Giulia De Luca
Messina🌗Roma

Grazie a quella meraviglia di @vivianastrambelli.ph che oltre a essere brava porta pure fortuna ✨🧚♀️

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@giuli_deluca book ♥️
#actorslife🎬 #actorbook #actressphotoshoot #photographer #portrait
Ho il cuore colmo d’amore e gratitudine.
Pagliuzze
Di @alessiacristofanilli
Diretto da Thilina Pietro Feminò
Una produzione @fragilespazio in collaborazione con Fortezza Est
Ho il cuore colmo d’amore e gratitudine.
Pagliuzze
Di @alessiacristofanilli
Diretto da Thilina Pietro Feminò
Una produzione @fragilespazio in collaborazione con Fortezza Est

Ho il cuore colmo d’amore e gratitudine.
Pagliuzze
Di @alessiacristofanilli
Diretto da Thilina Pietro Feminò
Una produzione @fragilespazio in collaborazione con Fortezza Est

Ho il cuore colmo d’amore e gratitudine.
Pagliuzze
Di @alessiacristofanilli
Diretto da Thilina Pietro Feminò
Una produzione @fragilespazio in collaborazione con Fortezza Est

Ho il cuore colmo d’amore e gratitudine.
Pagliuzze
Di @alessiacristofanilli
Diretto da Thilina Pietro Feminò
Una produzione @fragilespazio in collaborazione con Fortezza Est

Ho il cuore colmo d’amore e gratitudine.
Pagliuzze
Di @alessiacristofanilli
Diretto da Thilina Pietro Feminò
Una produzione @fragilespazio in collaborazione con Fortezza Est
Ho il cuore colmo d’amore e gratitudine.
Pagliuzze
Di @alessiacristofanilli
Diretto da Thilina Pietro Feminò
Una produzione @fragilespazio in collaborazione con Fortezza Est

Tra bicchieri lasciati a metà, luci soffuse e ricordi che riaffiorano senza un ordine preciso, “L’incoscienza e l’allegria” attraversa la vita di Ornella Vanoni come un lungo dopofesta sospeso tra memoria, musica e palcoscenico.
In scena si alternano incontri, assenze e frammenti di passato: figure decisive come Giorgio Strehler e Gino Paoli, temi fondamentali quali il teatro, le tournée, l’amore, la paura di invecchiare e quella di sparire.
La realtà si intreccia continuamente alla rappresentazione, in un gioco quasi surreale dove i personaggi entrano ed escono dai ricordi, si contraddicono, si perdono e si ritrovano.
Il teatro diventa così il centro invisibile del racconto: luogo di disciplina e artificio, ma anche spazio in cui fragilità, desideri e ossessioni finiscono inevitabilmente per affiorare.
Tra dialoghi taglienti, malinconia e improvvise deviazioni ironiche, lo spettacolo costruisce un viaggio dentro una vita vissuta sempre sul confine tra controllo e abbandono.

Tra bicchieri lasciati a metà, luci soffuse e ricordi che riaffiorano senza un ordine preciso, “L’incoscienza e l’allegria” attraversa la vita di Ornella Vanoni come un lungo dopofesta sospeso tra memoria, musica e palcoscenico.
In scena si alternano incontri, assenze e frammenti di passato: figure decisive come Giorgio Strehler e Gino Paoli, temi fondamentali quali il teatro, le tournée, l’amore, la paura di invecchiare e quella di sparire.
La realtà si intreccia continuamente alla rappresentazione, in un gioco quasi surreale dove i personaggi entrano ed escono dai ricordi, si contraddicono, si perdono e si ritrovano.
Il teatro diventa così il centro invisibile del racconto: luogo di disciplina e artificio, ma anche spazio in cui fragilità, desideri e ossessioni finiscono inevitabilmente per affiorare.
Tra dialoghi taglienti, malinconia e improvvise deviazioni ironiche, lo spettacolo costruisce un viaggio dentro una vita vissuta sempre sul confine tra controllo e abbandono.

Tra bicchieri lasciati a metà, luci soffuse e ricordi che riaffiorano senza un ordine preciso, “L’incoscienza e l’allegria” attraversa la vita di Ornella Vanoni come un lungo dopofesta sospeso tra memoria, musica e palcoscenico.
In scena si alternano incontri, assenze e frammenti di passato: figure decisive come Giorgio Strehler e Gino Paoli, temi fondamentali quali il teatro, le tournée, l’amore, la paura di invecchiare e quella di sparire.
La realtà si intreccia continuamente alla rappresentazione, in un gioco quasi surreale dove i personaggi entrano ed escono dai ricordi, si contraddicono, si perdono e si ritrovano.
Il teatro diventa così il centro invisibile del racconto: luogo di disciplina e artificio, ma anche spazio in cui fragilità, desideri e ossessioni finiscono inevitabilmente per affiorare.
Tra dialoghi taglienti, malinconia e improvvise deviazioni ironiche, lo spettacolo costruisce un viaggio dentro una vita vissuta sempre sul confine tra controllo e abbandono.

