𓃡 Alessandro F. Capuano 𓃡
• Painter
• Time traveler
• Founder of @antrospaziostudio
Based in space-time continuum, Italy.

Sono Alessandro e la mia formazione pittorica affonda le radici nella tradizione tardo ottocentesca napoletana. Crescendo sulle spalle dei giganti che hanno caratterizzato il secolo scorso, attraverso il realismo magico e oltre sperimento visioni con le quali litigo, delle quali a volte mi innamoro, tutte soggette a un costante divenire. Il colore ad olio è la materia che prediligo, ma ritengo di superiore importanza ogni gesto che segue e precede il quadro, perché è lì che si nasconde il processo creativo.
🎨
L’antrospazio è stato un fulmine a ciel sereno capitato quando decisi di chiudere il primo studio, e con Carlo stiamo plasmando la materia grezza di un sottoscala per renderlo il cuore pulsante della nostra visione. Credo che questo luogo debba vivere di momenti di apertura e di chiusura, come un ritmo cardiaco, per coinvolgere la comunità e dare ai singoli artisti residenti il modo e il tempo di pensare, vivere e creare in questo luogo prima di dialogarne col mondo.
—
E grazie a @kitabbiver per le foto!

Sono Alessandro e la mia formazione pittorica affonda le radici nella tradizione tardo ottocentesca napoletana. Crescendo sulle spalle dei giganti che hanno caratterizzato il secolo scorso, attraverso il realismo magico e oltre sperimento visioni con le quali litigo, delle quali a volte mi innamoro, tutte soggette a un costante divenire. Il colore ad olio è la materia che prediligo, ma ritengo di superiore importanza ogni gesto che segue e precede il quadro, perché è lì che si nasconde il processo creativo.
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L’antrospazio è stato un fulmine a ciel sereno capitato quando decisi di chiudere il primo studio, e con Carlo stiamo plasmando la materia grezza di un sottoscala per renderlo il cuore pulsante della nostra visione. Credo che questo luogo debba vivere di momenti di apertura e di chiusura, come un ritmo cardiaco, per coinvolgere la comunità e dare ai singoli artisti residenti il modo e il tempo di pensare, vivere e creare in questo luogo prima di dialogarne col mondo.
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E grazie a @kitabbiver per le foto!

Sono Alessandro e la mia formazione pittorica affonda le radici nella tradizione tardo ottocentesca napoletana. Crescendo sulle spalle dei giganti che hanno caratterizzato il secolo scorso, attraverso il realismo magico e oltre sperimento visioni con le quali litigo, delle quali a volte mi innamoro, tutte soggette a un costante divenire. Il colore ad olio è la materia che prediligo, ma ritengo di superiore importanza ogni gesto che segue e precede il quadro, perché è lì che si nasconde il processo creativo.
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L’antrospazio è stato un fulmine a ciel sereno capitato quando decisi di chiudere il primo studio, e con Carlo stiamo plasmando la materia grezza di un sottoscala per renderlo il cuore pulsante della nostra visione. Credo che questo luogo debba vivere di momenti di apertura e di chiusura, come un ritmo cardiaco, per coinvolgere la comunità e dare ai singoli artisti residenti il modo e il tempo di pensare, vivere e creare in questo luogo prima di dialogarne col mondo.
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E grazie a @kitabbiver per le foto!

Sono Alessandro e la mia formazione pittorica affonda le radici nella tradizione tardo ottocentesca napoletana. Crescendo sulle spalle dei giganti che hanno caratterizzato il secolo scorso, attraverso il realismo magico e oltre sperimento visioni con le quali litigo, delle quali a volte mi innamoro, tutte soggette a un costante divenire. Il colore ad olio è la materia che prediligo, ma ritengo di superiore importanza ogni gesto che segue e precede il quadro, perché è lì che si nasconde il processo creativo.
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L’antrospazio è stato un fulmine a ciel sereno capitato quando decisi di chiudere il primo studio, e con Carlo stiamo plasmando la materia grezza di un sottoscala per renderlo il cuore pulsante della nostra visione. Credo che questo luogo debba vivere di momenti di apertura e di chiusura, come un ritmo cardiaco, per coinvolgere la comunità e dare ai singoli artisti residenti il modo e il tempo di pensare, vivere e creare in questo luogo prima di dialogarne col mondo.
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E grazie a @kitabbiver per le foto!

