
Accenti moderni per un palazzo storico
Minimalismo e tradizione si incontrano in modo equilibrato nel recupero di un appartamento all’interno di una dimora del novecento. @officinaabitare rimodula gli spazi proponendo modalità costruttive della tradizione affiancate a soluzioni tecniche e tecnologiche contemporanee per la creazione di ambienti continui, in stretto rapporto con il paesaggio.
Siamo felici di vedere questo progetto pubblicato sulle pagine di comeristrutturarelacasa
Crediti fotografici: @liomorph

Accenti moderni per un palazzo storico
Minimalismo e tradizione si incontrano in modo equilibrato nel recupero di un appartamento all’interno di una dimora del novecento. @officinaabitare rimodula gli spazi proponendo modalità costruttive della tradizione affiancate a soluzioni tecniche e tecnologiche contemporanee per la creazione di ambienti continui, in stretto rapporto con il paesaggio.
Siamo felici di vedere questo progetto pubblicato sulle pagine di comeristrutturarelacasa
Crediti fotografici: @liomorph

Accenti moderni per un palazzo storico
Minimalismo e tradizione si incontrano in modo equilibrato nel recupero di un appartamento all’interno di una dimora del novecento. @officinaabitare rimodula gli spazi proponendo modalità costruttive della tradizione affiancate a soluzioni tecniche e tecnologiche contemporanee per la creazione di ambienti continui, in stretto rapporto con il paesaggio.
Siamo felici di vedere questo progetto pubblicato sulle pagine di comeristrutturarelacasa
Crediti fotografici: @liomorph

Installation view della mostra "Anima Etrusca / Etruscan Soul" presso il Complesso Museale di Santa Chiara a San Gimignano.
@museisenesi
@san_gimignano

Installation view della mostra "Anima Etrusca / Etruscan Soul" presso il Complesso Museale di Santa Chiara a San Gimignano.
@museisenesi
@san_gimignano

Installation view della mostra "Anima Etrusca / Etruscan Soul" presso il Complesso Museale di Santa Chiara a San Gimignano.
@museisenesi
@san_gimignano

Installation view della mostra "Anima Etrusca / Etruscan Soul" presso il Complesso Museale di Santa Chiara a San Gimignano.
@museisenesi
@san_gimignano

Installation view della mostra "Anima Etrusca / Etruscan Soul" presso il Complesso Museale di Santa Chiara a San Gimignano.
@museisenesi
@san_gimignano

Installation view della mostra "Anima Etrusca / Etruscan Soul" presso il Complesso Museale di Santa Chiara a San Gimignano.
@museisenesi
@san_gimignano

Installation view della mostra "Anima Etrusca / Etruscan Soul" presso il Complesso Museale di Santa Chiara a San Gimignano.
@museisenesi
@san_gimignano

Installation view della mostra "Anima Etrusca / Etruscan Soul" presso il Complesso Museale di Santa Chiara a San Gimignano.
@museisenesi
@san_gimignano

Installation view della mostra "Anima Etrusca / Etruscan Soul" presso il Complesso Museale di Santa Chiara a San Gimignano.
@museisenesi
@san_gimignano

Installation view della mostra "Anima Etrusca / Etruscan Soul" presso il Complesso Museale di Santa Chiara a San Gimignano.
@museisenesi
@san_gimignano

Documentazione per la mostra personale di Ugo La Pietra negli spazi della Galleria Enrico Astuni.
Felice di avere lavorato su questo progetto e di partecipare alla realizzazione del catalogo della mostra.
“Oggi, in mancanza di progetto e non riuscendo a trasformare le nostre città, potrebbe venirci incontro ciò che da tempo vado pensando e progettando: i luoghi di decompressione. Si dovrebbero realizzare sempre più numerosi spazi pensati come momenti di sospensione, rispetto al “troppo” che caratterizza le città: troppo rumore, troppo traffico, troppe presenze di persone, troppo inquinamento atmosferico (…) Luoghi capaci di fornire al cittadino almeno un “rimedio” all’incapacità o impossibilità di ripensare le nostre città; spazi attrezzati in cui compiere rituali individuali e per piccoli gruppi, proprio come un tempo, nei giardini all’italiana, accadeva con i ‘gazebi’”.
— Ugo La Pietra
@galleriaastuni @ugolapietra
#artdocumentation #contemporaryart #bolonga #exhibitions

Documentazione per la mostra personale di Ugo La Pietra negli spazi della Galleria Enrico Astuni.
Felice di avere lavorato su questo progetto e di partecipare alla realizzazione del catalogo della mostra.
“Oggi, in mancanza di progetto e non riuscendo a trasformare le nostre città, potrebbe venirci incontro ciò che da tempo vado pensando e progettando: i luoghi di decompressione. Si dovrebbero realizzare sempre più numerosi spazi pensati come momenti di sospensione, rispetto al “troppo” che caratterizza le città: troppo rumore, troppo traffico, troppe presenze di persone, troppo inquinamento atmosferico (…) Luoghi capaci di fornire al cittadino almeno un “rimedio” all’incapacità o impossibilità di ripensare le nostre città; spazi attrezzati in cui compiere rituali individuali e per piccoli gruppi, proprio come un tempo, nei giardini all’italiana, accadeva con i ‘gazebi’”.
— Ugo La Pietra
@galleriaastuni @ugolapietra
#artdocumentation #contemporaryart #bolonga #exhibitions

Documentazione per la mostra personale di Ugo La Pietra negli spazi della Galleria Enrico Astuni.
Felice di avere lavorato su questo progetto e di partecipare alla realizzazione del catalogo della mostra.
“Oggi, in mancanza di progetto e non riuscendo a trasformare le nostre città, potrebbe venirci incontro ciò che da tempo vado pensando e progettando: i luoghi di decompressione. Si dovrebbero realizzare sempre più numerosi spazi pensati come momenti di sospensione, rispetto al “troppo” che caratterizza le città: troppo rumore, troppo traffico, troppe presenze di persone, troppo inquinamento atmosferico (…) Luoghi capaci di fornire al cittadino almeno un “rimedio” all’incapacità o impossibilità di ripensare le nostre città; spazi attrezzati in cui compiere rituali individuali e per piccoli gruppi, proprio come un tempo, nei giardini all’italiana, accadeva con i ‘gazebi’”.
— Ugo La Pietra
@galleriaastuni @ugolapietra
#artdocumentation #contemporaryart #bolonga #exhibitions

Documentazione per la mostra personale di Ugo La Pietra negli spazi della Galleria Enrico Astuni.
Felice di avere lavorato su questo progetto e di partecipare alla realizzazione del catalogo della mostra.
“Oggi, in mancanza di progetto e non riuscendo a trasformare le nostre città, potrebbe venirci incontro ciò che da tempo vado pensando e progettando: i luoghi di decompressione. Si dovrebbero realizzare sempre più numerosi spazi pensati come momenti di sospensione, rispetto al “troppo” che caratterizza le città: troppo rumore, troppo traffico, troppe presenze di persone, troppo inquinamento atmosferico (…) Luoghi capaci di fornire al cittadino almeno un “rimedio” all’incapacità o impossibilità di ripensare le nostre città; spazi attrezzati in cui compiere rituali individuali e per piccoli gruppi, proprio come un tempo, nei giardini all’italiana, accadeva con i ‘gazebi’”.
— Ugo La Pietra
@galleriaastuni @ugolapietra
#artdocumentation #contemporaryart #bolonga #exhibitions

