicinate al Fondo Chiara Fumai, visitando l'archivio conservato presso il CRRI - Centro di Ricerca Castello di Rivoli. L'Atelier è proseguito nei due giorni successivi da Mucho Mas! con i laboratori tenuti da Gabriella Dal Lago e Irene Pipicelli, che ci hanno portatə in un viaggio sempre più vicino (e delicato) verso gli oggetti e il pensiero di Chiara Fumai.

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Grazie a Marcella Beccaria per l'ospitalità al Castello di Rivoli, a Giulia De Giorgi per la pazienza e il supporto, e a Francesca Pegan e Cristina Voto, per l'attento lavoro di ricerca che è alla base di questo progetto!

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In queste prime giornate, lə partecipantə si sono avvicinate al Fondo Chiara Fumai, visitando l'archivio conservato presso il CRRI - Centro di Ricerca Castello di Rivoli. L'Atelier è proseguito nei due giorni successivi da Mucho Mas! con i laboratori tenuti da Gabriella Dal Lago e Irene Pipicelli, che ci hanno portatə in un viaggio sempre più vicino (e delicato) verso gli oggetti e il pensiero di Chiara Fumai.

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Grazie a Marcella Beccaria per l'ospitalità al Castello di Rivoli, a Giulia De Giorgi per la pazienza e il supporto, e a Francesca Pegan e Cristina Voto, per l'attento lavoro di ricerca che è alla base di questo progetto!

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1 weeks ago

Hypersea è un termine/concetto coniato dagli scienziati e paleontologi Mark e Dianna McMenamin nel 1993. Il concetto considera la terra come un’estensione del mare dove l’emergere evolutivo della vita terrestre aveva portato l’acqua dall’oceano alle superfici terrestri sterili della Terra più di 400 milioni di anni fa. Questa teoria è stata più tardi ripresa da Astrida Neimanis (writer & cultural theorist), che nella sua ricerca Bodies of Water, giunge a questa conclusione: essendo noi umani fatti d’acqua e portatori d’acqua, possiamo considerare l’idea di essere qualcosa di “più che umano”, un’estensione dinamica dell’oceano stesso, così possiamo reimparare le nostre relazioni con i non umani e la nostra posizione nella natura.

La mostra Hypersea di Claudia Amatruda, parte della collettiva diffusa Metamorphosis, co-curata da Giangavino Pazzola nell'ambito di EXPOSED @torino.photo.festival è visitabile da Mucho Mas! fino al 30 maggio, su appuntamento.

🩷

@claudiamatruda @gianpazzola

#EXPOSEDTorinoPhotoFestival #EXPOSED2026 #ClaudiaAmatruda

@cameratorino@regionepiemonte.official @camcomtorino @fondazionecompagniadisanpaolo @fondazionecrt

Foto di @antoniojordanphotography


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1 weeks ago

Hypersea è un termine/concetto coniato dagli scienziati e paleontologi Mark e Dianna McMenamin nel 1993. Il concetto considera la terra come un’estensione del mare dove l’emergere evolutivo della vita terrestre aveva portato l’acqua dall’oceano alle superfici terrestri sterili della Terra più di 400 milioni di anni fa. Questa teoria è stata più tardi ripresa da Astrida Neimanis (writer & cultural theorist), che nella sua ricerca Bodies of Water, giunge a questa conclusione: essendo noi umani fatti d’acqua e portatori d’acqua, possiamo considerare l’idea di essere qualcosa di “più che umano”, un’estensione dinamica dell’oceano stesso, così possiamo reimparare le nostre relazioni con i non umani e la nostra posizione nella natura.

La mostra Hypersea di Claudia Amatruda, parte della collettiva diffusa Metamorphosis, co-curata da Giangavino Pazzola nell'ambito di EXPOSED @torino.photo.festival è visitabile da Mucho Mas! fino al 30 maggio, su appuntamento.

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Hypersea è un termine/concetto coniato dagli scienziati e paleontologi Mark e Dianna McMenamin nel 1993. Il concetto considera la terra come un’estensione del mare dove l’emergere evolutivo della vita terrestre aveva portato l’acqua dall’oceano alle superfici terrestri sterili della Terra più di 400 milioni di anni fa. Questa teoria è stata più tardi ripresa da Astrida Neimanis (writer & cultural theorist), che nella sua ricerca Bodies of Water, giunge a questa conclusione: essendo noi umani fatti d’acqua e portatori d’acqua, possiamo considerare l’idea di essere qualcosa di “più che umano”, un’estensione dinamica dell’oceano stesso, così possiamo reimparare le nostre relazioni con i non umani e la nostra posizione nella natura.

La mostra Hypersea di Claudia Amatruda, parte della collettiva diffusa Metamorphosis, co-curata da Giangavino Pazzola nell'ambito di EXPOSED @torino.photo.festival è visitabile da Mucho Mas! fino al 30 maggio, su appuntamento.

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Hypersea è un termine/concetto coniato dagli scienziati e paleontologi Mark e Dianna McMenamin nel 1993. Il concetto considera la terra come un’estensione del mare dove l’emergere evolutivo della vita terrestre aveva portato l’acqua dall’oceano alle superfici terrestri sterili della Terra più di 400 milioni di anni fa. Questa teoria è stata più tardi ripresa da Astrida Neimanis (writer & cultural theorist), che nella sua ricerca Bodies of Water, giunge a questa conclusione: essendo noi umani fatti d’acqua e portatori d’acqua, possiamo considerare l’idea di essere qualcosa di “più che umano”, un’estensione dinamica dell’oceano stesso, così possiamo reimparare le nostre relazioni con i non umani e la nostra posizione nella natura.

La mostra Hypersea di Claudia Amatruda, parte della collettiva diffusa Metamorphosis, co-curata da Giangavino Pazzola nell'ambito di EXPOSED @torino.photo.festival è visitabile da Mucho Mas! fino al 30 maggio, su appuntamento.

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HYPERSEA | Claudia Amatruda da Mucho Mas! fino al 30 Maggio (su appuntamento!)

Mucho Mas! presenta il lavoro di Claudia Amatruda, che comprende immagini, video e sculture, parte del progetto Hypersea che l’artista porta avanti da diversi anni, componendo un racconto coerente e organico che invita lo spettatore a riflettere non solo sul corpo dell’artista, ma anche sul proprio.

Hypersea intreccia elementi cyborg, movimento e ricerca di equilibrio all’interno dell’instabilità dell’esistenza nel mondo, fondendo la tecnologia con la biodiversità oceanica come modello di rigenerazione, coesistenza e strategie di sopravvivenza. Attraverso l’autoritratto, l’artista osserva la trasfigurazione del corpo, i suoi limiti e il suo potenziale, interrogandosi sul senso dell’umanità, vicina da un lato all’animale e dall’altra al cyborg

La mostra diffusa Metamorphosis con le opere di di Claudia Amatruda (Foggia, 1995), Máté Bartha (Budapest, 1987), Benedetta Casagrande (Milano, 1993), Anna Orlowska (Opole, 1986), Ada Zielinska (Varsavia, 1989) e Yana Wernicke (Berlino, 1990) è co-curata da Giangavino Pazzola nell'ambito di EXPOSED @torino.photo.festival. Le opere sono esposte negli spazi no profit Mucho Mas!, Witty Books, Almanac, Quartz Studio, Cripta747 e Jest, rafforzando una rete di collaborazione tra realtà indipendenti e nuove generazioni di autori nella fotografia contemporanea.

🩷

#EXPOSEDTorinoPhotoFestival #EXPOSED2026 #ClaudiaAmatruda

@cameratorino@regionepiemonte.official @camcomtorino @gianpazzola @fondazionecompagniadisanpaolo @fondazionecrt

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3 weeks ago

HYPERSEA | Claudia Amatruda da Mucho Mas! fino al 30 Maggio (su appuntamento!)

Mucho Mas! presenta il lavoro di Claudia Amatruda, che comprende immagini, video e sculture, parte del progetto Hypersea che l’artista porta avanti da diversi anni, componendo un racconto coerente e organico che invita lo spettatore a riflettere non solo sul corpo dell’artista, ma anche sul proprio.

Hypersea intreccia elementi cyborg, movimento e ricerca di equilibrio all’interno dell’instabilità dell’esistenza nel mondo, fondendo la tecnologia con la biodiversità oceanica come modello di rigenerazione, coesistenza e strategie di sopravvivenza. Attraverso l’autoritratto, l’artista osserva la trasfigurazione del corpo, i suoi limiti e il suo potenziale, interrogandosi sul senso dell’umanità, vicina da un lato all’animale e dall’altra al cyborg

La mostra diffusa Metamorphosis con le opere di di Claudia Amatruda (Foggia, 1995), Máté Bartha (Budapest, 1987), Benedetta Casagrande (Milano, 1993), Anna Orlowska (Opole, 1986), Ada Zielinska (Varsavia, 1989) e Yana Wernicke (Berlino, 1990) è co-curata da Giangavino Pazzola nell'ambito di EXPOSED @torino.photo.festival. Le opere sono esposte negli spazi no profit Mucho Mas!, Witty Books, Almanac, Quartz Studio, Cripta747 e Jest, rafforzando una rete di collaborazione tra realtà indipendenti e nuove generazioni di autori nella fotografia contemporanea.