Foto di scena @corrado_carrubba_fotografo
Ironico, irriverente e profondamente umano, “Quattro amici al bar” racconta un Gino Paoli lontano dalla celebrazione ufficiale e vicino invece alle sue contraddizioni, ai suoi eccessi e alla sua straordinaria libertà.
Tra musica, ricordi e confessioni senza filtri, prende forma il ritratto di un artista capace di passare con naturalezza dalla poesia al sarcasmo, dall’amore al disincanto, dalle canzoni immortali alle provocazioni più spiazzanti.
Sul palco scorrono incontri, passioni, cadute, successi e notti memorabili, in un viaggio che attraversa la Genova degli anni Sessanta, il mondo dello spettacolo e una vita vissuta sempre fuori misura.
Accanto ai brani che hanno segnato intere generazioni, emergono episodi grotteschi, battute taglienti e momenti di comicità che restituiscono tutta la spontaneità di un personaggio impossibile da incasellare.
Uno spettacolo che intreccia teatro e musica con leggerezza, cinismo e malinconia, seguendo il filo imprevedibile di un uomo che ha sempre scelto di vivere senza chiedere permesso.

Foto di scena @corrado_carrubba_fotografo
Ironico, irriverente e profondamente umano, “Quattro amici al bar” racconta un Gino Paoli lontano dalla celebrazione ufficiale e vicino invece alle sue contraddizioni, ai suoi eccessi e alla sua straordinaria libertà.
Tra musica, ricordi e confessioni senza filtri, prende forma il ritratto di un artista capace di passare con naturalezza dalla poesia al sarcasmo, dall’amore al disincanto, dalle canzoni immortali alle provocazioni più spiazzanti.
Sul palco scorrono incontri, passioni, cadute, successi e notti memorabili, in un viaggio che attraversa la Genova degli anni Sessanta, il mondo dello spettacolo e una vita vissuta sempre fuori misura.
Accanto ai brani che hanno segnato intere generazioni, emergono episodi grotteschi, battute taglienti e momenti di comicità che restituiscono tutta la spontaneità di un personaggio impossibile da incasellare.
Uno spettacolo che intreccia teatro e musica con leggerezza, cinismo e malinconia, seguendo il filo imprevedibile di un uomo che ha sempre scelto di vivere senza chiedere permesso.

Foto di scena @corrado_carrubba_fotografo
Ironico, irriverente e profondamente umano, “Quattro amici al bar” racconta un Gino Paoli lontano dalla celebrazione ufficiale e vicino invece alle sue contraddizioni, ai suoi eccessi e alla sua straordinaria libertà.
Tra musica, ricordi e confessioni senza filtri, prende forma il ritratto di un artista capace di passare con naturalezza dalla poesia al sarcasmo, dall’amore al disincanto, dalle canzoni immortali alle provocazioni più spiazzanti.
Sul palco scorrono incontri, passioni, cadute, successi e notti memorabili, in un viaggio che attraversa la Genova degli anni Sessanta, il mondo dello spettacolo e una vita vissuta sempre fuori misura.
Accanto ai brani che hanno segnato intere generazioni, emergono episodi grotteschi, battute taglienti e momenti di comicità che restituiscono tutta la spontaneità di un personaggio impossibile da incasellare.
Uno spettacolo che intreccia teatro e musica con leggerezza, cinismo e malinconia, seguendo il filo imprevedibile di un uomo che ha sempre scelto di vivere senza chiedere permesso.

Foto di scena @corrado_carrubba_fotografo
Ironico, irriverente e profondamente umano, “Quattro amici al bar” racconta un Gino Paoli lontano dalla celebrazione ufficiale e vicino invece alle sue contraddizioni, ai suoi eccessi e alla sua straordinaria libertà.
Tra musica, ricordi e confessioni senza filtri, prende forma il ritratto di un artista capace di passare con naturalezza dalla poesia al sarcasmo, dall’amore al disincanto, dalle canzoni immortali alle provocazioni più spiazzanti.
Sul palco scorrono incontri, passioni, cadute, successi e notti memorabili, in un viaggio che attraversa la Genova degli anni Sessanta, il mondo dello spettacolo e una vita vissuta sempre fuori misura.
Accanto ai brani che hanno segnato intere generazioni, emergono episodi grotteschi, battute taglienti e momenti di comicità che restituiscono tutta la spontaneità di un personaggio impossibile da incasellare.
Uno spettacolo che intreccia teatro e musica con leggerezza, cinismo e malinconia, seguendo il filo imprevedibile di un uomo che ha sempre scelto di vivere senza chiedere permesso.

Foto di scena @corrado_carrubba_fotografo
Ironico, irriverente e profondamente umano, “Quattro amici al bar” racconta un Gino Paoli lontano dalla celebrazione ufficiale e vicino invece alle sue contraddizioni, ai suoi eccessi e alla sua straordinaria libertà.
Tra musica, ricordi e confessioni senza filtri, prende forma il ritratto di un artista capace di passare con naturalezza dalla poesia al sarcasmo, dall’amore al disincanto, dalle canzoni immortali alle provocazioni più spiazzanti.
Sul palco scorrono incontri, passioni, cadute, successi e notti memorabili, in un viaggio che attraversa la Genova degli anni Sessanta, il mondo dello spettacolo e una vita vissuta sempre fuori misura.
Accanto ai brani che hanno segnato intere generazioni, emergono episodi grotteschi, battute taglienti e momenti di comicità che restituiscono tutta la spontaneità di un personaggio impossibile da incasellare.
Uno spettacolo che intreccia teatro e musica con leggerezza, cinismo e malinconia, seguendo il filo imprevedibile di un uomo che ha sempre scelto di vivere senza chiedere permesso.