Concludiamo questa sottospecie di trittico di post con altri contrasti vecchio/nuovo. Altri collage misteriosi. Che razza di bestie sono queste? Gerarchie angeliche forse? Continuiamo a parlarne sul canale telegram.
Alla fine del carosello, un’ultima sfornata di illustrazioni mai pagate, così, per riderci su.

Concludiamo questa sottospecie di trittico di post con altri contrasti vecchio/nuovo. Altri collage misteriosi. Che razza di bestie sono queste? Gerarchie angeliche forse? Continuiamo a parlarne sul canale telegram.
Alla fine del carosello, un’ultima sfornata di illustrazioni mai pagate, così, per riderci su.

Concludiamo questa sottospecie di trittico di post con altri contrasti vecchio/nuovo. Altri collage misteriosi. Che razza di bestie sono queste? Gerarchie angeliche forse? Continuiamo a parlarne sul canale telegram.
Alla fine del carosello, un’ultima sfornata di illustrazioni mai pagate, così, per riderci su.

Concludiamo questa sottospecie di trittico di post con altri contrasti vecchio/nuovo. Altri collage misteriosi. Che razza di bestie sono queste? Gerarchie angeliche forse? Continuiamo a parlarne sul canale telegram.
Alla fine del carosello, un’ultima sfornata di illustrazioni mai pagate, così, per riderci su.

Concludiamo questa sottospecie di trittico di post con altri contrasti vecchio/nuovo. Altri collage misteriosi. Che razza di bestie sono queste? Gerarchie angeliche forse? Continuiamo a parlarne sul canale telegram.
Alla fine del carosello, un’ultima sfornata di illustrazioni mai pagate, così, per riderci su.

Concludiamo questa sottospecie di trittico di post con altri contrasti vecchio/nuovo. Altri collage misteriosi. Che razza di bestie sono queste? Gerarchie angeliche forse? Continuiamo a parlarne sul canale telegram.
Alla fine del carosello, un’ultima sfornata di illustrazioni mai pagate, così, per riderci su.

CORPO FRUTTIFERO - Olio su tela | 123 x 84cm
L’opera centrale, per ora, della serie paesaggistica della Selva Ignota.
Perché mai questo nome, secondo voi?
Nel complesso, questo albero mi ha sempre ricordato un totem, o un relitto di qualche antica civiltà. Forse perché è l’unico degli alberi dipinti che non ho visto di persona. Mi sono proiettato lì, in quella foresta della Germania, e ho creduto di vederlo.

CORPO FRUTTIFERO - Olio su tela | 123 x 84cm
L’opera centrale, per ora, della serie paesaggistica della Selva Ignota.
Perché mai questo nome, secondo voi?
Nel complesso, questo albero mi ha sempre ricordato un totem, o un relitto di qualche antica civiltà. Forse perché è l’unico degli alberi dipinti che non ho visto di persona. Mi sono proiettato lì, in quella foresta della Germania, e ho creduto di vederlo.

CORPO FRUTTIFERO - Olio su tela | 123 x 84cm
L’opera centrale, per ora, della serie paesaggistica della Selva Ignota.
Perché mai questo nome, secondo voi?
Nel complesso, questo albero mi ha sempre ricordato un totem, o un relitto di qualche antica civiltà. Forse perché è l’unico degli alberi dipinti che non ho visto di persona. Mi sono proiettato lì, in quella foresta della Germania, e ho creduto di vederlo.

CORPO FRUTTIFERO - Olio su tela | 123 x 84cm
L’opera centrale, per ora, della serie paesaggistica della Selva Ignota.
Perché mai questo nome, secondo voi?
Nel complesso, questo albero mi ha sempre ricordato un totem, o un relitto di qualche antica civiltà. Forse perché è l’unico degli alberi dipinti che non ho visto di persona. Mi sono proiettato lì, in quella foresta della Germania, e ho creduto di vederlo.

