WeRoad | Viaggi di gruppo
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+300k WeRoaders hanno viaggiato con noi
Nessun collega è stato obbligato a partecipare. Colleghi non odiateci, è stato molto divertente ❤️
#weroad #ufficio #colleghi

Quando è stata l'ultima volta che hai visto un amico senza dover prima controllare tre agende, mandare sei messaggi e aspettare due settimane?
Si chiama "catch-up culture": un ciclo in cui ci si aggiorna continuamente sulla vita degli altri invece di viverla insieme. I social ci danno l'illusione di essere presenti, la grind culture trasforma anche un caffè in un appuntamento da pianificare con otto settimane di anticipo.
Il risultato? Amicizie che resistono sulla carta ma si svuotano nella pratica.
Michelle Elman, autrice di Bad Friend, lo dice chiaramente: i momenti davvero significativi nascono dagli incontri lenti, quelli "improduttivi", quelli offline. Quelli in cui non c'è niente da aggiornare perché stai già vivendo tutto in prima persona.
Quando è stata l'ultima volta che non avete fatto solo un aperitivo di aggiornamento con i vostri amici? 👇
➡️ www.weroad.it
#catchup #culture #amicizie #superficiali #wemeet

Quando è stata l'ultima volta che hai visto un amico senza dover prima controllare tre agende, mandare sei messaggi e aspettare due settimane?
Si chiama "catch-up culture": un ciclo in cui ci si aggiorna continuamente sulla vita degli altri invece di viverla insieme. I social ci danno l'illusione di essere presenti, la grind culture trasforma anche un caffè in un appuntamento da pianificare con otto settimane di anticipo.
Il risultato? Amicizie che resistono sulla carta ma si svuotano nella pratica.
Michelle Elman, autrice di Bad Friend, lo dice chiaramente: i momenti davvero significativi nascono dagli incontri lenti, quelli "improduttivi", quelli offline. Quelli in cui non c'è niente da aggiornare perché stai già vivendo tutto in prima persona.
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Michelle Elman, autrice di Bad Friend, lo dice chiaramente: i momenti davvero significativi nascono dagli incontri lenti, quelli "improduttivi", quelli offline. Quelli in cui non c'è niente da aggiornare perché stai già vivendo tutto in prima persona.
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Il risultato? Amicizie che resistono sulla carta ma si svuotano nella pratica.
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Ammettiamolo: nessuno di noi ha mai prenotato un volo pensando "sì, vado lì per la biblioteca".
Eppure esistono posti nel mondo dove la biblioteca è esattamente il motivo per cui vale la pena partire. In pochi sanno, però, che alcune di queste biblioteche nascondono dettagli assurdi: ci sono scaffali pieni di libri che non si possono toccare, sale progettate con soffitti altissimi per tenere lontana l'umidità e libri che hanno resistito a incendi e guerre per pura fortuna.
Sinceramente noi vorremmo solo fingere di cercarci un libro per restarci dentro il più a lungo possibile.
E voi, avete mai cambiato itinerario per visitarne una?
#librerie #belle #mondo