Foto di scena @corrado_carrubba_fotografo
Ironico, irriverente e profondamente umano, “Quattro amici al bar” racconta un Gino Paoli lontano dalla celebrazione ufficiale e vicino invece alle sue contraddizioni, ai suoi eccessi e alla sua straordinaria libertà.
Tra musica, ricordi e confessioni senza filtri, prende forma il ritratto di un artista capace di passare con naturalezza dalla poesia al sarcasmo, dall’amore al disincanto, dalle canzoni immortali alle provocazioni più spiazzanti.
Sul palco scorrono incontri, passioni, cadute, successi e notti memorabili, in un viaggio che attraversa la Genova degli anni Sessanta, il mondo dello spettacolo e una vita vissuta sempre fuori misura.
Accanto ai brani che hanno segnato intere generazioni, emergono episodi grotteschi, battute taglienti e momenti di comicità che restituiscono tutta la spontaneità di un personaggio impossibile da incasellare.
Uno spettacolo che intreccia teatro e musica con leggerezza, cinismo e malinconia, seguendo il filo imprevedibile di un uomo che ha sempre scelto di vivere senza chiedere permesso.

Foto di scena @corrado_carrubba_fotografo
Ironico, irriverente e profondamente umano, “Quattro amici al bar” racconta un Gino Paoli lontano dalla celebrazione ufficiale e vicino invece alle sue contraddizioni, ai suoi eccessi e alla sua straordinaria libertà.
Tra musica, ricordi e confessioni senza filtri, prende forma il ritratto di un artista capace di passare con naturalezza dalla poesia al sarcasmo, dall’amore al disincanto, dalle canzoni immortali alle provocazioni più spiazzanti.
Sul palco scorrono incontri, passioni, cadute, successi e notti memorabili, in un viaggio che attraversa la Genova degli anni Sessanta, il mondo dello spettacolo e una vita vissuta sempre fuori misura.
Accanto ai brani che hanno segnato intere generazioni, emergono episodi grotteschi, battute taglienti e momenti di comicità che restituiscono tutta la spontaneità di un personaggio impossibile da incasellare.
Uno spettacolo che intreccia teatro e musica con leggerezza, cinismo e malinconia, seguendo il filo imprevedibile di un uomo che ha sempre scelto di vivere senza chiedere permesso.

Foto di scena @corrado_carrubba_fotografo
Ironico, irriverente e profondamente umano, “Quattro amici al bar” racconta un Gino Paoli lontano dalla celebrazione ufficiale e vicino invece alle sue contraddizioni, ai suoi eccessi e alla sua straordinaria libertà.
Tra musica, ricordi e confessioni senza filtri, prende forma il ritratto di un artista capace di passare con naturalezza dalla poesia al sarcasmo, dall’amore al disincanto, dalle canzoni immortali alle provocazioni più spiazzanti.
Sul palco scorrono incontri, passioni, cadute, successi e notti memorabili, in un viaggio che attraversa la Genova degli anni Sessanta, il mondo dello spettacolo e una vita vissuta sempre fuori misura.
Accanto ai brani che hanno segnato intere generazioni, emergono episodi grotteschi, battute taglienti e momenti di comicità che restituiscono tutta la spontaneità di un personaggio impossibile da incasellare.
Uno spettacolo che intreccia teatro e musica con leggerezza, cinismo e malinconia, seguendo il filo imprevedibile di un uomo che ha sempre scelto di vivere senza chiedere permesso.

Foto di scena @corrado_carrubba_fotografo
Ironico, irriverente e profondamente umano, “Quattro amici al bar” racconta un Gino Paoli lontano dalla celebrazione ufficiale e vicino invece alle sue contraddizioni, ai suoi eccessi e alla sua straordinaria libertà.
Tra musica, ricordi e confessioni senza filtri, prende forma il ritratto di un artista capace di passare con naturalezza dalla poesia al sarcasmo, dall’amore al disincanto, dalle canzoni immortali alle provocazioni più spiazzanti.
Sul palco scorrono incontri, passioni, cadute, successi e notti memorabili, in un viaggio che attraversa la Genova degli anni Sessanta, il mondo dello spettacolo e una vita vissuta sempre fuori misura.
Accanto ai brani che hanno segnato intere generazioni, emergono episodi grotteschi, battute taglienti e momenti di comicità che restituiscono tutta la spontaneità di un personaggio impossibile da incasellare.
Uno spettacolo che intreccia teatro e musica con leggerezza, cinismo e malinconia, seguendo il filo imprevedibile di un uomo che ha sempre scelto di vivere senza chiedere permesso.