Ricominciamo col condividere il vecchio e il nuovo. Da dove provengono le creature dei primi collage? Di cosa parlano quegli appunti? Cos’è un panoptical system? Ne inizierò a parlare sul canale telegram, link in bio, intanto avanti nel carosello troverai illustrazioni vecchiotte per libri che non mi hanno mai pagato (e dunque, non ho mai consegnato).

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Ricominciamo col condividere il vecchio e il nuovo. Da dove provengono le creature dei primi collage? Di cosa parlano quegli appunti? Cos’è un panoptical system? Ne inizierò a parlare sul canale telegram, link in bio, intanto avanti nel carosello troverai illustrazioni vecchiotte per libri che non mi hanno mai pagato (e dunque, non ho mai consegnato).

Ricominciamo col condividere il vecchio e il nuovo. Da dove provengono le creature dei primi collage? Di cosa parlano quegli appunti? Cos’è un panoptical system? Ne inizierò a parlare sul canale telegram, link in bio, intanto avanti nel carosello troverai illustrazioni vecchiotte per libri che non mi hanno mai pagato (e dunque, non ho mai consegnato).

IGNOTO #3
(100x70 cm) - Olio su tela 2024
Proseguiamo con la serie della Selva ignota, e se vi steste chiedendo il perché della differenza di colore fra la prima foto e i dettagli, potrei addurre la scusa che questi ultimi sono più fotorealistici, come se vi trovaste a vederli di persona con una luce ambientale non perfettamente disposta a enfatizzare il quadro. Oppure potrei ammettere che ho zoomato sui dettagli da un file diverso, senza color grading, per pigrizia. Vieni a scoprire la verità sul canale telegram dai, link nella bio.

IGNOTO #3
(100x70 cm) - Olio su tela 2024
Proseguiamo con la serie della Selva ignota, e se vi steste chiedendo il perché della differenza di colore fra la prima foto e i dettagli, potrei addurre la scusa che questi ultimi sono più fotorealistici, come se vi trovaste a vederli di persona con una luce ambientale non perfettamente disposta a enfatizzare il quadro. Oppure potrei ammettere che ho zoomato sui dettagli da un file diverso, senza color grading, per pigrizia. Vieni a scoprire la verità sul canale telegram dai, link nella bio.

IGNOTO #3
(100x70 cm) - Olio su tela 2024
Proseguiamo con la serie della Selva ignota, e se vi steste chiedendo il perché della differenza di colore fra la prima foto e i dettagli, potrei addurre la scusa che questi ultimi sono più fotorealistici, come se vi trovaste a vederli di persona con una luce ambientale non perfettamente disposta a enfatizzare il quadro. Oppure potrei ammettere che ho zoomato sui dettagli da un file diverso, senza color grading, per pigrizia. Vieni a scoprire la verità sul canale telegram dai, link nella bio.

Okay, un approfondimento parziale su cosa diamine state guardando.
Questa è la serie della Selva Ignota, un luogo astratto comune a tutti noi la cui astrazione consiste nell’uscire fuori dalle parti inesplorate, sconosciute del nostro Io per farsi immagine, forma, permettendoci di esplorarla, o quantomeno contemplarla. È un cammino, un sentiero, che a noi sta solo riconoscere, perché impossibile evitarlo. È per questo che molte tele della serie sono chiamate “Ignoto”, poiché sono tutte lo stesso quadro. Come conclusivo atto autoreferenziale, citerò un estratto del mio taccuino della ricerca datato primo maggio 2025:
“L’ignoto è una foresta! I suoi abitanti sono temibili, o venerabili, ma sempre complessi. Lì, fra tutti, si manifesta in forma visibile - come fantasma - il Dubbio. Egli vive nelle foreste da sempre, e sempre vuole interloquire! Che strano fantasma, il senno dei suoi cenni è incomprensibile. Le parole, superflue. Eppure ne è pieno. Chissà cos’ha da dire.”