Documentazione per la mostra personale di Ugo La Pietra negli spazi della Galleria Enrico Astuni.
Felice di avere lavorato su questo progetto e di partecipare alla realizzazione del catalogo della mostra.
“Oggi, in mancanza di progetto e non riuscendo a trasformare le nostre città, potrebbe venirci incontro ciò che da tempo vado pensando e progettando: i luoghi di decompressione. Si dovrebbero realizzare sempre più numerosi spazi pensati come momenti di sospensione, rispetto al “troppo” che caratterizza le città: troppo rumore, troppo traffico, troppe presenze di persone, troppo inquinamento atmosferico (…) Luoghi capaci di fornire al cittadino almeno un “rimedio” all’incapacità o impossibilità di ripensare le nostre città; spazi attrezzati in cui compiere rituali individuali e per piccoli gruppi, proprio come un tempo, nei giardini all’italiana, accadeva con i ‘gazebi’”.
— Ugo La Pietra
@galleriaastuni @ugolapietra
#artdocumentation #contemporaryart #bolonga #exhibitions

Documentazione per la mostra personale di Ugo La Pietra negli spazi della Galleria Enrico Astuni.
Felice di avere lavorato su questo progetto e di partecipare alla realizzazione del catalogo della mostra.
“Oggi, in mancanza di progetto e non riuscendo a trasformare le nostre città, potrebbe venirci incontro ciò che da tempo vado pensando e progettando: i luoghi di decompressione. Si dovrebbero realizzare sempre più numerosi spazi pensati come momenti di sospensione, rispetto al “troppo” che caratterizza le città: troppo rumore, troppo traffico, troppe presenze di persone, troppo inquinamento atmosferico (…) Luoghi capaci di fornire al cittadino almeno un “rimedio” all’incapacità o impossibilità di ripensare le nostre città; spazi attrezzati in cui compiere rituali individuali e per piccoli gruppi, proprio come un tempo, nei giardini all’italiana, accadeva con i ‘gazebi’”.
— Ugo La Pietra
@galleriaastuni @ugolapietra
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“Oggi, in mancanza di progetto e non riuscendo a trasformare le nostre città, potrebbe venirci incontro ciò che da tempo vado pensando e progettando: i luoghi di decompressione. Si dovrebbero realizzare sempre più numerosi spazi pensati come momenti di sospensione, rispetto al “troppo” che caratterizza le città: troppo rumore, troppo traffico, troppe presenze di persone, troppo inquinamento atmosferico (…) Luoghi capaci di fornire al cittadino almeno un “rimedio” all’incapacità o impossibilità di ripensare le nostre città; spazi attrezzati in cui compiere rituali individuali e per piccoli gruppi, proprio come un tempo, nei giardini all’italiana, accadeva con i ‘gazebi’”.
— Ugo La Pietra
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“Oggi, in mancanza di progetto e non riuscendo a trasformare le nostre città, potrebbe venirci incontro ciò che da tempo vado pensando e progettando: i luoghi di decompressione. Si dovrebbero realizzare sempre più numerosi spazi pensati come momenti di sospensione, rispetto al “troppo” che caratterizza le città: troppo rumore, troppo traffico, troppe presenze di persone, troppo inquinamento atmosferico (…) Luoghi capaci di fornire al cittadino almeno un “rimedio” all’incapacità o impossibilità di ripensare le nostre città; spazi attrezzati in cui compiere rituali individuali e per piccoli gruppi, proprio come un tempo, nei giardini all’italiana, accadeva con i ‘gazebi’”.
— Ugo La Pietra
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“Oggi, in mancanza di progetto e non riuscendo a trasformare le nostre città, potrebbe venirci incontro ciò che da tempo vado pensando e progettando: i luoghi di decompressione. Si dovrebbero realizzare sempre più numerosi spazi pensati come momenti di sospensione, rispetto al “troppo” che caratterizza le città: troppo rumore, troppo traffico, troppe presenze di persone, troppo inquinamento atmosferico (…) Luoghi capaci di fornire al cittadino almeno un “rimedio” all’incapacità o impossibilità di ripensare le nostre città; spazi attrezzati in cui compiere rituali individuali e per piccoli gruppi, proprio come un tempo, nei giardini all’italiana, accadeva con i ‘gazebi’”.
— Ugo La Pietra
@galleriaastuni @ugolapietra
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Documentazione per la mostra personale di Ugo La Pietra negli spazi della Galleria Enrico Astuni.
Felice di avere lavorato su questo progetto e di partecipare alla realizzazione del catalogo della mostra.
“Oggi, in mancanza di progetto e non riuscendo a trasformare le nostre città, potrebbe venirci incontro ciò che da tempo vado pensando e progettando: i luoghi di decompressione. Si dovrebbero realizzare sempre più numerosi spazi pensati come momenti di sospensione, rispetto al “troppo” che caratterizza le città: troppo rumore, troppo traffico, troppe presenze di persone, troppo inquinamento atmosferico (…) Luoghi capaci di fornire al cittadino almeno un “rimedio” all’incapacità o impossibilità di ripensare le nostre città; spazi attrezzati in cui compiere rituali individuali e per piccoli gruppi, proprio come un tempo, nei giardini all’italiana, accadeva con i ‘gazebi’”.
— Ugo La Pietra
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Documentazione fotografica per la mostra collettiva "Paesi Miei. Storie e gesti da Una Boccata d’Arte" presentata da Fondazione Elpis in collaborazione con Toast Project e realizzata con il supporto di Manifattura Tabacchi nei suoi spazi a Firenze.
“Paesi miei” indaga come le opere nate in dialogo con i territori e le comunità locali conservino una memoria relazionale, fatta di gesti, materiali e tracce di vita quotidiana.
Il progetto trasferisce in un nuovo scenario l’esperienza diffusa di Una Boccata d’Arte, attivando un contesto di collaborazione e visione.
@fondazioneelpis
@toastproject
@manifatturatabacchifi
#artdocumentation #contemporaryart #toastproject #manifatturatabacchi #exhibitions

Documentazione fotografica per la mostra collettiva "Paesi Miei. Storie e gesti da Una Boccata d’Arte" presentata da Fondazione Elpis in collaborazione con Toast Project e realizzata con il supporto di Manifattura Tabacchi nei suoi spazi a Firenze.
“Paesi miei” indaga come le opere nate in dialogo con i territori e le comunità locali conservino una memoria relazionale, fatta di gesti, materiali e tracce di vita quotidiana.
Il progetto trasferisce in un nuovo scenario l’esperienza diffusa di Una Boccata d’Arte, attivando un contesto di collaborazione e visione.
@fondazioneelpis
@toastproject
@manifatturatabacchifi
#artdocumentation #contemporaryart #toastproject #manifatturatabacchi #exhibitions