La prima.
Foto di scena @corrado_carrubba_fotografo
Presso @teatrovittorioemanuele Messina

La prima.
Foto di scena @corrado_carrubba_fotografo
Presso @teatrovittorioemanuele Messina

La prima.
Foto di scena @corrado_carrubba_fotografo
Presso @teatrovittorioemanuele Messina

La prima.
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Presso @teatrovittorioemanuele Messina

La prima.
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Presso @teatrovittorioemanuele Messina

La prima.
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La prima.
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La prima.
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La prima.
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La prima.
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Presso @teatrovittorioemanuele Messina

La prima.
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Presso @teatrovittorioemanuele Messina

La prima.
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Presso @teatrovittorioemanuele Messina

La prima.
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La prima.
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La prima.
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Presso @teatrovittorioemanuele Messina

La prima.
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Presso @teatrovittorioemanuele Messina

La prima.
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Presso @teatrovittorioemanuele Messina

La prima.
Foto di scena @corrado_carrubba_fotografo
Presso @teatrovittorioemanuele Messina








Una commedia tech-filosofica futuristica che alterna tensione visiva, ironia e suggestioni da space opera contemporanea. Una riflessione lucida e comica sulla disumanizzazione, l’obsolescenza del linguaggio, l’illusione del controllo tecnologico per raccontare la paura di essere sostituiti e l’ansia di essere necessari. La solitudine mascherata da efficienza.
Una battaglia ipergalattica contro il collasso del linguaggio umano. Assistenti vocali, eroine improbabili nate per rispondere, si trovano incapaci di comprendere la domanda, diventando specchio della fragilità umana.
Tensione e rottura, trauma e comicità,sospensioni, dialoghi serrati, interferenze sonore e atmosfere rarefatte: la crisi esistenziale digitale.
Errore 404 non è solo un guasto tecnico, è la condizione dell'uomo moderno.
Un errore sistemico che rivela il nostro bisogno inascoltato di contatto autentico e invita alla domanda: cosa ci rende effettivamente esseri umani?
Teatro Trastevere
17 e 18 marzo
Ore 21.00
#piccolomondomusica
Abbiamo trascorso due giorni bellissimi 🎶🎶 giovedì 19 febbraio con due matinée al Palacultura Antonello organizzati dalla Filarmonica Laudamo e venerdì 20 febbraio al Nuovo Teatro Scaletta ....
Pienone di spettatori e di gioia in musica 🎶🎶🎶 grazie al M°Antonino Cicero e a tutto lo staff della Filarmonica Laudamo ... viva la musica🎶

“Parole e Musica” Parte II - Teatro Vittorio Emanuele, Messina
Ingredienti:
1 mese, 4 spettacoli, 1 regista e drammaturga, 2 interpreti, 1 tecnico (santo), 14 musicisti incontrati a scaglioni e amati molto, almeno finché non bisognava fiondarsi sul prossimo spettacolo.
Aggiungere in dosi a piacere: Nora Orlandi e le lavoratrici del cinema, Domenico e Alessandro Scarlatti che si amavano o forse no, Vinicius de Moraes e il Brasile che adora l’Italia che lo ricambia, Wayne Shorter e il jazz che insegna come si sta al mondo.
Mescolare con lacrime (di gioia) e iastime (sempre di gioia…).
Grazie a @marins_cc e a @colnaghi.davide che mi hanno dato la stessa fiducia che avrebbero riservato a una regista di lunga esperienza mentre mettevano in gioco tutta la loro professionalità e sensibilità, come fanno solo i grandi. Vi voglio bene, vorrei vedervi ovunque.
Grazie a tutte le cantanti e i musicisti che abbiamo incontrato in questa roda de samba lunga un mese:
Elma Rizza @_imelmaa_
Manuela Lazzaro @_manuelazzaro_
Martina Rossi @tinamartirossi
Giorgio Midiri @giorgiomidiri10
Cristiana Arcari @cristianarcar
Cristiano Gaudio @cristiano.gaudio
Simona La Malfa @simonalamalfa.music
Paolo Siracusano @paolopianista
Pino Garufi
Stefano Sgrò
Greta Maria Alessi @grethewolf_
Matteo Cappadona @matteocappadona
Gregorio Chiovè @gregorio_chiove
Samuele Cardullo @samucardullo
Grazie al @teatrovittorioemanuele , al Direttore Artistico e tutti i lavoratori dell’Ente Teatro.
Ah nella ricetta ci stanno pure i vestiti anni 80 di mia madre per l’occasione costumista inconsapevole ed io che ribattezzo i par led “michele-prova-ad-accendere-le-luci-che-odio, no no spegni tutto scusa ho cambiato idea”.
Ci sta pure che non mi sarei mai immaginata in grado di scrivere e dirigere da sola se me l’avessero detto prima.
Infine, l’ultimo ingrediente è la consapevolezza che dietro/in mezzo/sotto/sopra/a lato a me il teatro fa venire i brividi sempre.
Buonanotte jazzmen
@contarini_photography 📸

