Fabio Laino
βΎGuitaristπΈ
βΎMusician πΆπΌ
βΎTeacher π
Atena Lucana (SA)

La primavera Γ¨ la stagione piΓΉ bella, ma fa incazzare un po' tutti.
E comunque sì, dobbiamo fare un finale sfumato anni '60, che non lo fa più nessuno @simone.cremonini.9
La primavera Γ¨ la stagione piΓΉ bella, ma fa incazzare un po' tutti.
E comunque sì, dobbiamo fare un finale sfumato anni '60, che non lo fa più nessuno @simone.cremonini.9

La primavera Γ¨ la stagione piΓΉ bella, ma fa incazzare un po' tutti.
E comunque sì, dobbiamo fare un finale sfumato anni '60, che non lo fa più nessuno @simone.cremonini.9
La primavera Γ¨ la stagione piΓΉ bella, ma fa incazzare un po' tutti.
E comunque sì, dobbiamo fare un finale sfumato anni '60, che non lo fa più nessuno @simone.cremonini.9

La primavera Γ¨ la stagione piΓΉ bella, ma fa incazzare un po' tutti.
E comunque sì, dobbiamo fare un finale sfumato anni '60, che non lo fa più nessuno @simone.cremonini.9

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E comunque sì, dobbiamo fare un finale sfumato anni '60, che non lo fa più nessuno @simone.cremonini.9

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La primavera Γ¨ la stagione piΓΉ bella, ma fa incazzare un po' tutti.
E comunque sì, dobbiamo fare un finale sfumato anni '60, che non lo fa più nessuno @simone.cremonini.9
La primavera Γ¨ la stagione piΓΉ bella, ma fa incazzare un po' tutti.
E comunque sì, dobbiamo fare un finale sfumato anni '60, che non lo fa più nessuno @simone.cremonini.9

La primavera Γ¨ la stagione piΓΉ bella, ma fa incazzare un po' tutti.
E comunque sì, dobbiamo fare un finale sfumato anni '60, che non lo fa più nessuno @simone.cremonini.9
La primavera Γ¨ la stagione piΓΉ bella, ma fa incazzare un po' tutti.
E comunque sì, dobbiamo fare un finale sfumato anni '60, che non lo fa più nessuno @simone.cremonini.9
La primavera Γ¨ la stagione piΓΉ bella, ma fa incazzare un po' tutti.
E comunque sì, dobbiamo fare un finale sfumato anni '60, che non lo fa più nessuno @simone.cremonini.9

La primavera Γ¨ la stagione piΓΉ bella, ma fa incazzare un po' tutti.
E comunque sì, dobbiamo fare un finale sfumato anni '60, che non lo fa più nessuno @simone.cremonini.9

La primavera Γ¨ la stagione piΓΉ bella, ma fa incazzare un po' tutti.
E comunque sì, dobbiamo fare un finale sfumato anni '60, che non lo fa più nessuno @simone.cremonini.9
La primavera Γ¨ la stagione piΓΉ bella, ma fa incazzare un po' tutti.
E comunque sì, dobbiamo fare un finale sfumato anni '60, che non lo fa più nessuno @simone.cremonini.9

La primavera Γ¨ la stagione piΓΉ bella, ma fa incazzare un po' tutti.
E comunque sì, dobbiamo fare un finale sfumato anni '60, che non lo fa più nessuno @simone.cremonini.9
La primavera Γ¨ la stagione piΓΉ bella, ma fa incazzare un po' tutti.
E comunque sì, dobbiamo fare un finale sfumato anni '60, che non lo fa più nessuno @simone.cremonini.9
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E comunque sì, dobbiamo fare un finale sfumato anni '60, che non lo fa più nessuno @simone.cremonini.9

La primavera Γ¨ la stagione piΓΉ bella, ma fa incazzare un po' tutti.
E comunque sì, dobbiamo fare un finale sfumato anni '60, che non lo fa più nessuno @simone.cremonini.9
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E comunque sì, dobbiamo fare un finale sfumato anni '60, che non lo fa più nessuno @simone.cremonini.9
Frammento di "Cancion", Suite Compostelana, Federico Mompou.
#classical #guitar #classicalguitar #fingerpicking #classicalmusic