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HYPERSEA | Claudia Amatruda da Mucho Mas! fino al 30 Maggio (su appuntamento!)

Mucho Mas! presenta il lavoro di Claudia Amatruda, che comprende immagini, video e sculture, parte del progetto Hypersea che l’artista porta avanti da diversi anni, componendo un racconto coerente e organico che invita lo spettatore a riflettere non solo sul corpo dell’artista, ma anche sul proprio.

Hypersea intreccia elementi cyborg, movimento e ricerca di equilibrio all’interno dell’instabilità dell’esistenza nel mondo, fondendo la tecnologia con la biodiversità oceanica come modello di rigenerazione, coesistenza e strategie di sopravvivenza. Attraverso l’autoritratto, l’artista osserva la trasfigurazione del corpo, i suoi limiti e il suo potenziale, interrogandosi sul senso dell’umanità, vicina da un lato all’animale e dall’altra al cyborg

La mostra diffusa Metamorphosis con le opere di di Claudia Amatruda (Foggia, 1995), Máté Bartha (Budapest, 1987), Benedetta Casagrande (Milano, 1993), Anna Orlowska (Opole, 1986), Ada Zielinska (Varsavia, 1989) e Yana Wernicke (Berlino, 1990) è co-curata da Giangavino Pazzola nell'ambito di EXPOSED @torino.photo.festival. Le opere sono esposte negli spazi no profit Mucho Mas!, Witty Books, Almanac, Quartz Studio, Cripta747 e Jest, rafforzando una rete di collaborazione tra realtà indipendenti e nuove generazioni di autori nella fotografia contemporanea.

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HYPERSEA | Claudia Amatruda da Mucho Mas! fino al 30 Maggio (su appuntamento!)

Mucho Mas! presenta il lavoro di Claudia Amatruda, che comprende immagini, video e sculture, parte del progetto Hypersea che l’artista porta avanti da diversi anni, componendo un racconto coerente e organico che invita lo spettatore a riflettere non solo sul corpo dell’artista, ma anche sul proprio.

Hypersea intreccia elementi cyborg, movimento e ricerca di equilibrio all’interno dell’instabilità dell’esistenza nel mondo, fondendo la tecnologia con la biodiversità oceanica come modello di rigenerazione, coesistenza e strategie di sopravvivenza. Attraverso l’autoritratto, l’artista osserva la trasfigurazione del corpo, i suoi limiti e il suo potenziale, interrogandosi sul senso dell’umanità, vicina da un lato all’animale e dall’altra al cyborg

La mostra diffusa Metamorphosis con le opere di di Claudia Amatruda (Foggia, 1995), Máté Bartha (Budapest, 1987), Benedetta Casagrande (Milano, 1993), Anna Orlowska (Opole, 1986), Ada Zielinska (Varsavia, 1989) e Yana Wernicke (Berlino, 1990) è co-curata da Giangavino Pazzola nell'ambito di EXPOSED @torino.photo.festival. Le opere sono esposte negli spazi no profit Mucho Mas!, Witty Books, Almanac, Quartz Studio, Cripta747 e Jest, rafforzando una rete di collaborazione tra realtà indipendenti e nuove generazioni di autori nella fotografia contemporanea.

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Per EXPOSED @torino.photo.festival Mucho Mas! ha presentato Hypersea di Claudia Amatruda, parte della mostra collettiva Metamorphosis curata da Giangavino Pazzola.

La mostra è visitabile su appuntamento fino al 30 maggio 2026.

🔥

Il lavoro di Claudia Amatruda comprende immagini, video e sculture parte del progetto Hypersea, che l’artista porta avanti da diversi anni, componendo un racconto coerente e organico che invita lo spettatore a riflettere non solo sul corpo dell’artista, ma anche sul proprio. In un’epoca in cui il corpo appare sempre più smaterializzato e trasparente, qui torna a occupare un ruolo centrale. Come scrive Ilaria Campioli nel suo testo critico, Amatruda si ispira “al concetto di margine come spazio di resistenza inteso, nella visione di bell hooks, come un luogo che consente uno sguardo radicale, dove è possibile osservare, creare e immaginare alternative e nuovi mondi, il suo lavoro esplora possibilità speculative per un’evoluzione umana."

@claudiamatruda è un’artista visiva che vive e lavora a Bologna, Italia. Il suo lavoro si concentra sulla rappresentazione del corpo attraverso fotografia, video performance e installazioni, affrontando tematiche sociali come la disabilità, con particolare attenzione al processo creativo, supportato da ricerche su testi scientifici e letterari.

🩷

#EXPOSEDTorinoPhotoFestival #EXPOSED2026 #ClaudiaAmatruda

@cameratorino@regionepiemonte.official @camcomtorino @gianpazzola @fondazionecompagniadisanpaolo @fondazionecrt


113
2
1 months ago

Per EXPOSED @torino.photo.festival Mucho Mas! ha presentato Hypersea di Claudia Amatruda, parte della mostra collettiva Metamorphosis curata da Giangavino Pazzola.

La mostra è visitabile su appuntamento fino al 30 maggio 2026.

🔥

Il lavoro di Claudia Amatruda comprende immagini, video e sculture parte del progetto Hypersea, che l’artista porta avanti da diversi anni, componendo un racconto coerente e organico che invita lo spettatore a riflettere non solo sul corpo dell’artista, ma anche sul proprio. In un’epoca in cui il corpo appare sempre più smaterializzato e trasparente, qui torna a occupare un ruolo centrale. Come scrive Ilaria Campioli nel suo testo critico, Amatruda si ispira “al concetto di margine come spazio di resistenza inteso, nella visione di bell hooks, come un luogo che consente uno sguardo radicale, dove è possibile osservare, creare e immaginare alternative e nuovi mondi, il suo lavoro esplora possibilità speculative per un’evoluzione umana."

@claudiamatruda è un’artista visiva che vive e lavora a Bologna, Italia. Il suo lavoro si concentra sulla rappresentazione del corpo attraverso fotografia, video performance e installazioni, affrontando tematiche sociali come la disabilità, con particolare attenzione al processo creativo, supportato da ricerche su testi scientifici e letterari.

🩷

#EXPOSEDTorinoPhotoFestival #EXPOSED2026 #ClaudiaAmatruda

@cameratorino@regionepiemonte.official @camcomtorino @gianpazzola @fondazionecompagniadisanpaolo @fondazionecrt


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2
1 months ago

È aperta l’OPEN CALL di New Gen 2026!

Anche quest’anno torna New Gen, il programma di formazione sviluppato da Almanac, Cripta747 e Mucho Mas! rivolto ad artistə under 30 a inizio carriera, con base a Torino o attivə in Italia.

Il progetto prevede tre settimane intensive tra workshop, tutoraggi, ricerca e confronto, secondo un approccio learning by doing e pratiche peer-to-peer. New Gen è orientato allo sviluppo di competenze critiche, progettuali e relazionali, con l’obiettivo di sostenere lə partecipantə nella fase iniziale del proprio percorso artistico e favorirne lo sviluppo professionale.

Il programma si concluderà ad ottobre 2026 con una mostra collettiva da Almanac, in occasione di Artissima.

Deadline: 4 maggio 2026
La selezione verrà comunicata entro metà maggio.

Per maggiori informazioni sul programma e su come applicare consulta il bando completo al link in bio o su almanacprojects.com

-

The Open Call for New Gen 2026 is now open!

The New Gen program returns for 2026, developed by Almanac, Cripta747, and Mucho Mas!, aimed at artists under 30 at the early stages of their careers, based in Turin or active in Italy.

The program includes three intensive weeks of workshops, mentoring, research, and exchange, following a learning-by-doing and peer-to-peer approach. New Gen focuses on developing critical, project-based, and relational skills, with the aim of supporting participants at the beginning of their artistic journey and fostering their professional development.

The program will conclude in October 2026 with a group exhibition at Almanac, on the occasion of Artissima.

Deadline: May 4, 2026
Selection results will be announced by mid-May.

For more information about the program and how to apply, please consult the full call via the link in bio or at almanacprojects.com.

Graphic Design: MariaTeresa Daniele


378
1 months ago

È aperta l’OPEN CALL di New Gen 2026!

Anche quest’anno torna New Gen, il programma di formazione sviluppato da Almanac, Cripta747 e Mucho Mas! rivolto ad artistə under 30 a inizio carriera, con base a Torino o attivə in Italia.

Il progetto prevede tre settimane intensive tra workshop, tutoraggi, ricerca e confronto, secondo un approccio learning by doing e pratiche peer-to-peer. New Gen è orientato allo sviluppo di competenze critiche, progettuali e relazionali, con l’obiettivo di sostenere lə partecipantə nella fase iniziale del proprio percorso artistico e favorirne lo sviluppo professionale.