Documentazione fotografica per la mostra collettiva "Paesi Miei. Storie e gesti da Una Boccata d’Arte" presentata da Fondazione Elpis in collaborazione con Toast Project e realizzata con il supporto di Manifattura Tabacchi nei suoi spazi a Firenze.
“Paesi miei” indaga come le opere nate in dialogo con i territori e le comunità locali conservino una memoria relazionale, fatta di gesti, materiali e tracce di vita quotidiana.
Il progetto trasferisce in un nuovo scenario l’esperienza diffusa di Una Boccata d’Arte, attivando un contesto di collaborazione e visione.
@fondazioneelpis
@toastproject
@manifatturatabacchifi
#artdocumentation #contemporaryart #toastproject #manifatturatabacchi #exhibitions

Documentazione fotografica per la mostra collettiva "Paesi Miei. Storie e gesti da Una Boccata d’Arte" presentata da Fondazione Elpis in collaborazione con Toast Project e realizzata con il supporto di Manifattura Tabacchi nei suoi spazi a Firenze.
“Paesi miei” indaga come le opere nate in dialogo con i territori e le comunità locali conservino una memoria relazionale, fatta di gesti, materiali e tracce di vita quotidiana.
Il progetto trasferisce in un nuovo scenario l’esperienza diffusa di Una Boccata d’Arte, attivando un contesto di collaborazione e visione.
@fondazioneelpis
@toastproject
@manifatturatabacchifi
#artdocumentation #contemporaryart #toastproject #manifatturatabacchi #exhibitions

Documentazione fotografica per la mostra collettiva "Paesi Miei. Storie e gesti da Una Boccata d’Arte" presentata da Fondazione Elpis in collaborazione con Toast Project e realizzata con il supporto di Manifattura Tabacchi nei suoi spazi a Firenze.
“Paesi miei” indaga come le opere nate in dialogo con i territori e le comunità locali conservino una memoria relazionale, fatta di gesti, materiali e tracce di vita quotidiana.
Il progetto trasferisce in un nuovo scenario l’esperienza diffusa di Una Boccata d’Arte, attivando un contesto di collaborazione e visione.
@fondazioneelpis
@toastproject
@manifatturatabacchifi
#artdocumentation #contemporaryart #toastproject #manifatturatabacchi #exhibitions

Documentazione fotografica per la mostra collettiva "Paesi Miei. Storie e gesti da Una Boccata d’Arte" presentata da Fondazione Elpis in collaborazione con Toast Project e realizzata con il supporto di Manifattura Tabacchi nei suoi spazi a Firenze.
“Paesi miei” indaga come le opere nate in dialogo con i territori e le comunità locali conservino una memoria relazionale, fatta di gesti, materiali e tracce di vita quotidiana.
Il progetto trasferisce in un nuovo scenario l’esperienza diffusa di Una Boccata d’Arte, attivando un contesto di collaborazione e visione.
@fondazioneelpis
@toastproject
@manifatturatabacchifi
#artdocumentation #contemporaryart #toastproject #manifatturatabacchi #exhibitions

Documentazione fotografica per la mostra collettiva "Paesi Miei. Storie e gesti da Una Boccata d’Arte" presentata da Fondazione Elpis in collaborazione con Toast Project e realizzata con il supporto di Manifattura Tabacchi nei suoi spazi a Firenze.
“Paesi miei” indaga come le opere nate in dialogo con i territori e le comunità locali conservino una memoria relazionale, fatta di gesti, materiali e tracce di vita quotidiana.
Il progetto trasferisce in un nuovo scenario l’esperienza diffusa di Una Boccata d’Arte, attivando un contesto di collaborazione e visione.
@fondazioneelpis
@toastproject
@manifatturatabacchifi
#artdocumentation #contemporaryart #toastproject #manifatturatabacchi #exhibitions

Documentazione fotografica per la mostra collettiva "Paesi Miei. Storie e gesti da Una Boccata d’Arte" presentata da Fondazione Elpis in collaborazione con Toast Project e realizzata con il supporto di Manifattura Tabacchi nei suoi spazi a Firenze.
“Paesi miei” indaga come le opere nate in dialogo con i territori e le comunità locali conservino una memoria relazionale, fatta di gesti, materiali e tracce di vita quotidiana.
Il progetto trasferisce in un nuovo scenario l’esperienza diffusa di Una Boccata d’Arte, attivando un contesto di collaborazione e visione.
@fondazioneelpis
@toastproject
@manifatturatabacchifi
#artdocumentation #contemporaryart #toastproject #manifatturatabacchi #exhibitions

Documentazione fotografica per la mostra collettiva "Paesi Miei. Storie e gesti da Una Boccata d’Arte" presentata da Fondazione Elpis in collaborazione con Toast Project e realizzata con il supporto di Manifattura Tabacchi nei suoi spazi a Firenze.
“Paesi miei” indaga come le opere nate in dialogo con i territori e le comunità locali conservino una memoria relazionale, fatta di gesti, materiali e tracce di vita quotidiana.
Il progetto trasferisce in un nuovo scenario l’esperienza diffusa di Una Boccata d’Arte, attivando un contesto di collaborazione e visione.
@fondazioneelpis
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Documentazione fotografica per la mostra collettiva "Paesi Miei. Storie e gesti da Una Boccata d’Arte" presentata da Fondazione Elpis in collaborazione con Toast Project e realizzata con il supporto di Manifattura Tabacchi nei suoi spazi a Firenze.
“Paesi miei” indaga come le opere nate in dialogo con i territori e le comunità locali conservino una memoria relazionale, fatta di gesti, materiali e tracce di vita quotidiana.
Il progetto trasferisce in un nuovo scenario l’esperienza diffusa di Una Boccata d’Arte, attivando un contesto di collaborazione e visione.
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Documentazione fotografica per il terzo capitolo di “Transitum”, mostra personale di @fabriziocotognini a cura di marinadacci, visitabile fino al 14 settembre 2025 presso @building.gallery
Le opere dell’artista, disseminate in otto sale della casa museo, dialogano con la collezione storica evocando trasformazioni, migrazioni e memorie ritrovate. Un incontro lirico e sospeso tra epoche, dove le presenze leggere delle “Hybridatio Mundi” (2024-2025) si insinuano tra le stanze, rivelando nuove narrazioni.
-
The third chapter of “Transitum”, a solo exhibition by @fabriziocotognini curated by marinadacci, is currently on view at the Bagatti Valsecchi Museum, Milan.
Spread across eight rooms of the historic house, Cotognini’s works evoke themes of transformation, migration, and memory. A poetic encounter unfolds between past and present, where the delicate presences of “Hybridatio Mundi” (2024-2025) reveal new narratives in dialogue with the museum’s permanent collection.
@museobagattivalsecchi

