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🇬🇧 What happens to Olympic sites once the Olympics are over?

Nearly twenty years after the Turin 2006 Winter Olympic Games, two German YouTubers visited some of the locations where Olympic competitions once took place and seeing them today is honestly incredible.

They explored sites like Cesana Pariol, where events such as bobsleigh, luge and skeleton were held, and Pragelato, home to the famous ski jump stadium built specifically for the Games.

Today, the Cesana bobsleigh track is set to be dismantled, with demolition work expected to begin this summer. Meanwhile, the future of the ski jumps in Pragelato remains uncertain, with no clear decision yet on what will happen to them.

-

🇮🇹 Cosa succede alle strutture olimpiche quando un’Olimpiade finisce?

A quasi vent’anni dai Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006, due YouTuber tedeschi hanno visitato i luoghi in cui si svolsero alcune delle competizioni olimpiche e vederli oggi è davvero incredibile.

In particolare sono stati esplorati i siti di Cesana Pariol, dove si tennero le gare di bob, slittino e skeleton, e Pragelato, sede del famoso trampolino per il salto con gli sci costruito appositamente per i Giochi.

Oggi, la pista di bob di Cesana sta per essere definitivamente smantellata, con i lavori di demolizione che dovrebbero iniziare quest’estate. Mentre il futuro dei trampolini di Pragelato rimane incerto, senza una decisione chiara su cosa ne sarà.

📸: @bwturbex


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3 months ago


🇬🇧 What happens to Olympic sites once the Olympics are over?

Nearly twenty years after the Turin 2006 Winter Olympic Games, two German YouTubers visited some of the locations where Olympic competitions once took place and seeing them today is honestly incredible.

They explored sites like Cesana Pariol, where events such as bobsleigh, luge and skeleton were held, and Pragelato, home to the famous ski jump stadium built specifically for the Games.

Today, the Cesana bobsleigh track is set to be dismantled, with demolition work expected to begin this summer. Meanwhile, the future of the ski jumps in Pragelato remains uncertain, with no clear decision yet on what will happen to them.

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🇮🇹 Cosa succede alle strutture olimpiche quando un’Olimpiade finisce?

A quasi vent’anni dai Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006, due YouTuber tedeschi hanno visitato i luoghi in cui si svolsero alcune delle competizioni olimpiche e vederli oggi è davvero incredibile.

In particolare sono stati esplorati i siti di Cesana Pariol, dove si tennero le gare di bob, slittino e skeleton, e Pragelato, sede del famoso trampolino per il salto con gli sci costruito appositamente per i Giochi.

Oggi, la pista di bob di Cesana sta per essere definitivamente smantellata, con i lavori di demolizione che dovrebbero iniziare quest’estate. Mentre il futuro dei trampolini di Pragelato rimane incerto, senza una decisione chiara su cosa ne sarà.

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Nearly twenty years after the Turin 2006 Winter Olympic Games, two German YouTubers visited some of the locations where Olympic competitions once took place and seeing them today is honestly incredible.

They explored sites like Cesana Pariol, where events such as bobsleigh, luge and skeleton were held, and Pragelato, home to the famous ski jump stadium built specifically for the Games.

Today, the Cesana bobsleigh track is set to be dismantled, with demolition work expected to begin this summer. Meanwhile, the future of the ski jumps in Pragelato remains uncertain, with no clear decision yet on what will happen to them.

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🇮🇹 Cosa succede alle strutture olimpiche quando un’Olimpiade finisce?

A quasi vent’anni dai Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006, due YouTuber tedeschi hanno visitato i luoghi in cui si svolsero alcune delle competizioni olimpiche e vederli oggi è davvero incredibile.

In particolare sono stati esplorati i siti di Cesana Pariol, dove si tennero le gare di bob, slittino e skeleton, e Pragelato, sede del famoso trampolino per il salto con gli sci costruito appositamente per i Giochi.

Oggi, la pista di bob di Cesana sta per essere definitivamente smantellata, con i lavori di demolizione che dovrebbero iniziare quest’estate. Mentre il futuro dei trampolini di Pragelato rimane incerto, senza una decisione chiara su cosa ne sarà.

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Nearly twenty years after the Turin 2006 Winter Olympic Games, two German YouTubers visited some of the locations where Olympic competitions once took place and seeing them today is honestly incredible.

They explored sites like Cesana Pariol, where events such as bobsleigh, luge and skeleton were held, and Pragelato, home to the famous ski jump stadium built specifically for the Games.

Today, the Cesana bobsleigh track is set to be dismantled, with demolition work expected to begin this summer. Meanwhile, the future of the ski jumps in Pragelato remains uncertain, with no clear decision yet on what will happen to them.

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A quasi vent’anni dai Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006, due YouTuber tedeschi hanno visitato i luoghi in cui si svolsero alcune delle competizioni olimpiche e vederli oggi è davvero incredibile.

In particolare sono stati esplorati i siti di Cesana Pariol, dove si tennero le gare di bob, slittino e skeleton, e Pragelato, sede del famoso trampolino per il salto con gli sci costruito appositamente per i Giochi.

Oggi, la pista di bob di Cesana sta per essere definitivamente smantellata, con i lavori di demolizione che dovrebbero iniziare quest’estate. Mentre il futuro dei trampolini di Pragelato rimane incerto, senza una decisione chiara su cosa ne sarà.

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Nearly twenty years after the Turin 2006 Winter Olympic Games, two German YouTubers visited some of the locations where Olympic competitions once took place and seeing them today is honestly incredible.

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A quasi vent’anni dai Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006, due YouTuber tedeschi hanno visitato i luoghi in cui si svolsero alcune delle competizioni olimpiche e vederli oggi è davvero incredibile.

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Today, the Cesana bobsleigh track is set to be dismantled, with demolition work expected to begin this summer. Meanwhile, the future of the ski jumps in Pragelato remains uncertain, with no clear decision yet on what will happen to them.

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A quasi vent’anni dai Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006, due YouTuber tedeschi hanno visitato i luoghi in cui si svolsero alcune delle competizioni olimpiche e vederli oggi è davvero incredibile.

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L’identità è il vero lusso per la FW26 di @dolcegabbana.

Dagli scialle che riprendono le origini siciliane fino al pizzo, forse il tessuto più intimo che ci sia. Allo stesso tempo la sensualità e il tailoring rimangono anche per questa collezione i due capisaldi del brand. Vi piace?


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2 months ago


Si tende a sottovalutarlo, @tredicipietrotredici. Per la sua storia, ma anche perché il suo è un rap strano, da un lato contaminato col pop dall’altro molto scanzonato, amichevole, disarmato, in qualche caso pure dolorosamente molto sincero. Non quello che senti di solito nella gara a chi è più forte, più figo, più ricco, più imparanoiato dal successo.