Il programma si concluderà ad ottobre 2026 con una mostra collettiva da Almanac, in occasione di Artissima.

Deadline: 4 maggio 2026
La selezione verrà comunicata entro metà maggio.

Per maggiori informazioni sul programma e su come applicare consulta il bando completo al link in bio o su almanacprojects.com

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The Open Call for New Gen 2026 is now open!

The New Gen program returns for 2026, developed by Almanac, Cripta747, and Mucho Mas!, aimed at artists under 30 at the early stages of their careers, based in Turin or active in Italy.

The program includes three intensive weeks of workshops, mentoring, research, and exchange, following a learning-by-doing and peer-to-peer approach. New Gen focuses on developing critical, project-based, and relational skills, with the aim of supporting participants at the beginning of their artistic journey and fostering their professional development.

The program will conclude in October 2026 with a group exhibition at Almanac, on the occasion of Artissima.

Deadline: May 4, 2026
Selection results will be announced by mid-May.

For more information about the program and how to apply, please consult the full call via the link in bio or at almanacprojects.com.

Graphic Design: MariaTeresa Daniele


378
1 months ago

Oggi apre la mostra collettiva e diffusa Metamorphosis nell'ambito di EXPOSED @torino.photo.festival
🔥

Da Mucho Mas! presentiamo il progetto Hypersea di @claudiamatruda, una mostra co-curata con Giagavino Pazzola @gianpazzola in collaborazione con @cameratorino e @futuresphotography

-

Ci trovate oggi dalle 15 alle 20 per l'opening, e da domani a domenica dalle 11 alle 20!

#EXPOSEDTorinoPhotoFestival #FUTURESPhotography #ClaudiaAmatruda #Hypersea #Metamorphosis


93
2
1 months ago

Oggi apre la mostra collettiva e diffusa Metamorphosis nell'ambito di EXPOSED @torino.photo.festival
🔥

Da Mucho Mas! presentiamo il progetto Hypersea di @claudiamatruda, una mostra co-curata con Giagavino Pazzola @gianpazzola in collaborazione con @cameratorino e @futuresphotography

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Ci trovate oggi dalle 15 alle 20 per l'opening, e da domani a domenica dalle 11 alle 20!

#EXPOSEDTorinoPhotoFestival #FUTURESPhotography #ClaudiaAmatruda #Hypersea #Metamorphosis


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1 months ago

Oggi apre la mostra collettiva e diffusa Metamorphosis nell'ambito di EXPOSED @torino.photo.festival
🔥

Da Mucho Mas! presentiamo il progetto Hypersea di @claudiamatruda, una mostra co-curata con Giagavino Pazzola @gianpazzola in collaborazione con @cameratorino e @futuresphotography

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Ci trovate oggi dalle 15 alle 20 per l'opening, e da domani a domenica dalle 11 alle 20!

#EXPOSEDTorinoPhotoFestival #FUTURESPhotography #ClaudiaAmatruda #Hypersea #Metamorphosis


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2
1 months ago

Mucho Mas! è lieto di invitarvi il 9 Aprile dalle 15 alle 20 all’opening di Hypersea di Claudia Amatruda, parte della mostra collettiva diffusa Metamorphosis all'interno diEXPOSED @torino.photo.festival

@claudiamatruda è un’artista visiva che vive e lavora a Bologna, Italia. Il suo lavoro si concentra sulla rappresentazione del corpo attraverso fotografia, video performance e installazioni, affrontando tematiche sociali come la disabilità, con particolare attenzione al processo creativo, supportato da ricerche su testi scientifici e letterari.

Sentirsi limitati o intrappolati nel proprio corpo diventa così per Amatruda un’occasione per ampliare il pensiero attorno alla trasformazione e all’interconnessione tra biologico e artificiale, offrendo uno spazio infinito alla creazione.

🩷

Hypersea è parte della mostra collettiva diffusa Metamorphosis, co-curata da Giangavino Pazzola, che si sviluppa nell'ambito di EXPOSED Torino Photo Festival e riunisce i lavori di sei artisti internazionali selezionati dalla piattaforma europea per la fotografia emergente FUTURES Photography, partner culturale per questo progetto. La mostra collettiva e diffusa indaga il tema della metamorfosi come processo di trasformazione individuale, sociale e ambientale, offrendo uno sguardo plurale sulle tensioni che attraversano il nostro tempo.

Vi aspettiamo come sempre con gelide birrette!

🔥
-

Per EXPOSED @torino.photo.festival la mostra sarà aperta giovedì 9 dalle 15 alle 20, venerdì 10, sabato 11 e domenica 12 aprile dalle ore 11 alle 20.
La mostra sarà poi visitabile su appuntamento fino al 39 maggio 2026.

🔥🔥🔥🔥🔥

#EXPOSEDTorinoPhotoFestival #EXPOSED2026 #ClaudiaAmatruda

@cameratorino@regionepiemonte.official @camcomtorino @gianpazzola @fondazionecompagniadisanpaolo @fondazionecrt


151
3
1 months ago

Mucho Mas! è lieto di invitarvi il 9 Aprile dalle 15 alle 20 all’opening di Hypersea di Claudia Amatruda, parte della mostra collettiva diffusa Metamorphosis all'interno diEXPOSED @torino.photo.festival

@claudiamatruda è un’artista visiva che vive e lavora a Bologna, Italia. Il suo lavoro si concentra sulla rappresentazione del corpo attraverso fotografia, video performance e installazioni, affrontando tematiche sociali come la disabilità, con particolare attenzione al processo creativo, supportato da ricerche su testi scientifici e letterari.

Sentirsi limitati o intrappolati nel proprio corpo diventa così per Amatruda un’occasione per ampliare il pensiero attorno alla trasformazione e all’interconnessione tra biologico e artificiale, offrendo uno spazio infinito alla creazione.

🩷

Hypersea è parte della mostra collettiva diffusa Metamorphosis, co-curata da Giangavino Pazzola, che si sviluppa nell'ambito di EXPOSED Torino Photo Festival e riunisce i lavori di sei artisti internazionali selezionati dalla piattaforma europea per la fotografia emergente FUTURES Photography, partner culturale per questo progetto. La mostra collettiva e diffusa indaga il tema della metamorfosi come processo di trasformazione individuale, sociale e ambientale, offrendo uno sguardo plurale sulle tensioni che attraversano il nostro tempo.

Vi aspettiamo come sempre con gelide birrette!

🔥
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Per EXPOSED @torino.photo.festival la mostra sarà aperta giovedì 9 dalle 15 alle 20, venerdì 10, sabato 11 e domenica 12 aprile dalle ore 11 alle 20.
La mostra sarà poi visitabile su appuntamento fino al 39 maggio 2026.

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Mucho Mas! è lieto di invitarvi il 9 Aprile dalle 15 alle 20 all’opening di Hypersea di Claudia Amatruda, parte della mostra collettiva diffusa Metamorphosis all'interno diEXPOSED @torino.photo.festival

@claudiamatruda è un’artista visiva che vive e lavora a Bologna, Italia. Il suo lavoro si concentra sulla rappresentazione del corpo attraverso fotografia, video performance e installazioni, affrontando tematiche sociali come la disabilità, con particolare attenzione al processo creativo, supportato da ricerche su testi scientifici e letterari.

Sentirsi limitati o intrappolati nel proprio corpo diventa così per Amatruda un’occasione per ampliare il pensiero attorno alla trasformazione e all’interconnessione tra biologico e artificiale, offrendo uno spazio infinito alla creazione.

🩷

Hypersea è parte della mostra collettiva diffusa Metamorphosis, co-curata da Giangavino Pazzola, che si sviluppa nell'ambito di EXPOSED Torino Photo Festival e riunisce i lavori di sei artisti internazionali selezionati dalla piattaforma europea per la fotografia emergente FUTURES Photography, partner culturale per questo progetto. La mostra collettiva e diffusa indaga il tema della metamorfosi come processo di trasformazione individuale, sociale e ambientale, offrendo uno sguardo plurale sulle tensioni che attraversano il nostro tempo.

Vi aspettiamo come sempre con gelide birrette!

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Per EXPOSED @torino.photo.festival la mostra sarà aperta giovedì 9 dalle 15 alle 20, venerdì 10, sabato 11 e domenica 12 aprile dalle ore 11 alle 20.
La mostra sarà poi visitabile su appuntamento fino al 39 maggio 2026.

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@claudiamatruda è un’artista visiva che vive e lavora a Bologna, Italia. Il suo lavoro si concentra sulla rappresentazione del corpo attraverso fotografia, video performance e installazioni, affrontando tematiche sociali come la disabilità, con particolare attenzione al processo creativo, supportato da ricerche su testi scientifici e letterari.

Sentirsi limitati o intrappolati nel proprio corpo diventa così per Amatruda un’occasione per ampliare il pensiero attorno alla trasformazione e all’interconnessione tra biologico e artificiale, offrendo uno spazio infinito alla creazione.