Documentazione fotografica per il terzo capitolo di “Transitum”, mostra personale di @fabriziocotognini a cura di marinadacci, visitabile fino al 14 settembre 2025 presso @building.gallery
Le opere dell’artista, disseminate in otto sale della casa museo, dialogano con la collezione storica evocando trasformazioni, migrazioni e memorie ritrovate. Un incontro lirico e sospeso tra epoche, dove le presenze leggere delle “Hybridatio Mundi” (2024-2025) si insinuano tra le stanze, rivelando nuove narrazioni.
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The third chapter of “Transitum”, a solo exhibition by @fabriziocotognini curated by marinadacci, is currently on view at the Bagatti Valsecchi Museum, Milan.
Spread across eight rooms of the historic house, Cotognini’s works evoke themes of transformation, migration, and memory. A poetic encounter unfolds between past and present, where the delicate presences of “Hybridatio Mundi” (2024-2025) reveal new narratives in dialogue with the museum’s permanent collection.
@museobagattivalsecchi

Documentazione fotografica per il terzo capitolo di “Transitum”, mostra personale di @fabriziocotognini a cura di marinadacci, visitabile fino al 14 settembre 2025 presso @building.gallery
Le opere dell’artista, disseminate in otto sale della casa museo, dialogano con la collezione storica evocando trasformazioni, migrazioni e memorie ritrovate. Un incontro lirico e sospeso tra epoche, dove le presenze leggere delle “Hybridatio Mundi” (2024-2025) si insinuano tra le stanze, rivelando nuove narrazioni.
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The third chapter of “Transitum”, a solo exhibition by @fabriziocotognini curated by marinadacci, is currently on view at the Bagatti Valsecchi Museum, Milan.
Spread across eight rooms of the historic house, Cotognini’s works evoke themes of transformation, migration, and memory. A poetic encounter unfolds between past and present, where the delicate presences of “Hybridatio Mundi” (2024-2025) reveal new narratives in dialogue with the museum’s permanent collection.
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Documentazione fotografica per il terzo capitolo di “Transitum”, mostra personale di @fabriziocotognini a cura di marinadacci, visitabile fino al 14 settembre 2025 presso @building.gallery
Le opere dell’artista, disseminate in otto sale della casa museo, dialogano con la collezione storica evocando trasformazioni, migrazioni e memorie ritrovate. Un incontro lirico e sospeso tra epoche, dove le presenze leggere delle “Hybridatio Mundi” (2024-2025) si insinuano tra le stanze, rivelando nuove narrazioni.
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The third chapter of “Transitum”, a solo exhibition by @fabriziocotognini curated by marinadacci, is currently on view at the Bagatti Valsecchi Museum, Milan.
Spread across eight rooms of the historic house, Cotognini’s works evoke themes of transformation, migration, and memory. A poetic encounter unfolds between past and present, where the delicate presences of “Hybridatio Mundi” (2024-2025) reveal new narratives in dialogue with the museum’s permanent collection.
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Documentazione fotografica per il terzo capitolo di “Transitum”, mostra personale di @fabriziocotognini a cura di marinadacci, visitabile fino al 14 settembre 2025 presso @building.gallery
Le opere dell’artista, disseminate in otto sale della casa museo, dialogano con la collezione storica evocando trasformazioni, migrazioni e memorie ritrovate. Un incontro lirico e sospeso tra epoche, dove le presenze leggere delle “Hybridatio Mundi” (2024-2025) si insinuano tra le stanze, rivelando nuove narrazioni.
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The third chapter of “Transitum”, a solo exhibition by @fabriziocotognini curated by marinadacci, is currently on view at the Bagatti Valsecchi Museum, Milan.
Spread across eight rooms of the historic house, Cotognini’s works evoke themes of transformation, migration, and memory. A poetic encounter unfolds between past and present, where the delicate presences of “Hybridatio Mundi” (2024-2025) reveal new narratives in dialogue with the museum’s permanent collection.
@museobagattivalsecchi

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Le opere dell’artista, disseminate in otto sale della casa museo, dialogano con la collezione storica evocando trasformazioni, migrazioni e memorie ritrovate. Un incontro lirico e sospeso tra epoche, dove le presenze leggere delle “Hybridatio Mundi” (2024-2025) si insinuano tra le stanze, rivelando nuove narrazioni.
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The third chapter of “Transitum”, a solo exhibition by @fabriziocotognini curated by marinadacci, is currently on view at the Bagatti Valsecchi Museum, Milan.
Spread across eight rooms of the historic house, Cotognini’s works evoke themes of transformation, migration, and memory. A poetic encounter unfolds between past and present, where the delicate presences of “Hybridatio Mundi” (2024-2025) reveal new narratives in dialogue with the museum’s permanent collection.
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Le opere dell’artista, disseminate in otto sale della casa museo, dialogano con la collezione storica evocando trasformazioni, migrazioni e memorie ritrovate. Un incontro lirico e sospeso tra epoche, dove le presenze leggere delle “Hybridatio Mundi” (2024-2025) si insinuano tra le stanze, rivelando nuove narrazioni.
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Spread across eight rooms of the historic house, Cotognini’s works evoke themes of transformation, migration, and memory. A poetic encounter unfolds between past and present, where the delicate presences of “Hybridatio Mundi” (2024-2025) reveal new narratives in dialogue with the museum’s permanent collection.
@museobagattivalsecchi

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Le opere dell’artista, disseminate in otto sale della casa museo, dialogano con la collezione storica evocando trasformazioni, migrazioni e memorie ritrovate. Un incontro lirico e sospeso tra epoche, dove le presenze leggere delle “Hybridatio Mundi” (2024-2025) si insinuano tra le stanze, rivelando nuove narrazioni.
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The third chapter of “Transitum”, a solo exhibition by @fabriziocotognini curated by marinadacci, is currently on view at the Bagatti Valsecchi Museum, Milan.
Spread across eight rooms of the historic house, Cotognini’s works evoke themes of transformation, migration, and memory. A poetic encounter unfolds between past and present, where the delicate presences of “Hybridatio Mundi” (2024-2025) reveal new narratives in dialogue with the museum’s permanent collection.
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Spread across eight rooms of the historic house, Cotognini’s works evoke themes of transformation, migration, and memory. A poetic encounter unfolds between past and present, where the delicate presences of “Hybridatio Mundi” (2024-2025) reveal new narratives in dialogue with the museum’s permanent collection.
@museobagattivalsecchi

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Le opere dell’artista, disseminate in otto sale della casa museo, dialogano con la collezione storica evocando trasformazioni, migrazioni e memorie ritrovate. Un incontro lirico e sospeso tra epoche, dove le presenze leggere delle “Hybridatio Mundi” (2024-2025) si insinuano tra le stanze, rivelando nuove narrazioni.
-
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Spread across eight rooms of the historic house, Cotognini’s works evoke themes of transformation, migration, and memory. A poetic encounter unfolds between past and present, where the delicate presences of “Hybridatio Mundi” (2024-2025) reveal new narratives in dialogue with the museum’s permanent collection.
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Installation views of TRANSITUM, the solo exhibition of artist Fabrizio Cotognini @fabriziocotognini
curated by Marina Dacci
BUILDING GALLERY @building.gallery
The exhibition is conceived as an excursus on the artists' artistic research, articulated in several chapters, which are fluidly woven into the exhibition space forming a web of connections.
In this articulated path, a vast selection of more than 90 artworks created specifically for the exhibition.
#artphotography #contemporaryart #artdocumentation