Ammettiamolo: nessuno di noi ha mai prenotato un volo pensando "sì, vado lì per la biblioteca".
Eppure esistono posti nel mondo dove la biblioteca è esattamente il motivo per cui vale la pena partire. In pochi sanno, però, che alcune di queste biblioteche nascondono dettagli assurdi: ci sono scaffali pieni di libri che non si possono toccare, sale progettate con soffitti altissimi per tenere lontana l'umidità e libri che hanno resistito a incendi e guerre per pura fortuna.
Sinceramente noi vorremmo solo fingere di cercarci un libro per restarci dentro il più a lungo possibile.
E voi, avete mai cambiato itinerario per visitarne una?
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Ammettiamolo: nessuno di noi ha mai prenotato un volo pensando "sì, vado lì per la biblioteca".
Eppure esistono posti nel mondo dove la biblioteca è esattamente il motivo per cui vale la pena partire. In pochi sanno, però, che alcune di queste biblioteche nascondono dettagli assurdi: ci sono scaffali pieni di libri che non si possono toccare, sale progettate con soffitti altissimi per tenere lontana l'umidità e libri che hanno resistito a incendi e guerre per pura fortuna.
Sinceramente noi vorremmo solo fingere di cercarci un libro per restarci dentro il più a lungo possibile.
E voi, avete mai cambiato itinerario per visitarne una?
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Ammettiamolo: nessuno di noi ha mai prenotato un volo pensando "sì, vado lì per la biblioteca".
Eppure esistono posti nel mondo dove la biblioteca è esattamente il motivo per cui vale la pena partire. In pochi sanno, però, che alcune di queste biblioteche nascondono dettagli assurdi: ci sono scaffali pieni di libri che non si possono toccare, sale progettate con soffitti altissimi per tenere lontana l'umidità e libri che hanno resistito a incendi e guerre per pura fortuna.
Sinceramente noi vorremmo solo fingere di cercarci un libro per restarci dentro il più a lungo possibile.
E voi, avete mai cambiato itinerario per visitarne una?
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Eppure esistono posti nel mondo dove la biblioteca è esattamente il motivo per cui vale la pena partire. In pochi sanno, però, che alcune di queste biblioteche nascondono dettagli assurdi: ci sono scaffali pieni di libri che non si possono toccare, sale progettate con soffitti altissimi per tenere lontana l'umidità e libri che hanno resistito a incendi e guerre per pura fortuna.
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Eppure esistono posti nel mondo dove la biblioteca è esattamente il motivo per cui vale la pena partire. In pochi sanno, però, che alcune di queste biblioteche nascondono dettagli assurdi: ci sono scaffali pieni di libri che non si possono toccare, sale progettate con soffitti altissimi per tenere lontana l'umidità e libri che hanno resistito a incendi e guerre per pura fortuna.
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E voi, avete mai cambiato itinerario per visitarne una?
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Sinceramente noi vorremmo solo fingere di cercarci un libro per restarci dentro il più a lungo possibile.
E voi, avete mai cambiato itinerario per visitarne una?
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Eppure esistono posti nel mondo dove la biblioteca è esattamente il motivo per cui vale la pena partire. In pochi sanno, però, che alcune di queste biblioteche nascondono dettagli assurdi: ci sono scaffali pieni di libri che non si possono toccare, sale progettate con soffitti altissimi per tenere lontana l'umidità e libri che hanno resistito a incendi e guerre per pura fortuna.
Sinceramente noi vorremmo solo fingere di cercarci un libro per restarci dentro il più a lungo possibile.
E voi, avete mai cambiato itinerario per visitarne una?
#librerie #belle #mondo

Il problema non è fare le scale. È fare le scale sbagliate.
Che siano 999 gradini scavati nella roccia, una torre sotterranea a spirale o una scultura di 2.500 scalini che non portano letteralmente da nessuna parte, esistono scale nel mondo per cui faremmo lo zaino senza pensarci due volte.
Ne conoscete altre?
#scale #mondo #weroad

Il problema non è fare le scale. È fare le scale sbagliate.
Che siano 999 gradini scavati nella roccia, una torre sotterranea a spirale o una scultura di 2.500 scalini che non portano letteralmente da nessuna parte, esistono scale nel mondo per cui faremmo lo zaino senza pensarci due volte.
Ne conoscete altre?
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Il problema non è fare le scale. È fare le scale sbagliate.
Che siano 999 gradini scavati nella roccia, una torre sotterranea a spirale o una scultura di 2.500 scalini che non portano letteralmente da nessuna parte, esistono scale nel mondo per cui faremmo lo zaino senza pensarci due volte.
Ne conoscete altre?
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Dove andare quest'estate? Posso prenotare i voli?
Tutte le risposte con Marica ed Elisa ✨

Nel 2017 uno psicologo svedese di nome Samuel West aprì un museo a Helsingborg, in Svezia, con un'idea semplice: raccogliere i prodotti più fallimentari della storia e esporli come opere d'arte.
Si chiama Museum of Failure. Oggi è itinerante e dentro ci sono oltre 150 oggetti che aziende enormi, con budget milionari e team di esperti, hanno lanciato sul mercato e visto affondare nel giro di pochi mesi.
Il risultato è una collezione di oggetti che ci fanno chiedere come sia possibile che nessuno, durante una qualsiasi riunione, abbia alzato la mano e detto "aspettate, forse questa è una pessima idea."
📸 @museumoffailure
#oggetti #museo #fallimento #flop #weroad