“Parole e Musica” Parte II - Teatro Vittorio Emanuele, Messina
Ingredienti:
1 mese, 4 spettacoli, 1 regista e drammaturga, 2 interpreti, 1 tecnico (santo), 14 musicisti incontrati a scaglioni e amati molto, almeno finché non bisognava fiondarsi sul prossimo spettacolo.
Aggiungere in dosi a piacere: Nora Orlandi e le lavoratrici del cinema, Domenico e Alessandro Scarlatti che si amavano o forse no, Vinicius de Moraes e il Brasile che adora l’Italia che lo ricambia, Wayne Shorter e il jazz che insegna come si sta al mondo.
Mescolare con lacrime (di gioia) e iastime (sempre di gioia…).
Grazie a @marins_cc e a @colnaghi.davide che mi hanno dato la stessa fiducia che avrebbero riservato a una regista di lunga esperienza mentre mettevano in gioco tutta la loro professionalità e sensibilità, come fanno solo i grandi. Vi voglio bene, vorrei vedervi ovunque.
Grazie a tutte le cantanti e i musicisti che abbiamo incontrato in questa roda de samba lunga un mese:
Elma Rizza @_imelmaa_
Manuela Lazzaro @_manuelazzaro_
Martina Rossi @tinamartirossi
Giorgio Midiri @giorgiomidiri10
Cristiana Arcari @cristianarcar
Cristiano Gaudio @cristiano.gaudio
Simona La Malfa @simonalamalfa.music
Paolo Siracusano @paolopianista
Pino Garufi
Stefano Sgrò
Greta Maria Alessi @grethewolf_
Matteo Cappadona @matteocappadona
Gregorio Chiovè @gregorio_chiove
Samuele Cardullo @samucardullo
Grazie al @teatrovittorioemanuele , al Direttore Artistico e tutti i lavoratori dell’Ente Teatro.
Ah nella ricetta ci stanno pure i vestiti anni 80 di mia madre per l’occasione costumista inconsapevole ed io che ribattezzo i par led “michele-prova-ad-accendere-le-luci-che-odio, no no spegni tutto scusa ho cambiato idea”.
Ci sta pure che non mi sarei mai immaginata in grado di scrivere e dirigere da sola se me l’avessero detto prima.
Infine, l’ultimo ingrediente è la consapevolezza che dietro/in mezzo/sotto/sopra/a lato a me il teatro fa venire i brividi sempre.
Buonanotte jazzmen
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“Parole e Musica” Parte II - Teatro Vittorio Emanuele, Messina
Ingredienti:
1 mese, 4 spettacoli, 1 regista e drammaturga, 2 interpreti, 1 tecnico (santo), 14 musicisti incontrati a scaglioni e amati molto, almeno finché non bisognava fiondarsi sul prossimo spettacolo.
Aggiungere in dosi a piacere: Nora Orlandi e le lavoratrici del cinema, Domenico e Alessandro Scarlatti che si amavano o forse no, Vinicius de Moraes e il Brasile che adora l’Italia che lo ricambia, Wayne Shorter e il jazz che insegna come si sta al mondo.
Mescolare con lacrime (di gioia) e iastime (sempre di gioia…).
Grazie a @marins_cc e a @colnaghi.davide che mi hanno dato la stessa fiducia che avrebbero riservato a una regista di lunga esperienza mentre mettevano in gioco tutta la loro professionalità e sensibilità, come fanno solo i grandi. Vi voglio bene, vorrei vedervi ovunque.
Grazie a tutte le cantanti e i musicisti che abbiamo incontrato in questa roda de samba lunga un mese:
Elma Rizza @_imelmaa_
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Samuele Cardullo @samucardullo
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Ah nella ricetta ci stanno pure i vestiti anni 80 di mia madre per l’occasione costumista inconsapevole ed io che ribattezzo i par led “michele-prova-ad-accendere-le-luci-che-odio, no no spegni tutto scusa ho cambiato idea”.
Ci sta pure che non mi sarei mai immaginata in grado di scrivere e dirigere da sola se me l’avessero detto prima.
Infine, l’ultimo ingrediente è la consapevolezza che dietro/in mezzo/sotto/sopra/a lato a me il teatro fa venire i brividi sempre.
Buonanotte jazzmen
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“Parole e Musica” Parte II - Teatro Vittorio Emanuele, Messina
Ingredienti:
1 mese, 4 spettacoli, 1 regista e drammaturga, 2 interpreti, 1 tecnico (santo), 14 musicisti incontrati a scaglioni e amati molto, almeno finché non bisognava fiondarsi sul prossimo spettacolo.
Aggiungere in dosi a piacere: Nora Orlandi e le lavoratrici del cinema, Domenico e Alessandro Scarlatti che si amavano o forse no, Vinicius de Moraes e il Brasile che adora l’Italia che lo ricambia, Wayne Shorter e il jazz che insegna come si sta al mondo.
Mescolare con lacrime (di gioia) e iastime (sempre di gioia…).
Grazie a @marins_cc e a @colnaghi.davide che mi hanno dato la stessa fiducia che avrebbero riservato a una regista di lunga esperienza mentre mettevano in gioco tutta la loro professionalità e sensibilità, come fanno solo i grandi. Vi voglio bene, vorrei vedervi ovunque.
Grazie a tutte le cantanti e i musicisti che abbiamo incontrato in questa roda de samba lunga un mese:
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Ah nella ricetta ci stanno pure i vestiti anni 80 di mia madre per l’occasione costumista inconsapevole ed io che ribattezzo i par led “michele-prova-ad-accendere-le-luci-che-odio, no no spegni tutto scusa ho cambiato idea”.