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Hypersea è parte della mostra collettiva diffusa Metamorphosis, co-curata da Giangavino Pazzola, che si sviluppa nell'ambito di EXPOSED Torino Photo Festival e riunisce i lavori di sei artisti internazionali selezionati dalla piattaforma europea per la fotografia emergente FUTURES Photography, partner culturale per questo progetto. La mostra collettiva e diffusa indaga il tema della metamorfosi come processo di trasformazione individuale, sociale e ambientale, offrendo uno sguardo plurale sulle tensioni che attraversano il nostro tempo.

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Per EXPOSED @torino.photo.festival la mostra sarà aperta giovedì 9 dalle 15 alle 20, venerdì 10, sabato 11 e domenica 12 aprile dalle ore 11 alle 20.
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@claudiamatruda è un’artista visiva che vive e lavora a Bologna, Italia. Il suo lavoro si concentra sulla rappresentazione del corpo attraverso fotografia, video performance e installazioni, affrontando tematiche sociali come la disabilità, con particolare attenzione al processo creativo, supportato da ricerche su testi scientifici e letterari.

Sentirsi limitati o intrappolati nel proprio corpo diventa così per Amatruda un’occasione per ampliare il pensiero attorno alla trasformazione e all’interconnessione tra biologico e artificiale, offrendo uno spazio infinito alla creazione.

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Hypersea è parte della mostra collettiva diffusa Metamorphosis, co-curata da Giangavino Pazzola, che si sviluppa nell'ambito di EXPOSED Torino Photo Festival e riunisce i lavori di sei artisti internazionali selezionati dalla piattaforma europea per la fotografia emergente FUTURES Photography, partner culturale per questo progetto. La mostra collettiva e diffusa indaga il tema della metamorfosi come processo di trasformazione individuale, sociale e ambientale, offrendo uno sguardo plurale sulle tensioni che attraversano il nostro tempo.

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@claudiamatruda è un’artista visiva che vive e lavora a Bologna, Italia. Il suo lavoro si concentra sulla rappresentazione del corpo attraverso fotografia, video performance e installazioni, affrontando tematiche sociali come la disabilità, con particolare attenzione al processo creativo, supportato da ricerche su testi scientifici e letterari.

Sentirsi limitati o intrappolati nel proprio corpo diventa così per Amatruda un’occasione per ampliare il pensiero attorno alla trasformazione e all’interconnessione tra biologico e artificiale, offrendo uno spazio infinito alla creazione.

🩷

Hypersea è parte della mostra collettiva diffusa Metamorphosis, co-curata da Giangavino Pazzola, che si sviluppa nell'ambito di EXPOSED Torino Photo Festival e riunisce i lavori di sei artisti internazionali selezionati dalla piattaforma europea per la fotografia emergente FUTURES Photography, partner culturale per questo progetto. La mostra collettiva e diffusa indaga il tema della metamorfosi come processo di trasformazione individuale, sociale e ambientale, offrendo uno sguardo plurale sulle tensioni che attraversano il nostro tempo.

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Per EXPOSED @torino.photo.festival la mostra sarà aperta giovedì 9 dalle 15 alle 20, venerdì 10, sabato 11 e domenica 12 aprile dalle ore 11 alle 20.
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Mucho Mas! è lieto di invitarvi il 9 Aprile dalle 15 alle 20 all’opening di Hypersea di Claudia Amatruda, parte della mostra collettiva diffusa Metamorphosis all'interno diEXPOSED @torino.photo.festival

@claudiamatruda è un’artista visiva che vive e lavora a Bologna, Italia. Il suo lavoro si concentra sulla rappresentazione del corpo attraverso fotografia, video performance e installazioni, affrontando tematiche sociali come la disabilità, con particolare attenzione al processo creativo, supportato da ricerche su testi scientifici e letterari.

Sentirsi limitati o intrappolati nel proprio corpo diventa così per Amatruda un’occasione per ampliare il pensiero attorno alla trasformazione e all’interconnessione tra biologico e artificiale, offrendo uno spazio infinito alla creazione.

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Hypersea è parte della mostra collettiva diffusa Metamorphosis, co-curata da Giangavino Pazzola, che si sviluppa nell'ambito di EXPOSED Torino Photo Festival e riunisce i lavori di sei artisti internazionali selezionati dalla piattaforma europea per la fotografia emergente FUTURES Photography, partner culturale per questo progetto. La mostra collettiva e diffusa indaga il tema della metamorfosi come processo di trasformazione individuale, sociale e ambientale, offrendo uno sguardo plurale sulle tensioni che attraversano il nostro tempo.

Vi aspettiamo come sempre con gelide birrette!

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Per EXPOSED @torino.photo.festival la mostra sarà aperta giovedì 9 dalle 15 alle 20, venerdì 10, sabato 11 e domenica 12 aprile dalle ore 11 alle 20.
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Mucho Mas! è lieto di invitarvi il 9 Aprile dalle 15 alle 20 all’opening di Hypersea di Claudia Amatruda, parte della mostra collettiva diffusa Metamorphosis all'interno diEXPOSED @torino.photo.festival

@claudiamatruda è un’artista visiva che vive e lavora a Bologna, Italia. Il suo lavoro si concentra sulla rappresentazione del corpo attraverso fotografia, video performance e installazioni, affrontando tematiche sociali come la disabilità, con particolare attenzione al processo creativo, supportato da ricerche su testi scientifici e letterari.

Sentirsi limitati o intrappolati nel proprio corpo diventa così per Amatruda un’occasione per ampliare il pensiero attorno alla trasformazione e all’interconnessione tra biologico e artificiale, offrendo uno spazio infinito alla creazione.

🩷

Hypersea è parte della mostra collettiva diffusa Metamorphosis, co-curata da Giangavino Pazzola, che si sviluppa nell'ambito di EXPOSED Torino Photo Festival e riunisce i lavori di sei artisti internazionali selezionati dalla piattaforma europea per la fotografia emergente FUTURES Photography, partner culturale per questo progetto. La mostra collettiva e diffusa indaga il tema della metamorfosi come processo di trasformazione individuale, sociale e ambientale, offrendo uno sguardo plurale sulle tensioni che attraversano il nostro tempo.

Vi aspettiamo come sempre con gelide birrette!

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Per EXPOSED @torino.photo.festival la mostra sarà aperta giovedì 9 dalle 15 alle 20, venerdì 10, sabato 11 e domenica 12 aprile dalle ore 11 alle 20.
La mostra sarà poi visitabile su appuntamento fino al 39 maggio 2026.

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3
1 months ago

La prima fase di GRID 2026 si è conclusa!

In collaborazione e con il supporto di @myymala2, @sodas2123 e @switplatform, la curatrice @rositaronzini ha esploratole pratiche artistiche e collettive che attivano forme di convivialità, apprendimento situato e cura del territorio.

Northern Crossings. Learning from the Table è una ricerca curatoriale che esplora la tavola come spazio ecologico, politico e pedagogico, luogo in cui il nutrire diventa gesto di conoscenza, cura e coesistenza, indagando come, attraverso azioni legate al cibo, alla cucina o alla ritualità condivisa, si generino nuove ecologie della relazione e modelli alternativi di comunità.
Durante il periodo di residenza e ricerca, Rosita ha organizzato delle cene performative, coinvolgendo la comunità locale di artistə e curatorə, riunendosi attorno alla tavola, al cibo e alla cucina.

Il progetto GRID vedrà una seconda fase di restituzione del lavoro di ricerca negli spazi di Mucho Mas!

🌱🥦🥬🫜🥕🍓🍇🍋🌾

The first phase of GRID 2026 ended!

In collaboration with@myymala2, @sodas2123 and @switplatform, curator @rositaronzini explored artistic and collective practices that activate forms of conviviality, situated learning, and local care.

Northern Crossings. Learning from the Table is a curatorial research project that explores the table as an ecological, political, and pedagogical space—a place where nourishment becomes a gesture of knowledge, care, and coexistence. It investigates how, through actions related to food, cooking, or shared rituals, new ecologies of relationships and alternative models of community are generated.
During her residency and research, Rosita organized performative dinners, engaging the local community of artists and curators, gathering around the table, food, and cooking.

GRID project will see a second phase of restitution of Rosita's research work at Mucho Mas!

💕

GRID è un progetto di ricerca e residenza internazionale sviluppato con il supporto diFondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT.
@fondazionecompagniadisanpaolo @fondazionecrt

#curatorialresearch #internationalresidency #grid26


92
5
2 months ago

La prima fase di GRID 2026 si è conclusa!

In collaborazione e con il supporto di @myymala2, @sodas2123 e @switplatform, la curatrice @rositaronzini ha esploratole pratiche artistiche e collettive che attivano forme di convivialità, apprendimento situato e cura del territorio.

