Instagram Logo

alicerussolo

Alice Russolo

↟ Professional photographer
che adora andare in montagna
🌱
@avventuriamocitutti

1.1K
posts
985
followers
26.9K
following

Se mi chiedete qual è il mio sport, non so bene come rispondere.
Arrivo dal tennis, ma non mi alleno più. Gli anni dei tornei sono finiti.
Ora mi diverto diversamente: scalo e vado con le pelli. Ogni tanto corro, vado in bici.
Ma quello che più mi coinvolge e mi intriga mentalmente è l’arrampicata.
È un processo tanto fisico quanto mentale: fissarsi un piccolo traguardo, un obiettivo personale che alimenta il desiderio di migliorarsi, o più semplicemente di mettersi in gioco.
Quando giocavo a tennis mi piaceva quella sensazione di pressione, l’essere da sola in campo, sapere che non è finita finché non è finita. Si può perdere anche con tre match point a favore.
Un po’ come cadere con la catena davanti alla faccia.
Ieri ho chiuso “Dolomiti”, un 7c.
Indipendentemente dal grado, sono felice soprattutto del viaggio mentale.
Felice della mia testardaggine e forse anche dell’ingenuità di credere che, un giorno, l’avrei potuto fare.
Man mano che la riuscita si avvicinava, aumentava anche la pressione. Una pressione che nessuno, se non me stessa, mi aveva messo addosso.
Una diatriba psicologica continua tra il “ci rido su” e il “chiodo fisso che ti fa sudare le mani al solo pensiero”.
E chi mi conosce lo sa: a me le mani non sudano, si crepano da quanto sono secche 😅
Credo che la soddisfazione non si misuri solo nell’atto finale del raggiungimento di un obiettivo, ma soprattutto nel processo per arrivarci.
E per me, questa volta, è stato esattamente così.

@avventuriamocitutti @salewa @koro_it @smithoptics @lasportivagram #climbing #avventuriamocitutti #puremountain #pursueyourthrill #sportclimbing


1.3K
77
5 months ago


E quello che nessuno si sarebbe aspettato, soprattutto la sottoscritta, è successo 😂😎

Qualcosa è cambiato, un interruttore si è acceso e forse un altro si è spento. Dei piccoli obbiettivi e traguardi raggiunti, che non immaginavo avrebbero potuto darmi così tanta soddisfazione! E neanche farmi salire una scimmia così potente 😜

Dall’aver timore ad oltrepassare il rinvio a essere invece contenta di fronte ad ogni volo! Dal non ripetere mai un tiro “perché che noia” al “progettare” di tornare il prima possibile per chiuderlo!
Penso che una delle mie parole preferite sia “motivazione”! Motivazione a migliorasi e motivazione a divertirsi. Motivazione che talvolta proviene da dentro di noi e motivazione contagiosa che ci viene invece trasmessa grazie ad altri.
Non ho chiuso nessun tiro “estremo”, un 7a+ flash per molti potrà sembrare “roba da poco” (e applausi a chi può dire così!!). Ma per me è stato anche il primo 7a+ di sempre, tanto inaspettato quanto combattuto, quindi pesa ancora di più!

Sul canale YouTube di @epictv_italia (link in bio) trovate il video di questa bellissima giornata in falesia a Lecorci (Ulassai) con @marcoeydallin e @enrychris. Andate a vederlo, risate garantite e finale a sorpresa 😂

@avventuriamocitutti @salewa @suunto @epictv_italia @smithoptics @skinsbelts #climbing #ulassai #sardegna #puremmountain #pursueyourthrill #avventuriamocitutti


3.1K
71
3 years ago

E quello che nessuno si sarebbe aspettato, soprattutto la sottoscritta, è successo 😂😎

Qualcosa è cambiato, un interruttore si è acceso e forse un altro si è spento. Dei piccoli obbiettivi e traguardi raggiunti, che non immaginavo avrebbero potuto darmi così tanta soddisfazione! E neanche farmi salire una scimmia così potente 😜

Dall’aver timore ad oltrepassare il rinvio a essere invece contenta di fronte ad ogni volo! Dal non ripetere mai un tiro “perché che noia” al “progettare” di tornare il prima possibile per chiuderlo!
Penso che una delle mie parole preferite sia “motivazione”! Motivazione a migliorasi e motivazione a divertirsi. Motivazione che talvolta proviene da dentro di noi e motivazione contagiosa che ci viene invece trasmessa grazie ad altri.
Non ho chiuso nessun tiro “estremo”, un 7a+ flash per molti potrà sembrare “roba da poco” (e applausi a chi può dire così!!). Ma per me è stato anche il primo 7a+ di sempre, tanto inaspettato quanto combattuto, quindi pesa ancora di più!

Sul canale YouTube di @epictv_italia (link in bio) trovate il video di questa bellissima giornata in falesia a Lecorci (Ulassai) con @marcoeydallin e @enrychris. Andate a vederlo, risate garantite e finale a sorpresa 😂

@avventuriamocitutti @salewa @suunto @epictv_italia @smithoptics @skinsbelts #climbing #ulassai #sardegna #puremmountain #pursueyourthrill #avventuriamocitutti


3.1K
71
3 years ago

E quello che nessuno si sarebbe aspettato, soprattutto la sottoscritta, è successo 😂😎

Qualcosa è cambiato, un interruttore si è acceso e forse un altro si è spento. Dei piccoli obbiettivi e traguardi raggiunti, che non immaginavo avrebbero potuto darmi così tanta soddisfazione! E neanche farmi salire una scimmia così potente 😜

Dall’aver timore ad oltrepassare il rinvio a essere invece contenta di fronte ad ogni volo! Dal non ripetere mai un tiro “perché che noia” al “progettare” di tornare il prima possibile per chiuderlo!
Penso che una delle mie parole preferite sia “motivazione”! Motivazione a migliorasi e motivazione a divertirsi. Motivazione che talvolta proviene da dentro di noi e motivazione contagiosa che ci viene invece trasmessa grazie ad altri.
Non ho chiuso nessun tiro “estremo”, un 7a+ flash per molti potrà sembrare “roba da poco” (e applausi a chi può dire così!!). Ma per me è stato anche il primo 7a+ di sempre, tanto inaspettato quanto combattuto, quindi pesa ancora di più!

Sul canale YouTube di @epictv_italia (link in bio) trovate il video di questa bellissima giornata in falesia a Lecorci (Ulassai) con @marcoeydallin e @enrychris. Andate a vederlo, risate garantite e finale a sorpresa 😂

@avventuriamocitutti @salewa @suunto @epictv_italia @smithoptics @skinsbelts #climbing #ulassai #sardegna #puremmountain #pursueyourthrill #avventuriamocitutti


3.1K
71
3 years ago

E quello che nessuno si sarebbe aspettato, soprattutto la sottoscritta, è successo 😂😎

Qualcosa è cambiato, un interruttore si è acceso e forse un altro si è spento. Dei piccoli obbiettivi e traguardi raggiunti, che non immaginavo avrebbero potuto darmi così tanta soddisfazione! E neanche farmi salire una scimmia così potente 😜

Dall’aver timore ad oltrepassare il rinvio a essere invece contenta di fronte ad ogni volo! Dal non ripetere mai un tiro “perché che noia” al “progettare” di tornare il prima possibile per chiuderlo!
Penso che una delle mie parole preferite sia “motivazione”! Motivazione a migliorasi e motivazione a divertirsi. Motivazione che talvolta proviene da dentro di noi e motivazione contagiosa che ci viene invece trasmessa grazie ad altri.
Non ho chiuso nessun tiro “estremo”, un 7a+ flash per molti potrà sembrare “roba da poco” (e applausi a chi può dire così!!). Ma per me è stato anche il primo 7a+ di sempre, tanto inaspettato quanto combattuto, quindi pesa ancora di più!

Sul canale YouTube di @epictv_italia (link in bio) trovate il video di questa bellissima giornata in falesia a Lecorci (Ulassai) con @marcoeydallin e @enrychris. Andate a vederlo, risate garantite e finale a sorpresa 😂

@avventuriamocitutti @salewa @suunto @epictv_italia @smithoptics @skinsbelts #climbing #ulassai #sardegna #puremmountain #pursueyourthrill #avventuriamocitutti


3.1K
71
3 years ago

Bolivia 3 di 3 🇧🇴
Come ultima cima di questa avventura puntiamo l’Ala Derecha del Condoriri, 5586m. Una cima più bassa, ma più tecnica. Dormiamo in un rifugio completamente vuoto a 4700m sulle rive del lago Juri kota. Dentro c’è solo l’essenziale: tavolo, cucina da campo e materassi per terra al piano superiore. Mike e Rafa spendono gran parte del pomeriggio per cercare di accendere il fuoco. La poca legna che hanno trovato è umida, e l’ossigeno scarseggia. Ma la perseveranza ripaga gli audaci ed eccoci seduti davanti al fuoco a guardare le stelle cadenti.
La mattina successiva camminiamo sotto la luce delle frontali. L’avvicinamento è lungo e ci porterà all’inizio del ghiacciaio con i primi raggi dell’alba. Decine di metri di altezza del ghiacciaio finiscono in un lago pieno mini iceberg. È una giornata stupenda e l’Ala Derecha si rivelerà bellissima ma più delicata del previsto. Dalla cima si vede fino al lago Titicaca. Pendii ocra e lagune di un azzurro intenso. Siamo tutti entusiasti. Scendendo troviamo la parte più ripida con neve dura, mentre nella parte passa ci aspetta firn plaisir.

Arrivati alla fine di molti viaggi si ha la sensazione che magari si potevano fare delle cose diversamente, ma questa volta non è cosi. Si, forse un pelo di pazienza in più per acclimatarsi non sarebbe guastata, ma a parte questo non cambierei nulla. È stato tutto top.
Durante il rientro al rifugio veniamo accolti da una grandinata e abbiamo come la sensazione che sia la montagna a dirci che è ora di tornare a casa, e goderci quanto vissuto.
È come se la Bolivia ci stesse salutando. Ma è solo un arrivederci. L’autenticità di questo posto si è già creata uno spazio importante nei nostri occhi e nei nostri cuori.
Un grazie infinito a chi ha reso possibile questo viaggio: Miriam, Daniela, Huanca, Alvaro, Denis, Edgar, Sabino, Dani, Iveth, Petra, Bernardo, Ketty e padre Topio. Grazie per quello che avete fatto per noi. Siete tutte persone speciali con un cuore grande. Grazie a Rafa e Mike per aver creduto in noi, per le cime, le belle sciate, la fatica condivisa, le mille risate e i lunghi trasferimenti in macchina. Grazie di cuore ragazzi e alla prossima avventura
@salewa


694
10
1 months ago

Bolivia 3 di 3 🇧🇴
Come ultima cima di questa avventura puntiamo l’Ala Derecha del Condoriri, 5586m. Una cima più bassa, ma più tecnica. Dormiamo in un rifugio completamente vuoto a 4700m sulle rive del lago Juri kota. Dentro c’è solo l’essenziale: tavolo, cucina da campo e materassi per terra al piano superiore. Mike e Rafa spendono gran parte del pomeriggio per cercare di accendere il fuoco. La poca legna che hanno trovato è umida, e l’ossigeno scarseggia. Ma la perseveranza ripaga gli audaci ed eccoci seduti davanti al fuoco a guardare le stelle cadenti.
La mattina successiva camminiamo sotto la luce delle frontali. L’avvicinamento è lungo e ci porterà all’inizio del ghiacciaio con i primi raggi dell’alba. Decine di metri di altezza del ghiacciaio finiscono in un lago pieno mini iceberg. È una giornata stupenda e l’Ala Derecha si rivelerà bellissima ma più delicata del previsto. Dalla cima si vede fino al lago Titicaca. Pendii ocra e lagune di un azzurro intenso. Siamo tutti entusiasti. Scendendo troviamo la parte più ripida con neve dura, mentre nella parte passa ci aspetta firn plaisir.

Arrivati alla fine di molti viaggi si ha la sensazione che magari si potevano fare delle cose diversamente, ma questa volta non è cosi. Si, forse un pelo di pazienza in più per acclimatarsi non sarebbe guastata, ma a parte questo non cambierei nulla. È stato tutto top.
Durante il rientro al rifugio veniamo accolti da una grandinata e abbiamo come la sensazione che sia la montagna a dirci che è ora di tornare a casa, e goderci quanto vissuto.
È come se la Bolivia ci stesse salutando. Ma è solo un arrivederci. L’autenticità di questo posto si è già creata uno spazio importante nei nostri occhi e nei nostri cuori.
Un grazie infinito a chi ha reso possibile questo viaggio: Miriam, Daniela, Huanca, Alvaro, Denis, Edgar, Sabino, Dani, Iveth, Petra, Bernardo, Ketty e padre Topio. Grazie per quello che avete fatto per noi. Siete tutte persone speciali con un cuore grande. Grazie a Rafa e Mike per aver creduto in noi, per le cime, le belle sciate, la fatica condivisa, le mille risate e i lunghi trasferimenti in macchina. Grazie di cuore ragazzi e alla prossima avventura
@salewa


694
10
1 months ago

Bolivia 3 di 3 🇧🇴
Come ultima cima di questa avventura puntiamo l’Ala Derecha del Condoriri, 5586m. Una cima più bassa, ma più tecnica. Dormiamo in un rifugio completamente vuoto a 4700m sulle rive del lago Juri kota. Dentro c’è solo l’essenziale: tavolo, cucina da campo e materassi per terra al piano superiore. Mike e Rafa spendono gran parte del pomeriggio per cercare di accendere il fuoco. La poca legna che hanno trovato è umida, e l’ossigeno scarseggia. Ma la perseveranza ripaga gli audaci ed eccoci seduti davanti al fuoco a guardare le stelle cadenti.
La mattina successiva camminiamo sotto la luce delle frontali. L’avvicinamento è lungo e ci porterà all’inizio del ghiacciaio con i primi raggi dell’alba. Decine di metri di altezza del ghiacciaio finiscono in un lago pieno mini iceberg. È una giornata stupenda e l’Ala Derecha si rivelerà bellissima ma più delicata del previsto. Dalla cima si vede fino al lago Titicaca. Pendii ocra e lagune di un azzurro intenso. Siamo tutti entusiasti. Scendendo troviamo la parte più ripida con neve dura, mentre nella parte passa ci aspetta firn plaisir.

Arrivati alla fine di molti viaggi si ha la sensazione che magari si potevano fare delle cose diversamente, ma questa volta non è cosi. Si, forse un pelo di pazienza in più per acclimatarsi non sarebbe guastata, ma a parte questo non cambierei nulla. È stato tutto top.
Durante il rientro al rifugio veniamo accolti da una grandinata e abbiamo come la sensazione che sia la montagna a dirci che è ora di tornare a casa, e goderci quanto vissuto.
È come se la Bolivia ci stesse salutando. Ma è solo un arrivederci. L’autenticità di questo posto si è già creata uno spazio importante nei nostri occhi e nei nostri cuori.
Un grazie infinito a chi ha reso possibile questo viaggio: Miriam, Daniela, Huanca, Alvaro, Denis, Edgar, Sabino, Dani, Iveth, Petra, Bernardo, Ketty e padre Topio. Grazie per quello che avete fatto per noi. Siete tutte persone speciali con un cuore grande. Grazie a Rafa e Mike per aver creduto in noi, per le cime, le belle sciate, la fatica condivisa, le mille risate e i lunghi trasferimenti in macchina. Grazie di cuore ragazzi e alla prossima avventura
@salewa


694
10
1 months ago


Bolivia 3 di 3 🇧🇴
Come ultima cima di questa avventura puntiamo l’Ala Derecha del Condoriri, 5586m. Una cima più bassa, ma più tecnica. Dormiamo in un rifugio completamente vuoto a 4700m sulle rive del lago Juri kota. Dentro c’è solo l’essenziale: tavolo, cucina da campo e materassi per terra al piano superiore. Mike e Rafa spendono gran parte del pomeriggio per cercare di accendere il fuoco. La poca legna che hanno trovato è umida, e l’ossigeno scarseggia. Ma la perseveranza ripaga gli audaci ed eccoci seduti davanti al fuoco a guardare le stelle cadenti.
La mattina successiva camminiamo sotto la luce delle frontali. L’avvicinamento è lungo e ci porterà all’inizio del ghiacciaio con i primi raggi dell’alba. Decine di metri di altezza del ghiacciaio finiscono in un lago pieno mini iceberg. È una giornata stupenda e l’Ala Derecha si rivelerà bellissima ma più delicata del previsto. Dalla cima si vede fino al lago Titicaca. Pendii ocra e lagune di un azzurro intenso. Siamo tutti entusiasti. Scendendo troviamo la parte più ripida con neve dura, mentre nella parte passa ci aspetta firn plaisir.

Arrivati alla fine di molti viaggi si ha la sensazione che magari si potevano fare delle cose diversamente, ma questa volta non è cosi. Si, forse un pelo di pazienza in più per acclimatarsi non sarebbe guastata, ma a parte questo non cambierei nulla. È stato tutto top.
Durante il rientro al rifugio veniamo accolti da una grandinata e abbiamo come la sensazione che sia la montagna a dirci che è ora di tornare a casa, e goderci quanto vissuto.
È come se la Bolivia ci stesse salutando. Ma è solo un arrivederci. L’autenticità di questo posto si è già creata uno spazio importante nei nostri occhi e nei nostri cuori.
Un grazie infinito a chi ha reso possibile questo viaggio: Miriam, Daniela, Huanca, Alvaro, Denis, Edgar, Sabino, Dani, Iveth, Petra, Bernardo, Ketty e padre Topio. Grazie per quello che avete fatto per noi. Siete tutte persone speciali con un cuore grande. Grazie a Rafa e Mike per aver creduto in noi, per le cime, le belle sciate, la fatica condivisa, le mille risate e i lunghi trasferimenti in macchina. Grazie di cuore ragazzi e alla prossima avventura
@salewa


694
10
1 months ago

Bolivia 3 di 3 🇧🇴
Come ultima cima di questa avventura puntiamo l’Ala Derecha del Condoriri, 5586m. Una cima più bassa, ma più tecnica. Dormiamo in un rifugio completamente vuoto a 4700m sulle rive del lago Juri kota. Dentro c’è solo l’essenziale: tavolo, cucina da campo e materassi per terra al piano superiore. Mike e Rafa spendono gran parte del pomeriggio per cercare di accendere il fuoco. La poca legna che hanno trovato è umida, e l’ossigeno scarseggia. Ma la perseveranza ripaga gli audaci ed eccoci seduti davanti al fuoco a guardare le stelle cadenti.
La mattina successiva camminiamo sotto la luce delle frontali. L’avvicinamento è lungo e ci porterà all’inizio del ghiacciaio con i primi raggi dell’alba. Decine di metri di altezza del ghiacciaio finiscono in un lago pieno mini iceberg. È una giornata stupenda e l’Ala Derecha si rivelerà bellissima ma più delicata del previsto. Dalla cima si vede fino al lago Titicaca. Pendii ocra e lagune di un azzurro intenso. Siamo tutti entusiasti. Scendendo troviamo la parte più ripida con neve dura, mentre nella parte passa ci aspetta firn plaisir.

Arrivati alla fine di molti viaggi si ha la sensazione che magari si potevano fare delle cose diversamente, ma questa volta non è cosi. Si, forse un pelo di pazienza in più per acclimatarsi non sarebbe guastata, ma a parte questo non cambierei nulla. È stato tutto top.
Durante il rientro al rifugio veniamo accolti da una grandinata e abbiamo come la sensazione che sia la montagna a dirci che è ora di tornare a casa, e goderci quanto vissuto.
È come se la Bolivia ci stesse salutando. Ma è solo un arrivederci. L’autenticità di questo posto si è già creata uno spazio importante nei nostri occhi e nei nostri cuori.
Un grazie infinito a chi ha reso possibile questo viaggio: Miriam, Daniela, Huanca, Alvaro, Denis, Edgar, Sabino, Dani, Iveth, Petra, Bernardo, Ketty e padre Topio. Grazie per quello che avete fatto per noi. Siete tutte persone speciali con un cuore grande. Grazie a Rafa e Mike per aver creduto in noi, per le cime, le belle sciate, la fatica condivisa, le mille risate e i lunghi trasferimenti in macchina. Grazie di cuore ragazzi e alla prossima avventura
@salewa


694
10
1 months ago

Bolivia 3 di 3 🇧🇴
Come ultima cima di questa avventura puntiamo l’Ala Derecha del Condoriri, 5586m. Una cima più bassa, ma più tecnica. Dormiamo in un rifugio completamente vuoto a 4700m sulle rive del lago Juri kota. Dentro c’è solo l’essenziale: tavolo, cucina da campo e materassi per terra al piano superiore. Mike e Rafa spendono gran parte del pomeriggio per cercare di accendere il fuoco. La poca legna che hanno trovato è umida, e l’ossigeno scarseggia. Ma la perseveranza ripaga gli audaci ed eccoci seduti davanti al fuoco a guardare le stelle cadenti.
La mattina successiva camminiamo sotto la luce delle frontali. L’avvicinamento è lungo e ci porterà all’inizio del ghiacciaio con i primi raggi dell’alba. Decine di metri di altezza del ghiacciaio finiscono in un lago pieno mini iceberg. È una giornata stupenda e l’Ala Derecha si rivelerà bellissima ma più delicata del previsto. Dalla cima si vede fino al lago Titicaca. Pendii ocra e lagune di un azzurro intenso. Siamo tutti entusiasti. Scendendo troviamo la parte più ripida con neve dura, mentre nella parte passa ci aspetta firn plaisir.

Arrivati alla fine di molti viaggi si ha la sensazione che magari si potevano fare delle cose diversamente, ma questa volta non è cosi. Si, forse un pelo di pazienza in più per acclimatarsi non sarebbe guastata, ma a parte questo non cambierei nulla. È stato tutto top.
Durante il rientro al rifugio veniamo accolti da una grandinata e abbiamo come la sensazione che sia la montagna a dirci che è ora di tornare a casa, e goderci quanto vissuto.
È come se la Bolivia ci stesse salutando. Ma è solo un arrivederci. L’autenticità di questo posto si è già creata uno spazio importante nei nostri occhi e nei nostri cuori.
Un grazie infinito a chi ha reso possibile questo viaggio: Miriam, Daniela, Huanca, Alvaro, Denis, Edgar, Sabino, Dani, Iveth, Petra, Bernardo, Ketty e padre Topio. Grazie per quello che avete fatto per noi. Siete tutte persone speciali con un cuore grande. Grazie a Rafa e Mike per aver creduto in noi, per le cime, le belle sciate, la fatica condivisa, le mille risate e i lunghi trasferimenti in macchina. Grazie di cuore ragazzi e alla prossima avventura
@salewa


694
10
1 months ago

Bolivia 3 di 3 🇧🇴
Come ultima cima di questa avventura puntiamo l’Ala Derecha del Condoriri, 5586m. Una cima più bassa, ma più tecnica. Dormiamo in un rifugio completamente vuoto a 4700m sulle rive del lago Juri kota. Dentro c’è solo l’essenziale: tavolo, cucina da campo e materassi per terra al piano superiore. Mike e Rafa spendono gran parte del pomeriggio per cercare di accendere il fuoco. La poca legna che hanno trovato è umida, e l’ossigeno scarseggia. Ma la perseveranza ripaga gli audaci ed eccoci seduti davanti al fuoco a guardare le stelle cadenti.
La mattina successiva camminiamo sotto la luce delle frontali. L’avvicinamento è lungo e ci porterà all’inizio del ghiacciaio con i primi raggi dell’alba. Decine di metri di altezza del ghiacciaio finiscono in un lago pieno mini iceberg. È una giornata stupenda e l’Ala Derecha si rivelerà bellissima ma più delicata del previsto. Dalla cima si vede fino al lago Titicaca. Pendii ocra e lagune di un azzurro intenso. Siamo tutti entusiasti. Scendendo troviamo la parte più ripida con neve dura, mentre nella parte passa ci aspetta firn plaisir.

Arrivati alla fine di molti viaggi si ha la sensazione che magari si potevano fare delle cose diversamente, ma questa volta non è cosi. Si, forse un pelo di pazienza in più per acclimatarsi non sarebbe guastata, ma a parte questo non cambierei nulla. È stato tutto top.
Durante il rientro al rifugio veniamo accolti da una grandinata e abbiamo come la sensazione che sia la montagna a dirci che è ora di tornare a casa, e goderci quanto vissuto.
È come se la Bolivia ci stesse salutando. Ma è solo un arrivederci. L’autenticità di questo posto si è già creata uno spazio importante nei nostri occhi e nei nostri cuori.
Un grazie infinito a chi ha reso possibile questo viaggio: Miriam, Daniela, Huanca, Alvaro, Denis, Edgar, Sabino, Dani, Iveth, Petra, Bernardo, Ketty e padre Topio. Grazie per quello che avete fatto per noi. Siete tutte persone speciali con un cuore grande. Grazie a Rafa e Mike per aver creduto in noi, per le cime, le belle sciate, la fatica condivisa, le mille risate e i lunghi trasferimenti in macchina. Grazie di cuore ragazzi e alla prossima avventura
@salewa


694
10
1 months ago

Bolivia 3 di 3 🇧🇴
Come ultima cima di questa avventura puntiamo l’Ala Derecha del Condoriri, 5586m. Una cima più bassa, ma più tecnica. Dormiamo in un rifugio completamente vuoto a 4700m sulle rive del lago Juri kota. Dentro c’è solo l’essenziale: tavolo, cucina da campo e materassi per terra al piano superiore. Mike e Rafa spendono gran parte del pomeriggio per cercare di accendere il fuoco. La poca legna che hanno trovato è umida, e l’ossigeno scarseggia. Ma la perseveranza ripaga gli audaci ed eccoci seduti davanti al fuoco a guardare le stelle cadenti.
La mattina successiva camminiamo sotto la luce delle frontali. L’avvicinamento è lungo e ci porterà all’inizio del ghiacciaio con i primi raggi dell’alba. Decine di metri di altezza del ghiacciaio finiscono in un lago pieno mini iceberg. È una giornata stupenda e l’Ala Derecha si rivelerà bellissima ma più delicata del previsto. Dalla cima si vede fino al lago Titicaca. Pendii ocra e lagune di un azzurro intenso. Siamo tutti entusiasti. Scendendo troviamo la parte più ripida con neve dura, mentre nella parte passa ci aspetta firn plaisir.

