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o2ivia

Olivia Teglia

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djing @more_amore_______
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MORE AMORE is a love-based DJ collective ♡

Aurora @aurora.sullaluna ha origini toscane, ma la sua casa attuale è Bologna. La sua ricerca musicale ruota intorno a ritmi decisi e percussioni avvolgenti. Nei set attraversa suoni dinamici, sensuali e incalzanti fondendo influenze latin, bass e breakbeat in una narrazione sonora in continua evoluzione.

Olivia @o2ivia è una curatrice indipendente e dj con base a Bologna. Nei suoi set ibrida sonorità bass, latin e percussioni scandite da ritmiche di matrice breakbeat. La sua ricerca musicale abbraccia influenze eterogenee, attraversando il club come spazio di sperimentazione, incontro e piacere.

Romina Thomas @rominathomas esplora suoni che spaziano tra UK bass e ritmiche spezzate. Il suo sound è caratterizzato da bassline profonde, e una selezione musicale attenta, che fonde elementi elettronici con strutture percussive ibride. Di recente, ha iniziato a produrre musica, sperimentando strutture ibride e sonorità elettroniche dal forte impatto.



photo @loruponyo
logo design @galluzzi_spirit


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7 months ago


MORE AMORE is a love-based DJ collective ♡

Aurora @aurora.sullaluna ha origini toscane, ma la sua casa attuale è Bologna. La sua ricerca musicale ruota intorno a ritmi decisi e percussioni avvolgenti. Nei set attraversa suoni dinamici, sensuali e incalzanti fondendo influenze latin, bass e breakbeat in una narrazione sonora in continua evoluzione.

Olivia @o2ivia è una curatrice indipendente e dj con base a Bologna. Nei suoi set ibrida sonorità bass, latin e percussioni scandite da ritmiche di matrice breakbeat. La sua ricerca musicale abbraccia influenze eterogenee, attraversando il club come spazio di sperimentazione, incontro e piacere.

Romina Thomas @rominathomas esplora suoni che spaziano tra UK bass e ritmiche spezzate. Il suo sound è caratterizzato da bassline profonde, e una selezione musicale attenta, che fonde elementi elettronici con strutture percussive ibride. Di recente, ha iniziato a produrre musica, sperimentando strutture ibride e sonorità elettroniche dal forte impatto.



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Romina Thomas @rominathomas esplora suoni che spaziano tra UK bass e ritmiche spezzate. Il suo sound è caratterizzato da bassline profonde, e una selezione musicale attenta, che fonde elementi elettronici con strutture percussive ibride. Di recente, ha iniziato a produrre musica, sperimentando strutture ibride e sonorità elettroniche dal forte impatto.



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Romina Thomas @rominathomas esplora suoni che spaziano tra UK bass e ritmiche spezzate. Il suo sound è caratterizzato da bassline profonde, e una selezione musicale attenta, che fonde elementi elettronici con strutture percussive ibride. Di recente, ha iniziato a produrre musica, sperimentando strutture ibride e sonorità elettroniche dal forte impatto.



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last week we were guests at @rinsefrance in Paris
merci, c’était trop cool <3

some snippets here + full rec now up on rinse.fr & youtube


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23 hours ago

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Domenica si è conclusa la seconda residenza di Custodia con Brodo di Eliel David Martínez Julián @eliel_davidd

Nel corso di un mese, il progetto ha assunto la Parco della Montagnola come campo di indagine: un parco pubblico attraversato da economie informali, dinamiche di convivenza, flussi umani e non umani, pratiche di permanenza e transito.

La raccolta di materiali e ingredienti eterogenei, insieme alla formazione di una microcomunità temporanea, ha attivato un’attenzione verso forme di scambio, usi quotidiani e saperi situati.

La preparazione di un brodo, intesa come metodologia di lavoro e dispositivo relazionale, richiama la costruzione di una conversazione aperta: ogni ingrediente viene dosato, sperimentato e messo in relazione; ogni retrogusto viene valutato, discusso e rimesso in gioco. Così, la ricerca ha assunto la forma di un “ricettario” in divenire, costruito insieme al luogo e alle tracce di chi lo ha abitato e condiviso.