Northern Crossings. Learning from the Table è una ricerca curatoriale che esplora la tavola come spazio ecologico, politico e pedagogico, luogo in cui il nutrire diventa gesto di conoscenza, cura e coesistenza, indagando come, attraverso azioni legate al cibo, alla cucina o alla ritualità condivisa, si generino nuove ecologie della relazione e modelli alternativi di comunità.
Durante il periodo di residenza e ricerca, Rosita ha organizzato delle cene performative, coinvolgendo la comunità locale di artistə e curatorə, riunendosi attorno alla tavola, al cibo e alla cucina.

Il progetto GRID vedrà una seconda fase di restituzione del lavoro di ricerca negli spazi di Mucho Mas!

🌱🥦🥬🫜🥕🍓🍇🍋🌾

The first phase of GRID 2026 ended!

In collaboration with@myymala2, @sodas2123 and @switplatform, curator @rositaronzini explored artistic and collective practices that activate forms of conviviality, situated learning, and local care.

Northern Crossings. Learning from the Table is a curatorial research project that explores the table as an ecological, political, and pedagogical space—a place where nourishment becomes a gesture of knowledge, care, and coexistence. It investigates how, through actions related to food, cooking, or shared rituals, new ecologies of relationships and alternative models of community are generated.
During her residency and research, Rosita organized performative dinners, engaging the local community of artists and curators, gathering around the table, food, and cooking.

GRID project will see a second phase of restitution of Rosita's research work at Mucho Mas!

💕

GRID è un progetto di ricerca e residenza internazionale sviluppato con il supporto diFondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT.
@fondazionecompagniadisanpaolo @fondazionecrt

#curatorialresearch #internationalresidency #grid26


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La prima fase di GRID 2026 si è conclusa!

In collaborazione e con il supporto di @myymala2, @sodas2123 e @switplatform, la curatrice @rositaronzini ha esploratole pratiche artistiche e collettive che attivano forme di convivialità, apprendimento situato e cura del territorio.

Northern Crossings. Learning from the Table è una ricerca curatoriale che esplora la tavola come spazio ecologico, politico e pedagogico, luogo in cui il nutrire diventa gesto di conoscenza, cura e coesistenza, indagando come, attraverso azioni legate al cibo, alla cucina o alla ritualità condivisa, si generino nuove ecologie della relazione e modelli alternativi di comunità.
Durante il periodo di residenza e ricerca, Rosita ha organizzato delle cene performative, coinvolgendo la comunità locale di artistə e curatorə, riunendosi attorno alla tavola, al cibo e alla cucina.

Il progetto GRID vedrà una seconda fase di restituzione del lavoro di ricerca negli spazi di Mucho Mas!

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The first phase of GRID 2026 ended!

In collaboration with@myymala2, @sodas2123 and @switplatform, curator @rositaronzini explored artistic and collective practices that activate forms of conviviality, situated learning, and local care.

Northern Crossings. Learning from the Table is a curatorial research project that explores the table as an ecological, political, and pedagogical space—a place where nourishment becomes a gesture of knowledge, care, and coexistence. It investigates how, through actions related to food, cooking, or shared rituals, new ecologies of relationships and alternative models of community are generated.
During her residency and research, Rosita organized performative dinners, engaging the local community of artists and curators, gathering around the table, food, and cooking.

GRID project will see a second phase of restitution of Rosita's research work at Mucho Mas!

💕

GRID è un progetto di ricerca e residenza internazionale sviluppato con il supporto diFondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT.
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#curatorialresearch #internationalresidency #grid26


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La prima fase di GRID 2026 si è conclusa!

In collaborazione e con il supporto di @myymala2, @sodas2123 e @switplatform, la curatrice @rositaronzini ha esploratole pratiche artistiche e collettive che attivano forme di convivialità, apprendimento situato e cura del territorio.

Northern Crossings. Learning from the Table è una ricerca curatoriale che esplora la tavola come spazio ecologico, politico e pedagogico, luogo in cui il nutrire diventa gesto di conoscenza, cura e coesistenza, indagando come, attraverso azioni legate al cibo, alla cucina o alla ritualità condivisa, si generino nuove ecologie della relazione e modelli alternativi di comunità.
Durante il periodo di residenza e ricerca, Rosita ha organizzato delle cene performative, coinvolgendo la comunità locale di artistə e curatorə, riunendosi attorno alla tavola, al cibo e alla cucina.

Il progetto GRID vedrà una seconda fase di restituzione del lavoro di ricerca negli spazi di Mucho Mas!

🌱🥦🥬🫜🥕🍓🍇🍋🌾

The first phase of GRID 2026 ended!

In collaboration with@myymala2, @sodas2123 and @switplatform, curator @rositaronzini explored artistic and collective practices that activate forms of conviviality, situated learning, and local care.

Northern Crossings. Learning from the Table is a curatorial research project that explores the table as an ecological, political, and pedagogical space—a place where nourishment becomes a gesture of knowledge, care, and coexistence. It investigates how, through actions related to food, cooking, or shared rituals, new ecologies of relationships and alternative models of community are generated.
During her residency and research, Rosita organized performative dinners, engaging the local community of artists and curators, gathering around the table, food, and cooking.

GRID project will see a second phase of restitution of Rosita's research work at Mucho Mas!

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GRID è un progetto di ricerca e residenza internazionale sviluppato con il supporto diFondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT.
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La prima fase di GRID 2026 si è conclusa!

In collaborazione e con il supporto di @myymala2, @sodas2123 e @switplatform, la curatrice @rositaronzini ha esploratole pratiche artistiche e collettive che attivano forme di convivialità, apprendimento situato e cura del territorio.

Northern Crossings. Learning from the Table è una ricerca curatoriale che esplora la tavola come spazio ecologico, politico e pedagogico, luogo in cui il nutrire diventa gesto di conoscenza, cura e coesistenza, indagando come, attraverso azioni legate al cibo, alla cucina o alla ritualità condivisa, si generino nuove ecologie della relazione e modelli alternativi di comunità.
Durante il periodo di residenza e ricerca, Rosita ha organizzato delle cene performative, coinvolgendo la comunità locale di artistə e curatorə, riunendosi attorno alla tavola, al cibo e alla cucina.

Il progetto GRID vedrà una seconda fase di restituzione del lavoro di ricerca negli spazi di Mucho Mas!

🌱🥦🥬🫜🥕🍓🍇🍋🌾

The first phase of GRID 2026 ended!

In collaboration with@myymala2, @sodas2123 and @switplatform, curator @rositaronzini explored artistic and collective practices that activate forms of conviviality, situated learning, and local care.

Northern Crossings. Learning from the Table is a curatorial research project that explores the table as an ecological, political, and pedagogical space—a place where nourishment becomes a gesture of knowledge, care, and coexistence. It investigates how, through actions related to food, cooking, or shared rituals, new ecologies of relationships and alternative models of community are generated.
During her residency and research, Rosita organized performative dinners, engaging the local community of artists and curators, gathering around the table, food, and cooking.

GRID project will see a second phase of restitution of Rosita's research work at Mucho Mas!

💕

GRID è un progetto di ricerca e residenza internazionale sviluppato con il supporto diFondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT.
@fondazionecompagniadisanpaolo @fondazionecrt

#curatorialresearch #internationalresidency #grid26


92
5
2 months ago

La prima fase di GRID 2026 si è conclusa!

In collaborazione e con il supporto di @myymala2, @sodas2123 e @switplatform, la curatrice @rositaronzini ha esploratole pratiche artistiche e collettive che attivano forme di convivialità, apprendimento situato e cura del territorio.

Northern Crossings. Learning from the Table è una ricerca curatoriale che esplora la tavola come spazio ecologico, politico e pedagogico, luogo in cui il nutrire diventa gesto di conoscenza, cura e coesistenza, indagando come, attraverso azioni legate al cibo, alla cucina o alla ritualità condivisa, si generino nuove ecologie della relazione e modelli alternativi di comunità.
Durante il periodo di residenza e ricerca, Rosita ha organizzato delle cene performative, coinvolgendo la comunità locale di artistə e curatorə, riunendosi attorno alla tavola, al cibo e alla cucina.

Il progetto GRID vedrà una seconda fase di restituzione del lavoro di ricerca negli spazi di Mucho Mas!

🌱🥦🥬🫜🥕🍓🍇🍋🌾

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In collaboration with@myymala2, @sodas2123 and @switplatform, curator @rositaronzini explored artistic and collective practices that activate forms of conviviality, situated learning, and local care.

Northern Crossings. Learning from the Table is a curatorial research project that explores the table as an ecological, political, and pedagogical space—a place where nourishment becomes a gesture of knowledge, care, and coexistence. It investigates how, through actions related to food, cooking, or shared rituals, new ecologies of relationships and alternative models of community are generated.
During her residency and research, Rosita organized performative dinners, engaging the local community of artists and curators, gathering around the table, food, and cooking.

GRID project will see a second phase of restitution of Rosita's research work at Mucho Mas!

💕

GRID è un progetto di ricerca e residenza internazionale sviluppato con il supporto diFondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT.
@fondazionecompagniadisanpaolo @fondazionecrt

#curatorialresearch #internationalresidency #grid26


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In collaborazione e con il supporto di @myymala2, @sodas2123 e @switplatform, la curatrice @rositaronzini ha esploratole pratiche artistiche e collettive che attivano forme di convivialità, apprendimento situato e cura del territorio.