Installation views of TRANSITUM, the solo exhibition of artist Fabrizio Cotognini @fabriziocotognini
curated by Marina Dacci
BUILDING GALLERY @building.gallery
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#artphotography #contemporaryart #artdocumentation

Installation views of TRANSITUM, the solo exhibition of artist Fabrizio Cotognini @fabriziocotognini
curated by Marina Dacci
BUILDING GALLERY @building.gallery
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#artphotography #contemporaryart #artdocumentation

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curated by Marina Dacci
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curated by Marina Dacci
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curated by Marina Dacci
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The exhibition is conceived as an excursus on the artists' artistic research, articulated in several chapters, which are fluidly woven into the exhibition space forming a web of connections.
In this articulated path, a vast selection of more than 90 artworks created specifically for the exhibition.
#artphotography #contemporaryart #artdocumentation

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curated by Marina Dacci
BUILDING GALLERY @building.gallery
The exhibition is conceived as an excursus on the artists' artistic research, articulated in several chapters, which are fluidly woven into the exhibition space forming a web of connections.
In this articulated path, a vast selection of more than 90 artworks created specifically for the exhibition.
#artphotography #contemporaryart #artdocumentation

Installation views of TRANSITUM, the solo exhibition of artist Fabrizio Cotognini @fabriziocotognini
curated by Marina Dacci
BUILDING GALLERY @building.gallery
The exhibition is conceived as an excursus on the artists' artistic research, articulated in several chapters, which are fluidly woven into the exhibition space forming a web of connections.
In this articulated path, a vast selection of more than 90 artworks created specifically for the exhibition.
#artphotography #contemporaryart #artdocumentation

Installation views of TRANSITUM, the solo exhibition of artist Fabrizio Cotognini @fabriziocotognini
curated by Marina Dacci
BUILDING GALLERY @building.gallery
The exhibition is conceived as an excursus on the artists' artistic research, articulated in several chapters, which are fluidly woven into the exhibition space forming a web of connections.
In this articulated path, a vast selection of more than 90 artworks created specifically for the exhibition.
#artphotography #contemporaryart #artdocumentation

Installation views of TRANSITUM, the solo exhibition of artist Fabrizio Cotognini @fabriziocotognini
curated by Marina Dacci
BUILDING GALLERY @building.gallery
The exhibition is conceived as an excursus on the artists' artistic research, articulated in several chapters, which are fluidly woven into the exhibition space forming a web of connections.
In this articulated path, a vast selection of more than 90 artworks created specifically for the exhibition.
#artphotography #contemporaryart #artdocumentation

Corpi lucenti con destini comuni”
Andrea Martinucci @andreamartinucci
A site-specific installation unfolds along the 140-meter industrial corridor of Manetti & Roberts plant, in Calenzano, Florence. Three monumental bodies — part olive grove, part assembly line — rotate slowly, as if moved by imaginary seasons. From the floor, whispered phrases emerge: fragments of conversations with those who work here, tracing a personal geography.
A passage becomes a threshold. Time bends. Bodies shine.
Thanks to Eleonora De Blasio for her curatorship. Commissioned by @marinanissim for the project Produrre Futuro, promoted by Aidaf.
#contemporaryart #artdocumentation #installation

Corpi lucenti con destini comuni”
Andrea Martinucci @andreamartinucci
A site-specific installation unfolds along the 140-meter industrial corridor of Manetti & Roberts plant, in Calenzano, Florence. Three monumental bodies — part olive grove, part assembly line — rotate slowly, as if moved by imaginary seasons. From the floor, whispered phrases emerge: fragments of conversations with those who work here, tracing a personal geography.
A passage becomes a threshold. Time bends. Bodies shine.
Thanks to Eleonora De Blasio for her curatorship. Commissioned by @marinanissim for the project Produrre Futuro, promoted by Aidaf.
#contemporaryart #artdocumentation #installation

Corpi lucenti con destini comuni”
Andrea Martinucci @andreamartinucci
A site-specific installation unfolds along the 140-meter industrial corridor of Manetti & Roberts plant, in Calenzano, Florence. Three monumental bodies — part olive grove, part assembly line — rotate slowly, as if moved by imaginary seasons. From the floor, whispered phrases emerge: fragments of conversations with those who work here, tracing a personal geography.
A passage becomes a threshold. Time bends. Bodies shine.
Thanks to Eleonora De Blasio for her curatorship. Commissioned by @marinanissim for the project Produrre Futuro, promoted by Aidaf.
#contemporaryart #artdocumentation #installation

Corpi lucenti con destini comuni”
Andrea Martinucci @andreamartinucci
A site-specific installation unfolds along the 140-meter industrial corridor of Manetti & Roberts plant, in Calenzano, Florence. Three monumental bodies — part olive grove, part assembly line — rotate slowly, as if moved by imaginary seasons. From the floor, whispered phrases emerge: fragments of conversations with those who work here, tracing a personal geography.
A passage becomes a threshold. Time bends. Bodies shine.
Thanks to Eleonora De Blasio for her curatorship. Commissioned by @marinanissim for the project Produrre Futuro, promoted by Aidaf.
#contemporaryart #artdocumentation #installation

Corpi lucenti con destini comuni”
Andrea Martinucci @andreamartinucci
A site-specific installation unfolds along the 140-meter industrial corridor of Manetti & Roberts plant, in Calenzano, Florence. Three monumental bodies — part olive grove, part assembly line — rotate slowly, as if moved by imaginary seasons. From the floor, whispered phrases emerge: fragments of conversations with those who work here, tracing a personal geography.
A passage becomes a threshold. Time bends. Bodies shine.
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A site-specific installation unfolds along the 140-meter industrial corridor of Manetti & Roberts plant, in Calenzano, Florence. Three monumental bodies — part olive grove, part assembly line — rotate slowly, as if moved by imaginary seasons. From the floor, whispered phrases emerge: fragments of conversations with those who work here, tracing a personal geography.
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A passage becomes a threshold. Time bends. Bodies shine.
Thanks to Eleonora De Blasio for her curatorship. Commissioned by @marinanissim for the project Produrre Futuro, promoted by Aidaf.
#contemporaryart #artdocumentation #installation

Corpi lucenti con destini comuni”
Andrea Martinucci @andreamartinucci
A site-specific installation unfolds along the 140-meter industrial corridor of Manetti & Roberts plant, in Calenzano, Florence. Three monumental bodies — part olive grove, part assembly line — rotate slowly, as if moved by imaginary seasons. From the floor, whispered phrases emerge: fragments of conversations with those who work here, tracing a personal geography.
A passage becomes a threshold. Time bends. Bodies shine.
Thanks to Eleonora De Blasio for her curatorship. Commissioned by @marinanissim for the project Produrre Futuro, promoted by Aidaf.
#contemporaryart #artdocumentation #installation