Arrivati alla fine di molti viaggi si ha la sensazione che magari si potevano fare delle cose diversamente, ma questa volta non è cosi. Si, forse un pelo di pazienza in più per acclimatarsi non sarebbe guastata, ma a parte questo non cambierei nulla. È stato tutto top.
Durante il rientro al rifugio veniamo accolti da una grandinata e abbiamo come la sensazione che sia la montagna a dirci che è ora di tornare a casa, e goderci quanto vissuto.
È come se la Bolivia ci stesse salutando. Ma è solo un arrivederci. L’autenticità di questo posto si è già creata uno spazio importante nei nostri occhi e nei nostri cuori.
Un grazie infinito a chi ha reso possibile questo viaggio: Miriam, Daniela, Huanca, Alvaro, Denis, Edgar, Sabino, Dani, Iveth, Petra, Bernardo, Ketty e padre Topio. Grazie per quello che avete fatto per noi. Siete tutte persone speciali con un cuore grande. Grazie a Rafa e Mike per aver creduto in noi, per le cime, le belle sciate, la fatica condivisa, le mille risate e i lunghi trasferimenti in macchina. Grazie di cuore ragazzi e alla prossima avventura
@salewa


694
10
1 months ago

Bolivia 3 di 3 🇧🇴
Come ultima cima di questa avventura puntiamo l’Ala Derecha del Condoriri, 5586m. Una cima più bassa, ma più tecnica. Dormiamo in un rifugio completamente vuoto a 4700m sulle rive del lago Juri kota. Dentro c’è solo l’essenziale: tavolo, cucina da campo e materassi per terra al piano superiore. Mike e Rafa spendono gran parte del pomeriggio per cercare di accendere il fuoco. La poca legna che hanno trovato è umida, e l’ossigeno scarseggia. Ma la perseveranza ripaga gli audaci ed eccoci seduti davanti al fuoco a guardare le stelle cadenti.
La mattina successiva camminiamo sotto la luce delle frontali. L’avvicinamento è lungo e ci porterà all’inizio del ghiacciaio con i primi raggi dell’alba. Decine di metri di altezza del ghiacciaio finiscono in un lago pieno mini iceberg. È una giornata stupenda e l’Ala Derecha si rivelerà bellissima ma più delicata del previsto. Dalla cima si vede fino al lago Titicaca. Pendii ocra e lagune di un azzurro intenso. Siamo tutti entusiasti. Scendendo troviamo la parte più ripida con neve dura, mentre nella parte passa ci aspetta firn plaisir.

Arrivati alla fine di molti viaggi si ha la sensazione che magari si potevano fare delle cose diversamente, ma questa volta non è cosi. Si, forse un pelo di pazienza in più per acclimatarsi non sarebbe guastata, ma a parte questo non cambierei nulla. È stato tutto top.
Durante il rientro al rifugio veniamo accolti da una grandinata e abbiamo come la sensazione che sia la montagna a dirci che è ora di tornare a casa, e goderci quanto vissuto.
È come se la Bolivia ci stesse salutando. Ma è solo un arrivederci. L’autenticità di questo posto si è già creata uno spazio importante nei nostri occhi e nei nostri cuori.
Un grazie infinito a chi ha reso possibile questo viaggio: Miriam, Daniela, Huanca, Alvaro, Denis, Edgar, Sabino, Dani, Iveth, Petra, Bernardo, Ketty e padre Topio. Grazie per quello che avete fatto per noi. Siete tutte persone speciali con un cuore grande. Grazie a Rafa e Mike per aver creduto in noi, per le cime, le belle sciate, la fatica condivisa, le mille risate e i lunghi trasferimenti in macchina. Grazie di cuore ragazzi e alla prossima avventura
@salewa


694
10
1 months ago

Bolivia 3 di 3 🇧🇴
Come ultima cima di questa avventura puntiamo l’Ala Derecha del Condoriri, 5586m. Una cima più bassa, ma più tecnica. Dormiamo in un rifugio completamente vuoto a 4700m sulle rive del lago Juri kota. Dentro c’è solo l’essenziale: tavolo, cucina da campo e materassi per terra al piano superiore. Mike e Rafa spendono gran parte del pomeriggio per cercare di accendere il fuoco. La poca legna che hanno trovato è umida, e l’ossigeno scarseggia. Ma la perseveranza ripaga gli audaci ed eccoci seduti davanti al fuoco a guardare le stelle cadenti.
La mattina successiva camminiamo sotto la luce delle frontali. L’avvicinamento è lungo e ci porterà all’inizio del ghiacciaio con i primi raggi dell’alba. Decine di metri di altezza del ghiacciaio finiscono in un lago pieno mini iceberg. È una giornata stupenda e l’Ala Derecha si rivelerà bellissima ma più delicata del previsto. Dalla cima si vede fino al lago Titicaca. Pendii ocra e lagune di un azzurro intenso. Siamo tutti entusiasti. Scendendo troviamo la parte più ripida con neve dura, mentre nella parte passa ci aspetta firn plaisir.

Arrivati alla fine di molti viaggi si ha la sensazione che magari si potevano fare delle cose diversamente, ma questa volta non è cosi. Si, forse un pelo di pazienza in più per acclimatarsi non sarebbe guastata, ma a parte questo non cambierei nulla. È stato tutto top.
Durante il rientro al rifugio veniamo accolti da una grandinata e abbiamo come la sensazione che sia la montagna a dirci che è ora di tornare a casa, e goderci quanto vissuto.
È come se la Bolivia ci stesse salutando. Ma è solo un arrivederci. L’autenticità di questo posto si è già creata uno spazio importante nei nostri occhi e nei nostri cuori.
Un grazie infinito a chi ha reso possibile questo viaggio: Miriam, Daniela, Huanca, Alvaro, Denis, Edgar, Sabino, Dani, Iveth, Petra, Bernardo, Ketty e padre Topio. Grazie per quello che avete fatto per noi. Siete tutte persone speciali con un cuore grande. Grazie a Rafa e Mike per aver creduto in noi, per le cime, le belle sciate, la fatica condivisa, le mille risate e i lunghi trasferimenti in macchina. Grazie di cuore ragazzi e alla prossima avventura
@salewa


694
10
1 months ago


Bolivia 3 di 3 🇧🇴
Come ultima cima di questa avventura puntiamo l’Ala Derecha del Condoriri, 5586m. Una cima più bassa, ma più tecnica. Dormiamo in un rifugio completamente vuoto a 4700m sulle rive del lago Juri kota. Dentro c’è solo l’essenziale: tavolo, cucina da campo e materassi per terra al piano superiore. Mike e Rafa spendono gran parte del pomeriggio per cercare di accendere il fuoco. La poca legna che hanno trovato è umida, e l’ossigeno scarseggia. Ma la perseveranza ripaga gli audaci ed eccoci seduti davanti al fuoco a guardare le stelle cadenti.
La mattina successiva camminiamo sotto la luce delle frontali. L’avvicinamento è lungo e ci porterà all’inizio del ghiacciaio con i primi raggi dell’alba. Decine di metri di altezza del ghiacciaio finiscono in un lago pieno mini iceberg. È una giornata stupenda e l’Ala Derecha si rivelerà bellissima ma più delicata del previsto. Dalla cima si vede fino al lago Titicaca. Pendii ocra e lagune di un azzurro intenso. Siamo tutti entusiasti. Scendendo troviamo la parte più ripida con neve dura, mentre nella parte passa ci aspetta firn plaisir.

Arrivati alla fine di molti viaggi si ha la sensazione che magari si potevano fare delle cose diversamente, ma questa volta non è cosi. Si, forse un pelo di pazienza in più per acclimatarsi non sarebbe guastata, ma a parte questo non cambierei nulla. È stato tutto top.
Durante il rientro al rifugio veniamo accolti da una grandinata e abbiamo come la sensazione che sia la montagna a dirci che è ora di tornare a casa, e goderci quanto vissuto.
È come se la Bolivia ci stesse salutando. Ma è solo un arrivederci. L’autenticità di questo posto si è già creata uno spazio importante nei nostri occhi e nei nostri cuori.
Un grazie infinito a chi ha reso possibile questo viaggio: Miriam, Daniela, Huanca, Alvaro, Denis, Edgar, Sabino, Dani, Iveth, Petra, Bernardo, Ketty e padre Topio. Grazie per quello che avete fatto per noi. Siete tutte persone speciali con un cuore grande. Grazie a Rafa e Mike per aver creduto in noi, per le cime, le belle sciate, la fatica condivisa, le mille risate e i lunghi trasferimenti in macchina. Grazie di cuore ragazzi e alla prossima avventura
@salewa


694
10
1 months ago

Bolivia 3 di 3 🇧🇴
Come ultima cima di questa avventura puntiamo l’Ala Derecha del Condoriri, 5586m. Una cima più bassa, ma più tecnica. Dormiamo in un rifugio completamente vuoto a 4700m sulle rive del lago Juri kota. Dentro c’è solo l’essenziale: tavolo, cucina da campo e materassi per terra al piano superiore. Mike e Rafa spendono gran parte del pomeriggio per cercare di accendere il fuoco. La poca legna che hanno trovato è umida, e l’ossigeno scarseggia. Ma la perseveranza ripaga gli audaci ed eccoci seduti davanti al fuoco a guardare le stelle cadenti.
La mattina successiva camminiamo sotto la luce delle frontali. L’avvicinamento è lungo e ci porterà all’inizio del ghiacciaio con i primi raggi dell’alba. Decine di metri di altezza del ghiacciaio finiscono in un lago pieno mini iceberg. È una giornata stupenda e l’Ala Derecha si rivelerà bellissima ma più delicata del previsto. Dalla cima si vede fino al lago Titicaca. Pendii ocra e lagune di un azzurro intenso. Siamo tutti entusiasti. Scendendo troviamo la parte più ripida con neve dura, mentre nella parte passa ci aspetta firn plaisir.

Arrivati alla fine di molti viaggi si ha la sensazione che magari si potevano fare delle cose diversamente, ma questa volta non è cosi. Si, forse un pelo di pazienza in più per acclimatarsi non sarebbe guastata, ma a parte questo non cambierei nulla. È stato tutto top.
Durante il rientro al rifugio veniamo accolti da una grandinata e abbiamo come la sensazione che sia la montagna a dirci che è ora di tornare a casa, e goderci quanto vissuto.
È come se la Bolivia ci stesse salutando. Ma è solo un arrivederci. L’autenticità di questo posto si è già creata uno spazio importante nei nostri occhi e nei nostri cuori.
Un grazie infinito a chi ha reso possibile questo viaggio: Miriam, Daniela, Huanca, Alvaro, Denis, Edgar, Sabino, Dani, Iveth, Petra, Bernardo, Ketty e padre Topio. Grazie per quello che avete fatto per noi. Siete tutte persone speciali con un cuore grande. Grazie a Rafa e Mike per aver creduto in noi, per le cime, le belle sciate, la fatica condivisa, le mille risate e i lunghi trasferimenti in macchina. Grazie di cuore ragazzi e alla prossima avventura
@salewa


694
10
1 months ago

Bolivia 3 di 3 🇧🇴
Come ultima cima di questa avventura puntiamo l’Ala Derecha del Condoriri, 5586m. Una cima più bassa, ma più tecnica. Dormiamo in un rifugio completamente vuoto a 4700m sulle rive del lago Juri kota. Dentro c’è solo l’essenziale: tavolo, cucina da campo e materassi per terra al piano superiore. Mike e Rafa spendono gran parte del pomeriggio per cercare di accendere il fuoco. La poca legna che hanno trovato è umida, e l’ossigeno scarseggia. Ma la perseveranza ripaga gli audaci ed eccoci seduti davanti al fuoco a guardare le stelle cadenti.
La mattina successiva camminiamo sotto la luce delle frontali. L’avvicinamento è lungo e ci porterà all’inizio del ghiacciaio con i primi raggi dell’alba. Decine di metri di altezza del ghiacciaio finiscono in un lago pieno mini iceberg. È una giornata stupenda e l’Ala Derecha si rivelerà bellissima ma più delicata del previsto. Dalla cima si vede fino al lago Titicaca. Pendii ocra e lagune di un azzurro intenso. Siamo tutti entusiasti. Scendendo troviamo la parte più ripida con neve dura, mentre nella parte passa ci aspetta firn plaisir.

Arrivati alla fine di molti viaggi si ha la sensazione che magari si potevano fare delle cose diversamente, ma questa volta non è cosi. Si, forse un pelo di pazienza in più per acclimatarsi non sarebbe guastata, ma a parte questo non cambierei nulla. È stato tutto top.
Durante il rientro al rifugio veniamo accolti da una grandinata e abbiamo come la sensazione che sia la montagna a dirci che è ora di tornare a casa, e goderci quanto vissuto.
È come se la Bolivia ci stesse salutando. Ma è solo un arrivederci. L’autenticità di questo posto si è già creata uno spazio importante nei nostri occhi e nei nostri cuori.
Un grazie infinito a chi ha reso possibile questo viaggio: Miriam, Daniela, Huanca, Alvaro, Denis, Edgar, Sabino, Dani, Iveth, Petra, Bernardo, Ketty e padre Topio. Grazie per quello che avete fatto per noi. Siete tutte persone speciali con un cuore grande. Grazie a Rafa e Mike per aver creduto in noi, per le cime, le belle sciate, la fatica condivisa, le mille risate e i lunghi trasferimenti in macchina. Grazie di cuore ragazzi e alla prossima avventura
@salewa


694
10
1 months ago

Bolivia 3 di 3 🇧🇴
Come ultima cima di questa avventura puntiamo l’Ala Derecha del Condoriri, 5586m. Una cima più bassa, ma più tecnica. Dormiamo in un rifugio completamente vuoto a 4700m sulle rive del lago Juri kota. Dentro c’è solo l’essenziale: tavolo, cucina da campo e materassi per terra al piano superiore. Mike e Rafa spendono gran parte del pomeriggio per cercare di accendere il fuoco. La poca legna che hanno trovato è umida, e l’ossigeno scarseggia. Ma la perseveranza ripaga gli audaci ed eccoci seduti davanti al fuoco a guardare le stelle cadenti.
La mattina successiva camminiamo sotto la luce delle frontali. L’avvicinamento è lungo e ci porterà all’inizio del ghiacciaio con i primi raggi dell’alba. Decine di metri di altezza del ghiacciaio finiscono in un lago pieno mini iceberg. È una giornata stupenda e l’Ala Derecha si rivelerà bellissima ma più delicata del previsto. Dalla cima si vede fino al lago Titicaca. Pendii ocra e lagune di un azzurro intenso. Siamo tutti entusiasti. Scendendo troviamo la parte più ripida con neve dura, mentre nella parte passa ci aspetta firn plaisir.

Arrivati alla fine di molti viaggi si ha la sensazione che magari si potevano fare delle cose diversamente, ma questa volta non è cosi. Si, forse un pelo di pazienza in più per acclimatarsi non sarebbe guastata, ma a parte questo non cambierei nulla. È stato tutto top.
Durante il rientro al rifugio veniamo accolti da una grandinata e abbiamo come la sensazione che sia la montagna a dirci che è ora di tornare a casa, e goderci quanto vissuto.
È come se la Bolivia ci stesse salutando. Ma è solo un arrivederci. L’autenticità di questo posto si è già creata uno spazio importante nei nostri occhi e nei nostri cuori.
Un grazie infinito a chi ha reso possibile questo viaggio: Miriam, Daniela, Huanca, Alvaro, Denis, Edgar, Sabino, Dani, Iveth, Petra, Bernardo, Ketty e padre Topio. Grazie per quello che avete fatto per noi. Siete tutte persone speciali con un cuore grande. Grazie a Rafa e Mike per aver creduto in noi, per le cime, le belle sciate, la fatica condivisa, le mille risate e i lunghi trasferimenti in macchina. Grazie di cuore ragazzi e alla prossima avventura
@salewa


694
10
1 months ago

Bolivia 3 di 3 🇧🇴
Come ultima cima di questa avventura puntiamo l’Ala Derecha del Condoriri, 5586m. Una cima più bassa, ma più tecnica. Dormiamo in un rifugio completamente vuoto a 4700m sulle rive del lago Juri kota. Dentro c’è solo l’essenziale: tavolo, cucina da campo e materassi per terra al piano superiore. Mike e Rafa spendono gran parte del pomeriggio per cercare di accendere il fuoco. La poca legna che hanno trovato è umida, e l’ossigeno scarseggia. Ma la perseveranza ripaga gli audaci ed eccoci seduti davanti al fuoco a guardare le stelle cadenti.
La mattina successiva camminiamo sotto la luce delle frontali. L’avvicinamento è lungo e ci porterà all’inizio del ghiacciaio con i primi raggi dell’alba. Decine di metri di altezza del ghiacciaio finiscono in un lago pieno mini iceberg. È una giornata stupenda e l’Ala Derecha si rivelerà bellissima ma più delicata del previsto. Dalla cima si vede fino al lago Titicaca. Pendii ocra e lagune di un azzurro intenso. Siamo tutti entusiasti. Scendendo troviamo la parte più ripida con neve dura, mentre nella parte passa ci aspetta firn plaisir.

Arrivati alla fine di molti viaggi si ha la sensazione che magari si potevano fare delle cose diversamente, ma questa volta non è cosi. Si, forse un pelo di pazienza in più per acclimatarsi non sarebbe guastata, ma a parte questo non cambierei nulla. È stato tutto top.
Durante il rientro al rifugio veniamo accolti da una grandinata e abbiamo come la sensazione che sia la montagna a dirci che è ora di tornare a casa, e goderci quanto vissuto.
È come se la Bolivia ci stesse salutando. Ma è solo un arrivederci. L’autenticità di questo posto si è già creata uno spazio importante nei nostri occhi e nei nostri cuori.
Un grazie infinito a chi ha reso possibile questo viaggio: Miriam, Daniela, Huanca, Alvaro, Denis, Edgar, Sabino, Dani, Iveth, Petra, Bernardo, Ketty e padre Topio. Grazie per quello che avete fatto per noi. Siete tutte persone speciali con un cuore grande. Grazie a Rafa e Mike per aver creduto in noi, per le cime, le belle sciate, la fatica condivisa, le mille risate e i lunghi trasferimenti in macchina. Grazie di cuore ragazzi e alla prossima avventura
@salewa


694
10
1 months ago

Bolivia 3 di 3 🇧🇴
Come ultima cima di questa avventura puntiamo l’Ala Derecha del Condoriri, 5586m. Una cima più bassa, ma più tecnica. Dormiamo in un rifugio completamente vuoto a 4700m sulle rive del lago Juri kota. Dentro c’è solo l’essenziale: tavolo, cucina da campo e materassi per terra al piano superiore. Mike e Rafa spendono gran parte del pomeriggio per cercare di accendere il fuoco. La poca legna che hanno trovato è umida, e l’ossigeno scarseggia. Ma la perseveranza ripaga gli audaci ed eccoci seduti davanti al fuoco a guardare le stelle cadenti.
La mattina successiva camminiamo sotto la luce delle frontali. L’avvicinamento è lungo e ci porterà all’inizio del ghiacciaio con i primi raggi dell’alba. Decine di metri di altezza del ghiacciaio finiscono in un lago pieno mini iceberg. È una giornata stupenda e l’Ala Derecha si rivelerà bellissima ma più delicata del previsto. Dalla cima si vede fino al lago Titicaca. Pendii ocra e lagune di un azzurro intenso. Siamo tutti entusiasti. Scendendo troviamo la parte più ripida con neve dura, mentre nella parte passa ci aspetta firn plaisir.

Arrivati alla fine di molti viaggi si ha la sensazione che magari si potevano fare delle cose diversamente, ma questa volta non è cosi. Si, forse un pelo di pazienza in più per acclimatarsi non sarebbe guastata, ma a parte questo non cambierei nulla. È stato tutto top.
Durante il rientro al rifugio veniamo accolti da una grandinata e abbiamo come la sensazione che sia la montagna a dirci che è ora di tornare a casa, e goderci quanto vissuto.
È come se la Bolivia ci stesse salutando. Ma è solo un arrivederci. L’autenticità di questo posto si è già creata uno spazio importante nei nostri occhi e nei nostri cuori.
Un grazie infinito a chi ha reso possibile questo viaggio: Miriam, Daniela, Huanca, Alvaro, Denis, Edgar, Sabino, Dani, Iveth, Petra, Bernardo, Ketty e padre Topio. Grazie per quello che avete fatto per noi. Siete tutte persone speciali con un cuore grande. Grazie a Rafa e Mike per aver creduto in noi, per le cime, le belle sciate, la fatica condivisa, le mille risate e i lunghi trasferimenti in macchina. Grazie di cuore ragazzi e alla prossima avventura
@salewa


694
10
1 months ago


Bolivia 3 di 3 🇧🇴
Come ultima cima di questa avventura puntiamo l’Ala Derecha del Condoriri, 5586m. Una cima più bassa, ma più tecnica. Dormiamo in un rifugio completamente vuoto a 4700m sulle rive del lago Juri kota. Dentro c’è solo l’essenziale: tavolo, cucina da campo e materassi per terra al piano superiore. Mike e Rafa spendono gran parte del pomeriggio per cercare di accendere il fuoco. La poca legna che hanno trovato è umida, e l’ossigeno scarseggia. Ma la perseveranza ripaga gli audaci ed eccoci seduti davanti al fuoco a guardare le stelle cadenti.
La mattina successiva camminiamo sotto la luce delle frontali. L’avvicinamento è lungo e ci porterà all’inizio del ghiacciaio con i primi raggi dell’alba. Decine di metri di altezza del ghiacciaio finiscono in un lago pieno mini iceberg. È una giornata stupenda e l’Ala Derecha si rivelerà bellissima ma più delicata del previsto. Dalla cima si vede fino al lago Titicaca. Pendii ocra e lagune di un azzurro intenso. Siamo tutti entusiasti. Scendendo troviamo la parte più ripida con neve dura, mentre nella parte passa ci aspetta firn plaisir.

Arrivati alla fine di molti viaggi si ha la sensazione che magari si potevano fare delle cose diversamente, ma questa volta non è cosi. Si, forse un pelo di pazienza in più per acclimatarsi non sarebbe guastata, ma a parte questo non cambierei nulla. È stato tutto top.
Durante il rientro al rifugio veniamo accolti da una grandinata e abbiamo come la sensazione che sia la montagna a dirci che è ora di tornare a casa, e goderci quanto vissuto.
È come se la Bolivia ci stesse salutando. Ma è solo un arrivederci. L’autenticità di questo posto si è già creata uno spazio importante nei nostri occhi e nei nostri cuori.
Un grazie infinito a chi ha reso possibile questo viaggio: Miriam, Daniela, Huanca, Alvaro, Denis, Edgar, Sabino, Dani, Iveth, Petra, Bernardo, Ketty e padre Topio. Grazie per quello che avete fatto per noi. Siete tutte persone speciali con un cuore grande. Grazie a Rafa e Mike per aver creduto in noi, per le cime, le belle sciate, la fatica condivisa, le mille risate e i lunghi trasferimenti in macchina. Grazie di cuore ragazzi e alla prossima avventura
@salewa


694
10
1 months ago

Bolivia 3 di 3 🇧🇴
Come ultima cima di questa avventura puntiamo l’Ala Derecha del Condoriri, 5586m. Una cima più bassa, ma più tecnica. Dormiamo in un rifugio completamente vuoto a 4700m sulle rive del lago Juri kota. Dentro c’è solo l’essenziale: tavolo, cucina da campo e materassi per terra al piano superiore. Mike e Rafa spendono gran parte del pomeriggio per cercare di accendere il fuoco. La poca legna che hanno trovato è umida, e l’ossigeno scarseggia. Ma la perseveranza ripaga gli audaci ed eccoci seduti davanti al fuoco a guardare le stelle cadenti.
La mattina successiva camminiamo sotto la luce delle frontali. L’avvicinamento è lungo e ci porterà all’inizio del ghiacciaio con i primi raggi dell’alba. Decine di metri di altezza del ghiacciaio finiscono in un lago pieno mini iceberg. È una giornata stupenda e l’Ala Derecha si rivelerà bellissima ma più delicata del previsto. Dalla cima si vede fino al lago Titicaca. Pendii ocra e lagune di un azzurro intenso. Siamo tutti entusiasti. Scendendo troviamo la parte più ripida con neve dura, mentre nella parte passa ci aspetta firn plaisir.

Arrivati alla fine di molti viaggi si ha la sensazione che magari si potevano fare delle cose diversamente, ma questa volta non è cosi. Si, forse un pelo di pazienza in più per acclimatarsi non sarebbe guastata, ma a parte questo non cambierei nulla. È stato tutto top.
Durante il rientro al rifugio veniamo accolti da una grandinata e abbiamo come la sensazione che sia la montagna a dirci che è ora di tornare a casa, e goderci quanto vissuto.
È come se la Bolivia ci stesse salutando. Ma è solo un arrivederci. L’autenticità di questo posto si è già creata uno spazio importante nei nostri occhi e nei nostri cuori.
Un grazie infinito a chi ha reso possibile questo viaggio: Miriam, Daniela, Huanca, Alvaro, Denis, Edgar, Sabino, Dani, Iveth, Petra, Bernardo, Ketty e padre Topio. Grazie per quello che avete fatto per noi. Siete tutte persone speciali con un cuore grande. Grazie a Rafa e Mike per aver creduto in noi, per le cime, le belle sciate, la fatica condivisa, le mille risate e i lunghi trasferimenti in macchina. Grazie di cuore ragazzi e alla prossima avventura
@salewa


694
10
1 months ago

Bolivia 3 di 3 🇧🇴
Come ultima cima di questa avventura puntiamo l’Ala Derecha del Condoriri, 5586m. Una cima più bassa, ma più tecnica. Dormiamo in un rifugio completamente vuoto a 4700m sulle rive del lago Juri kota. Dentro c’è solo l’essenziale: tavolo, cucina da campo e materassi per terra al piano superiore. Mike e Rafa spendono gran parte del pomeriggio per cercare di accendere il fuoco. La poca legna che hanno trovato è umida, e l’ossigeno scarseggia. Ma la perseveranza ripaga gli audaci ed eccoci seduti davanti al fuoco a guardare le stelle cadenti.
La mattina successiva camminiamo sotto la luce delle frontali. L’avvicinamento è lungo e ci porterà all’inizio del ghiacciaio con i primi raggi dell’alba. Decine di metri di altezza del ghiacciaio finiscono in un lago pieno mini iceberg. È una giornata stupenda e l’Ala Derecha si rivelerà bellissima ma più delicata del previsto. Dalla cima si vede fino al lago Titicaca. Pendii ocra e lagune di un azzurro intenso. Siamo tutti entusiasti. Scendendo troviamo la parte più ripida con neve dura, mentre nella parte passa ci aspetta firn plaisir.