Tredici Pietro è un’anomalia. Ed è anche una persona che sta attraversando il guado tra l’essere ragazzino ed essere adulto. Risultato? Parlare con lui è tutto tranne che banale. Anche partendo dall’argomento più banale ed onnipresente di tutti: Sanremo, in cui Pietro si inserisce perfettamente per essere un’ottima scommessa.

Trovate l’intervista completa cliccando nelle storie di @outpump.

Art direction: @ale.etc
Fotografo: @agf_281
Assistente fotografo: @lorenzoricchiuto_photo
MUA: @chiara_tipaldi
Styling: @itsgaiabonfiglio
Assistente Styling: @fraess3_


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Si tende a sottovalutarlo, @tredicipietrotredici. Per la sua storia, ma anche perché il suo è un rap strano, da un lato contaminato col pop dall’altro molto scanzonato, amichevole, disarmato, in qualche caso pure dolorosamente molto sincero. Non quello che senti di solito nella gara a chi è più forte, più figo, più ricco, più imparanoiato dal successo.

Tredici Pietro è un’anomalia. Ed è anche una persona che sta attraversando il guado tra l’essere ragazzino ed essere adulto. Risultato? Parlare con lui è tutto tranne che banale. Anche partendo dall’argomento più banale ed onnipresente di tutti: Sanremo, in cui Pietro si inserisce perfettamente per essere un’ottima scommessa.

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Assistente fotografo: @lorenzoricchiuto_photo
MUA: @chiara_tipaldi
Styling: @itsgaiabonfiglio
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2 months ago

Si tende a sottovalutarlo, @tredicipietrotredici. Per la sua storia, ma anche perché il suo è un rap strano, da un lato contaminato col pop dall’altro molto scanzonato, amichevole, disarmato, in qualche caso pure dolorosamente molto sincero. Non quello che senti di solito nella gara a chi è più forte, più figo, più ricco, più imparanoiato dal successo.

Tredici Pietro è un’anomalia. Ed è anche una persona che sta attraversando il guado tra l’essere ragazzino ed essere adulto. Risultato? Parlare con lui è tutto tranne che banale. Anche partendo dall’argomento più banale ed onnipresente di tutti: Sanremo, in cui Pietro si inserisce perfettamente per essere un’ottima scommessa.

Trovate l’intervista completa cliccando nelle storie di @outpump.

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2 months ago

@tedua_wildbandana ha festeggiato questa sera l’uscita del suo nuovo progetto “Ryan Ted” insieme a @latrelle3l, @nerissimaserpe, @sayfmaet e altri.


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3 hours ago

@nikefootball sta facendo le cose in grande per trasformare il mondo del calcio.

Nelle prossime dodici settimane il brand lancerà un nuovo universo calcistico, pensato per mettere i tifosi al centro e per raggiungere le sottoculture di tutto il mondo. Per farlo ha innanzitutto riunito le figure che da sempre hanno un legame con Nike: @cristiano, @kimkardashian, @zlatan, @olaoluslawn e molti altri che si riuniranno per celebrare Nike Football quest’estate. E con cui a quanto pare verranno presentate nuove collaborazioni.

Non sappiamo ancora di che cosa si tratta, ma sicuramente sarà una dimostrazione di ciò che Nike Football vuole essere: un mondo inclusivo, a cui chiunque può prendere parte per rendere il mondo del calcio un luogo in cui le nuove generazioni possano trovare la loro strada e in cui tifosi e atleti possano condividere una passione. Siete curiosi di scoprire tutte le novità?


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12 hours ago

@nikefootball sta facendo le cose in grande per trasformare il mondo del calcio.

Nelle prossime dodici settimane il brand lancerà un nuovo universo calcistico, pensato per mettere i tifosi al centro e per raggiungere le sottoculture di tutto il mondo. Per farlo ha innanzitutto riunito le figure che da sempre hanno un legame con Nike: @cristiano, @kimkardashian, @zlatan, @olaoluslawn e molti altri che si riuniranno per celebrare Nike Football quest’estate. E con cui a quanto pare verranno presentate nuove collaborazioni.

Non sappiamo ancora di che cosa si tratta, ma sicuramente sarà una dimostrazione di ciò che Nike Football vuole essere: un mondo inclusivo, a cui chiunque può prendere parte per rendere il mondo del calcio un luogo in cui le nuove generazioni possano trovare la loro strada e in cui tifosi e atleti possano condividere una passione. Siete curiosi di scoprire tutte le novità?


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@nikefootball sta facendo le cose in grande per trasformare il mondo del calcio.

Nelle prossime dodici settimane il brand lancerà un nuovo universo calcistico, pensato per mettere i tifosi al centro e per raggiungere le sottoculture di tutto il mondo. Per farlo ha innanzitutto riunito le figure che da sempre hanno un legame con Nike: @cristiano, @kimkardashian, @zlatan, @olaoluslawn e molti altri che si riuniranno per celebrare Nike Football quest’estate. E con cui a quanto pare verranno presentate nuove collaborazioni.

Non sappiamo ancora di che cosa si tratta, ma sicuramente sarà una dimostrazione di ciò che Nike Football vuole essere: un mondo inclusivo, a cui chiunque può prendere parte per rendere il mondo del calcio un luogo in cui le nuove generazioni possano trovare la loro strada e in cui tifosi e atleti possano condividere una passione. Siete curiosi di scoprire tutte le novità?


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@nikefootball sta facendo le cose in grande per trasformare il mondo del calcio.

Nelle prossime dodici settimane il brand lancerà un nuovo universo calcistico, pensato per mettere i tifosi al centro e per raggiungere le sottoculture di tutto il mondo. Per farlo ha innanzitutto riunito le figure che da sempre hanno un legame con Nike: @cristiano, @kimkardashian, @zlatan, @olaoluslawn e molti altri che si riuniranno per celebrare Nike Football quest’estate. E con cui a quanto pare verranno presentate nuove collaborazioni.

Non sappiamo ancora di che cosa si tratta, ma sicuramente sarà una dimostrazione di ciò che Nike Football vuole essere: un mondo inclusivo, a cui chiunque può prendere parte per rendere il mondo del calcio un luogo in cui le nuove generazioni possano trovare la loro strada e in cui tifosi e atleti possano condividere una passione. Siete curiosi di scoprire tutte le novità?


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@nikefootball sta facendo le cose in grande per trasformare il mondo del calcio.

Nelle prossime dodici settimane il brand lancerà un nuovo universo calcistico, pensato per mettere i tifosi al centro e per raggiungere le sottoculture di tutto il mondo. Per farlo ha innanzitutto riunito le figure che da sempre hanno un legame con Nike: @cristiano, @kimkardashian, @zlatan, @olaoluslawn e molti altri che si riuniranno per celebrare Nike Football quest’estate. E con cui a quanto pare verranno presentate nuove collaborazioni.