Northern Crossings. Learning from the Table è una ricerca curatoriale che esplora la tavola come spazio ecologico, politico e pedagogico, luogo in cui il nutrire diventa gesto di conoscenza, cura e coesistenza, indagando come, attraverso azioni legate al cibo, alla cucina o alla ritualità condivisa, si generino nuove ecologie della relazione e modelli alternativi di comunità.
Durante il periodo di residenza e ricerca, Rosita ha organizzato delle cene performative, coinvolgendo la comunità locale di artistə e curatorə, riunendosi attorno alla tavola, al cibo e alla cucina.

Il progetto GRID vedrà una seconda fase di restituzione del lavoro di ricerca negli spazi di Mucho Mas!

🌱🥦🥬🫜🥕🍓🍇🍋🌾

The first phase of GRID 2026 ended!

In collaboration with@myymala2, @sodas2123 and @switplatform, curator @rositaronzini explored artistic and collective practices that activate forms of conviviality, situated learning, and local care.

Northern Crossings. Learning from the Table is a curatorial research project that explores the table as an ecological, political, and pedagogical space—a place where nourishment becomes a gesture of knowledge, care, and coexistence. It investigates how, through actions related to food, cooking, or shared rituals, new ecologies of relationships and alternative models of community are generated.
During her residency and research, Rosita organized performative dinners, engaging the local community of artists and curators, gathering around the table, food, and cooking.

GRID project will see a second phase of restitution of Rosita's research work at Mucho Mas!

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GRID è un progetto di ricerca e residenza internazionale sviluppato con il supporto diFondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT.
@fondazionecompagniadisanpaolo @fondazionecrt

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Northern Crossings. Learning from the Table è una ricerca curatoriale che esplora la tavola come spazio ecologico, politico e pedagogico, luogo in cui il nutrire diventa gesto di conoscenza, cura e coesistenza, indagando come, attraverso azioni legate al cibo, alla cucina o alla ritualità condivisa, si generino nuove ecologie della relazione e modelli alternativi di comunità.
Durante il periodo di residenza e ricerca, Rosita ha organizzato delle cene performative, coinvolgendo la comunità locale di artistə e curatorə, riunendosi attorno alla tavola, al cibo e alla cucina.

Il progetto GRID vedrà una seconda fase di restituzione del lavoro di ricerca negli spazi di Mucho Mas!

🌱🥦🥬🫜🥕🍓🍇🍋🌾

The first phase of GRID 2026 ended!

In collaboration with@myymala2, @sodas2123 and @switplatform, curator @rositaronzini explored artistic and collective practices that activate forms of conviviality, situated learning, and local care.

Northern Crossings. Learning from the Table is a curatorial research project that explores the table as an ecological, political, and pedagogical space—a place where nourishment becomes a gesture of knowledge, care, and coexistence. It investigates how, through actions related to food, cooking, or shared rituals, new ecologies of relationships and alternative models of community are generated.
During her residency and research, Rosita organized performative dinners, engaging the local community of artists and curators, gathering around the table, food, and cooking.

GRID project will see a second phase of restitution of Rosita's research work at Mucho Mas!

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@fondazionecompagniadisanpaolo @fondazionecrt

#curatorialresearch #internationalresidency #grid26


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2 months ago

Units/Identity di Giulia Querin e Xinhan Yú a cura di Ghёddo e Mucho Mas! si propone come una risonanza tra le pratiche di Giulia Querin e Xinhan Yú, dove rito e archetipo, codici logaritmo, intimo e pubblico diventano strumenti per porci domande identitarie sulla nostra contemporaneità sempre più legata a situazioni di perdizione o controllo. In questo campo di tensione non esiste una posizione fissa, ma ogni identità resta costantemente esposta e riformulata, in un processo di immersione esperienziale che richiede tempo, attenzione e presenza.

Nel dettaglio, l'installazione ambientale in metallo di Querin, Topografie dell’assenza, manifestaquesta tensione attraverso il ricorso all’archetipo, al rito e al simbolo. L’opera nasce dal desiderio di indagare cosa significhi abitare in contesti urbani contemporanei, dove sistemi sempre più competitivi e deregolamentati, spingono l’individuo verso condizioni di estrema mobilità e isolamento dalla vita collettiva. L’intervento ideato per Mucho Mas! approfondisce queste tematiche attraverso un’installazione site-specific composta da una serie di frecce in metallo, forgiate sulle geometrie dello spazio. Queste forme, con le loro curvature irregolari, rappresentano traiettorie vissute, decisioni affrontate, ostacoli interiori ed esteriori: un vocabolario tridimensionale che traduce in materia la fragilità e la forza dei percorsi umani.

-

La mostra è visitabile su appuntamento fino al 22 Marzo.
Per info scriveteci a info@muchomas.gallery

-

Il progetto è una collaborazione tra Ghёddo e Mucho Mas! Il progetto è realizzato con il sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT, Fondazione Venesio e con il patrocinio di Accademia Albertina di Belle Arti di Torino e Città di Torino.

@giulia_querin @xinhan.u @gheddo.project
@fondazionecompagniadisanpaolo @fondazionecrt @accademia_albertina @cittaditorino

Fotografie: @photoverg + @antoniojordanphotography

#torinocontemporaryart #exhibition #contemporaryart


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2 months ago

Units/Identity di Giulia Querin e Xinhan Yú a cura di Ghёddo e Mucho Mas! si propone come una risonanza tra le pratiche di Giulia Querin e Xinhan Yú, dove rito e archetipo, codici logaritmo, intimo e pubblico diventano strumenti per porci domande identitarie sulla nostra contemporaneità sempre più legata a situazioni di perdizione o controllo. In questo campo di tensione non esiste una posizione fissa, ma ogni identità resta costantemente esposta e riformulata, in un processo di immersione esperienziale che richiede tempo, attenzione e presenza.

Nel dettaglio, l'installazione ambientale in metallo di Querin, Topografie dell’assenza, manifestaquesta tensione attraverso il ricorso all’archetipo, al rito e al simbolo. L’opera nasce dal desiderio di indagare cosa significhi abitare in contesti urbani contemporanei, dove sistemi sempre più competitivi e deregolamentati, spingono l’individuo verso condizioni di estrema mobilità e isolamento dalla vita collettiva. L’intervento ideato per Mucho Mas! approfondisce queste tematiche attraverso un’installazione site-specific composta da una serie di frecce in metallo, forgiate sulle geometrie dello spazio. Queste forme, con le loro curvature irregolari, rappresentano traiettorie vissute, decisioni affrontate, ostacoli interiori ed esteriori: un vocabolario tridimensionale che traduce in materia la fragilità e la forza dei percorsi umani.

-

La mostra è visitabile su appuntamento fino al 22 Marzo.
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Fotografie: @photoverg + @antoniojordanphotography

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Units/Identity di Giulia Querin e Xinhan Yú a cura di Ghёddo e Mucho Mas! si propone come una risonanza tra le pratiche di Giulia Querin e Xinhan Yú, dove rito e archetipo, codici logaritmo, intimo e pubblico diventano strumenti per porci domande identitarie sulla nostra contemporaneità sempre più legata a situazioni di perdizione o controllo. In questo campo di tensione non esiste una posizione fissa, ma ogni identità resta costantemente esposta e riformulata, in un processo di immersione esperienziale che richiede tempo, attenzione e presenza.

Nel dettaglio, l'installazione ambientale in metallo di Querin, Topografie dell’assenza, manifestaquesta tensione attraverso il ricorso all’archetipo, al rito e al simbolo. L’opera nasce dal desiderio di indagare cosa significhi abitare in contesti urbani contemporanei, dove sistemi sempre più competitivi e deregolamentati, spingono l’individuo verso condizioni di estrema mobilità e isolamento dalla vita collettiva. L’intervento ideato per Mucho Mas! approfondisce queste tematiche attraverso un’installazione site-specific composta da una serie di frecce in metallo, forgiate sulle geometrie dello spazio. Queste forme, con le loro curvature irregolari, rappresentano traiettorie vissute, decisioni affrontate, ostacoli interiori ed esteriori: un vocabolario tridimensionale che traduce in materia la fragilità e la forza dei percorsi umani.

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Fotografie: @photoverg + @antoniojordanphotography

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Nel dettaglio, l'installazione ambientale in metallo di Querin, Topografie dell’assenza, manifestaquesta tensione attraverso il ricorso all’archetipo, al rito e al simbolo. L’opera nasce dal desiderio di indagare cosa significhi abitare in contesti urbani contemporanei, dove sistemi sempre più competitivi e deregolamentati, spingono l’individuo verso condizioni di estrema mobilità e isolamento dalla vita collettiva. L’intervento ideato per Mucho Mas! approfondisce queste tematiche attraverso un’installazione site-specific composta da una serie di frecce in metallo, forgiate sulle geometrie dello spazio. Queste forme, con le loro curvature irregolari, rappresentano traiettorie vissute, decisioni affrontate, ostacoli interiori ed esteriori: un vocabolario tridimensionale che traduce in materia la fragilità e la forza dei percorsi umani.