Ci sta pure che non mi sarei mai immaginata in grado di scrivere e dirigere da sola se me l’avessero detto prima.
Infine, l’ultimo ingrediente è la consapevolezza che dietro/in mezzo/sotto/sopra/a lato a me il teatro fa venire i brividi sempre.
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1 mese, 4 spettacoli, 1 regista e drammaturga, 2 interpreti, 1 tecnico (santo), 14 musicisti incontrati a scaglioni e amati molto, almeno finché non bisognava fiondarsi sul prossimo spettacolo.
Aggiungere in dosi a piacere: Nora Orlandi e le lavoratrici del cinema, Domenico e Alessandro Scarlatti che si amavano o forse no, Vinicius de Moraes e il Brasile che adora l’Italia che lo ricambia, Wayne Shorter e il jazz che insegna come si sta al mondo.
Mescolare con lacrime (di gioia) e iastime (sempre di gioia…).
Grazie a @marins_cc e a @colnaghi.davide che mi hanno dato la stessa fiducia che avrebbero riservato a una regista di lunga esperienza mentre mettevano in gioco tutta la loro professionalità e sensibilità, come fanno solo i grandi. Vi voglio bene, vorrei vedervi ovunque.
Grazie a tutte le cantanti e i musicisti che abbiamo incontrato in questa roda de samba lunga un mese:
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Ah nella ricetta ci stanno pure i vestiti anni 80 di mia madre per l’occasione costumista inconsapevole ed io che ribattezzo i par led “michele-prova-ad-accendere-le-luci-che-odio, no no spegni tutto scusa ho cambiato idea”.
Ci sta pure che non mi sarei mai immaginata in grado di scrivere e dirigere da sola se me l’avessero detto prima.
Infine, l’ultimo ingrediente è la consapevolezza che dietro/in mezzo/sotto/sopra/a lato a me il teatro fa venire i brividi sempre.
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Aggiungere in dosi a piacere: Nora Orlandi e le lavoratrici del cinema, Domenico e Alessandro Scarlatti che si amavano o forse no, Vinicius de Moraes e il Brasile che adora l’Italia che lo ricambia, Wayne Shorter e il jazz che insegna come si sta al mondo.
Mescolare con lacrime (di gioia) e iastime (sempre di gioia…).
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Grazie a tutte le cantanti e i musicisti che abbiamo incontrato in questa roda de samba lunga un mese:
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Manuela Lazzaro @_manuelazzaro_
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Ah nella ricetta ci stanno pure i vestiti anni 80 di mia madre per l’occasione costumista inconsapevole ed io che ribattezzo i par led “michele-prova-ad-accendere-le-luci-che-odio, no no spegni tutto scusa ho cambiato idea”.
Ci sta pure che non mi sarei mai immaginata in grado di scrivere e dirigere da sola se me l’avessero detto prima.
Infine, l’ultimo ingrediente è la consapevolezza che dietro/in mezzo/sotto/sopra/a lato a me il teatro fa venire i brividi sempre.
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Ingredienti:
1 mese, 4 spettacoli, 1 regista e drammaturga, 2 interpreti, 1 tecnico (santo), 14 musicisti incontrati a scaglioni e amati molto, almeno finché non bisognava fiondarsi sul prossimo spettacolo.
Aggiungere in dosi a piacere: Nora Orlandi e le lavoratrici del cinema, Domenico e Alessandro Scarlatti che si amavano o forse no, Vinicius de Moraes e il Brasile che adora l’Italia che lo ricambia, Wayne Shorter e il jazz che insegna come si sta al mondo.
Mescolare con lacrime (di gioia) e iastime (sempre di gioia…).
Grazie a @marins_cc e a @colnaghi.davide che mi hanno dato la stessa fiducia che avrebbero riservato a una regista di lunga esperienza mentre mettevano in gioco tutta la loro professionalità e sensibilità, come fanno solo i grandi. Vi voglio bene, vorrei vedervi ovunque.
Grazie a tutte le cantanti e i musicisti che abbiamo incontrato in questa roda de samba lunga un mese:
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Manuela Lazzaro @_manuelazzaro_
Martina Rossi @tinamartirossi
Giorgio Midiri @giorgiomidiri10
Cristiana Arcari @cristianarcar
Cristiano Gaudio @cristiano.gaudio
Simona La Malfa @simonalamalfa.music
Paolo Siracusano @paolopianista
Pino Garufi
Stefano Sgrò
Greta Maria Alessi @grethewolf_
Matteo Cappadona @matteocappadona
Gregorio Chiovè @gregorio_chiove
Samuele Cardullo @samucardullo
Grazie al @teatrovittorioemanuele , al Direttore Artistico e tutti i lavoratori dell’Ente Teatro.
Ah nella ricetta ci stanno pure i vestiti anni 80 di mia madre per l’occasione costumista inconsapevole ed io che ribattezzo i par led “michele-prova-ad-accendere-le-luci-che-odio, no no spegni tutto scusa ho cambiato idea”.
Ci sta pure che non mi sarei mai immaginata in grado di scrivere e dirigere da sola se me l’avessero detto prima.
Infine, l’ultimo ingrediente è la consapevolezza che dietro/in mezzo/sotto/sopra/a lato a me il teatro fa venire i brividi sempre.
Buonanotte jazzmen
@contarini_photography 📸