Non sappiamo ancora di che cosa si tratta, ma sicuramente sarà una dimostrazione di ciò che Nike Football vuole essere: un mondo inclusivo, a cui chiunque può prendere parte per rendere il mondo del calcio un luogo in cui le nuove generazioni possano trovare la loro strada e in cui tifosi e atleti possano condividere una passione. Siete curiosi di scoprire tutte le novità?


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@nikefootball sta facendo le cose in grande per trasformare il mondo del calcio.

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Non sappiamo ancora di che cosa si tratta, ma sicuramente sarà una dimostrazione di ciò che Nike Football vuole essere: un mondo inclusivo, a cui chiunque può prendere parte per rendere il mondo del calcio un luogo in cui le nuove generazioni possano trovare la loro strada e in cui tifosi e atleti possano condividere una passione. Siete curiosi di scoprire tutte le novità?


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@nikefootball sta facendo le cose in grande per trasformare il mondo del calcio.

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Non sappiamo ancora di che cosa si tratta, ma sicuramente sarà una dimostrazione di ciò che Nike Football vuole essere: un mondo inclusivo, a cui chiunque può prendere parte per rendere il mondo del calcio un luogo in cui le nuove generazioni possano trovare la loro strada e in cui tifosi e atleti possano condividere una passione. Siete curiosi di scoprire tutte le novità?


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Non sappiamo ancora di che cosa si tratta, ma sicuramente sarà una dimostrazione di ciò che Nike Football vuole essere: un mondo inclusivo, a cui chiunque può prendere parte per rendere il mondo del calcio un luogo in cui le nuove generazioni possano trovare la loro strada e in cui tifosi e atleti possano condividere una passione. Siete curiosi di scoprire tutte le novità?


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Non sappiamo ancora di che cosa si tratta, ma sicuramente sarà una dimostrazione di ciò che Nike Football vuole essere: un mondo inclusivo, a cui chiunque può prendere parte per rendere il mondo del calcio un luogo in cui le nuove generazioni possano trovare la loro strada e in cui tifosi e atleti possano condividere una passione. Siete curiosi di scoprire tutte le novità?


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@nikefootball sta facendo le cose in grande per trasformare il mondo del calcio.

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Non sappiamo ancora di che cosa si tratta, ma sicuramente sarà una dimostrazione di ciò che Nike Football vuole essere: un mondo inclusivo, a cui chiunque può prendere parte per rendere il mondo del calcio un luogo in cui le nuove generazioni possano trovare la loro strada e in cui tifosi e atleti possano condividere una passione. Siete curiosi di scoprire tutte le novità?


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@nikefootball sta facendo le cose in grande per trasformare il mondo del calcio.

Nelle prossime dodici settimane il brand lancerà un nuovo universo calcistico, pensato per mettere i tifosi al centro e per raggiungere le sottoculture di tutto il mondo. Per farlo ha innanzitutto riunito le figure che da sempre hanno un legame con Nike: @cristiano, @kimkardashian, @zlatan, @olaoluslawn e molti altri che si riuniranno per celebrare Nike Football quest’estate. E con cui a quanto pare verranno presentate nuove collaborazioni.

Non sappiamo ancora di che cosa si tratta, ma sicuramente sarà una dimostrazione di ciò che Nike Football vuole essere: un mondo inclusivo, a cui chiunque può prendere parte per rendere il mondo del calcio un luogo in cui le nuove generazioni possano trovare la loro strada e in cui tifosi e atleti possano condividere una passione. Siete curiosi di scoprire tutte le novità?


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@nikefootball sta facendo le cose in grande per trasformare il mondo del calcio.

Nelle prossime dodici settimane il brand lancerà un nuovo universo calcistico, pensato per mettere i tifosi al centro e per raggiungere le sottoculture di tutto il mondo. Per farlo ha innanzitutto riunito le figure che da sempre hanno un legame con Nike: @cristiano, @kimkardashian, @zlatan, @olaoluslawn e molti altri che si riuniranno per celebrare Nike Football quest’estate. E con cui a quanto pare verranno presentate nuove collaborazioni.

Non sappiamo ancora di che cosa si tratta, ma sicuramente sarà una dimostrazione di ciò che Nike Football vuole essere: un mondo inclusivo, a cui chiunque può prendere parte per rendere il mondo del calcio un luogo in cui le nuove generazioni possano trovare la loro strada e in cui tifosi e atleti possano condividere una passione. Siete curiosi di scoprire tutte le novità?


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12 hours ago

I ragazzini che fanno musica sono sempre di più, e non si parla di adolescenti, ma di bambini a tutti gli effetti. @youngroddo è uno di questi.

Ha solo 9 anni, è nato a Chicago e dal 2023 pubblica video su Instagram in cui canta, in un profilo gestito dai genitori (questo quanto scritto nella bio), eppure il suo ultimo pezzo è andato talmente virale da attirare l’attenzione di chiunque.

@snoopdogg lo ha postato sul suo profilo Instagram, @sza lo ha condiviso nelle storie e tantissimi altri stanno continuando a commentargli i post per dargli supporto, tra questi @lilbaby, offsetyrn, @kidsuper, @johnlegend, @brentfaiyaz.

Non fermarsi ad ascoltarlo è impossibile, un po’ perché le canzoni sono effettivamente belle, un po’ perché i testi raccontano esattamente la realtà di un bambino di nove anni e fa quasi tenerezza. Anche perché la passione per la musica ce l’ha da “sempre”, figlio dell’imprenditore musicale @sherodcantsing, sul suo profilo condivide spesso video in cui si diverte a produrre o samplare brani.

Attualmente non sappiamo che cosa farà in futuro, su Spotify ci sono solo due brani (“No Bad Grades” e “Ms. Jackson”) ma ha già 44.154 mila ascoltatori mensili.


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15 hours ago

I ragazzini che fanno musica sono sempre di più, e non si parla di adolescenti, ma di bambini a tutti gli effetti. @youngroddo è uno di questi.

Ha solo 9 anni, è nato a Chicago e dal 2023 pubblica video su Instagram in cui canta, in un profilo gestito dai genitori (questo quanto scritto nella bio), eppure il suo ultimo pezzo è andato talmente virale da attirare l’attenzione di chiunque.

@snoopdogg lo ha postato sul suo profilo Instagram, @sza lo ha condiviso nelle storie e tantissimi altri stanno continuando a commentargli i post per dargli supporto, tra questi @lilbaby, offsetyrn, @kidsuper, @johnlegend, @brentfaiyaz.