Arrivati alla fine di molti viaggi si ha la sensazione che magari si potevano fare delle cose diversamente, ma questa volta non è cosi. Si, forse un pelo di pazienza in più per acclimatarsi non sarebbe guastata, ma a parte questo non cambierei nulla. È stato tutto top.
Durante il rientro al rifugio veniamo accolti da una grandinata e abbiamo come la sensazione che sia la montagna a dirci che è ora di tornare a casa, e goderci quanto vissuto.
È come se la Bolivia ci stesse salutando. Ma è solo un arrivederci. L’autenticità di questo posto si è già creata uno spazio importante nei nostri occhi e nei nostri cuori.
Un grazie infinito a chi ha reso possibile questo viaggio: Miriam, Daniela, Huanca, Alvaro, Denis, Edgar, Sabino, Dani, Iveth, Petra, Bernardo, Ketty e padre Topio. Grazie per quello che avete fatto per noi. Siete tutte persone speciali con un cuore grande. Grazie a Rafa e Mike per aver creduto in noi, per le cime, le belle sciate, la fatica condivisa, le mille risate e i lunghi trasferimenti in macchina. Grazie di cuore ragazzi e alla prossima avventura
@salewa


694
10
1 months ago

Bolivia 3 di 3 🇧🇴
Come ultima cima di questa avventura puntiamo l’Ala Derecha del Condoriri, 5586m. Una cima più bassa, ma più tecnica. Dormiamo in un rifugio completamente vuoto a 4700m sulle rive del lago Juri kota. Dentro c’è solo l’essenziale: tavolo, cucina da campo e materassi per terra al piano superiore. Mike e Rafa spendono gran parte del pomeriggio per cercare di accendere il fuoco. La poca legna che hanno trovato è umida, e l’ossigeno scarseggia. Ma la perseveranza ripaga gli audaci ed eccoci seduti davanti al fuoco a guardare le stelle cadenti.
La mattina successiva camminiamo sotto la luce delle frontali. L’avvicinamento è lungo e ci porterà all’inizio del ghiacciaio con i primi raggi dell’alba. Decine di metri di altezza del ghiacciaio finiscono in un lago pieno mini iceberg. È una giornata stupenda e l’Ala Derecha si rivelerà bellissima ma più delicata del previsto. Dalla cima si vede fino al lago Titicaca. Pendii ocra e lagune di un azzurro intenso. Siamo tutti entusiasti. Scendendo troviamo la parte più ripida con neve dura, mentre nella parte passa ci aspetta firn plaisir.

Arrivati alla fine di molti viaggi si ha la sensazione che magari si potevano fare delle cose diversamente, ma questa volta non è cosi. Si, forse un pelo di pazienza in più per acclimatarsi non sarebbe guastata, ma a parte questo non cambierei nulla. È stato tutto top.
Durante il rientro al rifugio veniamo accolti da una grandinata e abbiamo come la sensazione che sia la montagna a dirci che è ora di tornare a casa, e goderci quanto vissuto.
È come se la Bolivia ci stesse salutando. Ma è solo un arrivederci. L’autenticità di questo posto si è già creata uno spazio importante nei nostri occhi e nei nostri cuori.
Un grazie infinito a chi ha reso possibile questo viaggio: Miriam, Daniela, Huanca, Alvaro, Denis, Edgar, Sabino, Dani, Iveth, Petra, Bernardo, Ketty e padre Topio. Grazie per quello che avete fatto per noi. Siete tutte persone speciali con un cuore grande. Grazie a Rafa e Mike per aver creduto in noi, per le cime, le belle sciate, la fatica condivisa, le mille risate e i lunghi trasferimenti in macchina. Grazie di cuore ragazzi e alla prossima avventura
@salewa


694
10
1 months ago

Bolivia 2 di 3
Il meteo per i giorni successivi non sembra dei migliori, quindi ci spostiamo a sud, anticipando la nostra partenza verso la cordillera occidentale, nel parco nazionale del Sajama. 7 ore di macchina ci portano nella zona dei vulcani. Montagne perfette, coni appuntiti che si stagliano verso il cielo, dominati dalla maestosità del Sajama.
Qui abbiamo due obbiettivi: Acotango 6052 e Parinacota 6350m.
Il paese in cui facciamo base è ancora più piccolo di Peñas. Sabbia per terra, un mix tra case in mattoni e costruzioni tradizionali con il tetto di paglia. Dormiremo proprio in due di queste.

Denis è il nostro autista. Ci accompagnerà ovunque, cercando di orientarsi a notte fonda tra strade segnate solo dall’assenza di cespugli e dai solchi dei pneumatici di chi è passato prima di noi. Il parcheggio dell’Acotango è a 5300m. Faccio i primi passi e ho la sensazione che non mi arrivi ossigeno, come se stessi soffocando. Tra me e me penso che non arriverò mai in cima, e che forse il mio corpo non è fatto per queste quote. E invece, piano piano, con la luce dell’alba alle nostre spalle, qualcosa cambia. I miei polmoni, o forse la mia testa, iniziano ad adattarsi. Il cielo è limpido. Parinacota, Pomerape e Sajama si illuminano uno dopo l’altro. Procediamo lentamente, con passo costante. Mi emoziono ancora prima di arrivare in cima. È anche il giorno del mio 40esimo compleanno. Non avrei potuto desiderare un modo migliore per festeggiarlo. In vetta ci abbracciamo, prima cima di 6000m per tutti noi. Condividiamo il momento anche con padre Topio, spostatosi a Sajama per questa giornata. Gli occhi si riempiono di lacrime ed il cuore di gioia.

Una parola che abbiamo imparato ad usare in Bolivia è “pazienza”. Pazienza per dare tempo al nostro corpo di acclimatarsi, pazienza per recuperare e per ascoltarsi. E così il giorno successivo all’Acotango il nostro massimo sforzo sono stati pochi passi verso i Geyser e le terme naturali. In lontananza vediamo il vapore delle pozze. I vulcani sono spenti, ma sotto qualcosa ribolle ancora. Ci dobbiamo sforzare per non rimanere troppo in acqua. il corpo ringrazia e i muscoli si rilassano.
Continua in due commenti
@salewa


679
17
1 months ago

Bolivia 2 di 3
Il meteo per i giorni successivi non sembra dei migliori, quindi ci spostiamo a sud, anticipando la nostra partenza verso la cordillera occidentale, nel parco nazionale del Sajama. 7 ore di macchina ci portano nella zona dei vulcani. Montagne perfette, coni appuntiti che si stagliano verso il cielo, dominati dalla maestosità del Sajama.
Qui abbiamo due obbiettivi: Acotango 6052 e Parinacota 6350m.
Il paese in cui facciamo base è ancora più piccolo di Peñas. Sabbia per terra, un mix tra case in mattoni e costruzioni tradizionali con il tetto di paglia. Dormiremo proprio in due di queste.

Denis è il nostro autista. Ci accompagnerà ovunque, cercando di orientarsi a notte fonda tra strade segnate solo dall’assenza di cespugli e dai solchi dei pneumatici di chi è passato prima di noi. Il parcheggio dell’Acotango è a 5300m. Faccio i primi passi e ho la sensazione che non mi arrivi ossigeno, come se stessi soffocando. Tra me e me penso che non arriverò mai in cima, e che forse il mio corpo non è fatto per queste quote. E invece, piano piano, con la luce dell’alba alle nostre spalle, qualcosa cambia. I miei polmoni, o forse la mia testa, iniziano ad adattarsi. Il cielo è limpido. Parinacota, Pomerape e Sajama si illuminano uno dopo l’altro. Procediamo lentamente, con passo costante. Mi emoziono ancora prima di arrivare in cima. È anche il giorno del mio 40esimo compleanno. Non avrei potuto desiderare un modo migliore per festeggiarlo. In vetta ci abbracciamo, prima cima di 6000m per tutti noi. Condividiamo il momento anche con padre Topio, spostatosi a Sajama per questa giornata. Gli occhi si riempiono di lacrime ed il cuore di gioia.

Una parola che abbiamo imparato ad usare in Bolivia è “pazienza”. Pazienza per dare tempo al nostro corpo di acclimatarsi, pazienza per recuperare e per ascoltarsi. E così il giorno successivo all’Acotango il nostro massimo sforzo sono stati pochi passi verso i Geyser e le terme naturali. In lontananza vediamo il vapore delle pozze. I vulcani sono spenti, ma sotto qualcosa ribolle ancora. Ci dobbiamo sforzare per non rimanere troppo in acqua. il corpo ringrazia e i muscoli si rilassano.
Continua in due commenti
@salewa


679
17
1 months ago

Bolivia 2 di 3
Il meteo per i giorni successivi non sembra dei migliori, quindi ci spostiamo a sud, anticipando la nostra partenza verso la cordillera occidentale, nel parco nazionale del Sajama. 7 ore di macchina ci portano nella zona dei vulcani. Montagne perfette, coni appuntiti che si stagliano verso il cielo, dominati dalla maestosità del Sajama.
Qui abbiamo due obbiettivi: Acotango 6052 e Parinacota 6350m.
Il paese in cui facciamo base è ancora più piccolo di Peñas. Sabbia per terra, un mix tra case in mattoni e costruzioni tradizionali con il tetto di paglia. Dormiremo proprio in due di queste.

Denis è il nostro autista. Ci accompagnerà ovunque, cercando di orientarsi a notte fonda tra strade segnate solo dall’assenza di cespugli e dai solchi dei pneumatici di chi è passato prima di noi. Il parcheggio dell’Acotango è a 5300m. Faccio i primi passi e ho la sensazione che non mi arrivi ossigeno, come se stessi soffocando. Tra me e me penso che non arriverò mai in cima, e che forse il mio corpo non è fatto per queste quote. E invece, piano piano, con la luce dell’alba alle nostre spalle, qualcosa cambia. I miei polmoni, o forse la mia testa, iniziano ad adattarsi. Il cielo è limpido. Parinacota, Pomerape e Sajama si illuminano uno dopo l’altro. Procediamo lentamente, con passo costante. Mi emoziono ancora prima di arrivare in cima. È anche il giorno del mio 40esimo compleanno. Non avrei potuto desiderare un modo migliore per festeggiarlo. In vetta ci abbracciamo, prima cima di 6000m per tutti noi. Condividiamo il momento anche con padre Topio, spostatosi a Sajama per questa giornata. Gli occhi si riempiono di lacrime ed il cuore di gioia.

Una parola che abbiamo imparato ad usare in Bolivia è “pazienza”. Pazienza per dare tempo al nostro corpo di acclimatarsi, pazienza per recuperare e per ascoltarsi. E così il giorno successivo all’Acotango il nostro massimo sforzo sono stati pochi passi verso i Geyser e le terme naturali. In lontananza vediamo il vapore delle pozze. I vulcani sono spenti, ma sotto qualcosa ribolle ancora. Ci dobbiamo sforzare per non rimanere troppo in acqua. il corpo ringrazia e i muscoli si rilassano.
Continua in due commenti
@salewa


679
17
1 months ago

Bolivia 2 di 3
Il meteo per i giorni successivi non sembra dei migliori, quindi ci spostiamo a sud, anticipando la nostra partenza verso la cordillera occidentale, nel parco nazionale del Sajama. 7 ore di macchina ci portano nella zona dei vulcani. Montagne perfette, coni appuntiti che si stagliano verso il cielo, dominati dalla maestosità del Sajama.
Qui abbiamo due obbiettivi: Acotango 6052 e Parinacota 6350m.
Il paese in cui facciamo base è ancora più piccolo di Peñas. Sabbia per terra, un mix tra case in mattoni e costruzioni tradizionali con il tetto di paglia. Dormiremo proprio in due di queste.

Denis è il nostro autista. Ci accompagnerà ovunque, cercando di orientarsi a notte fonda tra strade segnate solo dall’assenza di cespugli e dai solchi dei pneumatici di chi è passato prima di noi. Il parcheggio dell’Acotango è a 5300m. Faccio i primi passi e ho la sensazione che non mi arrivi ossigeno, come se stessi soffocando. Tra me e me penso che non arriverò mai in cima, e che forse il mio corpo non è fatto per queste quote. E invece, piano piano, con la luce dell’alba alle nostre spalle, qualcosa cambia. I miei polmoni, o forse la mia testa, iniziano ad adattarsi. Il cielo è limpido. Parinacota, Pomerape e Sajama si illuminano uno dopo l’altro. Procediamo lentamente, con passo costante. Mi emoziono ancora prima di arrivare in cima. È anche il giorno del mio 40esimo compleanno. Non avrei potuto desiderare un modo migliore per festeggiarlo. In vetta ci abbracciamo, prima cima di 6000m per tutti noi. Condividiamo il momento anche con padre Topio, spostatosi a Sajama per questa giornata. Gli occhi si riempiono di lacrime ed il cuore di gioia.

Una parola che abbiamo imparato ad usare in Bolivia è “pazienza”. Pazienza per dare tempo al nostro corpo di acclimatarsi, pazienza per recuperare e per ascoltarsi. E così il giorno successivo all’Acotango il nostro massimo sforzo sono stati pochi passi verso i Geyser e le terme naturali. In lontananza vediamo il vapore delle pozze. I vulcani sono spenti, ma sotto qualcosa ribolle ancora. Ci dobbiamo sforzare per non rimanere troppo in acqua. il corpo ringrazia e i muscoli si rilassano.
Continua in due commenti
@salewa


679
17
1 months ago

Bolivia 2 di 3
Il meteo per i giorni successivi non sembra dei migliori, quindi ci spostiamo a sud, anticipando la nostra partenza verso la cordillera occidentale, nel parco nazionale del Sajama. 7 ore di macchina ci portano nella zona dei vulcani. Montagne perfette, coni appuntiti che si stagliano verso il cielo, dominati dalla maestosità del Sajama.
Qui abbiamo due obbiettivi: Acotango 6052 e Parinacota 6350m.
Il paese in cui facciamo base è ancora più piccolo di Peñas. Sabbia per terra, un mix tra case in mattoni e costruzioni tradizionali con il tetto di paglia. Dormiremo proprio in due di queste.

Denis è il nostro autista. Ci accompagnerà ovunque, cercando di orientarsi a notte fonda tra strade segnate solo dall’assenza di cespugli e dai solchi dei pneumatici di chi è passato prima di noi. Il parcheggio dell’Acotango è a 5300m. Faccio i primi passi e ho la sensazione che non mi arrivi ossigeno, come se stessi soffocando. Tra me e me penso che non arriverò mai in cima, e che forse il mio corpo non è fatto per queste quote. E invece, piano piano, con la luce dell’alba alle nostre spalle, qualcosa cambia. I miei polmoni, o forse la mia testa, iniziano ad adattarsi. Il cielo è limpido. Parinacota, Pomerape e Sajama si illuminano uno dopo l’altro. Procediamo lentamente, con passo costante. Mi emoziono ancora prima di arrivare in cima. È anche il giorno del mio 40esimo compleanno. Non avrei potuto desiderare un modo migliore per festeggiarlo. In vetta ci abbracciamo, prima cima di 6000m per tutti noi. Condividiamo il momento anche con padre Topio, spostatosi a Sajama per questa giornata. Gli occhi si riempiono di lacrime ed il cuore di gioia.

Una parola che abbiamo imparato ad usare in Bolivia è “pazienza”. Pazienza per dare tempo al nostro corpo di acclimatarsi, pazienza per recuperare e per ascoltarsi. E così il giorno successivo all’Acotango il nostro massimo sforzo sono stati pochi passi verso i Geyser e le terme naturali. In lontananza vediamo il vapore delle pozze. I vulcani sono spenti, ma sotto qualcosa ribolle ancora. Ci dobbiamo sforzare per non rimanere troppo in acqua. il corpo ringrazia e i muscoli si rilassano.
Continua in due commenti
@salewa


679
17
1 months ago

Bolivia 2 di 3
Il meteo per i giorni successivi non sembra dei migliori, quindi ci spostiamo a sud, anticipando la nostra partenza verso la cordillera occidentale, nel parco nazionale del Sajama. 7 ore di macchina ci portano nella zona dei vulcani. Montagne perfette, coni appuntiti che si stagliano verso il cielo, dominati dalla maestosità del Sajama.
Qui abbiamo due obbiettivi: Acotango 6052 e Parinacota 6350m.
Il paese in cui facciamo base è ancora più piccolo di Peñas. Sabbia per terra, un mix tra case in mattoni e costruzioni tradizionali con il tetto di paglia. Dormiremo proprio in due di queste.

Denis è il nostro autista. Ci accompagnerà ovunque, cercando di orientarsi a notte fonda tra strade segnate solo dall’assenza di cespugli e dai solchi dei pneumatici di chi è passato prima di noi. Il parcheggio dell’Acotango è a 5300m. Faccio i primi passi e ho la sensazione che non mi arrivi ossigeno, come se stessi soffocando. Tra me e me penso che non arriverò mai in cima, e che forse il mio corpo non è fatto per queste quote. E invece, piano piano, con la luce dell’alba alle nostre spalle, qualcosa cambia. I miei polmoni, o forse la mia testa, iniziano ad adattarsi. Il cielo è limpido. Parinacota, Pomerape e Sajama si illuminano uno dopo l’altro. Procediamo lentamente, con passo costante. Mi emoziono ancora prima di arrivare in cima. È anche il giorno del mio 40esimo compleanno. Non avrei potuto desiderare un modo migliore per festeggiarlo. In vetta ci abbracciamo, prima cima di 6000m per tutti noi. Condividiamo il momento anche con padre Topio, spostatosi a Sajama per questa giornata. Gli occhi si riempiono di lacrime ed il cuore di gioia.

Una parola che abbiamo imparato ad usare in Bolivia è “pazienza”. Pazienza per dare tempo al nostro corpo di acclimatarsi, pazienza per recuperare e per ascoltarsi. E così il giorno successivo all’Acotango il nostro massimo sforzo sono stati pochi passi verso i Geyser e le terme naturali. In lontananza vediamo il vapore delle pozze. I vulcani sono spenti, ma sotto qualcosa ribolle ancora. Ci dobbiamo sforzare per non rimanere troppo in acqua. il corpo ringrazia e i muscoli si rilassano.
Continua in due commenti
@salewa


679
17
1 months ago

Bolivia 2 di 3
Il meteo per i giorni successivi non sembra dei migliori, quindi ci spostiamo a sud, anticipando la nostra partenza verso la cordillera occidentale, nel parco nazionale del Sajama. 7 ore di macchina ci portano nella zona dei vulcani. Montagne perfette, coni appuntiti che si stagliano verso il cielo, dominati dalla maestosità del Sajama.
Qui abbiamo due obbiettivi: Acotango 6052 e Parinacota 6350m.
Il paese in cui facciamo base è ancora più piccolo di Peñas. Sabbia per terra, un mix tra case in mattoni e costruzioni tradizionali con il tetto di paglia. Dormiremo proprio in due di queste.

Denis è il nostro autista. Ci accompagnerà ovunque, cercando di orientarsi a notte fonda tra strade segnate solo dall’assenza di cespugli e dai solchi dei pneumatici di chi è passato prima di noi. Il parcheggio dell’Acotango è a 5300m. Faccio i primi passi e ho la sensazione che non mi arrivi ossigeno, come se stessi soffocando. Tra me e me penso che non arriverò mai in cima, e che forse il mio corpo non è fatto per queste quote. E invece, piano piano, con la luce dell’alba alle nostre spalle, qualcosa cambia. I miei polmoni, o forse la mia testa, iniziano ad adattarsi. Il cielo è limpido. Parinacota, Pomerape e Sajama si illuminano uno dopo l’altro. Procediamo lentamente, con passo costante. Mi emoziono ancora prima di arrivare in cima. È anche il giorno del mio 40esimo compleanno. Non avrei potuto desiderare un modo migliore per festeggiarlo. In vetta ci abbracciamo, prima cima di 6000m per tutti noi. Condividiamo il momento anche con padre Topio, spostatosi a Sajama per questa giornata. Gli occhi si riempiono di lacrime ed il cuore di gioia.

Una parola che abbiamo imparato ad usare in Bolivia è “pazienza”. Pazienza per dare tempo al nostro corpo di acclimatarsi, pazienza per recuperare e per ascoltarsi. E così il giorno successivo all’Acotango il nostro massimo sforzo sono stati pochi passi verso i Geyser e le terme naturali. In lontananza vediamo il vapore delle pozze. I vulcani sono spenti, ma sotto qualcosa ribolle ancora. Ci dobbiamo sforzare per non rimanere troppo in acqua. il corpo ringrazia e i muscoli si rilassano.
Continua in due commenti
@salewa


679
17
1 months ago

Bolivia 2 di 3
Il meteo per i giorni successivi non sembra dei migliori, quindi ci spostiamo a sud, anticipando la nostra partenza verso la cordillera occidentale, nel parco nazionale del Sajama. 7 ore di macchina ci portano nella zona dei vulcani. Montagne perfette, coni appuntiti che si stagliano verso il cielo, dominati dalla maestosità del Sajama.
Qui abbiamo due obbiettivi: Acotango 6052 e Parinacota 6350m.
Il paese in cui facciamo base è ancora più piccolo di Peñas. Sabbia per terra, un mix tra case in mattoni e costruzioni tradizionali con il tetto di paglia. Dormiremo proprio in due di queste.

Denis è il nostro autista. Ci accompagnerà ovunque, cercando di orientarsi a notte fonda tra strade segnate solo dall’assenza di cespugli e dai solchi dei pneumatici di chi è passato prima di noi. Il parcheggio dell’Acotango è a 5300m. Faccio i primi passi e ho la sensazione che non mi arrivi ossigeno, come se stessi soffocando. Tra me e me penso che non arriverò mai in cima, e che forse il mio corpo non è fatto per queste quote. E invece, piano piano, con la luce dell’alba alle nostre spalle, qualcosa cambia. I miei polmoni, o forse la mia testa, iniziano ad adattarsi. Il cielo è limpido. Parinacota, Pomerape e Sajama si illuminano uno dopo l’altro. Procediamo lentamente, con passo costante. Mi emoziono ancora prima di arrivare in cima. È anche il giorno del mio 40esimo compleanno. Non avrei potuto desiderare un modo migliore per festeggiarlo. In vetta ci abbracciamo, prima cima di 6000m per tutti noi. Condividiamo il momento anche con padre Topio, spostatosi a Sajama per questa giornata. Gli occhi si riempiono di lacrime ed il cuore di gioia.

Una parola che abbiamo imparato ad usare in Bolivia è “pazienza”. Pazienza per dare tempo al nostro corpo di acclimatarsi, pazienza per recuperare e per ascoltarsi. E così il giorno successivo all’Acotango il nostro massimo sforzo sono stati pochi passi verso i Geyser e le terme naturali. In lontananza vediamo il vapore delle pozze. I vulcani sono spenti, ma sotto qualcosa ribolle ancora. Ci dobbiamo sforzare per non rimanere troppo in acqua. il corpo ringrazia e i muscoli si rilassano.
Continua in due commenti
@salewa


679
17
1 months ago

Bolivia 2 di 3
Il meteo per i giorni successivi non sembra dei migliori, quindi ci spostiamo a sud, anticipando la nostra partenza verso la cordillera occidentale, nel parco nazionale del Sajama. 7 ore di macchina ci portano nella zona dei vulcani. Montagne perfette, coni appuntiti che si stagliano verso il cielo, dominati dalla maestosità del Sajama.
Qui abbiamo due obbiettivi: Acotango 6052 e Parinacota 6350m.
Il paese in cui facciamo base è ancora più piccolo di Peñas. Sabbia per terra, un mix tra case in mattoni e costruzioni tradizionali con il tetto di paglia. Dormiremo proprio in due di queste.

Denis è il nostro autista. Ci accompagnerà ovunque, cercando di orientarsi a notte fonda tra strade segnate solo dall’assenza di cespugli e dai solchi dei pneumatici di chi è passato prima di noi. Il parcheggio dell’Acotango è a 5300m. Faccio i primi passi e ho la sensazione che non mi arrivi ossigeno, come se stessi soffocando. Tra me e me penso che non arriverò mai in cima, e che forse il mio corpo non è fatto per queste quote. E invece, piano piano, con la luce dell’alba alle nostre spalle, qualcosa cambia. I miei polmoni, o forse la mia testa, iniziano ad adattarsi. Il cielo è limpido. Parinacota, Pomerape e Sajama si illuminano uno dopo l’altro. Procediamo lentamente, con passo costante. Mi emoziono ancora prima di arrivare in cima. È anche il giorno del mio 40esimo compleanno. Non avrei potuto desiderare un modo migliore per festeggiarlo. In vetta ci abbracciamo, prima cima di 6000m per tutti noi. Condividiamo il momento anche con padre Topio, spostatosi a Sajama per questa giornata. Gli occhi si riempiono di lacrime ed il cuore di gioia.