::

ph. @giulia.druda

A cura di Olivia Teglia @o2ivia

ᴄᴜꜱᴛᴏᴅɪᴀ è ᴜɴ ᴘʀᴏɢᴇᴛᴛᴏ ᴅɪ ᴀʀᴄɪ ʙᴏʟᴏɢɴᴀ ᴇ ᴍᴏɴᴛᴀɢɴᴏʟᴀ ʙᴏʟᴏɢɴᴀ ᴄᴏɴ ɪʟ ᴘᴀᴛʀᴏᴄɪɴɪᴏ ᴅɪ ᴄᴏᴍᴜɴᴇ ᴅɪ ʙᴏʟᴏɢɴᴀ ᴇ ʟᴀ ᴄᴏʟʟᴀʙᴏʀᴀᴢɪᴏɴᴇ ᴅɪ ꜰɪʟʟᴀ.

#bologna #residenze #parcodellamontagnola

@arcibo @montagnolabologna @comunedibologna


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Domenica si è conclusa la seconda residenza di Custodia con Brodo di Eliel David Martínez Julián @eliel_davidd

Nel corso di un mese, il progetto ha assunto la Parco della Montagnola come campo di indagine: un parco pubblico attraversato da economie informali, dinamiche di convivenza, flussi umani e non umani, pratiche di permanenza e transito.

La raccolta di materiali e ingredienti eterogenei, insieme alla formazione di una microcomunità temporanea, ha attivato un’attenzione verso forme di scambio, usi quotidiani e saperi situati.

La preparazione di un brodo, intesa come metodologia di lavoro e dispositivo relazionale, richiama la costruzione di una conversazione aperta: ogni ingrediente viene dosato, sperimentato e messo in relazione; ogni retrogusto viene valutato, discusso e rimesso in gioco. Così, la ricerca ha assunto la forma di un “ricettario” in divenire, costruito insieme al luogo e alle tracce di chi lo ha abitato e condiviso.

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more baci, more coccole, more abbracci, @more_amore_______ to all mi rude gyal °❀⋆.ೃ࿔*:・°❀⋆.ೃ࿔*:・ @rominathomas @au.r.o.ra_


222
7
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1 months ago

Domenica si è conclusa la prima residenza di Custodia con ꜱᴘɪʀɪᴛᴇʟʟɪ di Sara Cortesi @candeline_brutte.

Nel corso di un mese di ricerca nel Parco della Montagnola, il nodo è emerso come dispositivo relazionale: gesto prima ancora che oggetto, è capace di legare, tendere e congiungere, registrando movimenti e relazioni tra materia, fabulazione e paesaggio.
Secondo l’antropologo Tim Ingold, le linee sono percorsi di vita: il nodo si configura così come un luogo temporaneo di condensazione, generato dall’incontro tra traiettorie diverse.
Esplorando variazioni e possibilità, Sara Cortesi ha tracciato un archivio parziale, aperto e indisciplinato come metodo di osservazione e speculazione sul contesto naturale e sociale del parco e sui gesti che quotidianamente lo trasformano.

::

ph. @giulia.druda

A cura di Olivia Teglia @o2ivia

ᴄᴜꜱᴛᴏᴅɪᴀ è ᴜɴ ᴘʀᴏɢᴇᴛᴛᴏ ᴅɪ ᴀʀᴄɪ ʙᴏʟᴏɢɴᴀ ᴇ ᴍᴏɴᴛᴀɢɴᴏʟᴀ ʙᴏʟᴏɢɴᴀ ᴄᴏɴ ɪʟ ᴘᴀᴛʀᴏᴄɪɴɪᴏ ᴅɪ ᴄᴏᴍᴜɴᴇ ᴅɪ ʙᴏʟᴏɢɴᴀ ᴇ ʟᴀ ᴄᴏʟʟᴀʙᴏʀᴀᴢɪᴏɴᴇ ᴅɪ ꜰɪʟʟᴀ.
#bologna #residenze parcodellamontagnola @arcibo @montagnolabologna @comunedibologna


80
1 months ago

Domenica si è conclusa la prima residenza di Custodia con ꜱᴘɪʀɪᴛᴇʟʟɪ di Sara Cortesi @candeline_brutte.