Gli inglesi del North West ripetono quasi compulsivamente "sorry mate" e "cheers bud" perché si scusano per qualsiasi cosa e perché il fine settimana bevono per dimenticarsi della loro dignità . Non è raro, infatti, imbattersi in grumi di vomito qui e lì e osservare ragazze in top e ragazzi in pantaloncini, malgrado i 4 gradi.
Il Northern Quarter di Manchester, di notte, pullula di locali e all'interno di essi si sente impregnato l'odore delle birre versate sui parquet, e il tintinnio dei boccali rimanda ancora alle orecchie, sotto il trambusto della musica altissima, "cheers bud!". Di giorno, nello stesso quartiere, le serrande chiuse dei pubs lasciano spazio alle vetrine dei negozi di dischi, dei charity shops e dei negozietti dell'antiquariato.
A Liverpool il tempo sembra essersi fermato a Let It Be; Rodney Street Γ¨ come se fosse dipinta ad ad olio, e la cattedrale Γ¨ mastodontica. Il vento nei pressi del porto taglia il viso; la musica dal vivo straborda dagli accalcati localini nelle stradine vicino al Cavern Club.
Domenica tutto è più quieto, le strade sono calme, il cielo si è fatto grigio a Manchester, eravamo sorpresi dalle sporadiche sfere di sole che il giorno prima ci avevano accolto. Il porridge ha un sapore strano, a tratti quasi mi disgustava, ma mai quanto il sandwich con salsa bbq che il mio vicino di tavolo, al cafè bar, accompagnava con un cappuccino.
La stassa sera gli ubriachi sono di meno, ma qualche pub lascia suonare ancora qualcuno, ed una splendida voce accompagnata da una chitarra acustica ben equalizzata allieta la nostra ultima serata inglese, fra un misto di malinconia e stupore. Le nostre pinte tintinnavano ancora una volta: "cheers bud!".
Il lunedì tutto sembra ristabilito. I bordi dei palazzi sono lavati grossolanamente con acqua e un qualche detergente che crea una schiuma sottile e biancastra. In biblioteca centrale decine di studenti si assestano. Quattro souvenir nella borsa ci riportano a Piccadilly.

Gli inglesi del North West ripetono quasi compulsivamente "sorry mate" e "cheers bud" perché si scusano per qualsiasi cosa e perché il fine settimana bevono per dimenticarsi della loro dignità . Non è raro, infatti, imbattersi in grumi di vomito qui e lì e osservare ragazze in top e ragazzi in pantaloncini, malgrado i 4 gradi.
Il Northern Quarter di Manchester, di notte, pullula di locali e all'interno di essi si sente impregnato l'odore delle birre versate sui parquet, e il tintinnio dei boccali rimanda ancora alle orecchie, sotto il trambusto della musica altissima, "cheers bud!". Di giorno, nello stesso quartiere, le serrande chiuse dei pubs lasciano spazio alle vetrine dei negozi di dischi, dei charity shops e dei negozietti dell'antiquariato.
A Liverpool il tempo sembra essersi fermato a Let It Be; Rodney Street Γ¨ come se fosse dipinta ad ad olio, e la cattedrale Γ¨ mastodontica. Il vento nei pressi del porto taglia il viso; la musica dal vivo straborda dagli accalcati localini nelle stradine vicino al Cavern Club.
Domenica tutto è più quieto, le strade sono calme, il cielo si è fatto grigio a Manchester, eravamo sorpresi dalle sporadiche sfere di sole che il giorno prima ci avevano accolto. Il porridge ha un sapore strano, a tratti quasi mi disgustava, ma mai quanto il sandwich con salsa bbq che il mio vicino di tavolo, al cafè bar, accompagnava con un cappuccino.
La stassa sera gli ubriachi sono di meno, ma qualche pub lascia suonare ancora qualcuno, ed una splendida voce accompagnata da una chitarra acustica ben equalizzata allieta la nostra ultima serata inglese, fra un misto di malinconia e stupore. Le nostre pinte tintinnavano ancora una volta: "cheers bud!".
Il lunedì tutto sembra ristabilito. I bordi dei palazzi sono lavati grossolanamente con acqua e un qualche detergente che crea una schiuma sottile e biancastra. In biblioteca centrale decine di studenti si assestano. Quattro souvenir nella borsa ci riportano a Piccadilly.

Gli inglesi del North West ripetono quasi compulsivamente "sorry mate" e "cheers bud" perché si scusano per qualsiasi cosa e perché il fine settimana bevono per dimenticarsi della loro dignità . Non è raro, infatti, imbattersi in grumi di vomito qui e lì e osservare ragazze in top e ragazzi in pantaloncini, malgrado i 4 gradi.
Il Northern Quarter di Manchester, di notte, pullula di locali e all'interno di essi si sente impregnato l'odore delle birre versate sui parquet, e il tintinnio dei boccali rimanda ancora alle orecchie, sotto il trambusto della musica altissima, "cheers bud!". Di giorno, nello stesso quartiere, le serrande chiuse dei pubs lasciano spazio alle vetrine dei negozi di dischi, dei charity shops e dei negozietti dell'antiquariato.
A Liverpool il tempo sembra essersi fermato a Let It Be; Rodney Street Γ¨ come se fosse dipinta ad ad olio, e la cattedrale Γ¨ mastodontica. Il vento nei pressi del porto taglia il viso; la musica dal vivo straborda dagli accalcati localini nelle stradine vicino al Cavern Club.
Domenica tutto è più quieto, le strade sono calme, il cielo si è fatto grigio a Manchester, eravamo sorpresi dalle sporadiche sfere di sole che il giorno prima ci avevano accolto. Il porridge ha un sapore strano, a tratti quasi mi disgustava, ma mai quanto il sandwich con salsa bbq che il mio vicino di tavolo, al cafè bar, accompagnava con un cappuccino.
La stassa sera gli ubriachi sono di meno, ma qualche pub lascia suonare ancora qualcuno, ed una splendida voce accompagnata da una chitarra acustica ben equalizzata allieta la nostra ultima serata inglese, fra un misto di malinconia e stupore. Le nostre pinte tintinnavano ancora una volta: "cheers bud!".
Il lunedì tutto sembra ristabilito. I bordi dei palazzi sono lavati grossolanamente con acqua e un qualche detergente che crea una schiuma sottile e biancastra. In biblioteca centrale decine di studenti si assestano. Quattro souvenir nella borsa ci riportano a Piccadilly.