Non fermarsi ad ascoltarlo è impossibile, un po’ perché le canzoni sono effettivamente belle, un po’ perché i testi raccontano esattamente la realtà di un bambino di nove anni e fa quasi tenerezza. Anche perché la passione per la musica ce l’ha da “sempre”, figlio dell’imprenditore musicale @sherodcantsing, sul suo profilo condivide spesso video in cui si diverte a produrre o samplare brani.

Attualmente non sappiamo che cosa farà in futuro, su Spotify ci sono solo due brani (“No Bad Grades” e “Ms. Jackson”) ma ha già 44.154 mila ascoltatori mensili.


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I ragazzini che fanno musica sono sempre di più, e non si parla di adolescenti, ma di bambini a tutti gli effetti. @youngroddo è uno di questi.

Ha solo 9 anni, è nato a Chicago e dal 2023 pubblica video su Instagram in cui canta, in un profilo gestito dai genitori (questo quanto scritto nella bio), eppure il suo ultimo pezzo è andato talmente virale da attirare l’attenzione di chiunque.

@snoopdogg lo ha postato sul suo profilo Instagram, @sza lo ha condiviso nelle storie e tantissimi altri stanno continuando a commentargli i post per dargli supporto, tra questi @lilbaby, offsetyrn, @kidsuper, @johnlegend, @brentfaiyaz.

Non fermarsi ad ascoltarlo è impossibile, un po’ perché le canzoni sono effettivamente belle, un po’ perché i testi raccontano esattamente la realtà di un bambino di nove anni e fa quasi tenerezza. Anche perché la passione per la musica ce l’ha da “sempre”, figlio dell’imprenditore musicale @sherodcantsing, sul suo profilo condivide spesso video in cui si diverte a produrre o samplare brani.

Attualmente non sappiamo che cosa farà in futuro, su Spotify ci sono solo due brani (“No Bad Grades” e “Ms. Jackson”) ma ha già 44.154 mila ascoltatori mensili.


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I ragazzini che fanno musica sono sempre di più, e non si parla di adolescenti, ma di bambini a tutti gli effetti. @youngroddo è uno di questi.

Ha solo 9 anni, è nato a Chicago e dal 2023 pubblica video su Instagram in cui canta, in un profilo gestito dai genitori (questo quanto scritto nella bio), eppure il suo ultimo pezzo è andato talmente virale da attirare l’attenzione di chiunque.

@snoopdogg lo ha postato sul suo profilo Instagram, @sza lo ha condiviso nelle storie e tantissimi altri stanno continuando a commentargli i post per dargli supporto, tra questi @lilbaby, offsetyrn, @kidsuper, @johnlegend, @brentfaiyaz.

Non fermarsi ad ascoltarlo è impossibile, un po’ perché le canzoni sono effettivamente belle, un po’ perché i testi raccontano esattamente la realtà di un bambino di nove anni e fa quasi tenerezza. Anche perché la passione per la musica ce l’ha da “sempre”, figlio dell’imprenditore musicale @sherodcantsing, sul suo profilo condivide spesso video in cui si diverte a produrre o samplare brani.

Attualmente non sappiamo che cosa farà in futuro, su Spotify ci sono solo due brani (“No Bad Grades” e “Ms. Jackson”) ma ha già 44.154 mila ascoltatori mensili.


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I ragazzini che fanno musica sono sempre di più, e non si parla di adolescenti, ma di bambini a tutti gli effetti. @youngroddo è uno di questi.

Ha solo 9 anni, è nato a Chicago e dal 2023 pubblica video su Instagram in cui canta, in un profilo gestito dai genitori (questo quanto scritto nella bio), eppure il suo ultimo pezzo è andato talmente virale da attirare l’attenzione di chiunque.

@snoopdogg lo ha postato sul suo profilo Instagram, @sza lo ha condiviso nelle storie e tantissimi altri stanno continuando a commentargli i post per dargli supporto, tra questi @lilbaby, offsetyrn, @kidsuper, @johnlegend, @brentfaiyaz.

Non fermarsi ad ascoltarlo è impossibile, un po’ perché le canzoni sono effettivamente belle, un po’ perché i testi raccontano esattamente la realtà di un bambino di nove anni e fa quasi tenerezza. Anche perché la passione per la musica ce l’ha da “sempre”, figlio dell’imprenditore musicale @sherodcantsing, sul suo profilo condivide spesso video in cui si diverte a produrre o samplare brani.

Attualmente non sappiamo che cosa farà in futuro, su Spotify ci sono solo due brani (“No Bad Grades” e “Ms. Jackson”) ma ha già 44.154 mila ascoltatori mensili.


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I ragazzini che fanno musica sono sempre di più, e non si parla di adolescenti, ma di bambini a tutti gli effetti. @youngroddo è uno di questi.

Ha solo 9 anni, è nato a Chicago e dal 2023 pubblica video su Instagram in cui canta, in un profilo gestito dai genitori (questo quanto scritto nella bio), eppure il suo ultimo pezzo è andato talmente virale da attirare l’attenzione di chiunque.

@snoopdogg lo ha postato sul suo profilo Instagram, @sza lo ha condiviso nelle storie e tantissimi altri stanno continuando a commentargli i post per dargli supporto, tra questi @lilbaby, offsetyrn, @kidsuper, @johnlegend, @brentfaiyaz.

Non fermarsi ad ascoltarlo è impossibile, un po’ perché le canzoni sono effettivamente belle, un po’ perché i testi raccontano esattamente la realtà di un bambino di nove anni e fa quasi tenerezza. Anche perché la passione per la musica ce l’ha da “sempre”, figlio dell’imprenditore musicale @sherodcantsing, sul suo profilo condivide spesso video in cui si diverte a produrre o samplare brani.

Attualmente non sappiamo che cosa farà in futuro, su Spotify ci sono solo due brani (“No Bad Grades” e “Ms. Jackson”) ma ha già 44.154 mila ascoltatori mensili.


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15 hours ago

Decine di anni dopo Jane Birkin anche @bellahadid ha indossato l’abito in crochet bianco che aveva reso l’attrice e cantante francese una vera it-girl nel 1969.

Oggi la modella ha fatto ricreare a @schiaparelli un abito custom che riprendesse fedelmente l’originale indossato da Birkin in occasione di un Gala tra artisti al fianco di Serge Gainsbourg. Nel 1969 l’abito indossato da Birkin e entrato davvero nella storia della moda era stato disegnato da Emilio Pucci e indossato dall’attrice al contrario creando uno scandaloso scollo frontale che le incorniciava l’ombelico — proprio come ha fatto Bella Hadid oggi.