Nel corso di un mese di ricerca nel Parco della Montagnola, il nodo è emerso come dispositivo relazionale: gesto prima ancora che oggetto, è capace di legare, tendere e congiungere, registrando movimenti e relazioni tra materia, fabulazione e paesaggio.
Secondo l’antropologo Tim Ingold, le linee sono percorsi di vita: il nodo si configura così come un luogo temporaneo di condensazione, generato dall’incontro tra traiettorie diverse.
Esplorando variazioni e possibilità, Sara Cortesi ha tracciato un archivio parziale, aperto e indisciplinato come metodo di osservazione e speculazione sul contesto naturale e sociale del parco e sui gesti che quotidianamente lo trasformano.

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Domenica si è conclusa la prima residenza di Custodia con ꜱᴘɪʀɪᴛᴇʟʟɪ di Sara Cortesi @candeline_brutte.

Nel corso di un mese di ricerca nel Parco della Montagnola, il nodo è emerso come dispositivo relazionale: gesto prima ancora che oggetto, è capace di legare, tendere e congiungere, registrando movimenti e relazioni tra materia, fabulazione e paesaggio.
Secondo l’antropologo Tim Ingold, le linee sono percorsi di vita: il nodo si configura così come un luogo temporaneo di condensazione, generato dall’incontro tra traiettorie diverse.
Esplorando variazioni e possibilità, Sara Cortesi ha tracciato un archivio parziale, aperto e indisciplinato come metodo di osservazione e speculazione sul contesto naturale e sociale del parco e sui gesti che quotidianamente lo trasformano.

::

ph. @giulia.druda

A cura di Olivia Teglia @o2ivia

ᴄᴜꜱᴛᴏᴅɪᴀ è ᴜɴ ᴘʀᴏɢᴇᴛᴛᴏ ᴅɪ ᴀʀᴄɪ ʙᴏʟᴏɢɴᴀ ᴇ ᴍᴏɴᴛᴀɢɴᴏʟᴀ ʙᴏʟᴏɢɴᴀ ᴄᴏɴ ɪʟ ᴘᴀᴛʀᴏᴄɪɴɪᴏ ᴅɪ ᴄᴏᴍᴜɴᴇ ᴅɪ ʙᴏʟᴏɢɴᴀ ᴇ ʟᴀ ᴄᴏʟʟᴀʙᴏʀᴀᴢɪᴏɴᴇ ᴅɪ ꜰɪʟʟᴀ.
#bologna #residenze parcodellamontagnola @arcibo @montagnolabologna @comunedibologna


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Nel corso di un mese di ricerca nel Parco della Montagnola, il nodo è emerso come dispositivo relazionale: gesto prima ancora che oggetto, è capace di legare, tendere e congiungere, registrando movimenti e relazioni tra materia, fabulazione e paesaggio.
Secondo l’antropologo Tim Ingold, le linee sono percorsi di vita: il nodo si configura così come un luogo temporaneo di condensazione, generato dall’incontro tra traiettorie diverse.
Esplorando variazioni e possibilità, Sara Cortesi ha tracciato un archivio parziale, aperto e indisciplinato come metodo di osservazione e speculazione sul contesto naturale e sociale del parco e sui gesti che quotidianamente lo trasformano.

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Secondo l’antropologo Tim Ingold, le linee sono percorsi di vita: il nodo si configura così come un luogo temporaneo di condensazione, generato dall’incontro tra traiettorie diverse.
Esplorando variazioni e possibilità, Sara Cortesi ha tracciato un archivio parziale, aperto e indisciplinato come metodo di osservazione e speculazione sul contesto naturale e sociale del parco e sui gesti che quotidianamente lo trasformano.