Okay, un approfondimento parziale su cosa diamine state guardando.
Questa è la serie della Selva Ignota, un luogo astratto comune a tutti noi la cui astrazione consiste nell’uscire fuori dalle parti inesplorate, sconosciute del nostro Io per farsi immagine, forma, permettendoci di esplorarla, o quantomeno contemplarla. È un cammino, un sentiero, che a noi sta solo riconoscere, perché impossibile evitarlo. È per questo che molte tele della serie sono chiamate “Ignoto”, poiché sono tutte lo stesso quadro. Come conclusivo atto autoreferenziale, citerò un estratto del mio taccuino della ricerca datato primo maggio 2025:
“L’ignoto è una foresta! I suoi abitanti sono temibili, o venerabili, ma sempre complessi. Lì, fra tutti, si manifesta in forma visibile - come fantasma - il Dubbio. Egli vive nelle foreste da sempre, e sempre vuole interloquire! Che strano fantasma, il senno dei suoi cenni è incomprensibile. Le parole, superflue. Eppure ne è pieno. Chissà cos’ha da dire.”

Okay, un approfondimento parziale su cosa diamine state guardando.
Questa è la serie della Selva Ignota, un luogo astratto comune a tutti noi la cui astrazione consiste nell’uscire fuori dalle parti inesplorate, sconosciute del nostro Io per farsi immagine, forma, permettendoci di esplorarla, o quantomeno contemplarla. È un cammino, un sentiero, che a noi sta solo riconoscere, perché impossibile evitarlo. È per questo che molte tele della serie sono chiamate “Ignoto”, poiché sono tutte lo stesso quadro. Come conclusivo atto autoreferenziale, citerò un estratto del mio taccuino della ricerca datato primo maggio 2025:
“L’ignoto è una foresta! I suoi abitanti sono temibili, o venerabili, ma sempre complessi. Lì, fra tutti, si manifesta in forma visibile - come fantasma - il Dubbio. Egli vive nelle foreste da sempre, e sempre vuole interloquire! Che strano fantasma, il senno dei suoi cenni è incomprensibile. Le parole, superflue. Eppure ne è pieno. Chissà cos’ha da dire.”

IGNOTO #1
(100x70 cm) - Olio su tela 2024
Magari è ora di mostrare ciò che è cominciato un anno fa nella mia ricerca pittorica e tutt’ora non si arresta, no? Più avanti approfondirò di cosa tratta la serie, il perché di questo nome così asettico, e tanto altro. Però se vuoi un dietro le quinte, o approfondimenti, unisciti al canale telegram! Link in bio

IGNOTO #1
(100x70 cm) - Olio su tela 2024
Magari è ora di mostrare ciò che è cominciato un anno fa nella mia ricerca pittorica e tutt’ora non si arresta, no? Più avanti approfondirò di cosa tratta la serie, il perché di questo nome così asettico, e tanto altro. Però se vuoi un dietro le quinte, o approfondimenti, unisciti al canale telegram! Link in bio

IGNOTO #1
(100x70 cm) - Olio su tela 2024
Magari è ora di mostrare ciò che è cominciato un anno fa nella mia ricerca pittorica e tutt’ora non si arresta, no? Più avanti approfondirò di cosa tratta la serie, il perché di questo nome così asettico, e tanto altro. Però se vuoi un dietro le quinte, o approfondimenti, unisciti al canale telegram! Link in bio
Alla fine mi sono deciso a pubblicare anche la seconda parte, e modestamente parlando? È terribile! Ho faticato e recuperare i contenuti, essi stessi tra di loro non sono coerenti (luci diverse delle stesse inquadrature, filmati del tutto mancanti), ma ehi se non avessi fatto questi due reel neanche questo minimo avrei imparato. Quindi adesso possiamo divertirci a scoprire la cosa più divertente: dove verrà bloccato il video per il copryright della canzone? Scopriamolo insieme, e se vi va nel mentre mi guardate dipingere questi quadri 🫶🏻

Piccolo dump di dettagli dalle commissioni dell’anno scorso prima del reel dove potrete vederli per intero 🔅

Piccolo dump di dettagli dalle commissioni dell’anno scorso prima del reel dove potrete vederli per intero 🔅

Piccolo dump di dettagli dalle commissioni dell’anno scorso prima del reel dove potrete vederli per intero 🔅

Piccolo dump di dettagli dalle commissioni dell’anno scorso prima del reel dove potrete vederli per intero 🔅