Una parola che abbiamo imparato ad usare in Bolivia è “pazienza”. Pazienza per dare tempo al nostro corpo di acclimatarsi, pazienza per recuperare e per ascoltarsi. E così il giorno successivo all’Acotango il nostro massimo sforzo sono stati pochi passi verso i Geyser e le terme naturali. In lontananza vediamo il vapore delle pozze. I vulcani sono spenti, ma sotto qualcosa ribolle ancora. Ci dobbiamo sforzare per non rimanere troppo in acqua. il corpo ringrazia e i muscoli si rilassano.
Continua in due commenti
@salewa


679
17
1 months ago

Bolivia 2 di 3
Il meteo per i giorni successivi non sembra dei migliori, quindi ci spostiamo a sud, anticipando la nostra partenza verso la cordillera occidentale, nel parco nazionale del Sajama. 7 ore di macchina ci portano nella zona dei vulcani. Montagne perfette, coni appuntiti che si stagliano verso il cielo, dominati dalla maestosità del Sajama.
Qui abbiamo due obbiettivi: Acotango 6052 e Parinacota 6350m.
Il paese in cui facciamo base è ancora più piccolo di Peñas. Sabbia per terra, un mix tra case in mattoni e costruzioni tradizionali con il tetto di paglia. Dormiremo proprio in due di queste.

Denis è il nostro autista. Ci accompagnerà ovunque, cercando di orientarsi a notte fonda tra strade segnate solo dall’assenza di cespugli e dai solchi dei pneumatici di chi è passato prima di noi. Il parcheggio dell’Acotango è a 5300m. Faccio i primi passi e ho la sensazione che non mi arrivi ossigeno, come se stessi soffocando. Tra me e me penso che non arriverò mai in cima, e che forse il mio corpo non è fatto per queste quote. E invece, piano piano, con la luce dell’alba alle nostre spalle, qualcosa cambia. I miei polmoni, o forse la mia testa, iniziano ad adattarsi. Il cielo è limpido. Parinacota, Pomerape e Sajama si illuminano uno dopo l’altro. Procediamo lentamente, con passo costante. Mi emoziono ancora prima di arrivare in cima. È anche il giorno del mio 40esimo compleanno. Non avrei potuto desiderare un modo migliore per festeggiarlo. In vetta ci abbracciamo, prima cima di 6000m per tutti noi. Condividiamo il momento anche con padre Topio, spostatosi a Sajama per questa giornata. Gli occhi si riempiono di lacrime ed il cuore di gioia.

Una parola che abbiamo imparato ad usare in Bolivia è “pazienza”. Pazienza per dare tempo al nostro corpo di acclimatarsi, pazienza per recuperare e per ascoltarsi. E così il giorno successivo all’Acotango il nostro massimo sforzo sono stati pochi passi verso i Geyser e le terme naturali. In lontananza vediamo il vapore delle pozze. I vulcani sono spenti, ma sotto qualcosa ribolle ancora. Ci dobbiamo sforzare per non rimanere troppo in acqua. il corpo ringrazia e i muscoli si rilassano.
Continua in due commenti
@salewa


679
17
1 months ago

Bolivia 2 di 3
Il meteo per i giorni successivi non sembra dei migliori, quindi ci spostiamo a sud, anticipando la nostra partenza verso la cordillera occidentale, nel parco nazionale del Sajama. 7 ore di macchina ci portano nella zona dei vulcani. Montagne perfette, coni appuntiti che si stagliano verso il cielo, dominati dalla maestosità del Sajama.
Qui abbiamo due obbiettivi: Acotango 6052 e Parinacota 6350m.
Il paese in cui facciamo base è ancora più piccolo di Peñas. Sabbia per terra, un mix tra case in mattoni e costruzioni tradizionali con il tetto di paglia. Dormiremo proprio in due di queste.

Denis è il nostro autista. Ci accompagnerà ovunque, cercando di orientarsi a notte fonda tra strade segnate solo dall’assenza di cespugli e dai solchi dei pneumatici di chi è passato prima di noi. Il parcheggio dell’Acotango è a 5300m. Faccio i primi passi e ho la sensazione che non mi arrivi ossigeno, come se stessi soffocando. Tra me e me penso che non arriverò mai in cima, e che forse il mio corpo non è fatto per queste quote. E invece, piano piano, con la luce dell’alba alle nostre spalle, qualcosa cambia. I miei polmoni, o forse la mia testa, iniziano ad adattarsi. Il cielo è limpido. Parinacota, Pomerape e Sajama si illuminano uno dopo l’altro. Procediamo lentamente, con passo costante. Mi emoziono ancora prima di arrivare in cima. È anche il giorno del mio 40esimo compleanno. Non avrei potuto desiderare un modo migliore per festeggiarlo. In vetta ci abbracciamo, prima cima di 6000m per tutti noi. Condividiamo il momento anche con padre Topio, spostatosi a Sajama per questa giornata. Gli occhi si riempiono di lacrime ed il cuore di gioia.

Una parola che abbiamo imparato ad usare in Bolivia è “pazienza”. Pazienza per dare tempo al nostro corpo di acclimatarsi, pazienza per recuperare e per ascoltarsi. E così il giorno successivo all’Acotango il nostro massimo sforzo sono stati pochi passi verso i Geyser e le terme naturali. In lontananza vediamo il vapore delle pozze. I vulcani sono spenti, ma sotto qualcosa ribolle ancora. Ci dobbiamo sforzare per non rimanere troppo in acqua. il corpo ringrazia e i muscoli si rilassano.
Continua in due commenti
@salewa


679
17
1 months ago

Bolivia 2 di 3
Il meteo per i giorni successivi non sembra dei migliori, quindi ci spostiamo a sud, anticipando la nostra partenza verso la cordillera occidentale, nel parco nazionale del Sajama. 7 ore di macchina ci portano nella zona dei vulcani. Montagne perfette, coni appuntiti che si stagliano verso il cielo, dominati dalla maestosità del Sajama.
Qui abbiamo due obbiettivi: Acotango 6052 e Parinacota 6350m.
Il paese in cui facciamo base è ancora più piccolo di Peñas. Sabbia per terra, un mix tra case in mattoni e costruzioni tradizionali con il tetto di paglia. Dormiremo proprio in due di queste.

Denis è il nostro autista. Ci accompagnerà ovunque, cercando di orientarsi a notte fonda tra strade segnate solo dall’assenza di cespugli e dai solchi dei pneumatici di chi è passato prima di noi. Il parcheggio dell’Acotango è a 5300m. Faccio i primi passi e ho la sensazione che non mi arrivi ossigeno, come se stessi soffocando. Tra me e me penso che non arriverò mai in cima, e che forse il mio corpo non è fatto per queste quote. E invece, piano piano, con la luce dell’alba alle nostre spalle, qualcosa cambia. I miei polmoni, o forse la mia testa, iniziano ad adattarsi. Il cielo è limpido. Parinacota, Pomerape e Sajama si illuminano uno dopo l’altro. Procediamo lentamente, con passo costante. Mi emoziono ancora prima di arrivare in cima. È anche il giorno del mio 40esimo compleanno. Non avrei potuto desiderare un modo migliore per festeggiarlo. In vetta ci abbracciamo, prima cima di 6000m per tutti noi. Condividiamo il momento anche con padre Topio, spostatosi a Sajama per questa giornata. Gli occhi si riempiono di lacrime ed il cuore di gioia.

Una parola che abbiamo imparato ad usare in Bolivia è “pazienza”. Pazienza per dare tempo al nostro corpo di acclimatarsi, pazienza per recuperare e per ascoltarsi. E così il giorno successivo all’Acotango il nostro massimo sforzo sono stati pochi passi verso i Geyser e le terme naturali. In lontananza vediamo il vapore delle pozze. I vulcani sono spenti, ma sotto qualcosa ribolle ancora. Ci dobbiamo sforzare per non rimanere troppo in acqua. il corpo ringrazia e i muscoli si rilassano.
Continua in due commenti
@salewa


679
17
1 months ago

Bolivia 2 di 3
Il meteo per i giorni successivi non sembra dei migliori, quindi ci spostiamo a sud, anticipando la nostra partenza verso la cordillera occidentale, nel parco nazionale del Sajama. 7 ore di macchina ci portano nella zona dei vulcani. Montagne perfette, coni appuntiti che si stagliano verso il cielo, dominati dalla maestosità del Sajama.
Qui abbiamo due obbiettivi: Acotango 6052 e Parinacota 6350m.
Il paese in cui facciamo base è ancora più piccolo di Peñas. Sabbia per terra, un mix tra case in mattoni e costruzioni tradizionali con il tetto di paglia. Dormiremo proprio in due di queste.

Denis è il nostro autista. Ci accompagnerà ovunque, cercando di orientarsi a notte fonda tra strade segnate solo dall’assenza di cespugli e dai solchi dei pneumatici di chi è passato prima di noi. Il parcheggio dell’Acotango è a 5300m. Faccio i primi passi e ho la sensazione che non mi arrivi ossigeno, come se stessi soffocando. Tra me e me penso che non arriverò mai in cima, e che forse il mio corpo non è fatto per queste quote. E invece, piano piano, con la luce dell’alba alle nostre spalle, qualcosa cambia. I miei polmoni, o forse la mia testa, iniziano ad adattarsi. Il cielo è limpido. Parinacota, Pomerape e Sajama si illuminano uno dopo l’altro. Procediamo lentamente, con passo costante. Mi emoziono ancora prima di arrivare in cima. È anche il giorno del mio 40esimo compleanno. Non avrei potuto desiderare un modo migliore per festeggiarlo. In vetta ci abbracciamo, prima cima di 6000m per tutti noi. Condividiamo il momento anche con padre Topio, spostatosi a Sajama per questa giornata. Gli occhi si riempiono di lacrime ed il cuore di gioia.

Una parola che abbiamo imparato ad usare in Bolivia è “pazienza”. Pazienza per dare tempo al nostro corpo di acclimatarsi, pazienza per recuperare e per ascoltarsi. E così il giorno successivo all’Acotango il nostro massimo sforzo sono stati pochi passi verso i Geyser e le terme naturali. In lontananza vediamo il vapore delle pozze. I vulcani sono spenti, ma sotto qualcosa ribolle ancora. Ci dobbiamo sforzare per non rimanere troppo in acqua. il corpo ringrazia e i muscoli si rilassano.
Continua in due commenti
@salewa


679
17
1 months ago

Bolivia 2 di 3
Il meteo per i giorni successivi non sembra dei migliori, quindi ci spostiamo a sud, anticipando la nostra partenza verso la cordillera occidentale, nel parco nazionale del Sajama. 7 ore di macchina ci portano nella zona dei vulcani. Montagne perfette, coni appuntiti che si stagliano verso il cielo, dominati dalla maestosità del Sajama.
Qui abbiamo due obbiettivi: Acotango 6052 e Parinacota 6350m.
Il paese in cui facciamo base è ancora più piccolo di Peñas. Sabbia per terra, un mix tra case in mattoni e costruzioni tradizionali con il tetto di paglia. Dormiremo proprio in due di queste.

Denis è il nostro autista. Ci accompagnerà ovunque, cercando di orientarsi a notte fonda tra strade segnate solo dall’assenza di cespugli e dai solchi dei pneumatici di chi è passato prima di noi. Il parcheggio dell’Acotango è a 5300m. Faccio i primi passi e ho la sensazione che non mi arrivi ossigeno, come se stessi soffocando. Tra me e me penso che non arriverò mai in cima, e che forse il mio corpo non è fatto per queste quote. E invece, piano piano, con la luce dell’alba alle nostre spalle, qualcosa cambia. I miei polmoni, o forse la mia testa, iniziano ad adattarsi. Il cielo è limpido. Parinacota, Pomerape e Sajama si illuminano uno dopo l’altro. Procediamo lentamente, con passo costante. Mi emoziono ancora prima di arrivare in cima. È anche il giorno del mio 40esimo compleanno. Non avrei potuto desiderare un modo migliore per festeggiarlo. In vetta ci abbracciamo, prima cima di 6000m per tutti noi. Condividiamo il momento anche con padre Topio, spostatosi a Sajama per questa giornata. Gli occhi si riempiono di lacrime ed il cuore di gioia.

Una parola che abbiamo imparato ad usare in Bolivia è “pazienza”. Pazienza per dare tempo al nostro corpo di acclimatarsi, pazienza per recuperare e per ascoltarsi. E così il giorno successivo all’Acotango il nostro massimo sforzo sono stati pochi passi verso i Geyser e le terme naturali. In lontananza vediamo il vapore delle pozze. I vulcani sono spenti, ma sotto qualcosa ribolle ancora. Ci dobbiamo sforzare per non rimanere troppo in acqua. il corpo ringrazia e i muscoli si rilassano.
Continua in due commenti
@salewa


679
17
1 months ago

Bolivia 2 di 3
Il meteo per i giorni successivi non sembra dei migliori, quindi ci spostiamo a sud, anticipando la nostra partenza verso la cordillera occidentale, nel parco nazionale del Sajama. 7 ore di macchina ci portano nella zona dei vulcani. Montagne perfette, coni appuntiti che si stagliano verso il cielo, dominati dalla maestosità del Sajama.
Qui abbiamo due obbiettivi: Acotango 6052 e Parinacota 6350m.
Il paese in cui facciamo base è ancora più piccolo di Peñas. Sabbia per terra, un mix tra case in mattoni e costruzioni tradizionali con il tetto di paglia. Dormiremo proprio in due di queste.

Denis è il nostro autista. Ci accompagnerà ovunque, cercando di orientarsi a notte fonda tra strade segnate solo dall’assenza di cespugli e dai solchi dei pneumatici di chi è passato prima di noi. Il parcheggio dell’Acotango è a 5300m. Faccio i primi passi e ho la sensazione che non mi arrivi ossigeno, come se stessi soffocando. Tra me e me penso che non arriverò mai in cima, e che forse il mio corpo non è fatto per queste quote. E invece, piano piano, con la luce dell’alba alle nostre spalle, qualcosa cambia. I miei polmoni, o forse la mia testa, iniziano ad adattarsi. Il cielo è limpido. Parinacota, Pomerape e Sajama si illuminano uno dopo l’altro. Procediamo lentamente, con passo costante. Mi emoziono ancora prima di arrivare in cima. È anche il giorno del mio 40esimo compleanno. Non avrei potuto desiderare un modo migliore per festeggiarlo. In vetta ci abbracciamo, prima cima di 6000m per tutti noi. Condividiamo il momento anche con padre Topio, spostatosi a Sajama per questa giornata. Gli occhi si riempiono di lacrime ed il cuore di gioia.

Una parola che abbiamo imparato ad usare in Bolivia è “pazienza”. Pazienza per dare tempo al nostro corpo di acclimatarsi, pazienza per recuperare e per ascoltarsi. E così il giorno successivo all’Acotango il nostro massimo sforzo sono stati pochi passi verso i Geyser e le terme naturali. In lontananza vediamo il vapore delle pozze. I vulcani sono spenti, ma sotto qualcosa ribolle ancora. Ci dobbiamo sforzare per non rimanere troppo in acqua. il corpo ringrazia e i muscoli si rilassano.
Continua in due commenti
@salewa


679
17
1 months ago

Bolivia 2 di 3
Il meteo per i giorni successivi non sembra dei migliori, quindi ci spostiamo a sud, anticipando la nostra partenza verso la cordillera occidentale, nel parco nazionale del Sajama. 7 ore di macchina ci portano nella zona dei vulcani. Montagne perfette, coni appuntiti che si stagliano verso il cielo, dominati dalla maestosità del Sajama.
Qui abbiamo due obbiettivi: Acotango 6052 e Parinacota 6350m.
Il paese in cui facciamo base è ancora più piccolo di Peñas. Sabbia per terra, un mix tra case in mattoni e costruzioni tradizionali con il tetto di paglia. Dormiremo proprio in due di queste.

Denis è il nostro autista. Ci accompagnerà ovunque, cercando di orientarsi a notte fonda tra strade segnate solo dall’assenza di cespugli e dai solchi dei pneumatici di chi è passato prima di noi. Il parcheggio dell’Acotango è a 5300m. Faccio i primi passi e ho la sensazione che non mi arrivi ossigeno, come se stessi soffocando. Tra me e me penso che non arriverò mai in cima, e che forse il mio corpo non è fatto per queste quote. E invece, piano piano, con la luce dell’alba alle nostre spalle, qualcosa cambia. I miei polmoni, o forse la mia testa, iniziano ad adattarsi. Il cielo è limpido. Parinacota, Pomerape e Sajama si illuminano uno dopo l’altro. Procediamo lentamente, con passo costante. Mi emoziono ancora prima di arrivare in cima. È anche il giorno del mio 40esimo compleanno. Non avrei potuto desiderare un modo migliore per festeggiarlo. In vetta ci abbracciamo, prima cima di 6000m per tutti noi. Condividiamo il momento anche con padre Topio, spostatosi a Sajama per questa giornata. Gli occhi si riempiono di lacrime ed il cuore di gioia.

Una parola che abbiamo imparato ad usare in Bolivia è “pazienza”. Pazienza per dare tempo al nostro corpo di acclimatarsi, pazienza per recuperare e per ascoltarsi. E così il giorno successivo all’Acotango il nostro massimo sforzo sono stati pochi passi verso i Geyser e le terme naturali. In lontananza vediamo il vapore delle pozze. I vulcani sono spenti, ma sotto qualcosa ribolle ancora. Ci dobbiamo sforzare per non rimanere troppo in acqua. il corpo ringrazia e i muscoli si rilassano.
Continua in due commenti
@salewa


679
17
1 months ago

Bolivia 2 di 3
Il meteo per i giorni successivi non sembra dei migliori, quindi ci spostiamo a sud, anticipando la nostra partenza verso la cordillera occidentale, nel parco nazionale del Sajama. 7 ore di macchina ci portano nella zona dei vulcani. Montagne perfette, coni appuntiti che si stagliano verso il cielo, dominati dalla maestosità del Sajama.
Qui abbiamo due obbiettivi: Acotango 6052 e Parinacota 6350m.
Il paese in cui facciamo base è ancora più piccolo di Peñas. Sabbia per terra, un mix tra case in mattoni e costruzioni tradizionali con il tetto di paglia. Dormiremo proprio in due di queste.

Denis è il nostro autista. Ci accompagnerà ovunque, cercando di orientarsi a notte fonda tra strade segnate solo dall’assenza di cespugli e dai solchi dei pneumatici di chi è passato prima di noi. Il parcheggio dell’Acotango è a 5300m. Faccio i primi passi e ho la sensazione che non mi arrivi ossigeno, come se stessi soffocando. Tra me e me penso che non arriverò mai in cima, e che forse il mio corpo non è fatto per queste quote. E invece, piano piano, con la luce dell’alba alle nostre spalle, qualcosa cambia. I miei polmoni, o forse la mia testa, iniziano ad adattarsi. Il cielo è limpido. Parinacota, Pomerape e Sajama si illuminano uno dopo l’altro. Procediamo lentamente, con passo costante. Mi emoziono ancora prima di arrivare in cima. È anche il giorno del mio 40esimo compleanno. Non avrei potuto desiderare un modo migliore per festeggiarlo. In vetta ci abbracciamo, prima cima di 6000m per tutti noi. Condividiamo il momento anche con padre Topio, spostatosi a Sajama per questa giornata. Gli occhi si riempiono di lacrime ed il cuore di gioia.

Una parola che abbiamo imparato ad usare in Bolivia è “pazienza”. Pazienza per dare tempo al nostro corpo di acclimatarsi, pazienza per recuperare e per ascoltarsi. E così il giorno successivo all’Acotango il nostro massimo sforzo sono stati pochi passi verso i Geyser e le terme naturali. In lontananza vediamo il vapore delle pozze. I vulcani sono spenti, ma sotto qualcosa ribolle ancora. Ci dobbiamo sforzare per non rimanere troppo in acqua. il corpo ringrazia e i muscoli si rilassano.
Continua in due commenti
@salewa


679
17
1 months ago

Bolivia 2 di 3
Il meteo per i giorni successivi non sembra dei migliori, quindi ci spostiamo a sud, anticipando la nostra partenza verso la cordillera occidentale, nel parco nazionale del Sajama. 7 ore di macchina ci portano nella zona dei vulcani. Montagne perfette, coni appuntiti che si stagliano verso il cielo, dominati dalla maestosità del Sajama.
Qui abbiamo due obbiettivi: Acotango 6052 e Parinacota 6350m.
Il paese in cui facciamo base è ancora più piccolo di Peñas. Sabbia per terra, un mix tra case in mattoni e costruzioni tradizionali con il tetto di paglia. Dormiremo proprio in due di queste.

Denis è il nostro autista. Ci accompagnerà ovunque, cercando di orientarsi a notte fonda tra strade segnate solo dall’assenza di cespugli e dai solchi dei pneumatici di chi è passato prima di noi. Il parcheggio dell’Acotango è a 5300m. Faccio i primi passi e ho la sensazione che non mi arrivi ossigeno, come se stessi soffocando. Tra me e me penso che non arriverò mai in cima, e che forse il mio corpo non è fatto per queste quote. E invece, piano piano, con la luce dell’alba alle nostre spalle, qualcosa cambia. I miei polmoni, o forse la mia testa, iniziano ad adattarsi. Il cielo è limpido. Parinacota, Pomerape e Sajama si illuminano uno dopo l’altro. Procediamo lentamente, con passo costante. Mi emoziono ancora prima di arrivare in cima. È anche il giorno del mio 40esimo compleanno. Non avrei potuto desiderare un modo migliore per festeggiarlo. In vetta ci abbracciamo, prima cima di 6000m per tutti noi. Condividiamo il momento anche con padre Topio, spostatosi a Sajama per questa giornata. Gli occhi si riempiono di lacrime ed il cuore di gioia.

Una parola che abbiamo imparato ad usare in Bolivia è “pazienza”. Pazienza per dare tempo al nostro corpo di acclimatarsi, pazienza per recuperare e per ascoltarsi. E così il giorno successivo all’Acotango il nostro massimo sforzo sono stati pochi passi verso i Geyser e le terme naturali. In lontananza vediamo il vapore delle pozze. I vulcani sono spenti, ma sotto qualcosa ribolle ancora. Ci dobbiamo sforzare per non rimanere troppo in acqua. il corpo ringrazia e i muscoli si rilassano.
Continua in due commenti
@salewa


679
17
1 months ago

Bolivia 2 di 3
Il meteo per i giorni successivi non sembra dei migliori, quindi ci spostiamo a sud, anticipando la nostra partenza verso la cordillera occidentale, nel parco nazionale del Sajama. 7 ore di macchina ci portano nella zona dei vulcani. Montagne perfette, coni appuntiti che si stagliano verso il cielo, dominati dalla maestosità del Sajama.
Qui abbiamo due obbiettivi: Acotango 6052 e Parinacota 6350m.
Il paese in cui facciamo base è ancora più piccolo di Peñas. Sabbia per terra, un mix tra case in mattoni e costruzioni tradizionali con il tetto di paglia. Dormiremo proprio in due di queste.

Denis è il nostro autista. Ci accompagnerà ovunque, cercando di orientarsi a notte fonda tra strade segnate solo dall’assenza di cespugli e dai solchi dei pneumatici di chi è passato prima di noi. Il parcheggio dell’Acotango è a 5300m. Faccio i primi passi e ho la sensazione che non mi arrivi ossigeno, come se stessi soffocando. Tra me e me penso che non arriverò mai in cima, e che forse il mio corpo non è fatto per queste quote. E invece, piano piano, con la luce dell’alba alle nostre spalle, qualcosa cambia. I miei polmoni, o forse la mia testa, iniziano ad adattarsi. Il cielo è limpido. Parinacota, Pomerape e Sajama si illuminano uno dopo l’altro. Procediamo lentamente, con passo costante. Mi emoziono ancora prima di arrivare in cima. È anche il giorno del mio 40esimo compleanno. Non avrei potuto desiderare un modo migliore per festeggiarlo. In vetta ci abbracciamo, prima cima di 6000m per tutti noi. Condividiamo il momento anche con padre Topio, spostatosi a Sajama per questa giornata. Gli occhi si riempiono di lacrime ed il cuore di gioia.

Una parola che abbiamo imparato ad usare in Bolivia è “pazienza”. Pazienza per dare tempo al nostro corpo di acclimatarsi, pazienza per recuperare e per ascoltarsi. E così il giorno successivo all’Acotango il nostro massimo sforzo sono stati pochi passi verso i Geyser e le terme naturali. In lontananza vediamo il vapore delle pozze. I vulcani sono spenti, ma sotto qualcosa ribolle ancora. Ci dobbiamo sforzare per non rimanere troppo in acqua. il corpo ringrazia e i muscoli si rilassano.
Continua in due commenti
@salewa


679
17
1 months ago

Bolivia 2 di 3
Il meteo per i giorni successivi non sembra dei migliori, quindi ci spostiamo a sud, anticipando la nostra partenza verso la cordillera occidentale, nel parco nazionale del Sajama. 7 ore di macchina ci portano nella zona dei vulcani. Montagne perfette, coni appuntiti che si stagliano verso il cielo, dominati dalla maestosità del Sajama.
Qui abbiamo due obbiettivi: Acotango 6052 e Parinacota 6350m.
Il paese in cui facciamo base è ancora più piccolo di Peñas. Sabbia per terra, un mix tra case in mattoni e costruzioni tradizionali con il tetto di paglia. Dormiremo proprio in due di queste.

Denis è il nostro autista. Ci accompagnerà ovunque, cercando di orientarsi a notte fonda tra strade segnate solo dall’assenza di cespugli e dai solchi dei pneumatici di chi è passato prima di noi. Il parcheggio dell’Acotango è a 5300m. Faccio i primi passi e ho la sensazione che non mi arrivi ossigeno, come se stessi soffocando. Tra me e me penso che non arriverò mai in cima, e che forse il mio corpo non è fatto per queste quote. E invece, piano piano, con la luce dell’alba alle nostre spalle, qualcosa cambia. I miei polmoni, o forse la mia testa, iniziano ad adattarsi. Il cielo è limpido. Parinacota, Pomerape e Sajama si illuminano uno dopo l’altro. Procediamo lentamente, con passo costante. Mi emoziono ancora prima di arrivare in cima. È anche il giorno del mio 40esimo compleanno. Non avrei potuto desiderare un modo migliore per festeggiarlo. In vetta ci abbracciamo, prima cima di 6000m per tutti noi. Condividiamo il momento anche con padre Topio, spostatosi a Sajama per questa giornata. Gli occhi si riempiono di lacrime ed il cuore di gioia.