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@more_amore_______ showcase 🔥
Bologna-based all-female DJ trio formed by @aurora.sullaluna @o2ivia _& @rominathomas , moving through music, experimentation, care and shared moments.

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www.unolab.uno/fm


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::ᴀʀᴛɪꜱᴛə ꜱᴇʟᴇᴢɪᴏɴᴀᴛə::
CUSTODIA — residenze d’artista nel Parco della Montagnola
Siamo felici di annunciare lə 4 artistə selezionatə tramite open call per le residenze Custodia 2026, che nei prossimi mesi abiteranno l’ex Casa del Custode con i loro percorsi di ricerca.

_ Sara Cortesi @candeline_brutte
1ª residenza · dal 23 febbraio al 21 marzo 2026

_ Eliel David Martínez Julián @eliel_davidd
2ª residenza · dal 23 marzo al 2 maggio 2026

_ Giorgia Polverini @giorgiapolver
3ª residenza · dal 4 maggio al 2 giugno 2026

_ Susana Ljuljanovic @susana.ljuljanovic
4ª residenza · dall’8 giugno al 7 luglio 2026

A cura di Olivia Teglia @o2ivia
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#bologna #residenze

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3 months ago

Venerdì 20 Febbario siamo state da @rough.radio nello spazio di @l863.it
Grazie mille a tutto il team per l’ospitalità <3
Qui qualche estratto del set che trovate intero su youtube, link in bioooo 🔗👆🏻enjoy


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2 months ago

Venerdì 20 Febbario siamo state da @rough.radio nello spazio di @l863.it
Grazie mille a tutto il team per l’ospitalità <3
Qui qualche estratto del set che trovate intero su youtube, link in bioooo 🔗👆🏻enjoy


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“Con Underground Propagation Spore, Marco Cesari riconosce negli spazi residuali territori aperti e ricettivi, capaci di accogliere nuove possibilità di esistenza.
L’intervento si configura come un ambiente meditativo, ispirato ai giardini del tè giapponesi, in cui rocce, acqua, vegetazione ed elementi olfattivi sono giustapposti secondo una logica esperienziale. Le opere dialogano con l’architettura dell’ex Magazzino del Pincio senza occultarne il carattere di rovina, ma amplificandone i vuoti e le incertezze.
Al cuore dell’installazione, un letto ad acqua innestato con alghe filamentose si offre idealmente come supporto per corpi stanchi, da guarire, traducendo una ricerca sugli effetti terapeutici delle microalghe in una pratica di cura. L’acqua torna a scorrere dove tutto sembrava immobile, mentre lo spazio si fa rifugio temporaneo, luogo di lentezza e distensione.
In dialogo con la densità storica, naturale e sociale del parco della Montagnola di Bologna, emerge uno spazio instabile e stratificato, abitato da presenze latenti, fabulazioni e temporalità sospese. Un urbanismo sotterraneo e silenzioso, in cui ciò che è occulto o dimenticato diventa terreno fertile per nuove forme di vitalità e immaginazione.”

Le Alghe impiegate nell’installazione sono state fornite da ( @unife.it Biologia ) nell’ambito di una collaborazione di ricerca.
-
Underground Propagation Spore di @marcocesari per @artcitybologna 2026
A cura di @o2ivia
Foto di @g.i.a.c.o.m.o.b.i.a.n.c.o