Gli inglesi del North West ripetono quasi compulsivamente "sorry mate" e "cheers bud" perché si scusano per qualsiasi cosa e perché il fine settimana bevono per dimenticarsi della loro dignità . Non è raro, infatti, imbattersi in grumi di vomito qui e lì e osservare ragazze in top e ragazzi in pantaloncini, malgrado i 4 gradi.
Il Northern Quarter di Manchester, di notte, pullula di locali e all'interno di essi si sente impregnato l'odore delle birre versate sui parquet, e il tintinnio dei boccali rimanda ancora alle orecchie, sotto il trambusto della musica altissima, "cheers bud!". Di giorno, nello stesso quartiere, le serrande chiuse dei pubs lasciano spazio alle vetrine dei negozi di dischi, dei charity shops e dei negozietti dell'antiquariato.
A Liverpool il tempo sembra essersi fermato a Let It Be; Rodney Street Γ¨ come se fosse dipinta ad ad olio, e la cattedrale Γ¨ mastodontica. Il vento nei pressi del porto taglia il viso; la musica dal vivo straborda dagli accalcati localini nelle stradine vicino al Cavern Club.
Domenica tutto è più quieto, le strade sono calme, il cielo si è fatto grigio a Manchester, eravamo sorpresi dalle sporadiche sfere di sole che il giorno prima ci avevano accolto. Il porridge ha un sapore strano, a tratti quasi mi disgustava, ma mai quanto il sandwich con salsa bbq che il mio vicino di tavolo, al cafè bar, accompagnava con un cappuccino.
La stassa sera gli ubriachi sono di meno, ma qualche pub lascia suonare ancora qualcuno, ed una splendida voce accompagnata da una chitarra acustica ben equalizzata allieta la nostra ultima serata inglese, fra un misto di malinconia e stupore. Le nostre pinte tintinnavano ancora una volta: "cheers bud!".
Il lunedì tutto sembra ristabilito. I bordi dei palazzi sono lavati grossolanamente con acqua e un qualche detergente che crea una schiuma sottile e biancastra. In biblioteca centrale decine di studenti si assestano. Quattro souvenir nella borsa ci riportano a Piccadilly.

Gli inglesi del North West ripetono quasi compulsivamente "sorry mate" e "cheers bud" perché si scusano per qualsiasi cosa e perché il fine settimana bevono per dimenticarsi della loro dignità . Non è raro, infatti, imbattersi in grumi di vomito qui e lì e osservare ragazze in top e ragazzi in pantaloncini, malgrado i 4 gradi.
Il Northern Quarter di Manchester, di notte, pullula di locali e all'interno di essi si sente impregnato l'odore delle birre versate sui parquet, e il tintinnio dei boccali rimanda ancora alle orecchie, sotto il trambusto della musica altissima, "cheers bud!". Di giorno, nello stesso quartiere, le serrande chiuse dei pubs lasciano spazio alle vetrine dei negozi di dischi, dei charity shops e dei negozietti dell'antiquariato.
A Liverpool il tempo sembra essersi fermato a Let It Be; Rodney Street Γ¨ come se fosse dipinta ad ad olio, e la cattedrale Γ¨ mastodontica. Il vento nei pressi del porto taglia il viso; la musica dal vivo straborda dagli accalcati localini nelle stradine vicino al Cavern Club.
Domenica tutto è più quieto, le strade sono calme, il cielo si è fatto grigio a Manchester, eravamo sorpresi dalle sporadiche sfere di sole che il giorno prima ci avevano accolto. Il porridge ha un sapore strano, a tratti quasi mi disgustava, ma mai quanto il sandwich con salsa bbq che il mio vicino di tavolo, al cafè bar, accompagnava con un cappuccino.
La stassa sera gli ubriachi sono di meno, ma qualche pub lascia suonare ancora qualcuno, ed una splendida voce accompagnata da una chitarra acustica ben equalizzata allieta la nostra ultima serata inglese, fra un misto di malinconia e stupore. Le nostre pinte tintinnavano ancora una volta: "cheers bud!".
Il lunedì tutto sembra ristabilito. I bordi dei palazzi sono lavati grossolanamente con acqua e un qualche detergente che crea una schiuma sottile e biancastra. In biblioteca centrale decine di studenti si assestano. Quattro souvenir nella borsa ci riportano a Piccadilly.