Una parola che abbiamo imparato ad usare in Bolivia è “pazienza”. Pazienza per dare tempo al nostro corpo di acclimatarsi, pazienza per recuperare e per ascoltarsi. E così il giorno successivo all’Acotango il nostro massimo sforzo sono stati pochi passi verso i Geyser e le terme naturali. In lontananza vediamo il vapore delle pozze. I vulcani sono spenti, ma sotto qualcosa ribolle ancora. Ci dobbiamo sforzare per non rimanere troppo in acqua. il corpo ringrazia e i muscoli si rilassano.
Continua in due commenti
@salewa


679
17
1 months ago

Bolivia 1 di 3 🇧🇴

Sono sempre stata attratta dall’america latina. Dal quel caos felice, dai colori e dai sapori. Da quella lingua per me così affascinante che è lo spagnolo. La mia mente ha sempre associato questi luoghi a viaggi in paesi caldi o tropicali.
E invece eccoci qui, a preparare la sacca degli sci con destinazione La Paz, in Bolivia.
Già solo prenotarla è stata un’avventura. Se è quasi scontato quando si vola verso i paesi nordici, altrettanto non si può dire per alcune compagnie aeree latinoamericane.

Arrivare in Bolivia è stato un lungo processo: da un’idea iniziale troppo ambiziosa come prima esperienza in alta quota, a una ricerca di luoghi selvaggi, esotici, dove sciare. Ore ed ore di ricerche on line, finché Marco trova il sito di una guida che era stata in Bolivia una decina di anni fa. Da li nasce una catena di contatti: sente Padre Topio, poi Miriam, ragazza piemontese, ormai residente in Bolivia, che gestisce un agenzia di viaggi tra La Paz e Peñas. Sarà lei ad aiutarci a organizzare tutta la logistica. E meno male, perché se pensate che guidare nelle grandi città del sud America possa essere caotico, non avete ancora visto nulla se non avete attraversato almeno una volta El Alto.

Per Marco è la prima volta in sud America. Per me, invece, è la prima volta sopra i 4500m. Già prima della partenza siamo travolti da un mix di curiosità e domande. Come reagirà il nostro corpo? Che condizioni troveremo? Come saranno queste montagne? E, domanda fondamentale, ce la faranno i nostri sci ad arrivare a destinazione?

..Continua in due commenti ⬇️
@salewa


4K
36
1 months ago

Bolivia 1 di 3 🇧🇴

Sono sempre stata attratta dall’america latina. Dal quel caos felice, dai colori e dai sapori. Da quella lingua per me così affascinante che è lo spagnolo. La mia mente ha sempre associato questi luoghi a viaggi in paesi caldi o tropicali.
E invece eccoci qui, a preparare la sacca degli sci con destinazione La Paz, in Bolivia.
Già solo prenotarla è stata un’avventura. Se è quasi scontato quando si vola verso i paesi nordici, altrettanto non si può dire per alcune compagnie aeree latinoamericane.

Arrivare in Bolivia è stato un lungo processo: da un’idea iniziale troppo ambiziosa come prima esperienza in alta quota, a una ricerca di luoghi selvaggi, esotici, dove sciare. Ore ed ore di ricerche on line, finché Marco trova il sito di una guida che era stata in Bolivia una decina di anni fa. Da li nasce una catena di contatti: sente Padre Topio, poi Miriam, ragazza piemontese, ormai residente in Bolivia, che gestisce un agenzia di viaggi tra La Paz e Peñas. Sarà lei ad aiutarci a organizzare tutta la logistica. E meno male, perché se pensate che guidare nelle grandi città del sud America possa essere caotico, non avete ancora visto nulla se non avete attraversato almeno una volta El Alto.

Per Marco è la prima volta in sud America. Per me, invece, è la prima volta sopra i 4500m. Già prima della partenza siamo travolti da un mix di curiosità e domande. Come reagirà il nostro corpo? Che condizioni troveremo? Come saranno queste montagne? E, domanda fondamentale, ce la faranno i nostri sci ad arrivare a destinazione?

..Continua in due commenti ⬇️
@salewa


4K
36
1 months ago

Bolivia 1 di 3 🇧🇴

Sono sempre stata attratta dall’america latina. Dal quel caos felice, dai colori e dai sapori. Da quella lingua per me così affascinante che è lo spagnolo. La mia mente ha sempre associato questi luoghi a viaggi in paesi caldi o tropicali.
E invece eccoci qui, a preparare la sacca degli sci con destinazione La Paz, in Bolivia.
Già solo prenotarla è stata un’avventura. Se è quasi scontato quando si vola verso i paesi nordici, altrettanto non si può dire per alcune compagnie aeree latinoamericane.

Arrivare in Bolivia è stato un lungo processo: da un’idea iniziale troppo ambiziosa come prima esperienza in alta quota, a una ricerca di luoghi selvaggi, esotici, dove sciare. Ore ed ore di ricerche on line, finché Marco trova il sito di una guida che era stata in Bolivia una decina di anni fa. Da li nasce una catena di contatti: sente Padre Topio, poi Miriam, ragazza piemontese, ormai residente in Bolivia, che gestisce un agenzia di viaggi tra La Paz e Peñas. Sarà lei ad aiutarci a organizzare tutta la logistica. E meno male, perché se pensate che guidare nelle grandi città del sud America possa essere caotico, non avete ancora visto nulla se non avete attraversato almeno una volta El Alto.

Per Marco è la prima volta in sud America. Per me, invece, è la prima volta sopra i 4500m. Già prima della partenza siamo travolti da un mix di curiosità e domande. Come reagirà il nostro corpo? Che condizioni troveremo? Come saranno queste montagne? E, domanda fondamentale, ce la faranno i nostri sci ad arrivare a destinazione?

..Continua in due commenti ⬇️
@salewa


4K
36
1 months ago

Bolivia 1 di 3 🇧🇴

Sono sempre stata attratta dall’america latina. Dal quel caos felice, dai colori e dai sapori. Da quella lingua per me così affascinante che è lo spagnolo. La mia mente ha sempre associato questi luoghi a viaggi in paesi caldi o tropicali.
E invece eccoci qui, a preparare la sacca degli sci con destinazione La Paz, in Bolivia.
Già solo prenotarla è stata un’avventura. Se è quasi scontato quando si vola verso i paesi nordici, altrettanto non si può dire per alcune compagnie aeree latinoamericane.

Arrivare in Bolivia è stato un lungo processo: da un’idea iniziale troppo ambiziosa come prima esperienza in alta quota, a una ricerca di luoghi selvaggi, esotici, dove sciare. Ore ed ore di ricerche on line, finché Marco trova il sito di una guida che era stata in Bolivia una decina di anni fa. Da li nasce una catena di contatti: sente Padre Topio, poi Miriam, ragazza piemontese, ormai residente in Bolivia, che gestisce un agenzia di viaggi tra La Paz e Peñas. Sarà lei ad aiutarci a organizzare tutta la logistica. E meno male, perché se pensate che guidare nelle grandi città del sud America possa essere caotico, non avete ancora visto nulla se non avete attraversato almeno una volta El Alto.

Per Marco è la prima volta in sud America. Per me, invece, è la prima volta sopra i 4500m. Già prima della partenza siamo travolti da un mix di curiosità e domande. Come reagirà il nostro corpo? Che condizioni troveremo? Come saranno queste montagne? E, domanda fondamentale, ce la faranno i nostri sci ad arrivare a destinazione?

..Continua in due commenti ⬇️
@salewa


4K
36
1 months ago

Bolivia 1 di 3 🇧🇴

Sono sempre stata attratta dall’america latina. Dal quel caos felice, dai colori e dai sapori. Da quella lingua per me così affascinante che è lo spagnolo. La mia mente ha sempre associato questi luoghi a viaggi in paesi caldi o tropicali.
E invece eccoci qui, a preparare la sacca degli sci con destinazione La Paz, in Bolivia.
Già solo prenotarla è stata un’avventura. Se è quasi scontato quando si vola verso i paesi nordici, altrettanto non si può dire per alcune compagnie aeree latinoamericane.

Arrivare in Bolivia è stato un lungo processo: da un’idea iniziale troppo ambiziosa come prima esperienza in alta quota, a una ricerca di luoghi selvaggi, esotici, dove sciare. Ore ed ore di ricerche on line, finché Marco trova il sito di una guida che era stata in Bolivia una decina di anni fa. Da li nasce una catena di contatti: sente Padre Topio, poi Miriam, ragazza piemontese, ormai residente in Bolivia, che gestisce un agenzia di viaggi tra La Paz e Peñas. Sarà lei ad aiutarci a organizzare tutta la logistica. E meno male, perché se pensate che guidare nelle grandi città del sud America possa essere caotico, non avete ancora visto nulla se non avete attraversato almeno una volta El Alto.

Per Marco è la prima volta in sud America. Per me, invece, è la prima volta sopra i 4500m. Già prima della partenza siamo travolti da un mix di curiosità e domande. Come reagirà il nostro corpo? Che condizioni troveremo? Come saranno queste montagne? E, domanda fondamentale, ce la faranno i nostri sci ad arrivare a destinazione?

..Continua in due commenti ⬇️
@salewa


4K
36
1 months ago

Bolivia 1 di 3 🇧🇴

Sono sempre stata attratta dall’america latina. Dal quel caos felice, dai colori e dai sapori. Da quella lingua per me così affascinante che è lo spagnolo. La mia mente ha sempre associato questi luoghi a viaggi in paesi caldi o tropicali.
E invece eccoci qui, a preparare la sacca degli sci con destinazione La Paz, in Bolivia.
Già solo prenotarla è stata un’avventura. Se è quasi scontato quando si vola verso i paesi nordici, altrettanto non si può dire per alcune compagnie aeree latinoamericane.

Arrivare in Bolivia è stato un lungo processo: da un’idea iniziale troppo ambiziosa come prima esperienza in alta quota, a una ricerca di luoghi selvaggi, esotici, dove sciare. Ore ed ore di ricerche on line, finché Marco trova il sito di una guida che era stata in Bolivia una decina di anni fa. Da li nasce una catena di contatti: sente Padre Topio, poi Miriam, ragazza piemontese, ormai residente in Bolivia, che gestisce un agenzia di viaggi tra La Paz e Peñas. Sarà lei ad aiutarci a organizzare tutta la logistica. E meno male, perché se pensate che guidare nelle grandi città del sud America possa essere caotico, non avete ancora visto nulla se non avete attraversato almeno una volta El Alto.

Per Marco è la prima volta in sud America. Per me, invece, è la prima volta sopra i 4500m. Già prima della partenza siamo travolti da un mix di curiosità e domande. Come reagirà il nostro corpo? Che condizioni troveremo? Come saranno queste montagne? E, domanda fondamentale, ce la faranno i nostri sci ad arrivare a destinazione?

..Continua in due commenti ⬇️
@salewa


4K
36
1 months ago

Bolivia 1 di 3 🇧🇴

Sono sempre stata attratta dall’america latina. Dal quel caos felice, dai colori e dai sapori. Da quella lingua per me così affascinante che è lo spagnolo. La mia mente ha sempre associato questi luoghi a viaggi in paesi caldi o tropicali.
E invece eccoci qui, a preparare la sacca degli sci con destinazione La Paz, in Bolivia.
Già solo prenotarla è stata un’avventura. Se è quasi scontato quando si vola verso i paesi nordici, altrettanto non si può dire per alcune compagnie aeree latinoamericane.

Arrivare in Bolivia è stato un lungo processo: da un’idea iniziale troppo ambiziosa come prima esperienza in alta quota, a una ricerca di luoghi selvaggi, esotici, dove sciare. Ore ed ore di ricerche on line, finché Marco trova il sito di una guida che era stata in Bolivia una decina di anni fa. Da li nasce una catena di contatti: sente Padre Topio, poi Miriam, ragazza piemontese, ormai residente in Bolivia, che gestisce un agenzia di viaggi tra La Paz e Peñas. Sarà lei ad aiutarci a organizzare tutta la logistica. E meno male, perché se pensate che guidare nelle grandi città del sud America possa essere caotico, non avete ancora visto nulla se non avete attraversato almeno una volta El Alto.

Per Marco è la prima volta in sud America. Per me, invece, è la prima volta sopra i 4500m. Già prima della partenza siamo travolti da un mix di curiosità e domande. Come reagirà il nostro corpo? Che condizioni troveremo? Come saranno queste montagne? E, domanda fondamentale, ce la faranno i nostri sci ad arrivare a destinazione?

..Continua in due commenti ⬇️
@salewa


4K
36
1 months ago

Bolivia 1 di 3 🇧🇴

Sono sempre stata attratta dall’america latina. Dal quel caos felice, dai colori e dai sapori. Da quella lingua per me così affascinante che è lo spagnolo. La mia mente ha sempre associato questi luoghi a viaggi in paesi caldi o tropicali.
E invece eccoci qui, a preparare la sacca degli sci con destinazione La Paz, in Bolivia.
Già solo prenotarla è stata un’avventura. Se è quasi scontato quando si vola verso i paesi nordici, altrettanto non si può dire per alcune compagnie aeree latinoamericane.

Arrivare in Bolivia è stato un lungo processo: da un’idea iniziale troppo ambiziosa come prima esperienza in alta quota, a una ricerca di luoghi selvaggi, esotici, dove sciare. Ore ed ore di ricerche on line, finché Marco trova il sito di una guida che era stata in Bolivia una decina di anni fa. Da li nasce una catena di contatti: sente Padre Topio, poi Miriam, ragazza piemontese, ormai residente in Bolivia, che gestisce un agenzia di viaggi tra La Paz e Peñas. Sarà lei ad aiutarci a organizzare tutta la logistica. E meno male, perché se pensate che guidare nelle grandi città del sud America possa essere caotico, non avete ancora visto nulla se non avete attraversato almeno una volta El Alto.

Per Marco è la prima volta in sud America. Per me, invece, è la prima volta sopra i 4500m. Già prima della partenza siamo travolti da un mix di curiosità e domande. Come reagirà il nostro corpo? Che condizioni troveremo? Come saranno queste montagne? E, domanda fondamentale, ce la faranno i nostri sci ad arrivare a destinazione?

..Continua in due commenti ⬇️
@salewa


4K
36
1 months ago

Bolivia 1 di 3 🇧🇴

Sono sempre stata attratta dall’america latina. Dal quel caos felice, dai colori e dai sapori. Da quella lingua per me così affascinante che è lo spagnolo. La mia mente ha sempre associato questi luoghi a viaggi in paesi caldi o tropicali.
E invece eccoci qui, a preparare la sacca degli sci con destinazione La Paz, in Bolivia.
Già solo prenotarla è stata un’avventura. Se è quasi scontato quando si vola verso i paesi nordici, altrettanto non si può dire per alcune compagnie aeree latinoamericane.

Arrivare in Bolivia è stato un lungo processo: da un’idea iniziale troppo ambiziosa come prima esperienza in alta quota, a una ricerca di luoghi selvaggi, esotici, dove sciare. Ore ed ore di ricerche on line, finché Marco trova il sito di una guida che era stata in Bolivia una decina di anni fa. Da li nasce una catena di contatti: sente Padre Topio, poi Miriam, ragazza piemontese, ormai residente in Bolivia, che gestisce un agenzia di viaggi tra La Paz e Peñas. Sarà lei ad aiutarci a organizzare tutta la logistica. E meno male, perché se pensate che guidare nelle grandi città del sud America possa essere caotico, non avete ancora visto nulla se non avete attraversato almeno una volta El Alto.

Per Marco è la prima volta in sud America. Per me, invece, è la prima volta sopra i 4500m. Già prima della partenza siamo travolti da un mix di curiosità e domande. Come reagirà il nostro corpo? Che condizioni troveremo? Come saranno queste montagne? E, domanda fondamentale, ce la faranno i nostri sci ad arrivare a destinazione?

..Continua in due commenti ⬇️
@salewa


4K
36
1 months ago

Bolivia 1 di 3 🇧🇴

Sono sempre stata attratta dall’america latina. Dal quel caos felice, dai colori e dai sapori. Da quella lingua per me così affascinante che è lo spagnolo. La mia mente ha sempre associato questi luoghi a viaggi in paesi caldi o tropicali.
E invece eccoci qui, a preparare la sacca degli sci con destinazione La Paz, in Bolivia.
Già solo prenotarla è stata un’avventura. Se è quasi scontato quando si vola verso i paesi nordici, altrettanto non si può dire per alcune compagnie aeree latinoamericane.

Arrivare in Bolivia è stato un lungo processo: da un’idea iniziale troppo ambiziosa come prima esperienza in alta quota, a una ricerca di luoghi selvaggi, esotici, dove sciare. Ore ed ore di ricerche on line, finché Marco trova il sito di una guida che era stata in Bolivia una decina di anni fa. Da li nasce una catena di contatti: sente Padre Topio, poi Miriam, ragazza piemontese, ormai residente in Bolivia, che gestisce un agenzia di viaggi tra La Paz e Peñas. Sarà lei ad aiutarci a organizzare tutta la logistica. E meno male, perché se pensate che guidare nelle grandi città del sud America possa essere caotico, non avete ancora visto nulla se non avete attraversato almeno una volta El Alto.

Per Marco è la prima volta in sud America. Per me, invece, è la prima volta sopra i 4500m. Già prima della partenza siamo travolti da un mix di curiosità e domande. Come reagirà il nostro corpo? Che condizioni troveremo? Come saranno queste montagne? E, domanda fondamentale, ce la faranno i nostri sci ad arrivare a destinazione?

..Continua in due commenti ⬇️
@salewa


4K
36
1 months ago

Bolivia 1 di 3 🇧🇴

Sono sempre stata attratta dall’america latina. Dal quel caos felice, dai colori e dai sapori. Da quella lingua per me così affascinante che è lo spagnolo. La mia mente ha sempre associato questi luoghi a viaggi in paesi caldi o tropicali.
E invece eccoci qui, a preparare la sacca degli sci con destinazione La Paz, in Bolivia.
Già solo prenotarla è stata un’avventura. Se è quasi scontato quando si vola verso i paesi nordici, altrettanto non si può dire per alcune compagnie aeree latinoamericane.

Arrivare in Bolivia è stato un lungo processo: da un’idea iniziale troppo ambiziosa come prima esperienza in alta quota, a una ricerca di luoghi selvaggi, esotici, dove sciare. Ore ed ore di ricerche on line, finché Marco trova il sito di una guida che era stata in Bolivia una decina di anni fa. Da li nasce una catena di contatti: sente Padre Topio, poi Miriam, ragazza piemontese, ormai residente in Bolivia, che gestisce un agenzia di viaggi tra La Paz e Peñas. Sarà lei ad aiutarci a organizzare tutta la logistica. E meno male, perché se pensate che guidare nelle grandi città del sud America possa essere caotico, non avete ancora visto nulla se non avete attraversato almeno una volta El Alto.

Per Marco è la prima volta in sud America. Per me, invece, è la prima volta sopra i 4500m. Già prima della partenza siamo travolti da un mix di curiosità e domande. Come reagirà il nostro corpo? Che condizioni troveremo? Come saranno queste montagne? E, domanda fondamentale, ce la faranno i nostri sci ad arrivare a destinazione?

..Continua in due commenti ⬇️
@salewa


4K
36
1 months ago

Bolivia 1 di 3 🇧🇴

Sono sempre stata attratta dall’america latina. Dal quel caos felice, dai colori e dai sapori. Da quella lingua per me così affascinante che è lo spagnolo. La mia mente ha sempre associato questi luoghi a viaggi in paesi caldi o tropicali.
E invece eccoci qui, a preparare la sacca degli sci con destinazione La Paz, in Bolivia.
Già solo prenotarla è stata un’avventura. Se è quasi scontato quando si vola verso i paesi nordici, altrettanto non si può dire per alcune compagnie aeree latinoamericane.

Arrivare in Bolivia è stato un lungo processo: da un’idea iniziale troppo ambiziosa come prima esperienza in alta quota, a una ricerca di luoghi selvaggi, esotici, dove sciare. Ore ed ore di ricerche on line, finché Marco trova il sito di una guida che era stata in Bolivia una decina di anni fa. Da li nasce una catena di contatti: sente Padre Topio, poi Miriam, ragazza piemontese, ormai residente in Bolivia, che gestisce un agenzia di viaggi tra La Paz e Peñas. Sarà lei ad aiutarci a organizzare tutta la logistica. E meno male, perché se pensate che guidare nelle grandi città del sud America possa essere caotico, non avete ancora visto nulla se non avete attraversato almeno una volta El Alto.

Per Marco è la prima volta in sud America. Per me, invece, è la prima volta sopra i 4500m. Già prima della partenza siamo travolti da un mix di curiosità e domande. Come reagirà il nostro corpo? Che condizioni troveremo? Come saranno queste montagne? E, domanda fondamentale, ce la faranno i nostri sci ad arrivare a destinazione?

..Continua in due commenti ⬇️
@salewa


4K
36
1 months ago

Bolivia 1 di 3 🇧🇴

Sono sempre stata attratta dall’america latina. Dal quel caos felice, dai colori e dai sapori. Da quella lingua per me così affascinante che è lo spagnolo. La mia mente ha sempre associato questi luoghi a viaggi in paesi caldi o tropicali.
E invece eccoci qui, a preparare la sacca degli sci con destinazione La Paz, in Bolivia.
Già solo prenotarla è stata un’avventura. Se è quasi scontato quando si vola verso i paesi nordici, altrettanto non si può dire per alcune compagnie aeree latinoamericane.

Arrivare in Bolivia è stato un lungo processo: da un’idea iniziale troppo ambiziosa come prima esperienza in alta quota, a una ricerca di luoghi selvaggi, esotici, dove sciare. Ore ed ore di ricerche on line, finché Marco trova il sito di una guida che era stata in Bolivia una decina di anni fa. Da li nasce una catena di contatti: sente Padre Topio, poi Miriam, ragazza piemontese, ormai residente in Bolivia, che gestisce un agenzia di viaggi tra La Paz e Peñas. Sarà lei ad aiutarci a organizzare tutta la logistica. E meno male, perché se pensate che guidare nelle grandi città del sud America possa essere caotico, non avete ancora visto nulla se non avete attraversato almeno una volta El Alto.

Per Marco è la prima volta in sud America. Per me, invece, è la prima volta sopra i 4500m. Già prima della partenza siamo travolti da un mix di curiosità e domande. Come reagirà il nostro corpo? Che condizioni troveremo? Come saranno queste montagne? E, domanda fondamentale, ce la faranno i nostri sci ad arrivare a destinazione?

..Continua in due commenti ⬇️
@salewa


4K
36
1 months ago

Bolivia 1 di 3 🇧🇴

Sono sempre stata attratta dall’america latina. Dal quel caos felice, dai colori e dai sapori. Da quella lingua per me così affascinante che è lo spagnolo. La mia mente ha sempre associato questi luoghi a viaggi in paesi caldi o tropicali.
E invece eccoci qui, a preparare la sacca degli sci con destinazione La Paz, in Bolivia.
Già solo prenotarla è stata un’avventura. Se è quasi scontato quando si vola verso i paesi nordici, altrettanto non si può dire per alcune compagnie aeree latinoamericane.

Arrivare in Bolivia è stato un lungo processo: da un’idea iniziale troppo ambiziosa come prima esperienza in alta quota, a una ricerca di luoghi selvaggi, esotici, dove sciare. Ore ed ore di ricerche on line, finché Marco trova il sito di una guida che era stata in Bolivia una decina di anni fa. Da li nasce una catena di contatti: sente Padre Topio, poi Miriam, ragazza piemontese, ormai residente in Bolivia, che gestisce un agenzia di viaggi tra La Paz e Peñas. Sarà lei ad aiutarci a organizzare tutta la logistica. E meno male, perché se pensate che guidare nelle grandi città del sud America possa essere caotico, non avete ancora visto nulla se non avete attraversato almeno una volta El Alto.

Per Marco è la prima volta in sud America. Per me, invece, è la prima volta sopra i 4500m. Già prima della partenza siamo travolti da un mix di curiosità e domande. Come reagirà il nostro corpo? Che condizioni troveremo? Come saranno queste montagne? E, domanda fondamentale, ce la faranno i nostri sci ad arrivare a destinazione?

..Continua in due commenti ⬇️
@salewa


4K
36
1 months ago

Bolivia 1 di 3 🇧🇴

Sono sempre stata attratta dall’america latina. Dal quel caos felice, dai colori e dai sapori. Da quella lingua per me così affascinante che è lo spagnolo. La mia mente ha sempre associato questi luoghi a viaggi in paesi caldi o tropicali.
E invece eccoci qui, a preparare la sacca degli sci con destinazione La Paz, in Bolivia.
Già solo prenotarla è stata un’avventura. Se è quasi scontato quando si vola verso i paesi nordici, altrettanto non si può dire per alcune compagnie aeree latinoamericane.

Arrivare in Bolivia è stato un lungo processo: da un’idea iniziale troppo ambiziosa come prima esperienza in alta quota, a una ricerca di luoghi selvaggi, esotici, dove sciare. Ore ed ore di ricerche on line, finché Marco trova il sito di una guida che era stata in Bolivia una decina di anni fa. Da li nasce una catena di contatti: sente Padre Topio, poi Miriam, ragazza piemontese, ormai residente in Bolivia, che gestisce un agenzia di viaggi tra La Paz e Peñas. Sarà lei ad aiutarci a organizzare tutta la logistica. E meno male, perché se pensate che guidare nelle grandi città del sud America possa essere caotico, non avete ancora visto nulla se non avete attraversato almeno una volta El Alto.

Per Marco è la prima volta in sud America. Per me, invece, è la prima volta sopra i 4500m. Già prima della partenza siamo travolti da un mix di curiosità e domande. Come reagirà il nostro corpo? Che condizioni troveremo? Come saranno queste montagne? E, domanda fondamentale, ce la faranno i nostri sci ad arrivare a destinazione?

..Continua in due commenti ⬇️
@salewa


4K
36
1 months ago

Bolivia 1 di 3 🇧🇴

Sono sempre stata attratta dall’america latina. Dal quel caos felice, dai colori e dai sapori. Da quella lingua per me così affascinante che è lo spagnolo. La mia mente ha sempre associato questi luoghi a viaggi in paesi caldi o tropicali.
E invece eccoci qui, a preparare la sacca degli sci con destinazione La Paz, in Bolivia.
Già solo prenotarla è stata un’avventura. Se è quasi scontato quando si vola verso i paesi nordici, altrettanto non si può dire per alcune compagnie aeree latinoamericane.