Progetto promosso da @arcibo @montagnolabologna


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3 months ago

“Con Underground Propagation Spore, Marco Cesari riconosce negli spazi residuali territori aperti e ricettivi, capaci di accogliere nuove possibilità di esistenza.
L’intervento si configura come un ambiente meditativo, ispirato ai giardini del tè giapponesi, in cui rocce, acqua, vegetazione ed elementi olfattivi sono giustapposti secondo una logica esperienziale. Le opere dialogano con l’architettura dell’ex Magazzino del Pincio senza occultarne il carattere di rovina, ma amplificandone i vuoti e le incertezze.
Al cuore dell’installazione, un letto ad acqua innestato con alghe filamentose si offre idealmente come supporto per corpi stanchi, da guarire, traducendo una ricerca sugli effetti terapeutici delle microalghe in una pratica di cura. L’acqua torna a scorrere dove tutto sembrava immobile, mentre lo spazio si fa rifugio temporaneo, luogo di lentezza e distensione.
In dialogo con la densità storica, naturale e sociale del parco della Montagnola di Bologna, emerge uno spazio instabile e stratificato, abitato da presenze latenti, fabulazioni e temporalità sospese. Un urbanismo sotterraneo e silenzioso, in cui ciò che è occulto o dimenticato diventa terreno fertile per nuove forme di vitalità e immaginazione.”

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L’intervento si configura come un ambiente meditativo, ispirato ai giardini del tè giapponesi, in cui rocce, acqua, vegetazione ed elementi olfattivi sono giustapposti secondo una logica esperienziale. Le opere dialogano con l’architettura dell’ex Magazzino del Pincio senza occultarne il carattere di rovina, ma amplificandone i vuoti e le incertezze.
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In dialogo con la densità storica, naturale e sociale del parco della Montagnola di Bologna, emerge uno spazio instabile e stratificato, abitato da presenze latenti, fabulazioni e temporalità sospese. Un urbanismo sotterraneo e silenzioso, in cui ciò che è occulto o dimenticato diventa terreno fertile per nuove forme di vitalità e immaginazione.”

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L’intervento si configura come un ambiente meditativo, ispirato ai giardini del tè giapponesi, in cui rocce, acqua, vegetazione ed elementi olfattivi sono giustapposti secondo una logica esperienziale. Le opere dialogano con l’architettura dell’ex Magazzino del Pincio senza occultarne il carattere di rovina, ma amplificandone i vuoti e le incertezze.
Al cuore dell’installazione, un letto ad acqua innestato con alghe filamentose si offre idealmente come supporto per corpi stanchi, da guarire, traducendo una ricerca sugli effetti terapeutici delle microalghe in una pratica di cura. L’acqua torna a scorrere dove tutto sembrava immobile, mentre lo spazio si fa rifugio temporaneo, luogo di lentezza e distensione.
In dialogo con la densità storica, naturale e sociale del parco della Montagnola di Bologna, emerge uno spazio instabile e stratificato, abitato da presenze latenti, fabulazioni e temporalità sospese. Un urbanismo sotterraneo e silenzioso, in cui ciò che è occulto o dimenticato diventa terreno fertile per nuove forme di vitalità e immaginazione.”

Le Alghe impiegate nell’installazione sono state fornite da ( @unife.it Biologia ) nell’ambito di una collaborazione di ricerca.
-
Underground Propagation Spore di @marcocesari per @artcitybologna 2026
A cura di @o2ivia
Foto di @g.i.a.c.o.m.o.b.i.a.n.c.o

Progetto promosso da @arcibo @montagnolabologna


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3 months ago

“Con Underground Propagation Spore, Marco Cesari riconosce negli spazi residuali territori aperti e ricettivi, capaci di accogliere nuove possibilità di esistenza.
L’intervento si configura come un ambiente meditativo, ispirato ai giardini del tè giapponesi, in cui rocce, acqua, vegetazione ed elementi olfattivi sono giustapposti secondo una logica esperienziale. Le opere dialogano con l’architettura dell’ex Magazzino del Pincio senza occultarne il carattere di rovina, ma amplificandone i vuoti e le incertezze.
Al cuore dell’installazione, un letto ad acqua innestato con alghe filamentose si offre idealmente come supporto per corpi stanchi, da guarire, traducendo una ricerca sugli effetti terapeutici delle microalghe in una pratica di cura. L’acqua torna a scorrere dove tutto sembrava immobile, mentre lo spazio si fa rifugio temporaneo, luogo di lentezza e distensione.
In dialogo con la densità storica, naturale e sociale del parco della Montagnola di Bologna, emerge uno spazio instabile e stratificato, abitato da presenze latenti, fabulazioni e temporalità sospese. Un urbanismo sotterraneo e silenzioso, in cui ciò che è occulto o dimenticato diventa terreno fertile per nuove forme di vitalità e immaginazione.”