I look della modella sono da tempo protagonisti indiscussi del red carpet del Festival di Cannes e ogni anno si aspetta il suo arrivo per scrutarne e apprezzarne gli abiti — spesso firmati da Schiaparelli che per lei qualche anno fa aveva disegnato anche il celebre abito nero con un “polmone” dorato sul petto.

Per quanto la reference sia altissima, l’animo dell’abito cambia però molto in questa sua nuova interpretazione: nessuno spirito bohémien, nessun viso naturale, dimentichiamo i capelli sciolti e la rivoluzione di Birkin.

Vi piace?


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19 hours ago

Decine di anni dopo Jane Birkin anche @bellahadid ha indossato l’abito in crochet bianco che aveva reso l’attrice e cantante francese una vera it-girl nel 1969.

Oggi la modella ha fatto ricreare a @schiaparelli un abito custom che riprendesse fedelmente l’originale indossato da Birkin in occasione di un Gala tra artisti al fianco di Serge Gainsbourg. Nel 1969 l’abito indossato da Birkin e entrato davvero nella storia della moda era stato disegnato da Emilio Pucci e indossato dall’attrice al contrario creando uno scandaloso scollo frontale che le incorniciava l’ombelico — proprio come ha fatto Bella Hadid oggi.

I look della modella sono da tempo protagonisti indiscussi del red carpet del Festival di Cannes e ogni anno si aspetta il suo arrivo per scrutarne e apprezzarne gli abiti — spesso firmati da Schiaparelli che per lei qualche anno fa aveva disegnato anche il celebre abito nero con un “polmone” dorato sul petto.

Per quanto la reference sia altissima, l’animo dell’abito cambia però molto in questa sua nuova interpretazione: nessuno spirito bohémien, nessun viso naturale, dimentichiamo i capelli sciolti e la rivoluzione di Birkin.

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Decine di anni dopo Jane Birkin anche @bellahadid ha indossato l’abito in crochet bianco che aveva reso l’attrice e cantante francese una vera it-girl nel 1969.

Oggi la modella ha fatto ricreare a @schiaparelli un abito custom che riprendesse fedelmente l’originale indossato da Birkin in occasione di un Gala tra artisti al fianco di Serge Gainsbourg. Nel 1969 l’abito indossato da Birkin e entrato davvero nella storia della moda era stato disegnato da Emilio Pucci e indossato dall’attrice al contrario creando uno scandaloso scollo frontale che le incorniciava l’ombelico — proprio come ha fatto Bella Hadid oggi.

I look della modella sono da tempo protagonisti indiscussi del red carpet del Festival di Cannes e ogni anno si aspetta il suo arrivo per scrutarne e apprezzarne gli abiti — spesso firmati da Schiaparelli che per lei qualche anno fa aveva disegnato anche il celebre abito nero con un “polmone” dorato sul petto.

Per quanto la reference sia altissima, l’animo dell’abito cambia però molto in questa sua nuova interpretazione: nessuno spirito bohémien, nessun viso naturale, dimentichiamo i capelli sciolti e la rivoluzione di Birkin.

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Decine di anni dopo Jane Birkin anche @bellahadid ha indossato l’abito in crochet bianco che aveva reso l’attrice e cantante francese una vera it-girl nel 1969.

Oggi la modella ha fatto ricreare a @schiaparelli un abito custom che riprendesse fedelmente l’originale indossato da Birkin in occasione di un Gala tra artisti al fianco di Serge Gainsbourg. Nel 1969 l’abito indossato da Birkin e entrato davvero nella storia della moda era stato disegnato da Emilio Pucci e indossato dall’attrice al contrario creando uno scandaloso scollo frontale che le incorniciava l’ombelico — proprio come ha fatto Bella Hadid oggi.

I look della modella sono da tempo protagonisti indiscussi del red carpet del Festival di Cannes e ogni anno si aspetta il suo arrivo per scrutarne e apprezzarne gli abiti — spesso firmati da Schiaparelli che per lei qualche anno fa aveva disegnato anche il celebre abito nero con un “polmone” dorato sul petto.

Per quanto la reference sia altissima, l’animo dell’abito cambia però molto in questa sua nuova interpretazione: nessuno spirito bohémien, nessun viso naturale, dimentichiamo i capelli sciolti e la rivoluzione di Birkin.

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19 hours ago

Avete mai visto dei chiodi nelle @crocs?

Una classica Clog nera trafitta da chiodi zincati a testa piatta: nasce così la prima collaborazione tra @slamjam e @crocs.

L’iconica silhouette morbida e protettova di Crocs viene reinterpretata attraverso lo sguardo di Slam Jam, trasformandosi in un oggetto quasi minaccioso, per via dei chiodi applicati sulla tomaia. Vi piace?


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1 days ago

L’identità creativa di @badbunnypr è stata riassunta nella collaborazione dell’artista con @zara intitolata Benito Antonio, il suo nome di nascita.

La collezione con il colosso della moda era stata preannunciata da due grandissime apparizioni dell’artista: prima il suo look sul palco dell’Halftime Show del Super Bowl a Santa Clara, e poi il completo indossato sul red carpet del Met Gala.

Creata insieme al suo direttore creativo Janthony Oliveras, la collezione si compone di ben 150 pezzi tutti studiati e nati a Porto Rico. Molta dell’identità locale, così come quella personale di Bad Bunny, è racchiusa nella collezione e anche la campagna è stata scattata lì.

Ovviamente la collab non si preoccupa che gli abiti proposti seguano particolari trend, ma segue solo lo spirito che ha mosso l’artista negli ultimi anni al successo che ha oggi.

I capi saranno disponibili in alcuni store selezionati e online a partire dal 21 maggio. Cosa ne pensate?


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1 days ago

L’identità creativa di @badbunnypr è stata riassunta nella collaborazione dell’artista con @zara intitolata Benito Antonio, il suo nome di nascita.

La collezione con il colosso della moda era stata preannunciata da due grandissime apparizioni dell’artista: prima il suo look sul palco dell’Halftime Show del Super Bowl a Santa Clara, e poi il completo indossato sul red carpet del Met Gala.

Creata insieme al suo direttore creativo Janthony Oliveras, la collezione si compone di ben 150 pezzi tutti studiati e nati a Porto Rico. Molta dell’identità locale, così come quella personale di Bad Bunny, è racchiusa nella collezione e anche la campagna è stata scattata lì.

Ovviamente la collab non si preoccupa che gli abiti proposti seguano particolari trend, ma segue solo lo spirito che ha mosso l’artista negli ultimi anni al successo che ha oggi.

I capi saranno disponibili in alcuni store selezionati e online a partire dal 21 maggio. Cosa ne pensate?