Gli inglesi del North West ripetono quasi compulsivamente "sorry mate" e "cheers bud" perché si scusano per qualsiasi cosa e perché il fine settimana bevono per dimenticarsi della loro dignità . Non è raro, infatti, imbattersi in grumi di vomito qui e lì e osservare ragazze in top e ragazzi in pantaloncini, malgrado i 4 gradi.
Il Northern Quarter di Manchester, di notte, pullula di locali e all'interno di essi si sente impregnato l'odore delle birre versate sui parquet, e il tintinnio dei boccali rimanda ancora alle orecchie, sotto il trambusto della musica altissima, "cheers bud!". Di giorno, nello stesso quartiere, le serrande chiuse dei pubs lasciano spazio alle vetrine dei negozi di dischi, dei charity shops e dei negozietti dell'antiquariato.
A Liverpool il tempo sembra essersi fermato a Let It Be; Rodney Street Γ¨ come se fosse dipinta ad ad olio, e la cattedrale Γ¨ mastodontica. Il vento nei pressi del porto taglia il viso; la musica dal vivo straborda dagli accalcati localini nelle stradine vicino al Cavern Club.
Domenica tutto è più quieto, le strade sono calme, il cielo si è fatto grigio a Manchester, eravamo sorpresi dalle sporadiche sfere di sole che il giorno prima ci avevano accolto. Il porridge ha un sapore strano, a tratti quasi mi disgustava, ma mai quanto il sandwich con salsa bbq che il mio vicino di tavolo, al cafè bar, accompagnava con un cappuccino.
La stassa sera gli ubriachi sono di meno, ma qualche pub lascia suonare ancora qualcuno, ed una splendida voce accompagnata da una chitarra acustica ben equalizzata allieta la nostra ultima serata inglese, fra un misto di malinconia e stupore. Le nostre pinte tintinnavano ancora una volta: "cheers bud!".
Il lunedì tutto sembra ristabilito. I bordi dei palazzi sono lavati grossolanamente con acqua e un qualche detergente che crea una schiuma sottile e biancastra. In biblioteca centrale decine di studenti si assestano. Quattro souvenir nella borsa ci riportano a Piccadilly.