Le Alghe impiegate nell’installazione sono state fornite da ( @unife.it Biologia ) nell’ambito di una collaborazione di ricerca.
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Underground Propagation Spore di @marcocesari per @artcitybologna 2026
A cura di @o2ivia
Foto di @g.i.a.c.o.m.o.b.i.a.n.c.o

Progetto promosso da @arcibo @montagnolabologna


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𝘜𝘯𝘥𝘦𝘳𝘨𝘳𝘰𝘶𝘯𝘥 𝘗𝘳𝘰𝘱𝘢𝘨𝘢𝘵𝘪𝘰𝘯 𝘚𝘱𝘰𝘳𝘦 di Marco Cesari @marcocesari
a cura di Olivia Teglia @o2ivia

Ex Magazzino del Pincio, Parco della Montagnola, Bologna
6–8 febbraio 2026
:: venerdì 6 febbraio ore 18-22 OPENING | ore 19-21 hybrid set @ich.bin.bob.musica
:: sabato 7 febbraio ore 11-24 ART CITY White Night | ore 21-23 dj set @hollyspleef
:: domenica 8 febbraio ore 11-21
Ingresso libero

In occasione di Art City Bologna 2026, dal 6 all’8 febbraio l’ex Magazzino del Pincio apre al pubblico con 𝘜𝘯𝘥𝘦𝘳𝘨𝘳𝘰𝘶𝘯𝘥 𝘗𝘳𝘰𝘱𝘢𝘨𝘢𝘵𝘪𝘰𝘯 𝘚𝘱𝘰𝘳𝘦, progetto site-specific di Marco Cesari.
Concepito per uno spazio rimasto a lungo inaccessibile, il progetto mette in relazione la ricerca dell’artista con la natura stratificata della Montagnola, indagando interstizi, vuoti urbani e rovine. L’operazione, che evoca pratiche rituali di cerimonia e purificazione, amplifica la natura instabile dello spazio, restituendo un paesaggio ibrido e fertile per nuove possibilità di esistenza.

Marco Cesari (Ferrara, 1993) è un artista e designer del verde con una formazione in agraria. La sua ricerca si sviluppa tra botanica, materiali di recupero e pratiche urbane spontanee, con un’attenzione particolare ai luoghi marginali, alle rovine e agli spazi dell’abbandono. Il suo lavoro indaga la resilienza della natura e la capacità degli organismi viventi di riappropriarsi di ambienti negletti dall’uomo, immaginando ecosistemi ibridi e temporanei tra naturale e artificiale con un’estetica post-punk che sfida il capitalismo e la sua eredità.

L’iniziativa è promossa da Arci Bologna nell’ambito di Art City Bologna 2026, con il supporto di Comune di Bologna e la collaborazione di Montagnola Bologna, Filla, Millenium Bologna, Arcadia, Montagnola Republic, Pincio.

@arcibo @comunedibologna @montagnolabologna @kibo_bologna @milleniumbologna @arcadiabologna @pinciobologna

#artcity #artcity2026


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Ex Magazzino del Pincio, Parco della Montagnola, Bologna
6–8 febbraio 2026
:: venerdì 6 febbraio ore 18-22 OPENING | ore 19-21 hybrid set @ich.bin.bob.musica
:: sabato 7 febbraio ore 11-24 ART CITY White Night | ore 21-23 dj set @hollyspleef
:: domenica 8 febbraio ore 11-21
Ingresso libero