Corpi lucenti con destini comuni”
Andrea Martinucci @andreamartinucci
A site-specific installation unfolds along the 140-meter industrial corridor of Manetti & Roberts plant, in Calenzano, Florence. Three monumental bodies — part olive grove, part assembly line — rotate slowly, as if moved by imaginary seasons. From the floor, whispered phrases emerge: fragments of conversations with those who work here, tracing a personal geography.
A passage becomes a threshold. Time bends. Bodies shine.
Thanks to Eleonora De Blasio for her curatorship. Commissioned by @marinanissim for the project Produrre Futuro, promoted by Aidaf.
#contemporaryart #artdocumentation #installation

𝐀𝐧𝐨𝐭𝐡𝐞𝐫 𝐂𝐡𝐚𝐧𝐜𝐞. Friedrich Andreoni @lieberfriedrich
a cura di Giulia Giacomelli @giacomelligiulia_
presso @alchemilla43
Mostra realizzata negli spazi di Alchemilla nell’ambito del progetto Residenze-Studio 2025.
Dal testo curatoriale di Giulia Giacomelli:
“Durante i due mesi di residenza che hanno portato alla realizzazione di questa mostra, non si è mai posta la volontà di un tema da sviluppare, quanto piuttosto di una condizione da evocare: quella che accompagna ogni tentativo di costruire senso a partire da ciò che resta e riaffiora.”
#artdocumentation #conteporaryart #alchemilla #bologna

𝐀𝐧𝐨𝐭𝐡𝐞𝐫 𝐂𝐡𝐚𝐧𝐜𝐞. Friedrich Andreoni @lieberfriedrich
a cura di Giulia Giacomelli @giacomelligiulia_
presso @alchemilla43
Mostra realizzata negli spazi di Alchemilla nell’ambito del progetto Residenze-Studio 2025.
Dal testo curatoriale di Giulia Giacomelli:
“Durante i due mesi di residenza che hanno portato alla realizzazione di questa mostra, non si è mai posta la volontà di un tema da sviluppare, quanto piuttosto di una condizione da evocare: quella che accompagna ogni tentativo di costruire senso a partire da ciò che resta e riaffiora.”
#artdocumentation #conteporaryart #alchemilla #bologna

𝐀𝐧𝐨𝐭𝐡𝐞𝐫 𝐂𝐡𝐚𝐧𝐜𝐞. Friedrich Andreoni @lieberfriedrich
a cura di Giulia Giacomelli @giacomelligiulia_
presso @alchemilla43
Mostra realizzata negli spazi di Alchemilla nell’ambito del progetto Residenze-Studio 2025.
Dal testo curatoriale di Giulia Giacomelli:
“Durante i due mesi di residenza che hanno portato alla realizzazione di questa mostra, non si è mai posta la volontà di un tema da sviluppare, quanto piuttosto di una condizione da evocare: quella che accompagna ogni tentativo di costruire senso a partire da ciò che resta e riaffiora.”
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𝐀𝐧𝐨𝐭𝐡𝐞𝐫 𝐂𝐡𝐚𝐧𝐜𝐞. Friedrich Andreoni @lieberfriedrich
a cura di Giulia Giacomelli @giacomelligiulia_
presso @alchemilla43
Mostra realizzata negli spazi di Alchemilla nell’ambito del progetto Residenze-Studio 2025.
Dal testo curatoriale di Giulia Giacomelli:
“Durante i due mesi di residenza che hanno portato alla realizzazione di questa mostra, non si è mai posta la volontà di un tema da sviluppare, quanto piuttosto di una condizione da evocare: quella che accompagna ogni tentativo di costruire senso a partire da ciò che resta e riaffiora.”
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“Durante i due mesi di residenza che hanno portato alla realizzazione di questa mostra, non si è mai posta la volontà di un tema da sviluppare, quanto piuttosto di una condizione da evocare: quella che accompagna ogni tentativo di costruire senso a partire da ciò che resta e riaffiora.”
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𝐀𝐧𝐨𝐭𝐡𝐞𝐫 𝐂𝐡𝐚𝐧𝐜𝐞. Friedrich Andreoni @lieberfriedrich
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presso @alchemilla43
Mostra realizzata negli spazi di Alchemilla nell’ambito del progetto Residenze-Studio 2025.
Dal testo curatoriale di Giulia Giacomelli:
“Durante i due mesi di residenza che hanno portato alla realizzazione di questa mostra, non si è mai posta la volontà di un tema da sviluppare, quanto piuttosto di una condizione da evocare: quella che accompagna ogni tentativo di costruire senso a partire da ciò che resta e riaffiora.”
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𝐀𝐧𝐨𝐭𝐡𝐞𝐫 𝐂𝐡𝐚𝐧𝐜𝐞. Friedrich Andreoni @lieberfriedrich
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Mostra realizzata negli spazi di Alchemilla nell’ambito del progetto Residenze-Studio 2025.
Dal testo curatoriale di Giulia Giacomelli:
“Durante i due mesi di residenza che hanno portato alla realizzazione di questa mostra, non si è mai posta la volontà di un tema da sviluppare, quanto piuttosto di una condizione da evocare: quella che accompagna ogni tentativo di costruire senso a partire da ciò che resta e riaffiora.”
#artdocumentation #conteporaryart #alchemilla #bologna

Posted @withregram • @abacarrara #fotografia #fotografiaarte #incontriarte
L’incontro è aperto agli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Carrara
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#fotografia #fotografiaperlarte #artecontemporanea #documentazione #arte #accademiadibellearti #accademiadibelleartidicarrara

É aperto il nuovo MUDY a Fornaci di Barga.
Bellissimo progetto di @dynamocamp_ets e del suo nuovo museo dove ha sede la collezione permanente della Fondazione Arte Dynamo e delle opere provenienti dalla @dynamoartfactory
#artdocumentation #contemporaryartwork #mudy #dynamocamp

É aperto il nuovo MUDY a Fornaci di Barga.
Bellissimo progetto di @dynamocamp_ets e del suo nuovo museo dove ha sede la collezione permanente della Fondazione Arte Dynamo e delle opere provenienti dalla @dynamoartfactory
#artdocumentation #contemporaryartwork #mudy #dynamocamp

É aperto il nuovo MUDY a Fornaci di Barga.
Bellissimo progetto di @dynamocamp_ets e del suo nuovo museo dove ha sede la collezione permanente della Fondazione Arte Dynamo e delle opere provenienti dalla @dynamoartfactory
#artdocumentation #contemporaryartwork #mudy #dynamocamp

É aperto il nuovo MUDY a Fornaci di Barga.
Bellissimo progetto di @dynamocamp_ets e del suo nuovo museo dove ha sede la collezione permanente della Fondazione Arte Dynamo e delle opere provenienti dalla @dynamoartfactory
#artdocumentation #contemporaryartwork #mudy #dynamocamp