Nel 2017 uno psicologo svedese di nome Samuel West aprì un museo a Helsingborg, in Svezia, con un'idea semplice: raccogliere i prodotti più fallimentari della storia e esporli come opere d'arte.
Si chiama Museum of Failure. Oggi è itinerante e dentro ci sono oltre 150 oggetti che aziende enormi, con budget milionari e team di esperti, hanno lanciato sul mercato e visto affondare nel giro di pochi mesi.
Il risultato è una collezione di oggetti che ci fanno chiedere come sia possibile che nessuno, durante una qualsiasi riunione, abbia alzato la mano e detto "aspettate, forse questa è una pessima idea."
📸 @museumoffailure
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Nel 2017 uno psicologo svedese di nome Samuel West aprì un museo a Helsingborg, in Svezia, con un'idea semplice: raccogliere i prodotti più fallimentari della storia e esporli come opere d'arte.
Si chiama Museum of Failure. Oggi è itinerante e dentro ci sono oltre 150 oggetti che aziende enormi, con budget milionari e team di esperti, hanno lanciato sul mercato e visto affondare nel giro di pochi mesi.
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Nel 2017 uno psicologo svedese di nome Samuel West aprì un museo a Helsingborg, in Svezia, con un'idea semplice: raccogliere i prodotti più fallimentari della storia e esporli come opere d'arte.
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Nel 2017 uno psicologo svedese di nome Samuel West aprì un museo a Helsingborg, in Svezia, con un'idea semplice: raccogliere i prodotti più fallimentari della storia e esporli come opere d'arte.
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Nel 2017 uno psicologo svedese di nome Samuel West aprì un museo a Helsingborg, in Svezia, con un'idea semplice: raccogliere i prodotti più fallimentari della storia e esporli come opere d'arte.
Si chiama Museum of Failure. Oggi è itinerante e dentro ci sono oltre 150 oggetti che aziende enormi, con budget milionari e team di esperti, hanno lanciato sul mercato e visto affondare nel giro di pochi mesi.
Il risultato è una collezione di oggetti che ci fanno chiedere come sia possibile che nessuno, durante una qualsiasi riunione, abbia alzato la mano e detto "aspettate, forse questa è una pessima idea."
📸 @museumoffailure
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Nel 2017 uno psicologo svedese di nome Samuel West aprì un museo a Helsingborg, in Svezia, con un'idea semplice: raccogliere i prodotti più fallimentari della storia e esporli come opere d'arte.
Si chiama Museum of Failure. Oggi è itinerante e dentro ci sono oltre 150 oggetti che aziende enormi, con budget milionari e team di esperti, hanno lanciato sul mercato e visto affondare nel giro di pochi mesi.
Il risultato è una collezione di oggetti che ci fanno chiedere come sia possibile che nessuno, durante una qualsiasi riunione, abbia alzato la mano e detto "aspettate, forse questa è una pessima idea."
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La Plank Walk sul Monte Hua in Cina, è uno tra i sentieri più adrenalinici al mondo. Si cammina su una passerella larga appena 30 centimetri sospesa a centinaia di metri di altezza.
Quando si arriva in fondo, indovinate: bisogna tornare indietro per la stessa strada, incrociando chi viene dall'altra parte. Più che una passeggiata, è uno sport estremo.
📹️ @okdeal_travel_china
#plank #walk #cina #weroad

Scoprire che in Spagna puoi arrivare 40 minuti in ritardo ed essere ancora puntuale è la migliore notizia che vi abbiamo dato oggi. Non c'è di che 🫶
#ritardo #paesi #weroad

Chi ci è salito almeno una volta sa che sfrecciare su un tuktuk è uno di quei momenti del viaggio che non si dimenticano. E a renderlo ancora più iconico c'è una storia lunga 200 anni.
Perché il tuktuk non è sempre stato quello che conosciamo oggi. Prima era solo un veicolo a traino, spinto a mano, poi sono arrivate le ruote e alla fine il motore e così ha attraversato mezzo mondo fino a diventare il simbolo indiscusso delle strade caotiche di Bangkok, Colombo, Nuova Delhi.
Poi c'è la questione del nome: in thai era chiamato samlor khruang, ma i turisti stranieri non riuscivano a pronunciarlo e hanno iniziato a chiamarlo come il suono del suo motore, tuk-tuk.
Voi ci avete mai fatto un giro? Raccontateci dove nei commenti 👇
#storia #tuktuk #weroad

Chi ci è salito almeno una volta sa che sfrecciare su un tuktuk è uno di quei momenti del viaggio che non si dimenticano. E a renderlo ancora più iconico c'è una storia lunga 200 anni.
Perché il tuktuk non è sempre stato quello che conosciamo oggi. Prima era solo un veicolo a traino, spinto a mano, poi sono arrivate le ruote e alla fine il motore e così ha attraversato mezzo mondo fino a diventare il simbolo indiscusso delle strade caotiche di Bangkok, Colombo, Nuova Delhi.
Poi c'è la questione del nome: in thai era chiamato samlor khruang, ma i turisti stranieri non riuscivano a pronunciarlo e hanno iniziato a chiamarlo come il suono del suo motore, tuk-tuk.
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#storia #tuktuk #weroad