In occasione di Art City Bologna 2026, dal 6 all’8 febbraio l’ex Magazzino del Pincio apre al pubblico con 𝘜𝘯𝘥𝘦𝘳𝘨𝘳𝘰𝘶𝘯𝘥 𝘗𝘳𝘰𝘱𝘢𝘨𝘢𝘵𝘪𝘰𝘯 𝘚𝘱𝘰𝘳𝘦, progetto site-specific di Marco Cesari.
Concepito per uno spazio rimasto a lungo inaccessibile, il progetto mette in relazione la ricerca dell’artista con la natura stratificata della Montagnola, indagando interstizi, vuoti urbani e rovine. L’operazione, che evoca pratiche rituali di cerimonia e purificazione, amplifica la natura instabile dello spazio, restituendo un paesaggio ibrido e fertile per nuove possibilità di esistenza.

Marco Cesari (Ferrara, 1993) è un artista e designer del verde con una formazione in agraria. La sua ricerca si sviluppa tra botanica, materiali di recupero e pratiche urbane spontanee, con un’attenzione particolare ai luoghi marginali, alle rovine e agli spazi dell’abbandono. Il suo lavoro indaga la resilienza della natura e la capacità degli organismi viventi di riappropriarsi di ambienti negletti dall’uomo, immaginando ecosistemi ibridi e temporanei tra naturale e artificiale con un’estetica post-punk che sfida il capitalismo e la sua eredità.

L’iniziativa è promossa da Arci Bologna nell’ambito di Art City Bologna 2026, con il supporto di Comune di Bologna e la collaborazione di Montagnola Bologna, Filla, Millenium Bologna, Arcadia, Montagnola Republic, Pincio.

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In occasione di Art City Bologna 2026, dal 6 all’8 febbraio l’ex Magazzino del Pincio apre al pubblico con 𝘜𝘯𝘥𝘦𝘳𝘨𝘳𝘰𝘶𝘯𝘥 𝘗𝘳𝘰𝘱𝘢𝘨𝘢𝘵𝘪𝘰𝘯 𝘚𝘱𝘰𝘳𝘦, progetto site-specific di Marco Cesari.
Concepito per uno spazio rimasto a lungo inaccessibile, il progetto mette in relazione la ricerca dell’artista con la natura stratificata della Montagnola, indagando interstizi, vuoti urbani e rovine. L’operazione, che evoca pratiche rituali di cerimonia e purificazione, amplifica la natura instabile dello spazio, restituendo un paesaggio ibrido e fertile per nuove possibilità di esistenza.

Marco Cesari (Ferrara, 1993) è un artista e designer del verde con una formazione in agraria. La sua ricerca si sviluppa tra botanica, materiali di recupero e pratiche urbane spontanee, con un’attenzione particolare ai luoghi marginali, alle rovine e agli spazi dell’abbandono. Il suo lavoro indaga la resilienza della natura e la capacità degli organismi viventi di riappropriarsi di ambienti negletti dall’uomo, immaginando ecosistemi ibridi e temporanei tra naturale e artificiale con un’estetica post-punk che sfida il capitalismo e la sua eredità.

L’iniziativa è promossa da Arci Bologna nell’ambito di Art City Bologna 2026, con il supporto di Comune di Bologna e la collaborazione di Montagnola Bologna, Filla, Millenium Bologna, Arcadia, Montagnola Republic, Pincio.

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Concepito per uno spazio rimasto a lungo inaccessibile, il progetto mette in relazione la ricerca dell’artista con la natura stratificata della Montagnola, indagando interstizi, vuoti urbani e rovine. L’operazione, che evoca pratiche rituali di cerimonia e purificazione, amplifica la natura instabile dello spazio, restituendo un paesaggio ibrido e fertile per nuove possibilità di esistenza.