“Parole e Musica” Parte II - Teatro Vittorio Emanuele, Messina
Ingredienti:
1 mese, 4 spettacoli, 1 regista e drammaturga, 2 interpreti, 1 tecnico (santo), 14 musicisti incontrati a scaglioni e amati molto, almeno finché non bisognava fiondarsi sul prossimo spettacolo.
Aggiungere in dosi a piacere: Nora Orlandi e le lavoratrici del cinema, Domenico e Alessandro Scarlatti che si amavano o forse no, Vinicius de Moraes e il Brasile che adora l’Italia che lo ricambia, Wayne Shorter e il jazz che insegna come si sta al mondo.
Mescolare con lacrime (di gioia) e iastime (sempre di gioia…).
Grazie a @marins_cc e a @colnaghi.davide che mi hanno dato la stessa fiducia che avrebbero riservato a una regista di lunga esperienza mentre mettevano in gioco tutta la loro professionalità e sensibilità, come fanno solo i grandi. Vi voglio bene, vorrei vedervi ovunque.
Grazie a tutte le cantanti e i musicisti che abbiamo incontrato in questa roda de samba lunga un mese:
Elma Rizza @_imelmaa_
Manuela Lazzaro @_manuelazzaro_
Martina Rossi @tinamartirossi
Giorgio Midiri @giorgiomidiri10
Cristiana Arcari @cristianarcar
Cristiano Gaudio @cristiano.gaudio
Simona La Malfa @simonalamalfa.music
Paolo Siracusano @paolopianista
Pino Garufi
Stefano Sgrò
Greta Maria Alessi @grethewolf_
Matteo Cappadona @matteocappadona
Gregorio Chiovè @gregorio_chiove
Samuele Cardullo @samucardullo
Grazie al @teatrovittorioemanuele , al Direttore Artistico e tutti i lavoratori dell’Ente Teatro.
Ah nella ricetta ci stanno pure i vestiti anni 80 di mia madre per l’occasione costumista inconsapevole ed io che ribattezzo i par led “michele-prova-ad-accendere-le-luci-che-odio, no no spegni tutto scusa ho cambiato idea”.
Ci sta pure che non mi sarei mai immaginata in grado di scrivere e dirigere da sola se me l’avessero detto prima.
Infine, l’ultimo ingrediente è la consapevolezza che dietro/in mezzo/sotto/sopra/a lato a me il teatro fa venire i brividi sempre.
Buonanotte jazzmen
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“Parole e Musica” Parte II - Teatro Vittorio Emanuele, Messina
Ingredienti:
1 mese, 4 spettacoli, 1 regista e drammaturga, 2 interpreti, 1 tecnico (santo), 14 musicisti incontrati a scaglioni e amati molto, almeno finché non bisognava fiondarsi sul prossimo spettacolo.
Aggiungere in dosi a piacere: Nora Orlandi e le lavoratrici del cinema, Domenico e Alessandro Scarlatti che si amavano o forse no, Vinicius de Moraes e il Brasile che adora l’Italia che lo ricambia, Wayne Shorter e il jazz che insegna come si sta al mondo.
Mescolare con lacrime (di gioia) e iastime (sempre di gioia…).
Grazie a @marins_cc e a @colnaghi.davide che mi hanno dato la stessa fiducia che avrebbero riservato a una regista di lunga esperienza mentre mettevano in gioco tutta la loro professionalità e sensibilità, come fanno solo i grandi. Vi voglio bene, vorrei vedervi ovunque.
Grazie a tutte le cantanti e i musicisti che abbiamo incontrato in questa roda de samba lunga un mese:
Elma Rizza @_imelmaa_
Manuela Lazzaro @_manuelazzaro_
Martina Rossi @tinamartirossi
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Cristiana Arcari @cristianarcar
Cristiano Gaudio @cristiano.gaudio
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Stefano Sgrò
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Matteo Cappadona @matteocappadona
Gregorio Chiovè @gregorio_chiove
Samuele Cardullo @samucardullo
Grazie al @teatrovittorioemanuele , al Direttore Artistico e tutti i lavoratori dell’Ente Teatro.
Ah nella ricetta ci stanno pure i vestiti anni 80 di mia madre per l’occasione costumista inconsapevole ed io che ribattezzo i par led “michele-prova-ad-accendere-le-luci-che-odio, no no spegni tutto scusa ho cambiato idea”.
Ci sta pure che non mi sarei mai immaginata in grado di scrivere e dirigere da sola se me l’avessero detto prima.
Infine, l’ultimo ingrediente è la consapevolezza che dietro/in mezzo/sotto/sopra/a lato a me il teatro fa venire i brividi sempre.
Buonanotte jazzmen
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“Parole e Musica” Parte II - Teatro Vittorio Emanuele, Messina
Ingredienti:
1 mese, 4 spettacoli, 1 regista e drammaturga, 2 interpreti, 1 tecnico (santo), 14 musicisti incontrati a scaglioni e amati molto, almeno finché non bisognava fiondarsi sul prossimo spettacolo.
Aggiungere in dosi a piacere: Nora Orlandi e le lavoratrici del cinema, Domenico e Alessandro Scarlatti che si amavano o forse no, Vinicius de Moraes e il Brasile che adora l’Italia che lo ricambia, Wayne Shorter e il jazz che insegna come si sta al mondo.
Mescolare con lacrime (di gioia) e iastime (sempre di gioia…).
Grazie a @marins_cc e a @colnaghi.davide che mi hanno dato la stessa fiducia che avrebbero riservato a una regista di lunga esperienza mentre mettevano in gioco tutta la loro professionalità e sensibilità, come fanno solo i grandi. Vi voglio bene, vorrei vedervi ovunque.