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Nel dettaglio, l'installazione ambientale in metallo di Querin, Topografie dell’assenza, manifestaquesta tensione attraverso il ricorso all’archetipo, al rito e al simbolo. L’opera nasce dal desiderio di indagare cosa significhi abitare in contesti urbani contemporanei, dove sistemi sempre più competitivi e deregolamentati, spingono l’individuo verso condizioni di estrema mobilità e isolamento dalla vita collettiva. L’intervento ideato per Mucho Mas! approfondisce queste tematiche attraverso un’installazione site-specific composta da una serie di frecce in metallo, forgiate sulle geometrie dello spazio. Queste forme, con le loro curvature irregolari, rappresentano traiettorie vissute, decisioni affrontate, ostacoli interiori ed esteriori: un vocabolario tridimensionale che traduce in materia la fragilità e la forza dei percorsi umani.

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Nel dettaglio, l'installazione ambientale in metallo di Querin, Topografie dell’assenza, manifestaquesta tensione attraverso il ricorso all’archetipo, al rito e al simbolo. L’opera nasce dal desiderio di indagare cosa significhi abitare in contesti urbani contemporanei, dove sistemi sempre più competitivi e deregolamentati, spingono l’individuo verso condizioni di estrema mobilità e isolamento dalla vita collettiva. L’intervento ideato per Mucho Mas! approfondisce queste tematiche attraverso un’installazione site-specific composta da una serie di frecce in metallo, forgiate sulle geometrie dello spazio. Queste forme, con le loro curvature irregolari, rappresentano traiettorie vissute, decisioni affrontate, ostacoli interiori ed esteriori: un vocabolario tridimensionale che traduce in materia la fragilità e la forza dei percorsi umani.

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Nel dettaglio, l'installazione ambientale in metallo di Querin, Topografie dell’assenza, manifestaquesta tensione attraverso il ricorso all’archetipo, al rito e al simbolo. L’opera nasce dal desiderio di indagare cosa significhi abitare in contesti urbani contemporanei, dove sistemi sempre più competitivi e deregolamentati, spingono l’individuo verso condizioni di estrema mobilità e isolamento dalla vita collettiva. L’intervento ideato per Mucho Mas! approfondisce queste tematiche attraverso un’installazione site-specific composta da una serie di frecce in metallo, forgiate sulle geometrie dello spazio. Queste forme, con le loro curvature irregolari, rappresentano traiettorie vissute, decisioni affrontate, ostacoli interiori ed esteriori: un vocabolario tridimensionale che traduce in materia la fragilità e la forza dei percorsi umani.

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Nel dettaglio, l'installazione ambientale in metallo di Querin, Topografie dell’assenza, manifestaquesta tensione attraverso il ricorso all’archetipo, al rito e al simbolo. L’opera nasce dal desiderio di indagare cosa significhi abitare in contesti urbani contemporanei, dove sistemi sempre più competitivi e deregolamentati, spingono l’individuo verso condizioni di estrema mobilità e isolamento dalla vita collettiva. L’intervento ideato per Mucho Mas! approfondisce queste tematiche attraverso un’installazione site-specific composta da una serie di frecce in metallo, forgiate sulle geometrie dello spazio. Queste forme, con le loro curvature irregolari, rappresentano traiettorie vissute, decisioni affrontate, ostacoli interiori ed esteriori: un vocabolario tridimensionale che traduce in materia la fragilità e la forza dei percorsi umani.

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Nel dettaglio, l'installazione ambientale in metallo di Querin, Topografie dell’assenza, manifestaquesta tensione attraverso il ricorso all’archetipo, al rito e al simbolo. L’opera nasce dal desiderio di indagare cosa significhi abitare in contesti urbani contemporanei, dove sistemi sempre più competitivi e deregolamentati, spingono l’individuo verso condizioni di estrema mobilità e isolamento dalla vita collettiva. L’intervento ideato per Mucho Mas! approfondisce queste tematiche attraverso un’installazione site-specific composta da una serie di frecce in metallo, forgiate sulle geometrie dello spazio. Queste forme, con le loro curvature irregolari, rappresentano traiettorie vissute, decisioni affrontate, ostacoli interiori ed esteriori: un vocabolario tridimensionale che traduce in materia la fragilità e la forza dei percorsi umani.

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3
2 months ago

📣 OPEN CALL | Atelier di co-curatela
🖤 Fondo Chiara Fumai — CRRI - Centro di Ricerca Castello di Rivoli

𝕆ℂℂ𝕌𝕃𝕋𝔸 – 𝕆𝕤𝕤𝕖𝕣𝕧𝕒𝕥𝕠𝕣𝕚𝕠 𝕡𝕖𝕣 𝕝𝕒 ℂ𝕦𝕣𝕒 ℂ𝕠𝕝𝕝𝕖𝕥𝕥𝕚𝕧𝕒 𝕕𝕖𝕚 𝕃𝕚𝕟𝕘𝕦𝕒𝕘𝕘𝕚 𝕋𝕖𝕔𝕟𝕠-𝔸𝕣𝕔𝕙𝕚𝕧𝕚𝕒𝕝𝕚 è un progetto di Terza Missione del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Torino in collaborazione con il CRRI - Centro di Ricerca @castellodirivoli
e @muchomas.project

Cerchiamo 10 persone maggiorenni interessate a archivi e pratiche di memoria, arte contemporanea e lavoro collettivo di interpretazione, cura e narrazione. Non servono competenze artistiche, curatoriali o archivistiche.

🗓️ Date e luoghi
• Atelier: 9–10 maggio + 19 settembre @ Mucho Mas!
• Visite al Fondo Chiara Fumai: 8 maggio & 17 settembre @ CRRI – Centro di Ricerca Castello di Rivoli
La presenza è richiesta durante tutte le attività proposte. Il percorso confluirà in una progettazione di allestimento (ottobre 2026).

💌 Come partecipare
Invia una mail a progetto.occulta@proton.me
con:
• nome, cognome, età
• un testo motivazionale (max 1000 parole): perché ti interessa partecipare e cosa ti piacerebbe mettere in condivisione nel percorso?
⏳ Scadenza: 06.04.2026

✨✨✨


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13
2 months ago

📣 OPEN CALL | Atelier di co-curatela
🖤 Fondo Chiara Fumai — CRRI - Centro di Ricerca Castello di Rivoli

𝕆ℂℂ𝕌𝕃𝕋𝔸 – 𝕆𝕤𝕤𝕖𝕣𝕧𝕒𝕥𝕠𝕣𝕚𝕠 𝕡𝕖𝕣 𝕝𝕒 ℂ𝕦𝕣𝕒 ℂ𝕠𝕝𝕝𝕖𝕥𝕥𝕚𝕧𝕒 𝕕𝕖𝕚 𝕃𝕚𝕟𝕘𝕦𝕒𝕘𝕘𝕚 𝕋𝕖𝕔𝕟𝕠-𝔸𝕣𝕔𝕙𝕚𝕧𝕚𝕒𝕝𝕚 è un progetto di Terza Missione del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Torino in collaborazione con il CRRI - Centro di Ricerca @castellodirivoli
e @muchomas.project

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🗓️ Date e luoghi
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La presenza è richiesta durante tutte le attività proposte. Il percorso confluirà in una progettazione di allestimento (ottobre 2026).

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🗓️ Date e luoghi
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• Visite al Fondo Chiara Fumai: 8 maggio & 17 settembre @ CRRI – Centro di Ricerca Castello di Rivoli
La presenza è richiesta durante tutte le attività proposte. Il percorso confluirà in una progettazione di allestimento (ottobre 2026).

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e @muchomas.project

Cerchiamo 10 persone maggiorenni interessate a archivi e pratiche di memoria, arte contemporanea e lavoro collettivo di interpretazione, cura e narrazione. Non servono competenze artistiche, curatoriali o archivistiche.

🗓️ Date e luoghi
• Atelier: 9–10 maggio + 19 settembre @ Mucho Mas!
• Visite al Fondo Chiara Fumai: 8 maggio & 17 settembre @ CRRI – Centro di Ricerca Castello di Rivoli
La presenza è richiesta durante tutte le attività proposte. Il percorso confluirà in una progettazione di allestimento (ottobre 2026).