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Creata insieme al suo direttore creativo Janthony Oliveras, la collezione si compone di ben 150 pezzi tutti studiati e nati a Porto Rico. Molta dell’identità locale, così come quella personale di Bad Bunny, è racchiusa nella collezione e anche la campagna è stata scattata lì.

Ovviamente la collab non si preoccupa che gli abiti proposti seguano particolari trend, ma segue solo lo spirito che ha mosso l’artista negli ultimi anni al successo che ha oggi.

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Creata insieme al suo direttore creativo Janthony Oliveras, la collezione si compone di ben 150 pezzi tutti studiati e nati a Porto Rico. Molta dell’identità locale, così come quella personale di Bad Bunny, è racchiusa nella collezione e anche la campagna è stata scattata lì.

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Creata insieme al suo direttore creativo Janthony Oliveras, la collezione si compone di ben 150 pezzi tutti studiati e nati a Porto Rico. Molta dell’identità locale, così come quella personale di Bad Bunny, è racchiusa nella collezione e anche la campagna è stata scattata lì.

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Creata insieme al suo direttore creativo Janthony Oliveras, la collezione si compone di ben 150 pezzi tutti studiati e nati a Porto Rico. Molta dell’identità locale, così come quella personale di Bad Bunny, è racchiusa nella collezione e anche la campagna è stata scattata lì.

Ovviamente la collab non si preoccupa che gli abiti proposti seguano particolari trend, ma segue solo lo spirito che ha mosso l’artista negli ultimi anni al successo che ha oggi.

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L’identità creativa di @badbunnypr è stata riassunta nella collaborazione dell’artista con @zara intitolata Benito Antonio, il suo nome di nascita.

La collezione con il colosso della moda era stata preannunciata da due grandissime apparizioni dell’artista: prima il suo look sul palco dell’Halftime Show del Super Bowl a Santa Clara, e poi il completo indossato sul red carpet del Met Gala.

Creata insieme al suo direttore creativo Janthony Oliveras, la collezione si compone di ben 150 pezzi tutti studiati e nati a Porto Rico. Molta dell’identità locale, così come quella personale di Bad Bunny, è racchiusa nella collezione e anche la campagna è stata scattata lì.

Ovviamente la collab non si preoccupa che gli abiti proposti seguano particolari trend, ma segue solo lo spirito che ha mosso l’artista negli ultimi anni al successo che ha oggi.

I capi saranno disponibili in alcuni store selezionati e online a partire dal 21 maggio. Cosa ne pensate?


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1 days ago

L’identità creativa di @badbunnypr è stata riassunta nella collaborazione dell’artista con @zara intitolata Benito Antonio, il suo nome di nascita.

La collezione con il colosso della moda era stata preannunciata da due grandissime apparizioni dell’artista: prima il suo look sul palco dell’Halftime Show del Super Bowl a Santa Clara, e poi il completo indossato sul red carpet del Met Gala.

Creata insieme al suo direttore creativo Janthony Oliveras, la collezione si compone di ben 150 pezzi tutti studiati e nati a Porto Rico. Molta dell’identità locale, così come quella personale di Bad Bunny, è racchiusa nella collezione e anche la campagna è stata scattata lì.

Ovviamente la collab non si preoccupa che gli abiti proposti seguano particolari trend, ma segue solo lo spirito che ha mosso l’artista negli ultimi anni al successo che ha oggi.

I capi saranno disponibili in alcuni store selezionati e online a partire dal 21 maggio. Cosa ne pensate?


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1 days ago

L’identità creativa di @badbunnypr è stata riassunta nella collaborazione dell’artista con @zara intitolata Benito Antonio, il suo nome di nascita.

La collezione con il colosso della moda era stata preannunciata da due grandissime apparizioni dell’artista: prima il suo look sul palco dell’Halftime Show del Super Bowl a Santa Clara, e poi il completo indossato sul red carpet del Met Gala.

Creata insieme al suo direttore creativo Janthony Oliveras, la collezione si compone di ben 150 pezzi tutti studiati e nati a Porto Rico. Molta dell’identità locale, così come quella personale di Bad Bunny, è racchiusa nella collezione e anche la campagna è stata scattata lì.

Ovviamente la collab non si preoccupa che gli abiti proposti seguano particolari trend, ma segue solo lo spirito che ha mosso l’artista negli ultimi anni al successo che ha oggi.

I capi saranno disponibili in alcuni store selezionati e online a partire dal 21 maggio. Cosa ne pensate?


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1 days ago

Sapete come sono cambiati negli anni i loghi delle app?

Utilizzandole ogni giorno, spesso non ci facciamo nemmeno caso. Eppure, il chiacchieratissimo e temporaneo rebranding dell’icona di Spotify, passata per il momento dal classico logo verde e nero a una più eccentrica “palla da discoteca”, così come il restyling di Google, ci ha portato a farci una domanda: come si sono evolute le icone delle app negli anni?

@google ha di recente rivoluzionato il design di moltissime delle sue app come Google Drive, Google Maps, Gmail, Google Fogli e tante altre, che ora hanno delle icone più pulite e caratterizzate da colori gradienti. Ma anche @whatsapp, @instagram, @snapchat e @netflix, prima di arrivare ai loghi che conosciamo oggi, hanno provato e cambiato diverse versioni, alcune più belle e altre meno, tanto da non durare nemmeno un anno. Qual è la vostra icona preferita?


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1 days ago

Sapete come sono cambiati negli anni i loghi delle app?

Utilizzandole ogni giorno, spesso non ci facciamo nemmeno caso. Eppure, il chiacchieratissimo e temporaneo rebranding dell’icona di Spotify, passata per il momento dal classico logo verde e nero a una più eccentrica “palla da discoteca”, così come il restyling di Google, ci ha portato a farci una domanda: come si sono evolute le icone delle app negli anni?

@google ha di recente rivoluzionato il design di moltissime delle sue app come Google Drive, Google Maps, Gmail, Google Fogli e tante altre, che ora hanno delle icone più pulite e caratterizzate da colori gradienti. Ma anche @whatsapp, @instagram, @snapchat e @netflix, prima di arrivare ai loghi che conosciamo oggi, hanno provato e cambiato diverse versioni, alcune più belle e altre meno, tanto da non durare nemmeno un anno. Qual è la vostra icona preferita?


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@google ha di recente rivoluzionato il design di moltissime delle sue app come Google Drive, Google Maps, Gmail, Google Fogli e tante altre, che ora hanno delle icone più pulite e caratterizzate da colori gradienti. Ma anche @whatsapp, @instagram, @snapchat e @netflix, prima di arrivare ai loghi che conosciamo oggi, hanno provato e cambiato diverse versioni, alcune più belle e altre meno, tanto da non durare nemmeno un anno. Qual è la vostra icona preferita?