É aperto il nuovo MUDY a Fornaci di Barga.
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#artdocumentation #contemporaryartwork #mudy #dynamocamp

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#artdocumentation #contemporaryartwork #mudy #dynamocamp

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#artdocumentation #contemporaryartwork #mudy #dynamocamp

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Installation view della mostra “Un passo avanti tanti dietro”, dedicata a Marion Baruch, negli spazi di @manifatturatabacchifi e @polimodafirenze e @museonovecento
Curata da @sergiorisaliti e @stefania_rispoli, la mostra propone una selezione di lavori in tessuto, a metà tra sculture, installazioni e ready-made, che nascono dall’interesse di Marion Baruch per l’uso di scarti di sartoria e residui di lavorazioni industriali. Un viaggio nella ricerca artistica di Baruch, che, con la sua sensibilità unica, ha saputo intrecciare materiali e significati, creando un linguaggio innovativo e profondo.
#artphotography #artdocumentation #mariobaruch #museonovecento #manifatturatabacchi #polimoda #contemporaryart

Installation view della mostra “Un passo avanti tanti dietro”, dedicata a Marion Baruch, negli spazi di @manifatturatabacchifi e @polimodafirenze e @museonovecento
Curata da @sergiorisaliti e @stefania_rispoli, la mostra propone una selezione di lavori in tessuto, a metà tra sculture, installazioni e ready-made, che nascono dall’interesse di Marion Baruch per l’uso di scarti di sartoria e residui di lavorazioni industriali. Un viaggio nella ricerca artistica di Baruch, che, con la sua sensibilità unica, ha saputo intrecciare materiali e significati, creando un linguaggio innovativo e profondo.
#artphotography #artdocumentation #mariobaruch #museonovecento #manifatturatabacchi #polimoda #contemporaryart

Installation view della mostra “Un passo avanti tanti dietro”, dedicata a Marion Baruch, negli spazi di @manifatturatabacchifi e @polimodafirenze e @museonovecento
Curata da @sergiorisaliti e @stefania_rispoli, la mostra propone una selezione di lavori in tessuto, a metà tra sculture, installazioni e ready-made, che nascono dall’interesse di Marion Baruch per l’uso di scarti di sartoria e residui di lavorazioni industriali. Un viaggio nella ricerca artistica di Baruch, che, con la sua sensibilità unica, ha saputo intrecciare materiali e significati, creando un linguaggio innovativo e profondo.
#artphotography #artdocumentation #mariobaruch #museonovecento #manifatturatabacchi #polimoda #contemporaryart

Installation view della mostra “Un passo avanti tanti dietro”, dedicata a Marion Baruch, negli spazi di @manifatturatabacchifi e @polimodafirenze e @museonovecento
Curata da @sergiorisaliti e @stefania_rispoli, la mostra propone una selezione di lavori in tessuto, a metà tra sculture, installazioni e ready-made, che nascono dall’interesse di Marion Baruch per l’uso di scarti di sartoria e residui di lavorazioni industriali. Un viaggio nella ricerca artistica di Baruch, che, con la sua sensibilità unica, ha saputo intrecciare materiali e significati, creando un linguaggio innovativo e profondo.
#artphotography #artdocumentation #mariobaruch #museonovecento #manifatturatabacchi #polimoda #contemporaryart

Installation view della mostra “Un passo avanti tanti dietro”, dedicata a Marion Baruch, negli spazi di @manifatturatabacchifi e @polimodafirenze e @museonovecento
Curata da @sergiorisaliti e @stefania_rispoli, la mostra propone una selezione di lavori in tessuto, a metà tra sculture, installazioni e ready-made, che nascono dall’interesse di Marion Baruch per l’uso di scarti di sartoria e residui di lavorazioni industriali. Un viaggio nella ricerca artistica di Baruch, che, con la sua sensibilità unica, ha saputo intrecciare materiali e significati, creando un linguaggio innovativo e profondo.
#artphotography #artdocumentation #mariobaruch #museonovecento #manifatturatabacchi #polimoda #contemporaryart

Installation view della mostra “Un passo avanti tanti dietro”, dedicata a Marion Baruch, negli spazi di @manifatturatabacchifi e @polimodafirenze e @museonovecento
Curata da @sergiorisaliti e @stefania_rispoli, la mostra propone una selezione di lavori in tessuto, a metà tra sculture, installazioni e ready-made, che nascono dall’interesse di Marion Baruch per l’uso di scarti di sartoria e residui di lavorazioni industriali. Un viaggio nella ricerca artistica di Baruch, che, con la sua sensibilità unica, ha saputo intrecciare materiali e significati, creando un linguaggio innovativo e profondo.
#artphotography #artdocumentation #mariobaruch #museonovecento #manifatturatabacchi #polimoda #contemporaryart

Installation view della mostra “Un passo avanti tanti dietro”, dedicata a Marion Baruch, negli spazi di @manifatturatabacchifi e @polimodafirenze e @museonovecento
Curata da @sergiorisaliti e @stefania_rispoli, la mostra propone una selezione di lavori in tessuto, a metà tra sculture, installazioni e ready-made, che nascono dall’interesse di Marion Baruch per l’uso di scarti di sartoria e residui di lavorazioni industriali. Un viaggio nella ricerca artistica di Baruch, che, con la sua sensibilità unica, ha saputo intrecciare materiali e significati, creando un linguaggio innovativo e profondo.
#artphotography #artdocumentation #mariobaruch #museonovecento #manifatturatabacchi #polimoda #contemporaryart

Installation view della mostra “Un passo avanti tanti dietro”, dedicata a Marion Baruch, negli spazi di @manifatturatabacchifi e @polimodafirenze e @museonovecento
Curata da @sergiorisaliti e @stefania_rispoli, la mostra propone una selezione di lavori in tessuto, a metà tra sculture, installazioni e ready-made, che nascono dall’interesse di Marion Baruch per l’uso di scarti di sartoria e residui di lavorazioni industriali. Un viaggio nella ricerca artistica di Baruch, che, con la sua sensibilità unica, ha saputo intrecciare materiali e significati, creando un linguaggio innovativo e profondo.
#artphotography #artdocumentation #mariobaruch #museonovecento #manifatturatabacchi #polimoda #contemporaryart