💌 Come partecipare
Invia una mail a progetto.occulta@proton.me
con:
• nome, cognome, età
• un testo motivazionale (max 1000 parole): perché ti interessa partecipare e cosa ti piacerebbe mettere in condivisione nel percorso?
⏳ Scadenza: 06.04.2026

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2 months ago

📣 OPEN CALL | Atelier di co-curatela
🖤 Fondo Chiara Fumai — CRRI - Centro di Ricerca Castello di Rivoli

𝕆ℂℂ𝕌𝕃𝕋𝔸 – 𝕆𝕤𝕤𝕖𝕣𝕧𝕒𝕥𝕠𝕣𝕚𝕠 𝕡𝕖𝕣 𝕝𝕒 ℂ𝕦𝕣𝕒 ℂ𝕠𝕝𝕝𝕖𝕥𝕥𝕚𝕧𝕒 𝕕𝕖𝕚 𝕃𝕚𝕟𝕘𝕦𝕒𝕘𝕘𝕚 𝕋𝕖𝕔𝕟𝕠-𝔸𝕣𝕔𝕙𝕚𝕧𝕚𝕒𝕝𝕚 è un progetto di Terza Missione del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Torino in collaborazione con il CRRI - Centro di Ricerca @castellodirivoli
e @muchomas.project

Cerchiamo 10 persone maggiorenni interessate a archivi e pratiche di memoria, arte contemporanea e lavoro collettivo di interpretazione, cura e narrazione. Non servono competenze artistiche, curatoriali o archivistiche.

🗓️ Date e luoghi
• Atelier: 9–10 maggio + 19 settembre @ Mucho Mas!
• Visite al Fondo Chiara Fumai: 8 maggio & 17 settembre @ CRRI – Centro di Ricerca Castello di Rivoli
La presenza è richiesta durante tutte le attività proposte. Il percorso confluirà in una progettazione di allestimento (ottobre 2026).

💌 Come partecipare
Invia una mail a progetto.occulta@proton.me
con:
• nome, cognome, età
• un testo motivazionale (max 1000 parole): perché ti interessa partecipare e cosa ti piacerebbe mettere in condivisione nel percorso?
⏳ Scadenza: 06.04.2026

✨✨✨


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2 months ago

Units/Identity
bi personale di Giulia Querin e Xinhan Yú
a cura di Ghёddo e Mucho Mas!

Units/Identity mette in dialogo le ricerche di Giulia Querin e Xinhan Yú, due pratiche che, pur muovendosi su piani estetici e simbolici differenti, condividono una riflessione profonda sulla perdita di centralità del soggetto e sulla sua progressiva dissoluzione all’interno di strutture più ampie: rituali, collettive, tecnologiche o ideologiche. In entrambe le ricerche, l’individuo non è più inteso come unità autonoma e sovrana, ma come elemento attraversato da forze che lo precedono.

-

Nel dettaglio, il lavoro dell'artista Xinhan Yú "Enemy Drops", installazione video a tre canali.

Xinhan Yú riflette sui processi di disumanizzazione del soggetto contemporaneo, sfruttando la tecnologia del videogame per mettere in scena non tanto gli atti di violenza esplicita, quanto le procedure implicite, le interazioni e i regimi di controllo più o meno visibili che li sostengono.
Xinhan Yú costruisce uno spazio di violenza post-narrativa, in cui creature mitiche, primati e agenti dello Stato vengono tutti declassati a unità ugualmente sacrificabili.

-

La mostra è visitabile su appuntamento fino al 22 Marzo.
Per info scriveteci a info@muchomas.gallery

-

Il progetto èè una collaborazione tra Ghёddo e Mucho Mas! Il progetto è realizzato con il sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT, Fondazione Venesio e con il patrocinio di Accademia Albertina di Belle Arti di Torino e Città di Torino.

@giulia_querin @xinhan.u @gheddo.project
@fondazionecompagniadisanpaolo @fondazionecrt @accademia_albertina @cittaditorino

Fotografie: @photoverg + @antoniojordanphotography

#torinocontemporaryart #exhibition #contemporaryart


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2 months ago

Units/Identity
bi personale di Giulia Querin e Xinhan Yú
a cura di Ghёddo e Mucho Mas!

Units/Identity mette in dialogo le ricerche di Giulia Querin e Xinhan Yú, due pratiche che, pur muovendosi su piani estetici e simbolici differenti, condividono una riflessione profonda sulla perdita di centralità del soggetto e sulla sua progressiva dissoluzione all’interno di strutture più ampie: rituali, collettive, tecnologiche o ideologiche. In entrambe le ricerche, l’individuo non è più inteso come unità autonoma e sovrana, ma come elemento attraversato da forze che lo precedono.

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Nel dettaglio, il lavoro dell'artista Xinhan Yú "Enemy Drops", installazione video a tre canali.

Xinhan Yú riflette sui processi di disumanizzazione del soggetto contemporaneo, sfruttando la tecnologia del videogame per mettere in scena non tanto gli atti di violenza esplicita, quanto le procedure implicite, le interazioni e i regimi di controllo più o meno visibili che li sostengono.
Xinhan Yú costruisce uno spazio di violenza post-narrativa, in cui creature mitiche, primati e agenti dello Stato vengono tutti declassati a unità ugualmente sacrificabili.

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La mostra è visitabile su appuntamento fino al 22 Marzo.
Per info scriveteci a info@muchomas.gallery

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Il progetto èè una collaborazione tra Ghёddo e Mucho Mas! Il progetto è realizzato con il sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT, Fondazione Venesio e con il patrocinio di Accademia Albertina di Belle Arti di Torino e Città di Torino.

@giulia_querin @xinhan.u @gheddo.project
@fondazionecompagniadisanpaolo @fondazionecrt @accademia_albertina @cittaditorino

Fotografie: @photoverg + @antoniojordanphotography

#torinocontemporaryart #exhibition #contemporaryart


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Units/Identity
bi personale di Giulia Querin e Xinhan Yú
a cura di Ghёddo e Mucho Mas!

Units/Identity mette in dialogo le ricerche di Giulia Querin e Xinhan Yú, due pratiche che, pur muovendosi su piani estetici e simbolici differenti, condividono una riflessione profonda sulla perdita di centralità del soggetto e sulla sua progressiva dissoluzione all’interno di strutture più ampie: rituali, collettive, tecnologiche o ideologiche. In entrambe le ricerche, l’individuo non è più inteso come unità autonoma e sovrana, ma come elemento attraversato da forze che lo precedono.

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Nel dettaglio, il lavoro dell'artista Xinhan Yú "Enemy Drops", installazione video a tre canali.

Xinhan Yú riflette sui processi di disumanizzazione del soggetto contemporaneo, sfruttando la tecnologia del videogame per mettere in scena non tanto gli atti di violenza esplicita, quanto le procedure implicite, le interazioni e i regimi di controllo più o meno visibili che li sostengono.
Xinhan Yú costruisce uno spazio di violenza post-narrativa, in cui creature mitiche, primati e agenti dello Stato vengono tutti declassati a unità ugualmente sacrificabili.

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La mostra è visitabile su appuntamento fino al 22 Marzo.
Per info scriveteci a info@muchomas.gallery

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Il progetto èè una collaborazione tra Ghёddo e Mucho Mas! Il progetto è realizzato con il sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT, Fondazione Venesio e con il patrocinio di Accademia Albertina di Belle Arti di Torino e Città di Torino.

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Fotografie: @photoverg + @antoniojordanphotography

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Units/Identity mette in dialogo le ricerche di Giulia Querin e Xinhan Yú, due pratiche che, pur muovendosi su piani estetici e simbolici differenti, condividono una riflessione profonda sulla perdita di centralità del soggetto e sulla sua progressiva dissoluzione all’interno di strutture più ampie: rituali, collettive, tecnologiche o ideologiche. In entrambe le ricerche, l’individuo non è più inteso come unità autonoma e sovrana, ma come elemento attraversato da forze che lo precedono.

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Nel dettaglio, il lavoro dell'artista Xinhan Yú "Enemy Drops", installazione video a tre canali.

Xinhan Yú riflette sui processi di disumanizzazione del soggetto contemporaneo, sfruttando la tecnologia del videogame per mettere in scena non tanto gli atti di violenza esplicita, quanto le procedure implicite, le interazioni e i regimi di controllo più o meno visibili che li sostengono.
Xinhan Yú costruisce uno spazio di violenza post-narrativa, in cui creature mitiche, primati e agenti dello Stato vengono tutti declassati a unità ugualmente sacrificabili.

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Xinhan Yú riflette sui processi di disumanizzazione del soggetto contemporaneo, sfruttando la tecnologia del videogame per mettere in scena non tanto gli atti di violenza esplicita, quanto le procedure implicite, le interazioni e i regimi di controllo più o meno visibili che li sostengono.
Xinhan Yú costruisce uno spazio di violenza post-narrativa, in cui creature mitiche, primati e agenti dello Stato vengono tutti declassati a unità ugualmente sacrificabili.

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Xinhan Yú riflette sui processi di disumanizzazione del soggetto contemporaneo, sfruttando la tecnologia del videogame per mettere in scena non tanto gli atti di violenza esplicita, quanto le procedure implicite, le interazioni e i regimi di controllo più o meno visibili che li sostengono.
Xinhan Yú costruisce uno spazio di violenza post-narrativa, in cui creature mitiche, primati e agenti dello Stato vengono tutti declassati a unità ugualmente sacrificabili.

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