Chi ci è salito almeno una volta sa che sfrecciare su un tuktuk è uno di quei momenti del viaggio che non si dimenticano. E a renderlo ancora più iconico c'è una storia lunga 200 anni.
Perché il tuktuk non è sempre stato quello che conosciamo oggi. Prima era solo un veicolo a traino, spinto a mano, poi sono arrivate le ruote e alla fine il motore e così ha attraversato mezzo mondo fino a diventare il simbolo indiscusso delle strade caotiche di Bangkok, Colombo, Nuova Delhi.
Poi c'è la questione del nome: in thai era chiamato samlor khruang, ma i turisti stranieri non riuscivano a pronunciarlo e hanno iniziato a chiamarlo come il suono del suo motore, tuk-tuk.
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Poi c'è la questione del nome: in thai era chiamato samlor khruang, ma i turisti stranieri non riuscivano a pronunciarlo e hanno iniziato a chiamarlo come il suono del suo motore, tuk-tuk.
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Poi c'è la questione del nome: in thai era chiamato samlor khruang, ma i turisti stranieri non riuscivano a pronunciarlo e hanno iniziato a chiamarlo come il suono del suo motore, tuk-tuk.
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#storia #tuktuk #weroad

Ogni. Singola. Estate.
La soluzione è semplice: non aspettarli.
#vacanze #estate #amici #weroad

Mentre noi facciamo fatica a fare 10.000 passi al giorno, nella Death Valley, in California, esistono le "sailing stones". Queste rocce che si spostano davvero da sole, lasciando tracce lunghe anche centinaia di metri sul fondo di un lago prosciugato chiamato Racetrack Playa.
Per decenni nessuno ha capito come riuscissero a farlo, fino al 2013, quando due cugini geologi decidono di installarci sopra dei sensori GPS e delle telecamere a tempo.
Quello che scoprono è sorprendente: quando le temperature scendono sotto zero, si forma uno strato di ghiaccio sottilissimo e quando il sole inizia a scioglierlo, il vento fa scivolare le rocce sopra il fango umido. Risultato: tracce lunghissime che fanno sembrare che le rocce camminino.
Voi sapevate esistesse questo posto? 👇
📹️ @solgaard.photos
#racetrack #playa #sailing #rocks

Mentre noi facciamo fatica a fare 10.000 passi al giorno, nella Death Valley, in California, esistono le "sailing stones". Queste rocce che si spostano davvero da sole, lasciando tracce lunghe anche centinaia di metri sul fondo di un lago prosciugato chiamato Racetrack Playa.
Per decenni nessuno ha capito come riuscissero a farlo, fino al 2013, quando due cugini geologi decidono di installarci sopra dei sensori GPS e delle telecamere a tempo.
Quello che scoprono è sorprendente: quando le temperature scendono sotto zero, si forma uno strato di ghiaccio sottilissimo e quando il sole inizia a scioglierlo, il vento fa scivolare le rocce sopra il fango umido. Risultato: tracce lunghissime che fanno sembrare che le rocce camminino.
Voi sapevate esistesse questo posto? 👇
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Mentre noi facciamo fatica a fare 10.000 passi al giorno, nella Death Valley, in California, esistono le "sailing stones". Queste rocce che si spostano davvero da sole, lasciando tracce lunghe anche centinaia di metri sul fondo di un lago prosciugato chiamato Racetrack Playa.
Per decenni nessuno ha capito come riuscissero a farlo, fino al 2013, quando due cugini geologi decidono di installarci sopra dei sensori GPS e delle telecamere a tempo.
Quello che scoprono è sorprendente: quando le temperature scendono sotto zero, si forma uno strato di ghiaccio sottilissimo e quando il sole inizia a scioglierlo, il vento fa scivolare le rocce sopra il fango umido. Risultato: tracce lunghissime che fanno sembrare che le rocce camminino.
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#racetrack #playa #sailing #rocks
Mentre noi facciamo fatica a fare 10.000 passi al giorno, nella Death Valley, in California, esistono le "sailing stones". Queste rocce che si spostano davvero da sole, lasciando tracce lunghe anche centinaia di metri sul fondo di un lago prosciugato chiamato Racetrack Playa.
Per decenni nessuno ha capito come riuscissero a farlo, fino al 2013, quando due cugini geologi decidono di installarci sopra dei sensori GPS e delle telecamere a tempo.
Quello che scoprono è sorprendente: quando le temperature scendono sotto zero, si forma uno strato di ghiaccio sottilissimo e quando il sole inizia a scioglierlo, il vento fa scivolare le rocce sopra il fango umido. Risultato: tracce lunghissime che fanno sembrare che le rocce camminino.
Voi sapevate esistesse questo posto? 👇
📹️ @solgaard.photos
#racetrack #playa #sailing #rocks

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Per decenni nessuno ha capito come riuscissero a farlo, fino al 2013, quando due cugini geologi decidono di installarci sopra dei sensori GPS e delle telecamere a tempo.
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