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Curata da @sergiorisaliti e @stefania_rispoli, la mostra propone una selezione di lavori in tessuto, a metà tra sculture, installazioni e ready-made, che nascono dall’interesse di Marion Baruch per l’uso di scarti di sartoria e residui di lavorazioni industriali. Un viaggio nella ricerca artistica di Baruch, che, con la sua sensibilità unica, ha saputo intrecciare materiali e significati, creando un linguaggio innovativo e profondo.
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Curata da @sergiorisaliti e @stefania_rispoli, la mostra propone una selezione di lavori in tessuto, a metà tra sculture, installazioni e ready-made, che nascono dall’interesse di Marion Baruch per l’uso di scarti di sartoria e residui di lavorazioni industriali. Un viaggio nella ricerca artistica di Baruch, che, con la sua sensibilità unica, ha saputo intrecciare materiali e significati, creando un linguaggio innovativo e profondo.
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Installation views di PUBBLICO, la mostra del programma di studi d’artista a cura di @toastproject . L’esposizione esplora il ruolo dell’artista contemporaneo nella società, indagando gli atelier e le comunità artistiche come beni d’interesse collettivo.
Da luglio, gli atelier di Toast Project Studio nel B9 hanno ospitato artiste e artisti locali al loro primo studio, trasformando lo spazio in un punto di riferimento per la scena emergente fiorentina. PUBBLICO racconta questo processo, unendo la mostra collettiva al modello dell’open studio, creando un dialogo diretto tra gli artisti e il contesto in cui operano.
Fino al 30 aprile la mostra è aperta dal mercoledì alla domenica dalle 11:00 alle 19:00, l’opening il 13 marzo alle 16.00 all’interno dell’edificio B9.
@festi_zeno , @saragiacomelliii , @francesco__maggiora , @milo_maricelli , @byeebee , @_hoxxha , @gaialups , @sid.chiara , @milo_maricelli , @__bubbl3__ , @ninaavagante , @toastproject , @stefano_giuri , @gabri3l3tosi , @mangiasassi .
#manifatturatabacchi #manifatturatabacchifirenze #toastproject

Installation views di PUBBLICO, la mostra del programma di studi d’artista a cura di @toastproject . L’esposizione esplora il ruolo dell’artista contemporaneo nella società, indagando gli atelier e le comunità artistiche come beni d’interesse collettivo.
Da luglio, gli atelier di Toast Project Studio nel B9 hanno ospitato artiste e artisti locali al loro primo studio, trasformando lo spazio in un punto di riferimento per la scena emergente fiorentina. PUBBLICO racconta questo processo, unendo la mostra collettiva al modello dell’open studio, creando un dialogo diretto tra gli artisti e il contesto in cui operano.
Fino al 30 aprile la mostra è aperta dal mercoledì alla domenica dalle 11:00 alle 19:00, l’opening il 13 marzo alle 16.00 all’interno dell’edificio B9.
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Da luglio, gli atelier di Toast Project Studio nel B9 hanno ospitato artiste e artisti locali al loro primo studio, trasformando lo spazio in un punto di riferimento per la scena emergente fiorentina. PUBBLICO racconta questo processo, unendo la mostra collettiva al modello dell’open studio, creando un dialogo diretto tra gli artisti e il contesto in cui operano.
Fino al 30 aprile la mostra è aperta dal mercoledì alla domenica dalle 11:00 alle 19:00, l’opening il 13 marzo alle 16.00 all’interno dell’edificio B9.
@festi_zeno , @saragiacomelliii , @francesco__maggiora , @milo_maricelli , @byeebee , @_hoxxha , @gaialups , @sid.chiara , @milo_maricelli , @__bubbl3__ , @ninaavagante , @toastproject , @stefano_giuri , @gabri3l3tosi , @mangiasassi .
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Da luglio, gli atelier di Toast Project Studio nel B9 hanno ospitato artiste e artisti locali al loro primo studio, trasformando lo spazio in un punto di riferimento per la scena emergente fiorentina. PUBBLICO racconta questo processo, unendo la mostra collettiva al modello dell’open studio, creando un dialogo diretto tra gli artisti e il contesto in cui operano.
Fino al 30 aprile la mostra è aperta dal mercoledì alla domenica dalle 11:00 alle 19:00, l’opening il 13 marzo alle 16.00 all’interno dell’edificio B9.
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Da luglio, gli atelier di Toast Project Studio nel B9 hanno ospitato artiste e artisti locali al loro primo studio, trasformando lo spazio in un punto di riferimento per la scena emergente fiorentina. PUBBLICO racconta questo processo, unendo la mostra collettiva al modello dell’open studio, creando un dialogo diretto tra gli artisti e il contesto in cui operano.
Fino al 30 aprile la mostra è aperta dal mercoledì alla domenica dalle 11:00 alle 19:00, l’opening il 13 marzo alle 16.00 all’interno dell’edificio B9.
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Da luglio, gli atelier di Toast Project Studio nel B9 hanno ospitato artiste e artisti locali al loro primo studio, trasformando lo spazio in un punto di riferimento per la scena emergente fiorentina. PUBBLICO racconta questo processo, unendo la mostra collettiva al modello dell’open studio, creando un dialogo diretto tra gli artisti e il contesto in cui operano.
Fino al 30 aprile la mostra è aperta dal mercoledì alla domenica dalle 11:00 alle 19:00, l’opening il 13 marzo alle 16.00 all’interno dell’edificio B9.
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Da luglio, gli atelier di Toast Project Studio nel B9 hanno ospitato artiste e artisti locali al loro primo studio, trasformando lo spazio in un punto di riferimento per la scena emergente fiorentina. PUBBLICO racconta questo processo, unendo la mostra collettiva al modello dell’open studio, creando un dialogo diretto tra gli artisti e il contesto in cui operano.
Fino al 30 aprile la mostra è aperta dal mercoledì alla domenica dalle 11:00 alle 19:00, l’opening il 13 marzo alle 16.00 all’interno dell’edificio B9.
@festi_zeno , @saragiacomelliii , @francesco__maggiora , @milo_maricelli , @byeebee , @_hoxxha , @gaialups , @sid.chiara , @milo_maricelli , @__bubbl3__ , @ninaavagante , @toastproject , @stefano_giuri , @gabri3l3tosi , @mangiasassi .
#manifatturatabacchi #manifatturatabacchifirenze #toastproject

Installation views di PUBBLICO, la mostra del programma di studi d’artista a cura di @toastproject . L’esposizione esplora il ruolo dell’artista contemporaneo nella società, indagando gli atelier e le comunità artistiche come beni d’interesse collettivo.
Da luglio, gli atelier di Toast Project Studio nel B9 hanno ospitato artiste e artisti locali al loro primo studio, trasformando lo spazio in un punto di riferimento per la scena emergente fiorentina. PUBBLICO racconta questo processo, unendo la mostra collettiva al modello dell’open studio, creando un dialogo diretto tra gli artisti e il contesto in cui operano.
Fino al 30 aprile la mostra è aperta dal mercoledì alla domenica dalle 11:00 alle 19:00, l’opening il 13 marzo alle 16.00 all’interno dell’edificio B9.
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Da luglio, gli atelier di Toast Project Studio nel B9 hanno ospitato artiste e artisti locali al loro primo studio, trasformando lo spazio in un punto di riferimento per la scena emergente fiorentina. PUBBLICO racconta questo processo, unendo la mostra collettiva al modello dell’open studio, creando un dialogo diretto tra gli artisti e il contesto in cui operano.
Fino al 30 aprile la mostra è aperta dal mercoledì alla domenica dalle 11:00 alle 19:00, l’opening il 13 marzo alle 16.00 all’interno dell’edificio B9.
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