Gli inglesi del North West ripetono quasi compulsivamente "sorry mate" e "cheers bud" perché si scusano per qualsiasi cosa e perché il fine settimana bevono per dimenticarsi della loro dignità . Non è raro, infatti, imbattersi in grumi di vomito qui e lì e osservare ragazze in top e ragazzi in pantaloncini, malgrado i 4 gradi.
Il Northern Quarter di Manchester, di notte, pullula di locali e all'interno di essi si sente impregnato l'odore delle birre versate sui parquet, e il tintinnio dei boccali rimanda ancora alle orecchie, sotto il trambusto della musica altissima, "cheers bud!". Di giorno, nello stesso quartiere, le serrande chiuse dei pubs lasciano spazio alle vetrine dei negozi di dischi, dei charity shops e dei negozietti dell'antiquariato.
A Liverpool il tempo sembra essersi fermato a Let It Be; Rodney Street Γ¨ come se fosse dipinta ad ad olio, e la cattedrale Γ¨ mastodontica. Il vento nei pressi del porto taglia il viso; la musica dal vivo straborda dagli accalcati localini nelle stradine vicino al Cavern Club.
Domenica tutto è più quieto, le strade sono calme, il cielo si è fatto grigio a Manchester, eravamo sorpresi dalle sporadiche sfere di sole che il giorno prima ci avevano accolto. Il porridge ha un sapore strano, a tratti quasi mi disgustava, ma mai quanto il sandwich con salsa bbq che il mio vicino di tavolo, al cafè bar, accompagnava con un cappuccino.
La stassa sera gli ubriachi sono di meno, ma qualche pub lascia suonare ancora qualcuno, ed una splendida voce accompagnata da una chitarra acustica ben equalizzata allieta la nostra ultima serata inglese, fra un misto di malinconia e stupore. Le nostre pinte tintinnavano ancora una volta: "cheers bud!".
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Il Northern Quarter di Manchester, di notte, pullula di locali e all'interno di essi si sente impregnato l'odore delle birre versate sui parquet, e il tintinnio dei boccali rimanda ancora alle orecchie, sotto il trambusto della musica altissima, "cheers bud!". Di giorno, nello stesso quartiere, le serrande chiuse dei pubs lasciano spazio alle vetrine dei negozi di dischi, dei charity shops e dei negozietti dell'antiquariato.
A Liverpool il tempo sembra essersi fermato a Let It Be; Rodney Street Γ¨ come se fosse dipinta ad ad olio, e la cattedrale Γ¨ mastodontica. Il vento nei pressi del porto taglia il viso; la musica dal vivo straborda dagli accalcati localini nelle stradine vicino al Cavern Club.
Domenica tutto è più quieto, le strade sono calme, il cielo si è fatto grigio a Manchester, eravamo sorpresi dalle sporadiche sfere di sole che il giorno prima ci avevano accolto. Il porridge ha un sapore strano, a tratti quasi mi disgustava, ma mai quanto il sandwich con salsa bbq che il mio vicino di tavolo, al cafè bar, accompagnava con un cappuccino.
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Il lunedì tutto sembra ristabilito. I bordi dei palazzi sono lavati grossolanamente con acqua e un qualche detergente che crea una schiuma sottile e biancastra. In biblioteca centrale decine di studenti si assestano. Quattro souvenir nella borsa ci riportano a Piccadilly.
Gli inglesi del North West ripetono quasi compulsivamente "sorry mate" e "cheers bud" perché si scusano per qualsiasi cosa e perché il fine settimana bevono per dimenticarsi della loro dignità . Non è raro, infatti, imbattersi in grumi di vomito qui e lì e osservare ragazze in top e ragazzi in pantaloncini, malgrado i 4 gradi.
Il Northern Quarter di Manchester, di notte, pullula di locali e all'interno di essi si sente impregnato l'odore delle birre versate sui parquet, e il tintinnio dei boccali rimanda ancora alle orecchie, sotto il trambusto della musica altissima, "cheers bud!". Di giorno, nello stesso quartiere, le serrande chiuse dei pubs lasciano spazio alle vetrine dei negozi di dischi, dei charity shops e dei negozietti dell'antiquariato.
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Domenica tutto è più quieto, le strade sono calme, il cielo si è fatto grigio a Manchester, eravamo sorpresi dalle sporadiche sfere di sole che il giorno prima ci avevano accolto. Il porridge ha un sapore strano, a tratti quasi mi disgustava, ma mai quanto il sandwich con salsa bbq che il mio vicino di tavolo, al cafè bar, accompagnava con un cappuccino.
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Gli inglesi del North West ripetono quasi compulsivamente "sorry mate" e "cheers bud" perché si scusano per qualsiasi cosa e perché il fine settimana bevono per dimenticarsi della loro dignità . Non è raro, infatti, imbattersi in grumi di vomito qui e lì e osservare ragazze in top e ragazzi in pantaloncini, malgrado i 4 gradi.
Il Northern Quarter di Manchester, di notte, pullula di locali e all'interno di essi si sente impregnato l'odore delle birre versate sui parquet, e il tintinnio dei boccali rimanda ancora alle orecchie, sotto il trambusto della musica altissima, "cheers bud!". Di giorno, nello stesso quartiere, le serrande chiuse dei pubs lasciano spazio alle vetrine dei negozi di dischi, dei charity shops e dei negozietti dell'antiquariato.
A Liverpool il tempo sembra essersi fermato a Let It Be; Rodney Street Γ¨ come se fosse dipinta ad ad olio, e la cattedrale Γ¨ mastodontica. Il vento nei pressi del porto taglia il viso; la musica dal vivo straborda dagli accalcati localini nelle stradine vicino al Cavern Club.
Domenica tutto è più quieto, le strade sono calme, il cielo si è fatto grigio a Manchester, eravamo sorpresi dalle sporadiche sfere di sole che il giorno prima ci avevano accolto. Il porridge ha un sapore strano, a tratti quasi mi disgustava, ma mai quanto il sandwich con salsa bbq che il mio vicino di tavolo, al cafè bar, accompagnava con un cappuccino.
La stassa sera gli ubriachi sono di meno, ma qualche pub lascia suonare ancora qualcuno, ed una splendida voce accompagnata da una chitarra acustica ben equalizzata allieta la nostra ultima serata inglese, fra un misto di malinconia e stupore. Le nostre pinte tintinnavano ancora una volta: "cheers bud!".
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Gli inglesi del North West ripetono quasi compulsivamente "sorry mate" e "cheers bud" perché si scusano per qualsiasi cosa e perché il fine settimana bevono per dimenticarsi della loro dignità . Non è raro, infatti, imbattersi in grumi di vomito qui e lì e osservare ragazze in top e ragazzi in pantaloncini, malgrado i 4 gradi.
Il Northern Quarter di Manchester, di notte, pullula di locali e all'interno di essi si sente impregnato l'odore delle birre versate sui parquet, e il tintinnio dei boccali rimanda ancora alle orecchie, sotto il trambusto della musica altissima, "cheers bud!". Di giorno, nello stesso quartiere, le serrande chiuse dei pubs lasciano spazio alle vetrine dei negozi di dischi, dei charity shops e dei negozietti dell'antiquariato.
A Liverpool il tempo sembra essersi fermato a Let It Be; Rodney Street Γ¨ come se fosse dipinta ad ad olio, e la cattedrale Γ¨ mastodontica. Il vento nei pressi del porto taglia il viso; la musica dal vivo straborda dagli accalcati localini nelle stradine vicino al Cavern Club.
Domenica tutto è più quieto, le strade sono calme, il cielo si è fatto grigio a Manchester, eravamo sorpresi dalle sporadiche sfere di sole che il giorno prima ci avevano accolto. Il porridge ha un sapore strano, a tratti quasi mi disgustava, ma mai quanto il sandwich con salsa bbq che il mio vicino di tavolo, al cafè bar, accompagnava con un cappuccino.
La stassa sera gli ubriachi sono di meno, ma qualche pub lascia suonare ancora qualcuno, ed una splendida voce accompagnata da una chitarra acustica ben equalizzata allieta la nostra ultima serata inglese, fra un misto di malinconia e stupore. Le nostre pinte tintinnavano ancora una volta: "cheers bud!".
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Il Northern Quarter di Manchester, di notte, pullula di locali e all'interno di essi si sente impregnato l'odore delle birre versate sui parquet, e il tintinnio dei boccali rimanda ancora alle orecchie, sotto il trambusto della musica altissima, "cheers bud!". Di giorno, nello stesso quartiere, le serrande chiuse dei pubs lasciano spazio alle vetrine dei negozi di dischi, dei charity shops e dei negozietti dell'antiquariato.
A Liverpool il tempo sembra essersi fermato a Let It Be; Rodney Street Γ¨ come se fosse dipinta ad ad olio, e la cattedrale Γ¨ mastodontica. Il vento nei pressi del porto taglia il viso; la musica dal vivo straborda dagli accalcati localini nelle stradine vicino al Cavern Club.
Domenica tutto è più quieto, le strade sono calme, il cielo si è fatto grigio a Manchester, eravamo sorpresi dalle sporadiche sfere di sole che il giorno prima ci avevano accolto. Il porridge ha un sapore strano, a tratti quasi mi disgustava, ma mai quanto il sandwich con salsa bbq che il mio vicino di tavolo, al cafè bar, accompagnava con un cappuccino.
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Il Northern Quarter di Manchester, di notte, pullula di locali e all'interno di essi si sente impregnato l'odore delle birre versate sui parquet, e il tintinnio dei boccali rimanda ancora alle orecchie, sotto il trambusto della musica altissima, "cheers bud!". Di giorno, nello stesso quartiere, le serrande chiuse dei pubs lasciano spazio alle vetrine dei negozi di dischi, dei charity shops e dei negozietti dell'antiquariato.
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Domenica tutto è più quieto, le strade sono calme, il cielo si è fatto grigio a Manchester, eravamo sorpresi dalle sporadiche sfere di sole che il giorno prima ci avevano accolto. Il porridge ha un sapore strano, a tratti quasi mi disgustava, ma mai quanto il sandwich con salsa bbq che il mio vicino di tavolo, al cafè bar, accompagnava con un cappuccino.
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Il Northern Quarter di Manchester, di notte, pullula di locali e all'interno di essi si sente impregnato l'odore delle birre versate sui parquet, e il tintinnio dei boccali rimanda ancora alle orecchie, sotto il trambusto della musica altissima, "cheers bud!". Di giorno, nello stesso quartiere, le serrande chiuse dei pubs lasciano spazio alle vetrine dei negozi di dischi, dei charity shops e dei negozietti dell'antiquariato.
A Liverpool il tempo sembra essersi fermato a Let It Be; Rodney Street Γ¨ come se fosse dipinta ad ad olio, e la cattedrale Γ¨ mastodontica. Il vento nei pressi del porto taglia il viso; la musica dal vivo straborda dagli accalcati localini nelle stradine vicino al Cavern Club.
Domenica tutto è più quieto, le strade sono calme, il cielo si è fatto grigio a Manchester, eravamo sorpresi dalle sporadiche sfere di sole che il giorno prima ci avevano accolto. Il porridge ha un sapore strano, a tratti quasi mi disgustava, ma mai quanto il sandwich con salsa bbq che il mio vicino di tavolo, al cafè bar, accompagnava con un cappuccino.
La stassa sera gli ubriachi sono di meno, ma qualche pub lascia suonare ancora qualcuno, ed una splendida voce accompagnata da una chitarra acustica ben equalizzata allieta la nostra ultima serata inglese, fra un misto di malinconia e stupore. Le nostre pinte tintinnavano ancora una volta: "cheers bud!".
Il lunedì tutto sembra ristabilito. I bordi dei palazzi sono lavati grossolanamente con acqua e un qualche detergente che crea una schiuma sottile e biancastra. In biblioteca centrale decine di studenti si assestano. Quattro souvenir nella borsa ci riportano a Piccadilly.