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@google ha di recente rivoluzionato il design di moltissime delle sue app come Google Drive, Google Maps, Gmail, Google Fogli e tante altre, che ora hanno delle icone più pulite e caratterizzate da colori gradienti. Ma anche @whatsapp, @instagram, @snapchat e @netflix, prima di arrivare ai loghi che conosciamo oggi, hanno provato e cambiato diverse versioni, alcune più belle e altre meno, tanto da non durare nemmeno un anno. Qual è la vostra icona preferita?


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@google ha di recente rivoluzionato il design di moltissime delle sue app come Google Drive, Google Maps, Gmail, Google Fogli e tante altre, che ora hanno delle icone più pulite e caratterizzate da colori gradienti. Ma anche @whatsapp, @instagram, @snapchat e @netflix, prima di arrivare ai loghi che conosciamo oggi, hanno provato e cambiato diverse versioni, alcune più belle e altre meno, tanto da non durare nemmeno un anno. Qual è la vostra icona preferita?


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@google ha di recente rivoluzionato il design di moltissime delle sue app come Google Drive, Google Maps, Gmail, Google Fogli e tante altre, che ora hanno delle icone più pulite e caratterizzate da colori gradienti. Ma anche @whatsapp, @instagram, @snapchat e @netflix, prima di arrivare ai loghi che conosciamo oggi, hanno provato e cambiato diverse versioni, alcune più belle e altre meno, tanto da non durare nemmeno un anno. Qual è la vostra icona preferita?


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@google ha di recente rivoluzionato il design di moltissime delle sue app come Google Drive, Google Maps, Gmail, Google Fogli e tante altre, che ora hanno delle icone più pulite e caratterizzate da colori gradienti. Ma anche @whatsapp, @instagram, @snapchat e @netflix, prima di arrivare ai loghi che conosciamo oggi, hanno provato e cambiato diverse versioni, alcune più belle e altre meno, tanto da non durare nemmeno un anno. Qual è la vostra icona preferita?


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1 days ago

Per visitare il padiglione del Giappone alla Biennale di Venezia dovete prendere in braccio una bambola.

Grass Babies, Moon Babies dell’artista Ei Arakawa-Nash è un’opera immersa e interattiva, in cui i visitatori devono prendere in braccio e accudire una delle 200 bambole che si trovano al padiglione per poterlo poi esplorare.

All’interno dell’installazione viene riprodotto il suono delle voci dei gemelli dell’artista, mentre negli schermi presenti vengono proiettati dei film storici e contemporanei. Ogni schermo è circondato da alcune bambole, simbolo dell’importanza che osservare questi filmati ha per il futuro. Nel corso della visita, i visitatori sono anche invitati a cambiare il pannolino dei “bambini”, come gesto di estrema premura. In questa azione troveranno un QR code con cui avranno accesso a una poesia, generata in base al compleanno di ciascun bambino. Le date dei compleanni delle bambole sono legate a degli eventi storici o esperienze personali dell’artista.

L’idea di Arakawa-Nash è che al termine dell’esperienza il visitatore si trovi di fronte a un quesito: come possiamo prenderci cura delle nuove generazioni, quando noi, che ne siamo genitori, lavoriamo per riparare il mondo in cui cresceranno?


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17
2 days ago

I loghi stanno tornando a essere estremamente visibili.

Se fino a qualche stagione fa tutte le maison di moda avevano prontamente risposto alla tendenza del quiet luxury, presentando collezioni dai loghi impercettibili, neutri o addirittura nascosti, oggi le cose sembrano essere di nuovo cambiate. Non si può certo dire che sia tornata la logomania tipica della cultura hypebeast di cui tutti siamo stati vittime ormai dieci anni fa, ma gli ultimi show Cruise 2027 di @chanel e @gucci hanno sicuramente rimescolato le carte in tavola.

Dalla tote bag NY che Gucci ha presentato a Times Square lo scorso sabato, con il logo della maison ben visibile, fino agli abiti in cui @matthieu_blazy ha scelto di inserire il logo Chanel in formato maxi. Anche jonathan.anderson sembra aver abbracciato questa nuova direzione. Nell’ultimo show, infatti, i modelli hanno sfilato indossando dei cerchietti, opera di @philiptreacy, caratterizzati proprio dalla scritta “Dior”.

Perché i loghi siano tornati a imporsi nelle collezioni non possiamo dirlo con certezza. Forse il quiet luxury ci ha stancato, oppure il fascino del logo alla fine ha vinto sul minimalismo. Quello che sappiamo è che i designer sembrano aver trovato un nuovo equilibrio: i loghi sono visibili, ma lontani dagli eccessi della logomania del passato. Più che ostentazione, oggi sembrano essere quasi un elemento grafico. Che cosa ne pensate?


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2 days ago

I loghi stanno tornando a essere estremamente visibili.

Se fino a qualche stagione fa tutte le maison di moda avevano prontamente risposto alla tendenza del quiet luxury, presentando collezioni dai loghi impercettibili, neutri o addirittura nascosti, oggi le cose sembrano essere di nuovo cambiate. Non si può certo dire che sia tornata la logomania tipica della cultura hypebeast di cui tutti siamo stati vittime ormai dieci anni fa, ma gli ultimi show Cruise 2027 di @chanel e @gucci hanno sicuramente rimescolato le carte in tavola.

Dalla tote bag NY che Gucci ha presentato a Times Square lo scorso sabato, con il logo della maison ben visibile, fino agli abiti in cui @matthieu_blazy ha scelto di inserire il logo Chanel in formato maxi. Anche jonathan.anderson sembra aver abbracciato questa nuova direzione. Nell’ultimo show, infatti, i modelli hanno sfilato indossando dei cerchietti, opera di @philiptreacy, caratterizzati proprio dalla scritta “Dior”.

Perché i loghi siano tornati a imporsi nelle collezioni non possiamo dirlo con certezza. Forse il quiet luxury ci ha stancato, oppure il fascino del logo alla fine ha vinto sul minimalismo. Quello che sappiamo è che i designer sembrano aver trovato un nuovo equilibrio: i loghi sono visibili, ma lontani dagli eccessi della logomania del passato. Più che ostentazione, oggi sembrano essere quasi un elemento grafico. Che cosa ne pensate?


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I loghi stanno tornando a essere estremamente visibili.

Se fino a qualche stagione fa tutte le maison di moda avevano prontamente risposto alla tendenza del quiet luxury, presentando collezioni dai loghi impercettibili, neutri o addirittura nascosti, oggi le cose sembrano essere di nuovo cambiate. Non si può certo dire che sia tornata la logomania tipica della cultura hypebeast di cui tutti siamo stati vittime ormai dieci anni fa, ma gli ultimi show Cruise 2027 di @chanel e @gucci hanno sicuramente rimescolato le carte in tavola.