Arrivare in Bolivia è stato un lungo processo: da un’idea iniziale troppo ambiziosa come prima esperienza in alta quota, a una ricerca di luoghi selvaggi, esotici, dove sciare. Ore ed ore di ricerche on line, finché Marco trova il sito di una guida che era stata in Bolivia una decina di anni fa. Da li nasce una catena di contatti: sente Padre Topio, poi Miriam, ragazza piemontese, ormai residente in Bolivia, che gestisce un agenzia di viaggi tra La Paz e Peñas. Sarà lei ad aiutarci a organizzare tutta la logistica. E meno male, perché se pensate che guidare nelle grandi città del sud America possa essere caotico, non avete ancora visto nulla se non avete attraversato almeno una volta El Alto.

Per Marco è la prima volta in sud America. Per me, invece, è la prima volta sopra i 4500m. Già prima della partenza siamo travolti da un mix di curiosità e domande. Come reagirà il nostro corpo? Che condizioni troveremo? Come saranno queste montagne? E, domanda fondamentale, ce la faranno i nostri sci ad arrivare a destinazione?

..Continua in due commenti ⬇️
@salewa


4K
36
1 months ago

Bolivia 1 di 3 🇧🇴

Sono sempre stata attratta dall’america latina. Dal quel caos felice, dai colori e dai sapori. Da quella lingua per me così affascinante che è lo spagnolo. La mia mente ha sempre associato questi luoghi a viaggi in paesi caldi o tropicali.
E invece eccoci qui, a preparare la sacca degli sci con destinazione La Paz, in Bolivia.
Già solo prenotarla è stata un’avventura. Se è quasi scontato quando si vola verso i paesi nordici, altrettanto non si può dire per alcune compagnie aeree latinoamericane.

Arrivare in Bolivia è stato un lungo processo: da un’idea iniziale troppo ambiziosa come prima esperienza in alta quota, a una ricerca di luoghi selvaggi, esotici, dove sciare. Ore ed ore di ricerche on line, finché Marco trova il sito di una guida che era stata in Bolivia una decina di anni fa. Da li nasce una catena di contatti: sente Padre Topio, poi Miriam, ragazza piemontese, ormai residente in Bolivia, che gestisce un agenzia di viaggi tra La Paz e Peñas. Sarà lei ad aiutarci a organizzare tutta la logistica. E meno male, perché se pensate che guidare nelle grandi città del sud America possa essere caotico, non avete ancora visto nulla se non avete attraversato almeno una volta El Alto.

Per Marco è la prima volta in sud America. Per me, invece, è la prima volta sopra i 4500m. Già prima della partenza siamo travolti da un mix di curiosità e domande. Come reagirà il nostro corpo? Che condizioni troveremo? Come saranno queste montagne? E, domanda fondamentale, ce la faranno i nostri sci ad arrivare a destinazione?

..Continua in due commenti ⬇️
@salewa


4K
36
1 months ago

Bolivia 1 di 3 🇧🇴

Sono sempre stata attratta dall’america latina. Dal quel caos felice, dai colori e dai sapori. Da quella lingua per me così affascinante che è lo spagnolo. La mia mente ha sempre associato questi luoghi a viaggi in paesi caldi o tropicali.
E invece eccoci qui, a preparare la sacca degli sci con destinazione La Paz, in Bolivia.
Già solo prenotarla è stata un’avventura. Se è quasi scontato quando si vola verso i paesi nordici, altrettanto non si può dire per alcune compagnie aeree latinoamericane.

Arrivare in Bolivia è stato un lungo processo: da un’idea iniziale troppo ambiziosa come prima esperienza in alta quota, a una ricerca di luoghi selvaggi, esotici, dove sciare. Ore ed ore di ricerche on line, finché Marco trova il sito di una guida che era stata in Bolivia una decina di anni fa. Da li nasce una catena di contatti: sente Padre Topio, poi Miriam, ragazza piemontese, ormai residente in Bolivia, che gestisce un agenzia di viaggi tra La Paz e Peñas. Sarà lei ad aiutarci a organizzare tutta la logistica. E meno male, perché se pensate che guidare nelle grandi città del sud America possa essere caotico, non avete ancora visto nulla se non avete attraversato almeno una volta El Alto.

Per Marco è la prima volta in sud America. Per me, invece, è la prima volta sopra i 4500m. Già prima della partenza siamo travolti da un mix di curiosità e domande. Come reagirà il nostro corpo? Che condizioni troveremo? Come saranno queste montagne? E, domanda fondamentale, ce la faranno i nostri sci ad arrivare a destinazione?

..Continua in due commenti ⬇️
@salewa


4K
36
1 months ago

Bolivia 1 di 3 🇧🇴

Sono sempre stata attratta dall’america latina. Dal quel caos felice, dai colori e dai sapori. Da quella lingua per me così affascinante che è lo spagnolo. La mia mente ha sempre associato questi luoghi a viaggi in paesi caldi o tropicali.
E invece eccoci qui, a preparare la sacca degli sci con destinazione La Paz, in Bolivia.
Già solo prenotarla è stata un’avventura. Se è quasi scontato quando si vola verso i paesi nordici, altrettanto non si può dire per alcune compagnie aeree latinoamericane.

Arrivare in Bolivia è stato un lungo processo: da un’idea iniziale troppo ambiziosa come prima esperienza in alta quota, a una ricerca di luoghi selvaggi, esotici, dove sciare. Ore ed ore di ricerche on line, finché Marco trova il sito di una guida che era stata in Bolivia una decina di anni fa. Da li nasce una catena di contatti: sente Padre Topio, poi Miriam, ragazza piemontese, ormai residente in Bolivia, che gestisce un agenzia di viaggi tra La Paz e Peñas. Sarà lei ad aiutarci a organizzare tutta la logistica. E meno male, perché se pensate che guidare nelle grandi città del sud America possa essere caotico, non avete ancora visto nulla se non avete attraversato almeno una volta El Alto.

Per Marco è la prima volta in sud America. Per me, invece, è la prima volta sopra i 4500m. Già prima della partenza siamo travolti da un mix di curiosità e domande. Come reagirà il nostro corpo? Che condizioni troveremo? Come saranno queste montagne? E, domanda fondamentale, ce la faranno i nostri sci ad arrivare a destinazione?

..Continua in due commenti ⬇️
@salewa


4K
36
1 months ago

Bolivia 1 di 3 🇧🇴

Sono sempre stata attratta dall’america latina. Dal quel caos felice, dai colori e dai sapori. Da quella lingua per me così affascinante che è lo spagnolo. La mia mente ha sempre associato questi luoghi a viaggi in paesi caldi o tropicali.
E invece eccoci qui, a preparare la sacca degli sci con destinazione La Paz, in Bolivia.
Già solo prenotarla è stata un’avventura. Se è quasi scontato quando si vola verso i paesi nordici, altrettanto non si può dire per alcune compagnie aeree latinoamericane.

Arrivare in Bolivia è stato un lungo processo: da un’idea iniziale troppo ambiziosa come prima esperienza in alta quota, a una ricerca di luoghi selvaggi, esotici, dove sciare. Ore ed ore di ricerche on line, finché Marco trova il sito di una guida che era stata in Bolivia una decina di anni fa. Da li nasce una catena di contatti: sente Padre Topio, poi Miriam, ragazza piemontese, ormai residente in Bolivia, che gestisce un agenzia di viaggi tra La Paz e Peñas. Sarà lei ad aiutarci a organizzare tutta la logistica. E meno male, perché se pensate che guidare nelle grandi città del sud America possa essere caotico, non avete ancora visto nulla se non avete attraversato almeno una volta El Alto.

Per Marco è la prima volta in sud America. Per me, invece, è la prima volta sopra i 4500m. Già prima della partenza siamo travolti da un mix di curiosità e domande. Come reagirà il nostro corpo? Che condizioni troveremo? Come saranno queste montagne? E, domanda fondamentale, ce la faranno i nostri sci ad arrivare a destinazione?

..Continua in due commenti ⬇️
@salewa


4K
36
1 months ago

Oggi sono 10 anni che ne ho 30!

Non posso che essere contenta per tutte le esperienze vissute ad oggi. Guardandomi indietro sorrido con orgoglio.

Ho festeggiato con lacrime di felicità dopo essere arrivata in cima all’Acotango, montagna Boliviana che si trova nella cordillera occidentale, alta 6052m. Un bacio in vetta al mio Marco, perché per me non c’è niente di più bello che condividere emozioni come queste, ed è stato il regalo più grande ❤️

Grazie anche a Mike e Rafa per la condivisione di questa avventura, con tanti bei paesaggi…e poco ossigeno 😜

Grazie a tutti per gli auguri ricevuti, ogni messaggio ed ogni pensiero sono stati preziosi 🫶🏼

@avventuriamocitutti @salewa @smithoptics @koro_it
#bolivia #cordillera


2.1K
74
1 months ago

Oggi sono 10 anni che ne ho 30!

Non posso che essere contenta per tutte le esperienze vissute ad oggi. Guardandomi indietro sorrido con orgoglio.

Ho festeggiato con lacrime di felicità dopo essere arrivata in cima all’Acotango, montagna Boliviana che si trova nella cordillera occidentale, alta 6052m. Un bacio in vetta al mio Marco, perché per me non c’è niente di più bello che condividere emozioni come queste, ed è stato il regalo più grande ❤️

Grazie anche a Mike e Rafa per la condivisione di questa avventura, con tanti bei paesaggi…e poco ossigeno 😜

Grazie a tutti per gli auguri ricevuti, ogni messaggio ed ogni pensiero sono stati preziosi 🫶🏼

@avventuriamocitutti @salewa @smithoptics @koro_it
#bolivia #cordillera


2.1K
74
1 months ago

Oggi sono 10 anni che ne ho 30!

Non posso che essere contenta per tutte le esperienze vissute ad oggi. Guardandomi indietro sorrido con orgoglio.

Ho festeggiato con lacrime di felicità dopo essere arrivata in cima all’Acotango, montagna Boliviana che si trova nella cordillera occidentale, alta 6052m. Un bacio in vetta al mio Marco, perché per me non c’è niente di più bello che condividere emozioni come queste, ed è stato il regalo più grande ❤️

Grazie anche a Mike e Rafa per la condivisione di questa avventura, con tanti bei paesaggi…e poco ossigeno 😜

Grazie a tutti per gli auguri ricevuti, ogni messaggio ed ogni pensiero sono stati preziosi 🫶🏼

@avventuriamocitutti @salewa @smithoptics @koro_it
#bolivia #cordillera


2.1K
74
1 months ago

Oggi sono 10 anni che ne ho 30!

Non posso che essere contenta per tutte le esperienze vissute ad oggi. Guardandomi indietro sorrido con orgoglio.

Ho festeggiato con lacrime di felicità dopo essere arrivata in cima all’Acotango, montagna Boliviana che si trova nella cordillera occidentale, alta 6052m. Un bacio in vetta al mio Marco, perché per me non c’è niente di più bello che condividere emozioni come queste, ed è stato il regalo più grande ❤️

Grazie anche a Mike e Rafa per la condivisione di questa avventura, con tanti bei paesaggi…e poco ossigeno 😜

Grazie a tutti per gli auguri ricevuti, ogni messaggio ed ogni pensiero sono stati preziosi 🫶🏼

@avventuriamocitutti @salewa @smithoptics @koro_it
#bolivia #cordillera


2.1K
74
1 months ago

Oggi sono 10 anni che ne ho 30!

Non posso che essere contenta per tutte le esperienze vissute ad oggi. Guardandomi indietro sorrido con orgoglio.

Ho festeggiato con lacrime di felicità dopo essere arrivata in cima all’Acotango, montagna Boliviana che si trova nella cordillera occidentale, alta 6052m. Un bacio in vetta al mio Marco, perché per me non c’è niente di più bello che condividere emozioni come queste, ed è stato il regalo più grande ❤️

Grazie anche a Mike e Rafa per la condivisione di questa avventura, con tanti bei paesaggi…e poco ossigeno 😜

Grazie a tutti per gli auguri ricevuti, ogni messaggio ed ogni pensiero sono stati preziosi 🫶🏼

@avventuriamocitutti @salewa @smithoptics @koro_it
#bolivia #cordillera


2.1K
74
1 months ago

Oggi sono 10 anni che ne ho 30!

Non posso che essere contenta per tutte le esperienze vissute ad oggi. Guardandomi indietro sorrido con orgoglio.

Ho festeggiato con lacrime di felicità dopo essere arrivata in cima all’Acotango, montagna Boliviana che si trova nella cordillera occidentale, alta 6052m. Un bacio in vetta al mio Marco, perché per me non c’è niente di più bello che condividere emozioni come queste, ed è stato il regalo più grande ❤️

Grazie anche a Mike e Rafa per la condivisione di questa avventura, con tanti bei paesaggi…e poco ossigeno 😜

Grazie a tutti per gli auguri ricevuti, ogni messaggio ed ogni pensiero sono stati preziosi 🫶🏼

@avventuriamocitutti @salewa @smithoptics @koro_it
#bolivia #cordillera


2.1K
74
1 months ago

Oggi sono 10 anni che ne ho 30!

Non posso che essere contenta per tutte le esperienze vissute ad oggi. Guardandomi indietro sorrido con orgoglio.

Ho festeggiato con lacrime di felicità dopo essere arrivata in cima all’Acotango, montagna Boliviana che si trova nella cordillera occidentale, alta 6052m. Un bacio in vetta al mio Marco, perché per me non c’è niente di più bello che condividere emozioni come queste, ed è stato il regalo più grande ❤️

Grazie anche a Mike e Rafa per la condivisione di questa avventura, con tanti bei paesaggi…e poco ossigeno 😜

Grazie a tutti per gli auguri ricevuti, ogni messaggio ed ogni pensiero sono stati preziosi 🫶🏼

@avventuriamocitutti @salewa @smithoptics @koro_it
#bolivia #cordillera


2.1K
74
1 months ago

Oggi sono 10 anni che ne ho 30!

Non posso che essere contenta per tutte le esperienze vissute ad oggi. Guardandomi indietro sorrido con orgoglio.

Ho festeggiato con lacrime di felicità dopo essere arrivata in cima all’Acotango, montagna Boliviana che si trova nella cordillera occidentale, alta 6052m. Un bacio in vetta al mio Marco, perché per me non c’è niente di più bello che condividere emozioni come queste, ed è stato il regalo più grande ❤️

Grazie anche a Mike e Rafa per la condivisione di questa avventura, con tanti bei paesaggi…e poco ossigeno 😜

Grazie a tutti per gli auguri ricevuti, ogni messaggio ed ogni pensiero sono stati preziosi 🫶🏼

@avventuriamocitutti @salewa @smithoptics @koro_it
#bolivia #cordillera


2.1K
74
1 months ago

Oggi sono 10 anni che ne ho 30!

Non posso che essere contenta per tutte le esperienze vissute ad oggi. Guardandomi indietro sorrido con orgoglio.

Ho festeggiato con lacrime di felicità dopo essere arrivata in cima all’Acotango, montagna Boliviana che si trova nella cordillera occidentale, alta 6052m. Un bacio in vetta al mio Marco, perché per me non c’è niente di più bello che condividere emozioni come queste, ed è stato il regalo più grande ❤️

Grazie anche a Mike e Rafa per la condivisione di questa avventura, con tanti bei paesaggi…e poco ossigeno 😜

Grazie a tutti per gli auguri ricevuti, ogni messaggio ed ogni pensiero sono stati preziosi 🫶🏼

@avventuriamocitutti @salewa @smithoptics @koro_it
#bolivia #cordillera


2.1K
74
1 months ago

Oggi sono 10 anni che ne ho 30!

Non posso che essere contenta per tutte le esperienze vissute ad oggi. Guardandomi indietro sorrido con orgoglio.

Ho festeggiato con lacrime di felicità dopo essere arrivata in cima all’Acotango, montagna Boliviana che si trova nella cordillera occidentale, alta 6052m. Un bacio in vetta al mio Marco, perché per me non c’è niente di più bello che condividere emozioni come queste, ed è stato il regalo più grande ❤️

Grazie anche a Mike e Rafa per la condivisione di questa avventura, con tanti bei paesaggi…e poco ossigeno 😜

Grazie a tutti per gli auguri ricevuti, ogni messaggio ed ogni pensiero sono stati preziosi 🫶🏼

@avventuriamocitutti @salewa @smithoptics @koro_it
#bolivia #cordillera


2.1K
74
1 months ago

Oggi sono 10 anni che ne ho 30!

Non posso che essere contenta per tutte le esperienze vissute ad oggi. Guardandomi indietro sorrido con orgoglio.

Ho festeggiato con lacrime di felicità dopo essere arrivata in cima all’Acotango, montagna Boliviana che si trova nella cordillera occidentale, alta 6052m. Un bacio in vetta al mio Marco, perché per me non c’è niente di più bello che condividere emozioni come queste, ed è stato il regalo più grande ❤️

Grazie anche a Mike e Rafa per la condivisione di questa avventura, con tanti bei paesaggi…e poco ossigeno 😜

Grazie a tutti per gli auguri ricevuti, ogni messaggio ed ogni pensiero sono stati preziosi 🫶🏼

@avventuriamocitutti @salewa @smithoptics @koro_it
#bolivia #cordillera


2.1K
74
1 months ago

Oggi sono 10 anni che ne ho 30!

Non posso che essere contenta per tutte le esperienze vissute ad oggi. Guardandomi indietro sorrido con orgoglio.

Ho festeggiato con lacrime di felicità dopo essere arrivata in cima all’Acotango, montagna Boliviana che si trova nella cordillera occidentale, alta 6052m. Un bacio in vetta al mio Marco, perché per me non c’è niente di più bello che condividere emozioni come queste, ed è stato il regalo più grande ❤️

Grazie anche a Mike e Rafa per la condivisione di questa avventura, con tanti bei paesaggi…e poco ossigeno 😜

Grazie a tutti per gli auguri ricevuti, ogni messaggio ed ogni pensiero sono stati preziosi 🫶🏼

@avventuriamocitutti @salewa @smithoptics @koro_it
#bolivia #cordillera


2.1K
74
1 months ago

Oggi sono 10 anni che ne ho 30!

Non posso che essere contenta per tutte le esperienze vissute ad oggi. Guardandomi indietro sorrido con orgoglio.

Ho festeggiato con lacrime di felicità dopo essere arrivata in cima all’Acotango, montagna Boliviana che si trova nella cordillera occidentale, alta 6052m. Un bacio in vetta al mio Marco, perché per me non c’è niente di più bello che condividere emozioni come queste, ed è stato il regalo più grande ❤️

Grazie anche a Mike e Rafa per la condivisione di questa avventura, con tanti bei paesaggi…e poco ossigeno 😜

Grazie a tutti per gli auguri ricevuti, ogni messaggio ed ogni pensiero sono stati preziosi 🫶🏼

@avventuriamocitutti @salewa @smithoptics @koro_it
#bolivia #cordillera


2.1K
74
1 months ago

Oggi sono 10 anni che ne ho 30!

Non posso che essere contenta per tutte le esperienze vissute ad oggi. Guardandomi indietro sorrido con orgoglio.

Ho festeggiato con lacrime di felicità dopo essere arrivata in cima all’Acotango, montagna Boliviana che si trova nella cordillera occidentale, alta 6052m. Un bacio in vetta al mio Marco, perché per me non c’è niente di più bello che condividere emozioni come queste, ed è stato il regalo più grande ❤️

Grazie anche a Mike e Rafa per la condivisione di questa avventura, con tanti bei paesaggi…e poco ossigeno 😜

Grazie a tutti per gli auguri ricevuti, ogni messaggio ed ogni pensiero sono stati preziosi 🫶🏼

@avventuriamocitutti @salewa @smithoptics @koro_it
#bolivia #cordillera


2.1K
74
1 months ago

Oggi sono 10 anni che ne ho 30!

Non posso che essere contenta per tutte le esperienze vissute ad oggi. Guardandomi indietro sorrido con orgoglio.

Ho festeggiato con lacrime di felicità dopo essere arrivata in cima all’Acotango, montagna Boliviana che si trova nella cordillera occidentale, alta 6052m. Un bacio in vetta al mio Marco, perché per me non c’è niente di più bello che condividere emozioni come queste, ed è stato il regalo più grande ❤️

Grazie anche a Mike e Rafa per la condivisione di questa avventura, con tanti bei paesaggi…e poco ossigeno 😜

Grazie a tutti per gli auguri ricevuti, ogni messaggio ed ogni pensiero sono stati preziosi 🫶🏼

@avventuriamocitutti @salewa @smithoptics @koro_it
#bolivia #cordillera


2.1K
74
1 months ago

Oggi sono 10 anni che ne ho 30!

Non posso che essere contenta per tutte le esperienze vissute ad oggi. Guardandomi indietro sorrido con orgoglio.

Ho festeggiato con lacrime di felicità dopo essere arrivata in cima all’Acotango, montagna Boliviana che si trova nella cordillera occidentale, alta 6052m. Un bacio in vetta al mio Marco, perché per me non c’è niente di più bello che condividere emozioni come queste, ed è stato il regalo più grande ❤️

Grazie anche a Mike e Rafa per la condivisione di questa avventura, con tanti bei paesaggi…e poco ossigeno 😜

Grazie a tutti per gli auguri ricevuti, ogni messaggio ed ogni pensiero sono stati preziosi 🫶🏼

@avventuriamocitutti @salewa @smithoptics @koro_it
#bolivia #cordillera


2.1K
74
1 months ago

Oggi sono 10 anni che ne ho 30!

Non posso che essere contenta per tutte le esperienze vissute ad oggi. Guardandomi indietro sorrido con orgoglio.

Ho festeggiato con lacrime di felicità dopo essere arrivata in cima all’Acotango, montagna Boliviana che si trova nella cordillera occidentale, alta 6052m. Un bacio in vetta al mio Marco, perché per me non c’è niente di più bello che condividere emozioni come queste, ed è stato il regalo più grande ❤️

Grazie anche a Mike e Rafa per la condivisione di questa avventura, con tanti bei paesaggi…e poco ossigeno 😜

Grazie a tutti per gli auguri ricevuti, ogni messaggio ed ogni pensiero sono stati preziosi 🫶🏼

@avventuriamocitutti @salewa @smithoptics @koro_it
#bolivia #cordillera


2.1K
74
1 months ago

Oggi sono 10 anni che ne ho 30!

Non posso che essere contenta per tutte le esperienze vissute ad oggi. Guardandomi indietro sorrido con orgoglio.

Ho festeggiato con lacrime di felicità dopo essere arrivata in cima all’Acotango, montagna Boliviana che si trova nella cordillera occidentale, alta 6052m. Un bacio in vetta al mio Marco, perché per me non c’è niente di più bello che condividere emozioni come queste, ed è stato il regalo più grande ❤️

Grazie anche a Mike e Rafa per la condivisione di questa avventura, con tanti bei paesaggi…e poco ossigeno 😜

Grazie a tutti per gli auguri ricevuti, ogni messaggio ed ogni pensiero sono stati preziosi 🫶🏼

@avventuriamocitutti @salewa @smithoptics @koro_it
#bolivia #cordillera


2.1K
74
1 months ago

Oggi sono 10 anni che ne ho 30!

Non posso che essere contenta per tutte le esperienze vissute ad oggi. Guardandomi indietro sorrido con orgoglio.

Ho festeggiato con lacrime di felicità dopo essere arrivata in cima all’Acotango, montagna Boliviana che si trova nella cordillera occidentale, alta 6052m. Un bacio in vetta al mio Marco, perché per me non c’è niente di più bello che condividere emozioni come queste, ed è stato il regalo più grande ❤️

Grazie anche a Mike e Rafa per la condivisione di questa avventura, con tanti bei paesaggi…e poco ossigeno 😜

Grazie a tutti per gli auguri ricevuti, ogni messaggio ed ogni pensiero sono stati preziosi 🫶🏼

@avventuriamocitutti @salewa @smithoptics @koro_it
#bolivia #cordillera


2.1K
74
1 months ago

Oggi sono 10 anni che ne ho 30!

Non posso che essere contenta per tutte le esperienze vissute ad oggi. Guardandomi indietro sorrido con orgoglio.

Ho festeggiato con lacrime di felicità dopo essere arrivata in cima all’Acotango, montagna Boliviana che si trova nella cordillera occidentale, alta 6052m. Un bacio in vetta al mio Marco, perché per me non c’è niente di più bello che condividere emozioni come queste, ed è stato il regalo più grande ❤️

Grazie anche a Mike e Rafa per la condivisione di questa avventura, con tanti bei paesaggi…e poco ossigeno 😜

Grazie a tutti per gli auguri ricevuti, ogni messaggio ed ogni pensiero sono stati preziosi 🫶🏼

@avventuriamocitutti @salewa @smithoptics @koro_it
#bolivia #cordillera


2.1K
74
1 months ago

Qui ed ora.

Sorridente, appesa, e con una camera a tracolla.
Bello osservarsi “ da fuori”.
Grata per questi momenti, felice del mio percorso, curiosa per ciò che verrà.