Gli inglesi del North West ripetono quasi compulsivamente "sorry mate" e "cheers bud" perché si scusano per qualsiasi cosa e perché il fine settimana bevono per dimenticarsi della loro dignità . Non è raro, infatti, imbattersi in grumi di vomito qui e lì e osservare ragazze in top e ragazzi in pantaloncini, malgrado i 4 gradi.
Il Northern Quarter di Manchester, di notte, pullula di locali e all'interno di essi si sente impregnato l'odore delle birre versate sui parquet, e il tintinnio dei boccali rimanda ancora alle orecchie, sotto il trambusto della musica altissima, "cheers bud!". Di giorno, nello stesso quartiere, le serrande chiuse dei pubs lasciano spazio alle vetrine dei negozi di dischi, dei charity shops e dei negozietti dell'antiquariato.
A Liverpool il tempo sembra essersi fermato a Let It Be; Rodney Street Γ¨ come se fosse dipinta ad ad olio, e la cattedrale Γ¨ mastodontica. Il vento nei pressi del porto taglia il viso; la musica dal vivo straborda dagli accalcati localini nelle stradine vicino al Cavern Club.
Domenica tutto è più quieto, le strade sono calme, il cielo si è fatto grigio a Manchester, eravamo sorpresi dalle sporadiche sfere di sole che il giorno prima ci avevano accolto. Il porridge ha un sapore strano, a tratti quasi mi disgustava, ma mai quanto il sandwich con salsa bbq che il mio vicino di tavolo, al cafè bar, accompagnava con un cappuccino.
La stassa sera gli ubriachi sono di meno, ma qualche pub lascia suonare ancora qualcuno, ed una splendida voce accompagnata da una chitarra acustica ben equalizzata allieta la nostra ultima serata inglese, fra un misto di malinconia e stupore. Le nostre pinte tintinnavano ancora una volta: "cheers bud!".
Il lunedì tutto sembra ristabilito. I bordi dei palazzi sono lavati grossolanamente con acqua e un qualche detergente che crea una schiuma sottile e biancastra. In biblioteca centrale decine di studenti si assestano. Quattro souvenir nella borsa ci riportano a Piccadilly.