Grazie a tutte le cantanti e i musicisti che abbiamo incontrato in questa roda de samba lunga un mese:
Elma Rizza @_imelmaa_
Manuela Lazzaro @_manuelazzaro_
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Samuele Cardullo @samucardullo
Grazie al @teatrovittorioemanuele , al Direttore Artistico e tutti i lavoratori dell’Ente Teatro.
Ah nella ricetta ci stanno pure i vestiti anni 80 di mia madre per l’occasione costumista inconsapevole ed io che ribattezzo i par led “michele-prova-ad-accendere-le-luci-che-odio, no no spegni tutto scusa ho cambiato idea”.
Ci sta pure che non mi sarei mai immaginata in grado di scrivere e dirigere da sola se me l’avessero detto prima.
Infine, l’ultimo ingrediente è la consapevolezza che dietro/in mezzo/sotto/sopra/a lato a me il teatro fa venire i brividi sempre.
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1 mese, 4 spettacoli, 1 regista e drammaturga, 2 interpreti, 1 tecnico (santo), 14 musicisti incontrati a scaglioni e amati molto, almeno finché non bisognava fiondarsi sul prossimo spettacolo.
Aggiungere in dosi a piacere: Nora Orlandi e le lavoratrici del cinema, Domenico e Alessandro Scarlatti che si amavano o forse no, Vinicius de Moraes e il Brasile che adora l’Italia che lo ricambia, Wayne Shorter e il jazz che insegna come si sta al mondo.
Mescolare con lacrime (di gioia) e iastime (sempre di gioia…).
Grazie a @marins_cc e a @colnaghi.davide che mi hanno dato la stessa fiducia che avrebbero riservato a una regista di lunga esperienza mentre mettevano in gioco tutta la loro professionalità e sensibilità, come fanno solo i grandi. Vi voglio bene, vorrei vedervi ovunque.
Grazie a tutte le cantanti e i musicisti che abbiamo incontrato in questa roda de samba lunga un mese:
Elma Rizza @_imelmaa_
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Grazie al @teatrovittorioemanuele , al Direttore Artistico e tutti i lavoratori dell’Ente Teatro.
Ah nella ricetta ci stanno pure i vestiti anni 80 di mia madre per l’occasione costumista inconsapevole ed io che ribattezzo i par led “michele-prova-ad-accendere-le-luci-che-odio, no no spegni tutto scusa ho cambiato idea”.
Ci sta pure che non mi sarei mai immaginata in grado di scrivere e dirigere da sola se me l’avessero detto prima.
Infine, l’ultimo ingrediente è la consapevolezza che dietro/in mezzo/sotto/sopra/a lato a me il teatro fa venire i brividi sempre.
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1 mese, 4 spettacoli, 1 regista e drammaturga, 2 interpreti, 1 tecnico (santo), 14 musicisti incontrati a scaglioni e amati molto, almeno finché non bisognava fiondarsi sul prossimo spettacolo.
Aggiungere in dosi a piacere: Nora Orlandi e le lavoratrici del cinema, Domenico e Alessandro Scarlatti che si amavano o forse no, Vinicius de Moraes e il Brasile che adora l’Italia che lo ricambia, Wayne Shorter e il jazz che insegna come si sta al mondo.
Mescolare con lacrime (di gioia) e iastime (sempre di gioia…).
Grazie a @marins_cc e a @colnaghi.davide che mi hanno dato la stessa fiducia che avrebbero riservato a una regista di lunga esperienza mentre mettevano in gioco tutta la loro professionalità e sensibilità, come fanno solo i grandi. Vi voglio bene, vorrei vedervi ovunque.
Grazie a tutte le cantanti e i musicisti che abbiamo incontrato in questa roda de samba lunga un mese:
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Ah nella ricetta ci stanno pure i vestiti anni 80 di mia madre per l’occasione costumista inconsapevole ed io che ribattezzo i par led “michele-prova-ad-accendere-le-luci-che-odio, no no spegni tutto scusa ho cambiato idea”.
Ci sta pure che non mi sarei mai immaginata in grado di scrivere e dirigere da sola se me l’avessero detto prima.
Infine, l’ultimo ingrediente è la consapevolezza che dietro/in mezzo/sotto/sopra/a lato a me il teatro fa venire i brividi sempre.
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1 mese, 4 spettacoli, 1 regista e drammaturga, 2 interpreti, 1 tecnico (santo), 14 musicisti incontrati a scaglioni e amati molto, almeno finché non bisognava fiondarsi sul prossimo spettacolo.
Aggiungere in dosi a piacere: Nora Orlandi e le lavoratrici del cinema, Domenico e Alessandro Scarlatti che si amavano o forse no, Vinicius de Moraes e il Brasile che adora l’Italia che lo ricambia, Wayne Shorter e il jazz che insegna come si sta al mondo.
Mescolare con lacrime (di gioia) e iastime (sempre di gioia…).
Grazie a @marins_cc e a @colnaghi.davide che mi hanno dato la stessa fiducia che avrebbero riservato a una regista di lunga esperienza mentre mettevano in gioco tutta la loro professionalità e sensibilità, come fanno solo i grandi. Vi voglio bene, vorrei vedervi ovunque.
Grazie a tutte le cantanti e i musicisti che abbiamo incontrato in questa roda de samba lunga un mese:
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