#photographer #jumariamocitutti


1.2K
34
1 months ago

Diario di bordo di una Norvegia senza filtri.
Recap 2026

Atterriamo a Trømso verso l’una e nel giro di un’ora recuperiamo il van e facciamo la spesa. Ci dirigiamo verso Lyngseidet, dove un timido sole illumina tutte le montagne. Quel sole, sarà l’ultimo che vedremo per un po’ di giorni. Il meteo per la settimana è pessimo, e i ragazzi mi chiedono com’è. Cerco di rassicurarli, e gli rispondo che il meteo qui bisogna guardarlo fino ad una certa, e, anche se danno brutto, una finestra per fare qualcosa si trova sempre.
Tra me e me penso..“forse” 😅
Continua nelle slide

@salewa @smithoptics @koro_it
#lyngen #lyngenalps #lyngenfjorden


988
17
2 months ago

Diario di bordo di una Norvegia senza filtri.
Recap 2026

Atterriamo a Trømso verso l’una e nel giro di un’ora recuperiamo il van e facciamo la spesa. Ci dirigiamo verso Lyngseidet, dove un timido sole illumina tutte le montagne. Quel sole, sarà l’ultimo che vedremo per un po’ di giorni. Il meteo per la settimana è pessimo, e i ragazzi mi chiedono com’è. Cerco di rassicurarli, e gli rispondo che il meteo qui bisogna guardarlo fino ad una certa, e, anche se danno brutto, una finestra per fare qualcosa si trova sempre.
Tra me e me penso..“forse” 😅
Continua nelle slide

@salewa @smithoptics @koro_it
#lyngen #lyngenalps #lyngenfjorden


988
17
2 months ago

Diario di bordo di una Norvegia senza filtri.
Recap 2026

Atterriamo a Trømso verso l’una e nel giro di un’ora recuperiamo il van e facciamo la spesa. Ci dirigiamo verso Lyngseidet, dove un timido sole illumina tutte le montagne. Quel sole, sarà l’ultimo che vedremo per un po’ di giorni. Il meteo per la settimana è pessimo, e i ragazzi mi chiedono com’è. Cerco di rassicurarli, e gli rispondo che il meteo qui bisogna guardarlo fino ad una certa, e, anche se danno brutto, una finestra per fare qualcosa si trova sempre.
Tra me e me penso..“forse” 😅
Continua nelle slide

@salewa @smithoptics @koro_it
#lyngen #lyngenalps #lyngenfjorden


988
17
2 months ago

Diario di bordo di una Norvegia senza filtri.
Recap 2026

Atterriamo a Trømso verso l’una e nel giro di un’ora recuperiamo il van e facciamo la spesa. Ci dirigiamo verso Lyngseidet, dove un timido sole illumina tutte le montagne. Quel sole, sarà l’ultimo che vedremo per un po’ di giorni. Il meteo per la settimana è pessimo, e i ragazzi mi chiedono com’è. Cerco di rassicurarli, e gli rispondo che il meteo qui bisogna guardarlo fino ad una certa, e, anche se danno brutto, una finestra per fare qualcosa si trova sempre.
Tra me e me penso..“forse” 😅
Continua nelle slide

@salewa @smithoptics @koro_it
#lyngen #lyngenalps #lyngenfjorden


988
17
2 months ago

Diario di bordo di una Norvegia senza filtri.
Recap 2026

Atterriamo a Trømso verso l’una e nel giro di un’ora recuperiamo il van e facciamo la spesa. Ci dirigiamo verso Lyngseidet, dove un timido sole illumina tutte le montagne. Quel sole, sarà l’ultimo che vedremo per un po’ di giorni. Il meteo per la settimana è pessimo, e i ragazzi mi chiedono com’è. Cerco di rassicurarli, e gli rispondo che il meteo qui bisogna guardarlo fino ad una certa, e, anche se danno brutto, una finestra per fare qualcosa si trova sempre.
Tra me e me penso..“forse” 😅
Continua nelle slide

@salewa @smithoptics @koro_it
#lyngen #lyngenalps #lyngenfjorden


988
17
2 months ago

Diario di bordo di una Norvegia senza filtri.
Recap 2026

Atterriamo a Trømso verso l’una e nel giro di un’ora recuperiamo il van e facciamo la spesa. Ci dirigiamo verso Lyngseidet, dove un timido sole illumina tutte le montagne. Quel sole, sarà l’ultimo che vedremo per un po’ di giorni. Il meteo per la settimana è pessimo, e i ragazzi mi chiedono com’è. Cerco di rassicurarli, e gli rispondo che il meteo qui bisogna guardarlo fino ad una certa, e, anche se danno brutto, una finestra per fare qualcosa si trova sempre.
Tra me e me penso..“forse” 😅
Continua nelle slide

@salewa @smithoptics @koro_it
#lyngen #lyngenalps #lyngenfjorden


988
17
2 months ago

Diario di bordo di una Norvegia senza filtri.
Recap 2026

Atterriamo a Trømso verso l’una e nel giro di un’ora recuperiamo il van e facciamo la spesa. Ci dirigiamo verso Lyngseidet, dove un timido sole illumina tutte le montagne. Quel sole, sarà l’ultimo che vedremo per un po’ di giorni. Il meteo per la settimana è pessimo, e i ragazzi mi chiedono com’è. Cerco di rassicurarli, e gli rispondo che il meteo qui bisogna guardarlo fino ad una certa, e, anche se danno brutto, una finestra per fare qualcosa si trova sempre.
Tra me e me penso..“forse” 😅
Continua nelle slide

@salewa @smithoptics @koro_it
#lyngen #lyngenalps #lyngenfjorden


988
17
2 months ago

Diario di bordo di una Norvegia senza filtri.
Recap 2026

Atterriamo a Trømso verso l’una e nel giro di un’ora recuperiamo il van e facciamo la spesa. Ci dirigiamo verso Lyngseidet, dove un timido sole illumina tutte le montagne. Quel sole, sarà l’ultimo che vedremo per un po’ di giorni. Il meteo per la settimana è pessimo, e i ragazzi mi chiedono com’è. Cerco di rassicurarli, e gli rispondo che il meteo qui bisogna guardarlo fino ad una certa, e, anche se danno brutto, una finestra per fare qualcosa si trova sempre.
Tra me e me penso..“forse” 😅
Continua nelle slide

@salewa @smithoptics @koro_it
#lyngen #lyngenalps #lyngenfjorden


988
17
2 months ago

Diario di bordo di una Norvegia senza filtri.
Recap 2026

Atterriamo a Trømso verso l’una e nel giro di un’ora recuperiamo il van e facciamo la spesa. Ci dirigiamo verso Lyngseidet, dove un timido sole illumina tutte le montagne. Quel sole, sarà l’ultimo che vedremo per un po’ di giorni. Il meteo per la settimana è pessimo, e i ragazzi mi chiedono com’è. Cerco di rassicurarli, e gli rispondo che il meteo qui bisogna guardarlo fino ad una certa, e, anche se danno brutto, una finestra per fare qualcosa si trova sempre.
Tra me e me penso..“forse” 😅
Continua nelle slide

@salewa @smithoptics @koro_it
#lyngen #lyngenalps #lyngenfjorden


988
17
2 months ago

Diario di bordo di una Norvegia senza filtri.
Recap 2026

Atterriamo a Trømso verso l’una e nel giro di un’ora recuperiamo il van e facciamo la spesa. Ci dirigiamo verso Lyngseidet, dove un timido sole illumina tutte le montagne. Quel sole, sarà l’ultimo che vedremo per un po’ di giorni. Il meteo per la settimana è pessimo, e i ragazzi mi chiedono com’è. Cerco di rassicurarli, e gli rispondo che il meteo qui bisogna guardarlo fino ad una certa, e, anche se danno brutto, una finestra per fare qualcosa si trova sempre.
Tra me e me penso..“forse” 😅
Continua nelle slide

@salewa @smithoptics @koro_it
#lyngen #lyngenalps #lyngenfjorden


988
17
2 months ago

Diario di bordo di una Norvegia senza filtri.
Recap 2026

Atterriamo a Trømso verso l’una e nel giro di un’ora recuperiamo il van e facciamo la spesa. Ci dirigiamo verso Lyngseidet, dove un timido sole illumina tutte le montagne. Quel sole, sarà l’ultimo che vedremo per un po’ di giorni. Il meteo per la settimana è pessimo, e i ragazzi mi chiedono com’è. Cerco di rassicurarli, e gli rispondo che il meteo qui bisogna guardarlo fino ad una certa, e, anche se danno brutto, una finestra per fare qualcosa si trova sempre.
Tra me e me penso..“forse” 😅
Continua nelle slide

@salewa @smithoptics @koro_it
#lyngen #lyngenalps #lyngenfjorden


988
17
2 months ago

Diario di bordo di una Norvegia senza filtri.
Recap 2026

Atterriamo a Trømso verso l’una e nel giro di un’ora recuperiamo il van e facciamo la spesa. Ci dirigiamo verso Lyngseidet, dove un timido sole illumina tutte le montagne. Quel sole, sarà l’ultimo che vedremo per un po’ di giorni. Il meteo per la settimana è pessimo, e i ragazzi mi chiedono com’è. Cerco di rassicurarli, e gli rispondo che il meteo qui bisogna guardarlo fino ad una certa, e, anche se danno brutto, una finestra per fare qualcosa si trova sempre.
Tra me e me penso..“forse” 😅
Continua nelle slide

@salewa @smithoptics @koro_it
#lyngen #lyngenalps #lyngenfjorden


988
17
2 months ago

Diario di bordo di una Norvegia senza filtri.
Recap 2026

Atterriamo a Trømso verso l’una e nel giro di un’ora recuperiamo il van e facciamo la spesa. Ci dirigiamo verso Lyngseidet, dove un timido sole illumina tutte le montagne. Quel sole, sarà l’ultimo che vedremo per un po’ di giorni. Il meteo per la settimana è pessimo, e i ragazzi mi chiedono com’è. Cerco di rassicurarli, e gli rispondo che il meteo qui bisogna guardarlo fino ad una certa, e, anche se danno brutto, una finestra per fare qualcosa si trova sempre.
Tra me e me penso..“forse” 😅
Continua nelle slide

@salewa @smithoptics @koro_it
#lyngen #lyngenalps #lyngenfjorden


988
17
2 months ago

Diario di bordo di una Norvegia senza filtri.
Recap 2026

Atterriamo a Trømso verso l’una e nel giro di un’ora recuperiamo il van e facciamo la spesa. Ci dirigiamo verso Lyngseidet, dove un timido sole illumina tutte le montagne. Quel sole, sarà l’ultimo che vedremo per un po’ di giorni. Il meteo per la settimana è pessimo, e i ragazzi mi chiedono com’è. Cerco di rassicurarli, e gli rispondo che il meteo qui bisogna guardarlo fino ad una certa, e, anche se danno brutto, una finestra per fare qualcosa si trova sempre.
Tra me e me penso..“forse” 😅
Continua nelle slide

@salewa @smithoptics @koro_it
#lyngen #lyngenalps #lyngenfjorden


988
17
2 months ago

Diario di bordo di una Norvegia senza filtri.
Recap 2026

Atterriamo a Trømso verso l’una e nel giro di un’ora recuperiamo il van e facciamo la spesa. Ci dirigiamo verso Lyngseidet, dove un timido sole illumina tutte le montagne. Quel sole, sarà l’ultimo che vedremo per un po’ di giorni. Il meteo per la settimana è pessimo, e i ragazzi mi chiedono com’è. Cerco di rassicurarli, e gli rispondo che il meteo qui bisogna guardarlo fino ad una certa, e, anche se danno brutto, una finestra per fare qualcosa si trova sempre.
Tra me e me penso..“forse” 😅
Continua nelle slide

@salewa @smithoptics @koro_it
#lyngen #lyngenalps #lyngenfjorden


988
17
2 months ago

Diario di bordo di una Norvegia senza filtri.
Recap 2026

Atterriamo a Trømso verso l’una e nel giro di un’ora recuperiamo il van e facciamo la spesa. Ci dirigiamo verso Lyngseidet, dove un timido sole illumina tutte le montagne. Quel sole, sarà l’ultimo che vedremo per un po’ di giorni. Il meteo per la settimana è pessimo, e i ragazzi mi chiedono com’è. Cerco di rassicurarli, e gli rispondo che il meteo qui bisogna guardarlo fino ad una certa, e, anche se danno brutto, una finestra per fare qualcosa si trova sempre.
Tra me e me penso..“forse” 😅
Continua nelle slide

@salewa @smithoptics @koro_it
#lyngen #lyngenalps #lyngenfjorden


988
17
2 months ago

Diario di bordo di una Norvegia senza filtri.
Recap 2026

Atterriamo a Trømso verso l’una e nel giro di un’ora recuperiamo il van e facciamo la spesa. Ci dirigiamo verso Lyngseidet, dove un timido sole illumina tutte le montagne. Quel sole, sarà l’ultimo che vedremo per un po’ di giorni. Il meteo per la settimana è pessimo, e i ragazzi mi chiedono com’è. Cerco di rassicurarli, e gli rispondo che il meteo qui bisogna guardarlo fino ad una certa, e, anche se danno brutto, una finestra per fare qualcosa si trova sempre.
Tra me e me penso..“forse” 😅
Continua nelle slide

@salewa @smithoptics @koro_it
#lyngen #lyngenalps #lyngenfjorden


988
17
2 months ago

Diario di bordo di una Norvegia senza filtri.
Recap 2026

Atterriamo a Trømso verso l’una e nel giro di un’ora recuperiamo il van e facciamo la spesa. Ci dirigiamo verso Lyngseidet, dove un timido sole illumina tutte le montagne. Quel sole, sarà l’ultimo che vedremo per un po’ di giorni. Il meteo per la settimana è pessimo, e i ragazzi mi chiedono com’è. Cerco di rassicurarli, e gli rispondo che il meteo qui bisogna guardarlo fino ad una certa, e, anche se danno brutto, una finestra per fare qualcosa si trova sempre.
Tra me e me penso..“forse” 😅
Continua nelle slide

@salewa @smithoptics @koro_it
#lyngen #lyngenalps #lyngenfjorden


988
17
2 months ago

Diario di bordo di una Norvegia senza filtri.
Recap 2026

Atterriamo a Trømso verso l’una e nel giro di un’ora recuperiamo il van e facciamo la spesa. Ci dirigiamo verso Lyngseidet, dove un timido sole illumina tutte le montagne. Quel sole, sarà l’ultimo che vedremo per un po’ di giorni. Il meteo per la settimana è pessimo, e i ragazzi mi chiedono com’è. Cerco di rassicurarli, e gli rispondo che il meteo qui bisogna guardarlo fino ad una certa, e, anche se danno brutto, una finestra per fare qualcosa si trova sempre.
Tra me e me penso..“forse” 😅
Continua nelle slide

@salewa @smithoptics @koro_it
#lyngen #lyngenalps #lyngenfjorden


988
17
2 months ago

Diario di bordo di una Norvegia senza filtri.
Recap 2026

Atterriamo a Trømso verso l’una e nel giro di un’ora recuperiamo il van e facciamo la spesa. Ci dirigiamo verso Lyngseidet, dove un timido sole illumina tutte le montagne. Quel sole, sarà l’ultimo che vedremo per un po’ di giorni. Il meteo per la settimana è pessimo, e i ragazzi mi chiedono com’è. Cerco di rassicurarli, e gli rispondo che il meteo qui bisogna guardarlo fino ad una certa, e, anche se danno brutto, una finestra per fare qualcosa si trova sempre.
Tra me e me penso..“forse” 😅
Continua nelle slide

@salewa @smithoptics @koro_it
#lyngen #lyngenalps #lyngenfjorden


988
17
2 months ago

Norway has been all about adventure. I never got tired of looking and at these landscapes. 
White slopes falling into a dark blue sea. Then you look up and realise how much ice is waiting for us.

A few more impressions from the journey of the Raya Lite on the Artic Ice.
@edelrid_sport

#norway #grytøya #iceclimbing #sailboat


928
11
2 months ago

Norway has been all about adventure. I never got tired of looking and at these landscapes. 
White slopes falling into a dark blue sea. Then you look up and realise how much ice is waiting for us.

A few more impressions from the journey of the Raya Lite on the Artic Ice.
@edelrid_sport

#norway #grytøya #iceclimbing #sailboat


928
11
2 months ago

Norway has been all about adventure. I never got tired of looking and at these landscapes. 
White slopes falling into a dark blue sea. Then you look up and realise how much ice is waiting for us.

A few more impressions from the journey of the Raya Lite on the Artic Ice.
@edelrid_sport

#norway #grytøya #iceclimbing #sailboat


928
11
2 months ago

Norway has been all about adventure. I never got tired of looking and at these landscapes. 
White slopes falling into a dark blue sea. Then you look up and realise how much ice is waiting for us.

A few more impressions from the journey of the Raya Lite on the Artic Ice.
@edelrid_sport

#norway #grytøya #iceclimbing #sailboat


928
11
2 months ago

Norway has been all about adventure. I never got tired of looking and at these landscapes. 
White slopes falling into a dark blue sea. Then you look up and realise how much ice is waiting for us.

A few more impressions from the journey of the Raya Lite on the Artic Ice.
@edelrid_sport

#norway #grytøya #iceclimbing #sailboat


928
11
2 months ago

Norway has been all about adventure. I never got tired of looking and at these landscapes. 
White slopes falling into a dark blue sea. Then you look up and realise how much ice is waiting for us.

A few more impressions from the journey of the Raya Lite on the Artic Ice.
@edelrid_sport

#norway #grytøya #iceclimbing #sailboat


928
11
2 months ago

Norway has been all about adventure. I never got tired of looking and at these landscapes. 
White slopes falling into a dark blue sea. Then you look up and realise how much ice is waiting for us.

A few more impressions from the journey of the Raya Lite on the Artic Ice.
@edelrid_sport

#norway #grytøya #iceclimbing #sailboat


928
11
2 months ago

Norway has been all about adventure. I never got tired of looking and at these landscapes. 
White slopes falling into a dark blue sea. Then you look up and realise how much ice is waiting for us.

A few more impressions from the journey of the Raya Lite on the Artic Ice.
@edelrid_sport

#norway #grytøya #iceclimbing #sailboat


928
11
2 months ago

Norway has been all about adventure. I never got tired of looking and at these landscapes. 
White slopes falling into a dark blue sea. Then you look up and realise how much ice is waiting for us.

A few more impressions from the journey of the Raya Lite on the Artic Ice.
@edelrid_sport

#norway #grytøya #iceclimbing #sailboat


928
11
2 months ago

Norway has been all about adventure. I never got tired of looking and at these landscapes. 
White slopes falling into a dark blue sea. Then you look up and realise how much ice is waiting for us.

A few more impressions from the journey of the Raya Lite on the Artic Ice.
@edelrid_sport

#norway #grytøya #iceclimbing #sailboat


928
11
2 months ago

Norway has been all about adventure. I never got tired of looking and at these landscapes. 
White slopes falling into a dark blue sea. Then you look up and realise how much ice is waiting for us.

A few more impressions from the journey of the Raya Lite on the Artic Ice.
@edelrid_sport

#norway #grytøya #iceclimbing #sailboat


928
11
2 months ago

Norway has been all about adventure. I never got tired of looking and at these landscapes. 
White slopes falling into a dark blue sea. Then you look up and realise how much ice is waiting for us.

A few more impressions from the journey of the Raya Lite on the Artic Ice.
@edelrid_sport

#norway #grytøya #iceclimbing #sailboat


928
11
2 months ago

Norway has been all about adventure. I never got tired of looking and at these landscapes. 
White slopes falling into a dark blue sea. Then you look up and realise how much ice is waiting for us.

A few more impressions from the journey of the Raya Lite on the Artic Ice.
@edelrid_sport

#norway #grytøya #iceclimbing #sailboat


928
11
2 months ago

Norway has been all about adventure. I never got tired of looking and at these landscapes. 
White slopes falling into a dark blue sea. Then you look up and realise how much ice is waiting for us.

A few more impressions from the journey of the Raya Lite on the Artic Ice.
@edelrid_sport

#norway #grytøya #iceclimbing #sailboat


928
11
2 months ago

Norway has been all about adventure. I never got tired of looking and at these landscapes. 
White slopes falling into a dark blue sea. Then you look up and realise how much ice is waiting for us.

A few more impressions from the journey of the Raya Lite on the Artic Ice.
@edelrid_sport

#norway #grytøya #iceclimbing #sailboat


928
11
2 months ago

Norway has been all about adventure. I never got tired of looking and at these landscapes. 
White slopes falling into a dark blue sea. Then you look up and realise how much ice is waiting for us.

A few more impressions from the journey of the Raya Lite on the Artic Ice.
@edelrid_sport

#norway #grytøya #iceclimbing #sailboat


928
11
2 months ago

Norway has been all about adventure. I never got tired of looking and at these landscapes. 
White slopes falling into a dark blue sea. Then you look up and realise how much ice is waiting for us.

A few more impressions from the journey of the Raya Lite on the Artic Ice.
@edelrid_sport

#norway #grytøya #iceclimbing #sailboat


928
11
2 months ago

Norway has been all about adventure. I never got tired of looking and at these landscapes. 
White slopes falling into a dark blue sea. Then you look up and realise how much ice is waiting for us.

A few more impressions from the journey of the Raya Lite on the Artic Ice.
@edelrid_sport

#norway #grytøya #iceclimbing #sailboat


928
11
2 months ago

Norway has been all about adventure. I never got tired of looking and at these landscapes. 
White slopes falling into a dark blue sea. Then you look up and realise how much ice is waiting for us.

A few more impressions from the journey of the Raya Lite on the Artic Ice.
@edelrid_sport

#norway #grytøya #iceclimbing #sailboat


928
11
2 months ago

Norway has been all about adventure. I never got tired of looking and at these landscapes. 
White slopes falling into a dark blue sea. Then you look up and realise how much ice is waiting for us.

A few more impressions from the journey of the Raya Lite on the Artic Ice.
@edelrid_sport

#norway #grytøya #iceclimbing #sailboat


928
11
2 months ago

Now, once back home, after a few weeks, going through all the images and moments from my last trip to Norway, I can finally put together some thoughts about what it has been.
Ten days flew by as if it were just a couple. From the night train to Narvik, jumping on a few buses, and finally onto the sailing boat that became our home, the “Artic Ice”.
Having the opportunity to photograph the @davexpedkader team was a great lesson in passion, determination and adventurous spirit. Their goal was to climb the Norwegian ice on the north face of the island of Grytøya, and possibly search for new, unclimbed lines.
No drama on this expedition. Just laughter, commitment, kanelbullar, and a crazy life on the boat that made everything even more intense.
Or maybe there was some drama… getting in and out of the dinghy 😂

On assignment for @edelrid_sport shooting their new ice screw, the Raya Lite, in the best location we could possibly imagine.

#norway #iceclimbing #grytoya #narvik


1.3K
25
2 months ago

Now, once back home, after a few weeks, going through all the images and moments from my last trip to Norway, I can finally put together some thoughts about what it has been.
Ten days flew by as if it were just a couple. From the night train to Narvik, jumping on a few buses, and finally onto the sailing boat that became our home, the “Artic Ice”.
Having the opportunity to photograph the @davexpedkader team was a great lesson in passion, determination and adventurous spirit. Their goal was to climb the Norwegian ice on the north face of the island of Grytøya, and possibly search for new, unclimbed lines.
No drama on this expedition. Just laughter, commitment, kanelbullar, and a crazy life on the boat that made everything even more intense.
Or maybe there was some drama… getting in and out of the dinghy 😂

On assignment for @edelrid_sport shooting their new ice screw, the Raya Lite, in the best location we could possibly imagine.

#norway #iceclimbing #grytoya #narvik


1.3K
25
2 months ago

Now, once back home, after a few weeks, going through all the images and moments from my last trip to Norway, I can finally put together some thoughts about what it has been.
Ten days flew by as if it were just a couple. From the night train to Narvik, jumping on a few buses, and finally onto the sailing boat that became our home, the “Artic Ice”.
Having the opportunity to photograph the @davexpedkader team was a great lesson in passion, determination and adventurous spirit. Their goal was to climb the Norwegian ice on the north face of the island of Grytøya, and possibly search for new, unclimbed lines.
No drama on this expedition. Just laughter, commitment, kanelbullar, and a crazy life on the boat that made everything even more intense.
Or maybe there was some drama… getting in and out of the dinghy 😂

On assignment for @edelrid_sport shooting their new ice screw, the Raya Lite, in the best location we could possibly imagine.

#norway #iceclimbing #grytoya #narvik


1.3K
25
2 months ago

Now, once back home, after a few weeks, going through all the images and moments from my last trip to Norway, I can finally put together some thoughts about what it has been.
Ten days flew by as if it were just a couple. From the night train to Narvik, jumping on a few buses, and finally onto the sailing boat that became our home, the “Artic Ice”.
Having the opportunity to photograph the @davexpedkader team was a great lesson in passion, determination and adventurous spirit. Their goal was to climb the Norwegian ice on the north face of the island of Grytøya, and possibly search for new, unclimbed lines.
No drama on this expedition. Just laughter, commitment, kanelbullar, and a crazy life on the boat that made everything even more intense.
Or maybe there was some drama… getting in and out of the dinghy 😂

On assignment for @edelrid_sport shooting their new ice screw, the Raya Lite, in the best location we could possibly imagine.

#norway #iceclimbing #grytoya #narvik


1.3K
25
2 months ago

Now, once back home, after a few weeks, going through all the images and moments from my last trip to Norway, I can finally put together some thoughts about what it has been.
Ten days flew by as if it were just a couple. From the night train to Narvik, jumping on a few buses, and finally onto the sailing boat that became our home, the “Artic Ice”.
Having the opportunity to photograph the @davexpedkader team was a great lesson in passion, determination and adventurous spirit. Their goal was to climb the Norwegian ice on the north face of the island of Grytøya, and possibly search for new, unclimbed lines.
No drama on this expedition. Just laughter, commitment, kanelbullar, and a crazy life on the boat that made everything even more intense.
Or maybe there was some drama… getting in and out of the dinghy 😂

On assignment for @edelrid_sport shooting their new ice screw, the Raya Lite, in the best location we could possibly imagine.

#norway #iceclimbing #grytoya #narvik


1.3K
25
2 months ago

Now, once back home, after a few weeks, going through all the images and moments from my last trip to Norway, I can finally put together some thoughts about what it has been.
Ten days flew by as if it were just a couple. From the night train to Narvik, jumping on a few buses, and finally onto the sailing boat that became our home, the “Artic Ice”.
Having the opportunity to photograph the @davexpedkader team was a great lesson in passion, determination and adventurous spirit. Their goal was to climb the Norwegian ice on the north face of the island of Grytøya, and possibly search for new, unclimbed lines.
No drama on this expedition. Just laughter, commitment, kanelbullar, and a crazy life on the boat that made everything even more intense.
Or maybe there was some drama… getting in and out of the dinghy 😂

On assignment for @edelrid_sport shooting their new ice screw, the Raya Lite, in the best location we could possibly imagine.