Gli inglesi del North West ripetono quasi compulsivamente "sorry mate" e "cheers bud" perché si scusano per qualsiasi cosa e perché il fine settimana bevono per dimenticarsi della loro dignità . Non è raro, infatti, imbattersi in grumi di vomito qui e lì e osservare ragazze in top e ragazzi in pantaloncini, malgrado i 4 gradi.
Il Northern Quarter di Manchester, di notte, pullula di locali e all'interno di essi si sente impregnato l'odore delle birre versate sui parquet, e il tintinnio dei boccali rimanda ancora alle orecchie, sotto il trambusto della musica altissima, "cheers bud!". Di giorno, nello stesso quartiere, le serrande chiuse dei pubs lasciano spazio alle vetrine dei negozi di dischi, dei charity shops e dei negozietti dell'antiquariato.
A Liverpool il tempo sembra essersi fermato a Let It Be; Rodney Street Γ¨ come se fosse dipinta ad ad olio, e la cattedrale Γ¨ mastodontica. Il vento nei pressi del porto taglia il viso; la musica dal vivo straborda dagli accalcati localini nelle stradine vicino al Cavern Club.
Domenica tutto è più quieto, le strade sono calme, il cielo si è fatto grigio a Manchester, eravamo sorpresi dalle sporadiche sfere di sole che il giorno prima ci avevano accolto. Il porridge ha un sapore strano, a tratti quasi mi disgustava, ma mai quanto il sandwich con salsa bbq che il mio vicino di tavolo, al cafè bar, accompagnava con un cappuccino.
La stassa sera gli ubriachi sono di meno, ma qualche pub lascia suonare ancora qualcuno, ed una splendida voce accompagnata da una chitarra acustica ben equalizzata allieta la nostra ultima serata inglese, fra un misto di malinconia e stupore. Le nostre pinte tintinnavano ancora una volta: "cheers bud!".
Il lunedì tutto sembra ristabilito. I bordi dei palazzi sono lavati grossolanamente con acqua e un qualche detergente che crea una schiuma sottile e biancastra. In biblioteca centrale decine di studenti si assestano. Quattro souvenir nella borsa ci riportano a Piccadilly.

Gli inglesi del North West ripetono quasi compulsivamente "sorry mate" e "cheers bud" perché si scusano per qualsiasi cosa e perché il fine settimana bevono per dimenticarsi della loro dignità . Non è raro, infatti, imbattersi in grumi di vomito qui e lì e osservare ragazze in top e ragazzi in pantaloncini, malgrado i 4 gradi.
Il Northern Quarter di Manchester, di notte, pullula di locali e all'interno di essi si sente impregnato l'odore delle birre versate sui parquet, e il tintinnio dei boccali rimanda ancora alle orecchie, sotto il trambusto della musica altissima, "cheers bud!". Di giorno, nello stesso quartiere, le serrande chiuse dei pubs lasciano spazio alle vetrine dei negozi di dischi, dei charity shops e dei negozietti dell'antiquariato.
A Liverpool il tempo sembra essersi fermato a Let It Be; Rodney Street Γ¨ come se fosse dipinta ad ad olio, e la cattedrale Γ¨ mastodontica. Il vento nei pressi del porto taglia il viso; la musica dal vivo straborda dagli accalcati localini nelle stradine vicino al Cavern Club.
Domenica tutto è più quieto, le strade sono calme, il cielo si è fatto grigio a Manchester, eravamo sorpresi dalle sporadiche sfere di sole che il giorno prima ci avevano accolto. Il porridge ha un sapore strano, a tratti quasi mi disgustava, ma mai quanto il sandwich con salsa bbq che il mio vicino di tavolo, al cafè bar, accompagnava con un cappuccino.
La stassa sera gli ubriachi sono di meno, ma qualche pub lascia suonare ancora qualcuno, ed una splendida voce accompagnata da una chitarra acustica ben equalizzata allieta la nostra ultima serata inglese, fra un misto di malinconia e stupore. Le nostre pinte tintinnavano ancora una volta: "cheers bud!".
Il lunedì tutto sembra ristabilito. I bordi dei palazzi sono lavati grossolanamente con acqua e un qualche detergente che crea una schiuma sottile e biancastra. In biblioteca centrale decine di studenti si assestano. Quattro souvenir nella borsa ci riportano a Piccadilly.