Piccolo dump di dettagli dalle commissioni dell’anno scorso prima del reel dove potrete vederli per intero 🔅

Piccolo dump di dettagli dalle commissioni dell’anno scorso prima del reel dove potrete vederli per intero 🔅
Finalmente un po’ di contenuti pittorici, dopo una quantità di tempo indeterminata. Tanto indeterminata che in questo e nei prossimi post vedrete tre commissioni eseguite esattamente un anno fa! È la prima volta che condivido il processo, e mi fa piacere farlo mentre sono ospite al @mac_fest_cava durante il quale lavoro dal vivo per la prima volta davanti a un pubblico. Più avanti vi racconto la storia di queste commissioni, per adesso, godetevi il making of ❤️🔥

Quel che mi insegnano gli alberi, quando li disegno, non è dissimile da quel che ha da insegnare la folla.
Con la differenza che l’albero è paziente, la folla no.
L’albero è inamovibile, la folla è in un istante. Dei primi ne osservi uno, ne conosci cento. Dei secondi devi osservare cento per coglierne uno.
Quasi mi inizia a piacere pubblicare di notte, dimentico che verrà visto, e la mattina dimentico anche che l’ho postato.
Mai quanto in questo periodo imparo a lasciar andare, pratica buona e giusta nelle arti.

Quel che mi insegnano gli alberi, quando li disegno, non è dissimile da quel che ha da insegnare la folla.
Con la differenza che l’albero è paziente, la folla no.
L’albero è inamovibile, la folla è in un istante. Dei primi ne osservi uno, ne conosci cento. Dei secondi devi osservare cento per coglierne uno.
Quasi mi inizia a piacere pubblicare di notte, dimentico che verrà visto, e la mattina dimentico anche che l’ho postato.
Mai quanto in questo periodo imparo a lasciar andare, pratica buona e giusta nelle arti.

Quel che mi insegnano gli alberi, quando li disegno, non è dissimile da quel che ha da insegnare la folla.
Con la differenza che l’albero è paziente, la folla no.
L’albero è inamovibile, la folla è in un istante. Dei primi ne osservi uno, ne conosci cento. Dei secondi devi osservare cento per coglierne uno.
Quasi mi inizia a piacere pubblicare di notte, dimentico che verrà visto, e la mattina dimentico anche che l’ho postato.
Mai quanto in questo periodo imparo a lasciar andare, pratica buona e giusta nelle arti.

Quel che mi insegnano gli alberi, quando li disegno, non è dissimile da quel che ha da insegnare la folla.
Con la differenza che l’albero è paziente, la folla no.
L’albero è inamovibile, la folla è in un istante. Dei primi ne osservi uno, ne conosci cento. Dei secondi devi osservare cento per coglierne uno.
Quasi mi inizia a piacere pubblicare di notte, dimentico che verrà visto, e la mattina dimentico anche che l’ho postato.
Mai quanto in questo periodo imparo a lasciar andare, pratica buona e giusta nelle arti.

Quel che mi insegnano gli alberi, quando li disegno, non è dissimile da quel che ha da insegnare la folla.
Con la differenza che l’albero è paziente, la folla no.
L’albero è inamovibile, la folla è in un istante. Dei primi ne osservi uno, ne conosci cento. Dei secondi devi osservare cento per coglierne uno.
Quasi mi inizia a piacere pubblicare di notte, dimentico che verrà visto, e la mattina dimentico anche che l’ho postato.
Mai quanto in questo periodo imparo a lasciar andare, pratica buona e giusta nelle arti.

Quel che mi insegnano gli alberi, quando li disegno, non è dissimile da quel che ha da insegnare la folla.
Con la differenza che l’albero è paziente, la folla no.
L’albero è inamovibile, la folla è in un istante. Dei primi ne osservi uno, ne conosci cento. Dei secondi devi osservare cento per coglierne uno.
Quasi mi inizia a piacere pubblicare di notte, dimentico che verrà visto, e la mattina dimentico anche che l’ho postato.
Mai quanto in questo periodo imparo a lasciar andare, pratica buona e giusta nelle arti.
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