#norway #iceclimbing #grytoya #narvik


1.3K
25
2 months ago

Now, once back home, after a few weeks, going through all the images and moments from my last trip to Norway, I can finally put together some thoughts about what it has been.
Ten days flew by as if it were just a couple. From the night train to Narvik, jumping on a few buses, and finally onto the sailing boat that became our home, the “Artic Ice”.
Having the opportunity to photograph the @davexpedkader team was a great lesson in passion, determination and adventurous spirit. Their goal was to climb the Norwegian ice on the north face of the island of Grytøya, and possibly search for new, unclimbed lines.
No drama on this expedition. Just laughter, commitment, kanelbullar, and a crazy life on the boat that made everything even more intense.
Or maybe there was some drama… getting in and out of the dinghy 😂

On assignment for @edelrid_sport shooting their new ice screw, the Raya Lite, in the best location we could possibly imagine.

#norway #iceclimbing #grytoya #narvik


1.3K
25
2 months ago

Now, once back home, after a few weeks, going through all the images and moments from my last trip to Norway, I can finally put together some thoughts about what it has been.
Ten days flew by as if it were just a couple. From the night train to Narvik, jumping on a few buses, and finally onto the sailing boat that became our home, the “Artic Ice”.
Having the opportunity to photograph the @davexpedkader team was a great lesson in passion, determination and adventurous spirit. Their goal was to climb the Norwegian ice on the north face of the island of Grytøya, and possibly search for new, unclimbed lines.
No drama on this expedition. Just laughter, commitment, kanelbullar, and a crazy life on the boat that made everything even more intense.
Or maybe there was some drama… getting in and out of the dinghy 😂

On assignment for @edelrid_sport shooting their new ice screw, the Raya Lite, in the best location we could possibly imagine.

#norway #iceclimbing #grytoya #narvik


1.3K
25
2 months ago

Now, once back home, after a few weeks, going through all the images and moments from my last trip to Norway, I can finally put together some thoughts about what it has been.
Ten days flew by as if it were just a couple. From the night train to Narvik, jumping on a few buses, and finally onto the sailing boat that became our home, the “Artic Ice”.
Having the opportunity to photograph the @davexpedkader team was a great lesson in passion, determination and adventurous spirit. Their goal was to climb the Norwegian ice on the north face of the island of Grytøya, and possibly search for new, unclimbed lines.
No drama on this expedition. Just laughter, commitment, kanelbullar, and a crazy life on the boat that made everything even more intense.
Or maybe there was some drama… getting in and out of the dinghy 😂

On assignment for @edelrid_sport shooting their new ice screw, the Raya Lite, in the best location we could possibly imagine.

#norway #iceclimbing #grytoya #narvik


1.3K
25
2 months ago

Now, once back home, after a few weeks, going through all the images and moments from my last trip to Norway, I can finally put together some thoughts about what it has been.
Ten days flew by as if it were just a couple. From the night train to Narvik, jumping on a few buses, and finally onto the sailing boat that became our home, the “Artic Ice”.
Having the opportunity to photograph the @davexpedkader team was a great lesson in passion, determination and adventurous spirit. Their goal was to climb the Norwegian ice on the north face of the island of Grytøya, and possibly search for new, unclimbed lines.
No drama on this expedition. Just laughter, commitment, kanelbullar, and a crazy life on the boat that made everything even more intense.
Or maybe there was some drama… getting in and out of the dinghy 😂

On assignment for @edelrid_sport shooting their new ice screw, the Raya Lite, in the best location we could possibly imagine.

#norway #iceclimbing #grytoya #narvik


1.3K
25
2 months ago

Now, once back home, after a few weeks, going through all the images and moments from my last trip to Norway, I can finally put together some thoughts about what it has been.
Ten days flew by as if it were just a couple. From the night train to Narvik, jumping on a few buses, and finally onto the sailing boat that became our home, the “Artic Ice”.
Having the opportunity to photograph the @davexpedkader team was a great lesson in passion, determination and adventurous spirit. Their goal was to climb the Norwegian ice on the north face of the island of Grytøya, and possibly search for new, unclimbed lines.
No drama on this expedition. Just laughter, commitment, kanelbullar, and a crazy life on the boat that made everything even more intense.
Or maybe there was some drama… getting in and out of the dinghy 😂

On assignment for @edelrid_sport shooting their new ice screw, the Raya Lite, in the best location we could possibly imagine.

#norway #iceclimbing #grytoya #narvik


1.3K
25
2 months ago

Now, once back home, after a few weeks, going through all the images and moments from my last trip to Norway, I can finally put together some thoughts about what it has been.
Ten days flew by as if it were just a couple. From the night train to Narvik, jumping on a few buses, and finally onto the sailing boat that became our home, the “Artic Ice”.
Having the opportunity to photograph the @davexpedkader team was a great lesson in passion, determination and adventurous spirit. Their goal was to climb the Norwegian ice on the north face of the island of Grytøya, and possibly search for new, unclimbed lines.
No drama on this expedition. Just laughter, commitment, kanelbullar, and a crazy life on the boat that made everything even more intense.
Or maybe there was some drama… getting in and out of the dinghy 😂

On assignment for @edelrid_sport shooting their new ice screw, the Raya Lite, in the best location we could possibly imagine.

#norway #iceclimbing #grytoya #narvik


1.3K
25
2 months ago

Now, once back home, after a few weeks, going through all the images and moments from my last trip to Norway, I can finally put together some thoughts about what it has been.
Ten days flew by as if it were just a couple. From the night train to Narvik, jumping on a few buses, and finally onto the sailing boat that became our home, the “Artic Ice”.
Having the opportunity to photograph the @davexpedkader team was a great lesson in passion, determination and adventurous spirit. Their goal was to climb the Norwegian ice on the north face of the island of Grytøya, and possibly search for new, unclimbed lines.
No drama on this expedition. Just laughter, commitment, kanelbullar, and a crazy life on the boat that made everything even more intense.
Or maybe there was some drama… getting in and out of the dinghy 😂

On assignment for @edelrid_sport shooting their new ice screw, the Raya Lite, in the best location we could possibly imagine.

#norway #iceclimbing #grytoya #narvik


1.3K
25
2 months ago

Now, once back home, after a few weeks, going through all the images and moments from my last trip to Norway, I can finally put together some thoughts about what it has been.
Ten days flew by as if it were just a couple. From the night train to Narvik, jumping on a few buses, and finally onto the sailing boat that became our home, the “Artic Ice”.
Having the opportunity to photograph the @davexpedkader team was a great lesson in passion, determination and adventurous spirit. Their goal was to climb the Norwegian ice on the north face of the island of Grytøya, and possibly search for new, unclimbed lines.
No drama on this expedition. Just laughter, commitment, kanelbullar, and a crazy life on the boat that made everything even more intense.
Or maybe there was some drama… getting in and out of the dinghy 😂

On assignment for @edelrid_sport shooting their new ice screw, the Raya Lite, in the best location we could possibly imagine.

#norway #iceclimbing #grytoya #narvik


1.3K
25
2 months ago

Now, once back home, after a few weeks, going through all the images and moments from my last trip to Norway, I can finally put together some thoughts about what it has been.
Ten days flew by as if it were just a couple. From the night train to Narvik, jumping on a few buses, and finally onto the sailing boat that became our home, the “Artic Ice”.
Having the opportunity to photograph the @davexpedkader team was a great lesson in passion, determination and adventurous spirit. Their goal was to climb the Norwegian ice on the north face of the island of Grytøya, and possibly search for new, unclimbed lines.
No drama on this expedition. Just laughter, commitment, kanelbullar, and a crazy life on the boat that made everything even more intense.
Or maybe there was some drama… getting in and out of the dinghy 😂

On assignment for @edelrid_sport shooting their new ice screw, the Raya Lite, in the best location we could possibly imagine.

#norway #iceclimbing #grytoya #narvik


1.3K
25
2 months ago

Now, once back home, after a few weeks, going through all the images and moments from my last trip to Norway, I can finally put together some thoughts about what it has been.
Ten days flew by as if it were just a couple. From the night train to Narvik, jumping on a few buses, and finally onto the sailing boat that became our home, the “Artic Ice”.
Having the opportunity to photograph the @davexpedkader team was a great lesson in passion, determination and adventurous spirit. Their goal was to climb the Norwegian ice on the north face of the island of Grytøya, and possibly search for new, unclimbed lines.
No drama on this expedition. Just laughter, commitment, kanelbullar, and a crazy life on the boat that made everything even more intense.
Or maybe there was some drama… getting in and out of the dinghy 😂

On assignment for @edelrid_sport shooting their new ice screw, the Raya Lite, in the best location we could possibly imagine.

#norway #iceclimbing #grytoya #narvik


1.3K
25
2 months ago

Now, once back home, after a few weeks, going through all the images and moments from my last trip to Norway, I can finally put together some thoughts about what it has been.
Ten days flew by as if it were just a couple. From the night train to Narvik, jumping on a few buses, and finally onto the sailing boat that became our home, the “Artic Ice”.
Having the opportunity to photograph the @davexpedkader team was a great lesson in passion, determination and adventurous spirit. Their goal was to climb the Norwegian ice on the north face of the island of Grytøya, and possibly search for new, unclimbed lines.
No drama on this expedition. Just laughter, commitment, kanelbullar, and a crazy life on the boat that made everything even more intense.
Or maybe there was some drama… getting in and out of the dinghy 😂

On assignment for @edelrid_sport shooting their new ice screw, the Raya Lite, in the best location we could possibly imagine.

#norway #iceclimbing #grytoya #narvik


1.3K
25
2 months ago

Now, once back home, after a few weeks, going through all the images and moments from my last trip to Norway, I can finally put together some thoughts about what it has been.
Ten days flew by as if it were just a couple. From the night train to Narvik, jumping on a few buses, and finally onto the sailing boat that became our home, the “Artic Ice”.
Having the opportunity to photograph the @davexpedkader team was a great lesson in passion, determination and adventurous spirit. Their goal was to climb the Norwegian ice on the north face of the island of Grytøya, and possibly search for new, unclimbed lines.
No drama on this expedition. Just laughter, commitment, kanelbullar, and a crazy life on the boat that made everything even more intense.
Or maybe there was some drama… getting in and out of the dinghy 😂

On assignment for @edelrid_sport shooting their new ice screw, the Raya Lite, in the best location we could possibly imagine.

#norway #iceclimbing #grytoya #narvik


1.3K
25
2 months ago

Now, once back home, after a few weeks, going through all the images and moments from my last trip to Norway, I can finally put together some thoughts about what it has been.
Ten days flew by as if it were just a couple. From the night train to Narvik, jumping on a few buses, and finally onto the sailing boat that became our home, the “Artic Ice”.
Having the opportunity to photograph the @davexpedkader team was a great lesson in passion, determination and adventurous spirit. Their goal was to climb the Norwegian ice on the north face of the island of Grytøya, and possibly search for new, unclimbed lines.
No drama on this expedition. Just laughter, commitment, kanelbullar, and a crazy life on the boat that made everything even more intense.
Or maybe there was some drama… getting in and out of the dinghy 😂

On assignment for @edelrid_sport shooting their new ice screw, the Raya Lite, in the best location we could possibly imagine.

#norway #iceclimbing #grytoya #narvik


1.3K
25
2 months ago

Now, once back home, after a few weeks, going through all the images and moments from my last trip to Norway, I can finally put together some thoughts about what it has been.
Ten days flew by as if it were just a couple. From the night train to Narvik, jumping on a few buses, and finally onto the sailing boat that became our home, the “Artic Ice”.
Having the opportunity to photograph the @davexpedkader team was a great lesson in passion, determination and adventurous spirit. Their goal was to climb the Norwegian ice on the north face of the island of Grytøya, and possibly search for new, unclimbed lines.
No drama on this expedition. Just laughter, commitment, kanelbullar, and a crazy life on the boat that made everything even more intense.
Or maybe there was some drama… getting in and out of the dinghy 😂

On assignment for @edelrid_sport shooting their new ice screw, the Raya Lite, in the best location we could possibly imagine.

#norway #iceclimbing #grytoya #narvik


1.3K
25
2 months ago

Scorro la gallery del telefono e ritrovo i nostri video. Lo so, è ancora inverno e queste immagini sono dell’agosto scorso. Ma la primavera si avvicina, scalda l’aria e porta con sé la voglia di nuove avventure.

Un mash-up del viaggio bike & climb in Francia con @magdalenamst
Da Oulx al magico mondo degli Ecrins.
Parola chiave: improvvisazione 😂
Look essenziale: piumino pesante e pantalone corto 😎
Elementi di collegamento tra roccia e bici: baguette e Coca-Cola 😜

A tante altre nuove avventure 🔥

@focusbikes @salewa @koro_it @smithoptics #bikeandclimb #pursueyourthrill #briançonnais #france #ecrins


1.2K
14
3 months ago

Firn, amici, crisi di fame e tutto ciò che ci può essere di improvvisato che ha reso speciale questi due giorni. Un po’ come la ricetta dei pancakes, vero @marta_busso?!

Dalla Francia a alla montagna di Sestriere. Il profumo ed i colori di una primavera che si è già palesata. Un po’ come la crema solare spalmata (poco) tanto da lasciarti le guance bianche.

Un abbraccio al Diuzzone, che controlla ogni nostra curva 💙

@salewa @smithoptics @volklskis @markerproducts @dalbelloboots @koro_it #puremountain #firn #skitouring


501
8
3 months ago

Firn, amici, crisi di fame e tutto ciò che ci può essere di improvvisato che ha reso speciale questi due giorni. Un po’ come la ricetta dei pancakes, vero @marta_busso?!

Dalla Francia a alla montagna di Sestriere. Il profumo ed i colori di una primavera che si è già palesata. Un po’ come la crema solare spalmata (poco) tanto da lasciarti le guance bianche.

Un abbraccio al Diuzzone, che controlla ogni nostra curva 💙

@salewa @smithoptics @volklskis @markerproducts @dalbelloboots @koro_it #puremountain #firn #skitouring


501
8
3 months ago

Firn, amici, crisi di fame e tutto ciò che ci può essere di improvvisato che ha reso speciale questi due giorni. Un po’ come la ricetta dei pancakes, vero @marta_busso?!

Dalla Francia a alla montagna di Sestriere. Il profumo ed i colori di una primavera che si è già palesata. Un po’ come la crema solare spalmata (poco) tanto da lasciarti le guance bianche.

Un abbraccio al Diuzzone, che controlla ogni nostra curva 💙

@salewa @smithoptics @volklskis @markerproducts @dalbelloboots @koro_it #puremountain #firn #skitouring


501
8
3 months ago

Firn, amici, crisi di fame e tutto ciò che ci può essere di improvvisato che ha reso speciale questi due giorni. Un po’ come la ricetta dei pancakes, vero @marta_busso?!

Dalla Francia a alla montagna di Sestriere. Il profumo ed i colori di una primavera che si è già palesata. Un po’ come la crema solare spalmata (poco) tanto da lasciarti le guance bianche.

Un abbraccio al Diuzzone, che controlla ogni nostra curva 💙

@salewa @smithoptics @volklskis @markerproducts @dalbelloboots @koro_it #puremountain #firn #skitouring


501
8
3 months ago

Firn, amici, crisi di fame e tutto ciò che ci può essere di improvvisato che ha reso speciale questi due giorni. Un po’ come la ricetta dei pancakes, vero @marta_busso?!

Dalla Francia a alla montagna di Sestriere. Il profumo ed i colori di una primavera che si è già palesata. Un po’ come la crema solare spalmata (poco) tanto da lasciarti le guance bianche.

Un abbraccio al Diuzzone, che controlla ogni nostra curva 💙

@salewa @smithoptics @volklskis @markerproducts @dalbelloboots @koro_it #puremountain #firn #skitouring


501
8
3 months ago

Firn, amici, crisi di fame e tutto ciò che ci può essere di improvvisato che ha reso speciale questi due giorni. Un po’ come la ricetta dei pancakes, vero @marta_busso?!

Dalla Francia a alla montagna di Sestriere. Il profumo ed i colori di una primavera che si è già palesata. Un po’ come la crema solare spalmata (poco) tanto da lasciarti le guance bianche.

Un abbraccio al Diuzzone, che controlla ogni nostra curva 💙

@salewa @smithoptics @volklskis @markerproducts @dalbelloboots @koro_it #puremountain #firn #skitouring


501
8
3 months ago

Firn, amici, crisi di fame e tutto ciò che ci può essere di improvvisato che ha reso speciale questi due giorni. Un po’ come la ricetta dei pancakes, vero @marta_busso?!

Dalla Francia a alla montagna di Sestriere. Il profumo ed i colori di una primavera che si è già palesata. Un po’ come la crema solare spalmata (poco) tanto da lasciarti le guance bianche.

Un abbraccio al Diuzzone, che controlla ogni nostra curva 💙

@salewa @smithoptics @volklskis @markerproducts @dalbelloboots @koro_it #puremountain #firn #skitouring


501
8
3 months ago

Firn, amici, crisi di fame e tutto ciò che ci può essere di improvvisato che ha reso speciale questi due giorni. Un po’ come la ricetta dei pancakes, vero @marta_busso?!

Dalla Francia a alla montagna di Sestriere. Il profumo ed i colori di una primavera che si è già palesata. Un po’ come la crema solare spalmata (poco) tanto da lasciarti le guance bianche.

Un abbraccio al Diuzzone, che controlla ogni nostra curva 💙

@salewa @smithoptics @volklskis @markerproducts @dalbelloboots @koro_it #puremountain #firn #skitouring


501
8
3 months ago

Firn, amici, crisi di fame e tutto ciò che ci può essere di improvvisato che ha reso speciale questi due giorni. Un po’ come la ricetta dei pancakes, vero @marta_busso?!

Dalla Francia a alla montagna di Sestriere. Il profumo ed i colori di una primavera che si è già palesata. Un po’ come la crema solare spalmata (poco) tanto da lasciarti le guance bianche.

Un abbraccio al Diuzzone, che controlla ogni nostra curva 💙

@salewa @smithoptics @volklskis @markerproducts @dalbelloboots @koro_it #puremountain #firn #skitouring


501
8
3 months ago

Firn, amici, crisi di fame e tutto ciò che ci può essere di improvvisato che ha reso speciale questi due giorni. Un po’ come la ricetta dei pancakes, vero @marta_busso?!

Dalla Francia a alla montagna di Sestriere. Il profumo ed i colori di una primavera che si è già palesata. Un po’ come la crema solare spalmata (poco) tanto da lasciarti le guance bianche.

Un abbraccio al Diuzzone, che controlla ogni nostra curva 💙

@salewa @smithoptics @volklskis @markerproducts @dalbelloboots @koro_it #puremountain #firn #skitouring


501
8
3 months ago

Firn, amici, crisi di fame e tutto ciò che ci può essere di improvvisato che ha reso speciale questi due giorni. Un po’ come la ricetta dei pancakes, vero @marta_busso?!

Dalla Francia a alla montagna di Sestriere. Il profumo ed i colori di una primavera che si è già palesata. Un po’ come la crema solare spalmata (poco) tanto da lasciarti le guance bianche.

Un abbraccio al Diuzzone, che controlla ogni nostra curva 💙

@salewa @smithoptics @volklskis @markerproducts @dalbelloboots @koro_it #puremountain #firn #skitouring


501
8
3 months ago

Firn, amici, crisi di fame e tutto ciò che ci può essere di improvvisato che ha reso speciale questi due giorni. Un po’ come la ricetta dei pancakes, vero @marta_busso?!

Dalla Francia a alla montagna di Sestriere. Il profumo ed i colori di una primavera che si è già palesata. Un po’ come la crema solare spalmata (poco) tanto da lasciarti le guance bianche.

Un abbraccio al Diuzzone, che controlla ogni nostra curva 💙

@salewa @smithoptics @volklskis @markerproducts @dalbelloboots @koro_it #puremountain #firn #skitouring


501
8
3 months ago

Firn, amici, crisi di fame e tutto ciò che ci può essere di improvvisato che ha reso speciale questi due giorni. Un po’ come la ricetta dei pancakes, vero @marta_busso?!

Dalla Francia a alla montagna di Sestriere. Il profumo ed i colori di una primavera che si è già palesata. Un po’ come la crema solare spalmata (poco) tanto da lasciarti le guance bianche.

Un abbraccio al Diuzzone, che controlla ogni nostra curva 💙

@salewa @smithoptics @volklskis @markerproducts @dalbelloboots @koro_it #puremountain #firn #skitouring


501
8
3 months ago

Firn, amici, crisi di fame e tutto ciò che ci può essere di improvvisato che ha reso speciale questi due giorni. Un po’ come la ricetta dei pancakes, vero @marta_busso?!

Dalla Francia a alla montagna di Sestriere. Il profumo ed i colori di una primavera che si è già palesata. Un po’ come la crema solare spalmata (poco) tanto da lasciarti le guance bianche.

Un abbraccio al Diuzzone, che controlla ogni nostra curva 💙

@salewa @smithoptics @volklskis @markerproducts @dalbelloboots @koro_it #puremountain #firn #skitouring


501
8
3 months ago

Firn, amici, crisi di fame e tutto ciò che ci può essere di improvvisato che ha reso speciale questi due giorni. Un po’ come la ricetta dei pancakes, vero @marta_busso?!

Dalla Francia a alla montagna di Sestriere. Il profumo ed i colori di una primavera che si è già palesata. Un po’ come la crema solare spalmata (poco) tanto da lasciarti le guance bianche.

Un abbraccio al Diuzzone, che controlla ogni nostra curva 💙

@salewa @smithoptics @volklskis @markerproducts @dalbelloboots @koro_it #puremountain #firn #skitouring


501
8
3 months ago

Firn, amici, crisi di fame e tutto ciò che ci può essere di improvvisato che ha reso speciale questi due giorni. Un po’ come la ricetta dei pancakes, vero @marta_busso?!

Dalla Francia a alla montagna di Sestriere. Il profumo ed i colori di una primavera che si è già palesata. Un po’ come la crema solare spalmata (poco) tanto da lasciarti le guance bianche.

Un abbraccio al Diuzzone, che controlla ogni nostra curva 💙

@salewa @smithoptics @volklskis @markerproducts @dalbelloboots @koro_it #puremountain #firn #skitouring


501
8
3 months ago

Firn, amici, crisi di fame e tutto ciò che ci può essere di improvvisato che ha reso speciale questi due giorni. Un po’ come la ricetta dei pancakes, vero @marta_busso?!

Dalla Francia a alla montagna di Sestriere. Il profumo ed i colori di una primavera che si è già palesata. Un po’ come la crema solare spalmata (poco) tanto da lasciarti le guance bianche.

Un abbraccio al Diuzzone, che controlla ogni nostra curva 💙

@salewa @smithoptics @volklskis @markerproducts @dalbelloboots @koro_it #puremountain #firn #skitouring


501
8
3 months ago

Firn, amici, crisi di fame e tutto ciò che ci può essere di improvvisato che ha reso speciale questi due giorni. Un po’ come la ricetta dei pancakes, vero @marta_busso?!

Dalla Francia a alla montagna di Sestriere. Il profumo ed i colori di una primavera che si è già palesata. Un po’ come la crema solare spalmata (poco) tanto da lasciarti le guance bianche.

Un abbraccio al Diuzzone, che controlla ogni nostra curva 💙

@salewa @smithoptics @volklskis @markerproducts @dalbelloboots @koro_it #puremountain #firn #skitouring


501
8
3 months ago


스토리 세이브 - 스토리, 릴스, 사진, 비디오, 하이라이트, IGTV를 핸드폰에 저장할 수 있는 최고의 무료 도구.

스토리-세이브.com은 사용자들이 인스타그램에서 스토리, 사진, 비디오, IGTV 등을 직접 다운로드하고 저장할 수 있게 도와주는 직관적인 온라인 도구입니다. Story-Save를 사용하면 인스타그램에서 다양한 콘텐츠를 쉽게 다운로드하고 인터넷 없이도 편리하게 볼 수 있습니다. 인스타그램에서 흥미로운 내용을 발견하고 나중에 보기 위해 저장하고 싶을 때 이 도구가 완벽합니다. Story-Save를 사용하여 인스타그램의 소중한 순간을 놓치지 마세요!

우리의 장점:

회원가입 불필요

앱 다운로드 및 가입 없이, 웹에서 스토리를 저장하세요.

독점적인 고화질

저화질 콘텐츠는 이제 그만, 고해상도 스토리만 보존하세요.

모든 장치에서 접근 가능

모든 브라우저, 아이폰, 안드로이드에서 인스타그램 스토리를 다운로드하세요.

완전 무료 사용

전혀 비용 없이 스토리를 다운로드할 수 있습니다.

자주 묻는 질문

인스타그램 스토리 다운로드 기능은 인스타그램 스토리를 안전하고 고품질로 다운로드할 수 있는 방법을 제공합니다. 사용자 친화적이며, 가입 없이 사용 가능합니다. 링크를 복사하여 붙여넣고 콘텐츠를 즐기세요.
인스타그램 스토리 다운로드는 간단한 과정으로, 세 가지 단계가 필요합니다:
  • 1. 인스타그램 스토리 다운로드 도구에 접속하세요.
  • 2. 인스타그램 프로필의 사용자명을 제공된 필드에 입력하고 다운로드 버튼을 클릭하세요.
  • 3. 현재 24시간 동안 사용 가능한 모든 스토리가 표시됩니다. 원하는 스토리를 선택하고 다운로드하세요.
선택한 스토리는 빠르게 기기의 로컬 저장소에 저장됩니다.
불행히도 개인 계정의 스토리는 개인정보 보호 정책으로 인해 다운로드할 수 없습니다.
인스타그램 스토리 다운로드 서비스에는 사용 횟수 제한이 없습니다. 무제한으로 무료로 사용 가능합니다.
네, 다른 사용자의 인스타그램 스토리를 다운로드하고 저장하는 것은 상업적 용도가 아닌 한 합법입니다. 상업적 용도로 사용하려면 원래 콘텐츠 소유자로부터 허락을 받고, 매번 스토리를 사용할 때마다 출처를 밝혀야 합니다.
다운로드한 스토리는 일반적으로 컴퓨터의 다운로드 폴더에 저장됩니다. 윈도우, 맥, iOS 모두 동일합니다. 모바일 장치에서는 스토리가 핸드폰 저장소에 저장되며, 다운로드 후 바로 갤러리 앱에 나타납니다.