Gli inglesi del North West ripetono quasi compulsivamente "sorry mate" e "cheers bud" perché si scusano per qualsiasi cosa e perché il fine settimana bevono per dimenticarsi della loro dignità . Non è raro, infatti, imbattersi in grumi di vomito qui e lì e osservare ragazze in top e ragazzi in pantaloncini, malgrado i 4 gradi.
Il Northern Quarter di Manchester, di notte, pullula di locali e all'interno di essi si sente impregnato l'odore delle birre versate sui parquet, e il tintinnio dei boccali rimanda ancora alle orecchie, sotto il trambusto della musica altissima, "cheers bud!". Di giorno, nello stesso quartiere, le serrande chiuse dei pubs lasciano spazio alle vetrine dei negozi di dischi, dei charity shops e dei negozietti dell'antiquariato.
A Liverpool il tempo sembra essersi fermato a Let It Be; Rodney Street Γ¨ come se fosse dipinta ad ad olio, e la cattedrale Γ¨ mastodontica. Il vento nei pressi del porto taglia il viso; la musica dal vivo straborda dagli accalcati localini nelle stradine vicino al Cavern Club.
Domenica tutto è più quieto, le strade sono calme, il cielo si è fatto grigio a Manchester, eravamo sorpresi dalle sporadiche sfere di sole che il giorno prima ci avevano accolto. Il porridge ha un sapore strano, a tratti quasi mi disgustava, ma mai quanto il sandwich con salsa bbq che il mio vicino di tavolo, al cafè bar, accompagnava con un cappuccino.
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Il Northern Quarter di Manchester, di notte, pullula di locali e all'interno di essi si sente impregnato l'odore delle birre versate sui parquet, e il tintinnio dei boccali rimanda ancora alle orecchie, sotto il trambusto della musica altissima, "cheers bud!". Di giorno, nello stesso quartiere, le serrande chiuse dei pubs lasciano spazio alle vetrine dei negozi di dischi, dei charity shops e dei negozietti dell'antiquariato.
A Liverpool il tempo sembra essersi fermato a Let It Be; Rodney Street Γ¨ come se fosse dipinta ad ad olio, e la cattedrale Γ¨ mastodontica. Il vento nei pressi del porto taglia il viso; la musica dal vivo straborda dagli accalcati localini nelle stradine vicino al Cavern Club.
Domenica tutto è più quieto, le strade sono calme, il cielo si è fatto grigio a Manchester, eravamo sorpresi dalle sporadiche sfere di sole che il giorno prima ci avevano accolto. Il porridge ha un sapore strano, a tratti quasi mi disgustava, ma mai quanto il sandwich con salsa bbq che il mio vicino di tavolo, al cafè bar, accompagnava con un cappuccino.
La stassa sera gli ubriachi sono di meno, ma qualche pub lascia suonare ancora qualcuno, ed una splendida voce accompagnata da una chitarra acustica ben equalizzata allieta la nostra ultima serata inglese, fra un misto di malinconia e stupore. Le nostre pinte tintinnavano ancora una volta: "cheers bud!".
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#corsiattivi #corsodichirarra
πΈβ¨ Un percorso fatto di ascolto, studio e passione.
In questo reel alcuni momenti di lezione di chitarra classica, dai primi passi ai livelli piΓΉ avanzati.
Si lavora sul tocco, sulla tecnica e sulla lettura musicale, a volte da soli, a volte insieme al maestro, usando anche la registrazione per crescere e migliorare.
La chitarra classica Γ¨ uno strumento affascinante che sviluppa sensibilitΓ , concentrazione e consapevolezza musicale.
Lasciati ispirare e prova πΆ
Info 345 2550260 βοΈ
#adagioscuoladimusica #chitarra #corsiadagio
Forgive me @mjlettieri for my totally improvised rendition of @bennygreb 's "Grebfuit" guitar solo.
Congratulazioni al mio amico e collega @valerixdrum . Sono certo che dopo questa prima importante tappa farai tanta, tanta strada. π₯π₯ππΎβ€οΈ

H.A.N.D.
Humans Are Not Dead
Progetto musicale a cura di Rosario Sarno, all'interno dell'istallazione diffusa tenutasi alla Certosa di Padula il 20/9/25.
πΈ @roberto_panzella
π₯ @antonio_porpora
πΉ Rosario Sarno
H.A.N.D.
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#CorsoDiChitarra #MusicaDalCuore
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