Dalla tote bag NY che Gucci ha presentato a Times Square lo scorso sabato, con il logo della maison ben visibile, fino agli abiti in cui @matthieu_blazy ha scelto di inserire il logo Chanel in formato maxi. Anche jonathan.anderson sembra aver abbracciato questa nuova direzione. Nell’ultimo show, infatti, i modelli hanno sfilato indossando dei cerchietti, opera di @philiptreacy, caratterizzati proprio dalla scritta “Dior”.

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Dalla tote bag NY che Gucci ha presentato a Times Square lo scorso sabato, con il logo della maison ben visibile, fino agli abiti in cui @matthieu_blazy ha scelto di inserire il logo Chanel in formato maxi. Anche jonathan.anderson sembra aver abbracciato questa nuova direzione. Nell’ultimo show, infatti, i modelli hanno sfilato indossando dei cerchietti, opera di @philiptreacy, caratterizzati proprio dalla scritta “Dior”.

Perché i loghi siano tornati a imporsi nelle collezioni non possiamo dirlo con certezza. Forse il quiet luxury ci ha stancato, oppure il fascino del logo alla fine ha vinto sul minimalismo. Quello che sappiamo è che i designer sembrano aver trovato un nuovo equilibrio: i loghi sono visibili, ma lontani dagli eccessi della logomania del passato. Più che ostentazione, oggi sembrano essere quasi un elemento grafico. Che cosa ne pensate?


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Dalla tote bag NY che Gucci ha presentato a Times Square lo scorso sabato, con il logo della maison ben visibile, fino agli abiti in cui @matthieu_blazy ha scelto di inserire il logo Chanel in formato maxi. Anche jonathan.anderson sembra aver abbracciato questa nuova direzione. Nell’ultimo show, infatti, i modelli hanno sfilato indossando dei cerchietti, opera di @philiptreacy, caratterizzati proprio dalla scritta “Dior”.

Perché i loghi siano tornati a imporsi nelle collezioni non possiamo dirlo con certezza. Forse il quiet luxury ci ha stancato, oppure il fascino del logo alla fine ha vinto sul minimalismo. Quello che sappiamo è che i designer sembrano aver trovato un nuovo equilibrio: i loghi sono visibili, ma lontani dagli eccessi della logomania del passato. Più che ostentazione, oggi sembrano essere quasi un elemento grafico. Che cosa ne pensate?


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Perché i loghi siano tornati a imporsi nelle collezioni non possiamo dirlo con certezza. Forse il quiet luxury ci ha stancato, oppure il fascino del logo alla fine ha vinto sul minimalismo. Quello che sappiamo è che i designer sembrano aver trovato un nuovo equilibrio: i loghi sono visibili, ma lontani dagli eccessi della logomania del passato. Più che ostentazione, oggi sembrano essere quasi un elemento grafico. Che cosa ne pensate?


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Dalla tote bag NY che Gucci ha presentato a Times Square lo scorso sabato, con il logo della maison ben visibile, fino agli abiti in cui @matthieu_blazy ha scelto di inserire il logo Chanel in formato maxi. Anche jonathan.anderson sembra aver abbracciato questa nuova direzione. Nell’ultimo show, infatti, i modelli hanno sfilato indossando dei cerchietti, opera di @philiptreacy, caratterizzati proprio dalla scritta “Dior”.

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Dalla tote bag NY che Gucci ha presentato a Times Square lo scorso sabato, con il logo della maison ben visibile, fino agli abiti in cui @matthieu_blazy ha scelto di inserire il logo Chanel in formato maxi. Anche jonathan.anderson sembra aver abbracciato questa nuova direzione. Nell’ultimo show, infatti, i modelli hanno sfilato indossando dei cerchietti, opera di @philiptreacy, caratterizzati proprio dalla scritta “Dior”.

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Dalla tote bag NY che Gucci ha presentato a Times Square lo scorso sabato, con il logo della maison ben visibile, fino agli abiti in cui @matthieu_blazy ha scelto di inserire il logo Chanel in formato maxi. Anche jonathan.anderson sembra aver abbracciato questa nuova direzione. Nell’ultimo show, infatti, i modelli hanno sfilato indossando dei cerchietti, opera di @philiptreacy, caratterizzati proprio dalla scritta “Dior”.

Perché i loghi siano tornati a imporsi nelle collezioni non possiamo dirlo con certezza. Forse il quiet luxury ci ha stancato, oppure il fascino del logo alla fine ha vinto sul minimalismo. Quello che sappiamo è che i designer sembrano aver trovato un nuovo equilibrio: i loghi sono visibili, ma lontani dagli eccessi della logomania del passato. Più che ostentazione, oggi sembrano essere quasi un elemento grafico. Che cosa ne pensate?


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Perché i loghi siano tornati a imporsi nelle collezioni non possiamo dirlo con certezza. Forse il quiet luxury ci ha stancato, oppure il fascino del logo alla fine ha vinto sul minimalismo. Quello che sappiamo è che i designer sembrano aver trovato un nuovo equilibrio: i loghi sono visibili, ma lontani dagli eccessi della logomania del passato. Più che ostentazione, oggi sembrano essere quasi un elemento grafico. Che cosa ne pensate?


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I loghi stanno tornando a essere estremamente visibili.

Se fino a qualche stagione fa tutte le maison di moda avevano prontamente risposto alla tendenza del quiet luxury, presentando collezioni dai loghi impercettibili, neutri o addirittura nascosti, oggi le cose sembrano essere di nuovo cambiate. Non si può certo dire che sia tornata la logomania tipica della cultura hypebeast di cui tutti siamo stati vittime ormai dieci anni fa, ma gli ultimi show Cruise 2027 di @chanel e @gucci hanno sicuramente rimescolato le carte in tavola.

Dalla tote bag NY che Gucci ha presentato a Times Square lo scorso sabato, con il logo della maison ben visibile, fino agli abiti in cui @matthieu_blazy ha scelto di inserire il logo Chanel in formato maxi. Anche jonathan.anderson sembra aver abbracciato questa nuova direzione. Nell’ultimo show, infatti, i modelli hanno sfilato indossando dei cerchietti, opera di @philiptreacy, caratterizzati proprio dalla scritta “Dior”.

Perché i loghi siano tornati a imporsi nelle collezioni non possiamo dirlo con certezza. Forse il quiet luxury ci ha stancato, oppure il fascino del logo alla fine ha vinto sul minimalismo. Quello che sappiamo è che i designer sembrano aver trovato un nuovo equilibrio: i loghi sono visibili, ma lontani dagli eccessi della logomania del passato. Più che ostentazione, oggi sembrano essere quasi un elemento grafico. Che cosa ne pensate?


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