Marco Cesari (Ferrara, 1993) è un artista e designer del verde con una formazione in agraria. La sua ricerca si sviluppa tra botanica, materiali di recupero e pratiche urbane spontanee, con un’attenzione particolare ai luoghi marginali, alle rovine e agli spazi dell’abbandono. Il suo lavoro indaga la resilienza della natura e la capacità degli organismi viventi di riappropriarsi di ambienti negletti dall’uomo, immaginando ecosistemi ibridi e temporanei tra naturale e artificiale con un’estetica post-punk che sfida il capitalismo e la sua eredità.

L’iniziativa è promossa da Arci Bologna nell’ambito di Art City Bologna 2026, con il supporto di Comune di Bologna e la collaborazione di Montagnola Bologna, Filla, Millenium Bologna, Arcadia, Montagnola Republic, Pincio.

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🌱 Si è conclusa ieri 𝘜𝘯𝘥𝘦𝘳𝘨𝘳𝘰𝘶𝘯𝘥 𝘗𝘳𝘰𝘱𝘢𝘨𝘢𝘵𝘪𝘰𝘯 𝘚𝘱𝘰𝘳𝘦 di Marco Cesari @marcocesari a cura di Olivia Teglia @o2ivia, progetto site specific che ha permesso di riaprire al pubblico le porte dell'ex Magazzino del Pincio dopo più di vent'anni, in occasione di Art City Bologna 2026.

🌳 Circa 600 persone hanno attraversato questo luogo negli ultimi tre giorni, riattivandolo come spazio di incontro e scoperta: grazie a tuttə per la partecipazione!

📸 ph. @giulia.druda

L’iniziativa è stata promossa da Arci Bologna nell’ambito di Art City Bologna 2026, con il supporto di Comune di Bologna e la collaborazione di Montagnola Bologna, Filla, Millenium Bologna, Arcadia, Montagnola Republic, Pincio.

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🌳 Circa 600 persone hanno attraversato questo luogo negli ultimi tre giorni, riattivandolo come spazio di incontro e scoperta: grazie a tuttə per la partecipazione!

📸 ph. @giulia.druda

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🌳 Circa 600 persone hanno attraversato questo luogo negli ultimi tre giorni, riattivandolo come spazio di incontro e scoperta: grazie a tuttə per la partecipazione!

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🌳 Circa 600 persone hanno attraversato questo luogo negli ultimi tre giorni, riattivandolo come spazio di incontro e scoperta: grazie a tuttə per la partecipazione!

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🌳 Circa 600 persone hanno attraversato questo luogo negli ultimi tre giorni, riattivandolo come spazio di incontro e scoperta: grazie a tuttə per la partecipazione!

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ꜱᴄʜᴇᴅᴀ ᴘʀᴏᴅᴏᴛᴛᴏ: 𝗔𝗶𝗿 𝗠𝗮𝘅 𝗣𝗹𝘂𝘀 [v_2]
ᴅᴇᴛᴛᴀɢʟɪ: venerdì 6.2.26, ore 00.30-04.30, ingresso 5€ con tessera AICS
ᴍᴀᴅᴇ ɪɴ: Freakout Club @freakout_club
ᴅᴇꜱɪɢɴᴇʀ: IchBinBob
ᴇᴅɪᴛɪᴏɴ ꜰᴇᴀᴛᴜʀɪɴɢ: Wiqha, blondegeisha
ᴅᴇꜱᴄʀɪᴢɪᴏɴᴇ: Lucidate le vostre migliori scarpette da balera.
ᴄᴀʀᴀᴛᴛᴇʀɪꜱᴛɪᴄʜᴇ ᴛᴇᴄɴɪᴄʜᴇ:
__ 𝗪𝗶𝗾𝗵𝗮 @wiqha Gianella Chumpitaz Delgado, aka Wiqha, è una DJ e artista multidisciplinare peruviana e colombiana, che vive e lavora a Milano. Attraverso la musica, esplora il legame tra passato e futuro, intrecciando suoni elettronici contemporanei con richiami alla propria eredità culturale. I suoi set sono
disinibiti e attuali, ma anche permeati da un senso di nostalgia per i suoi paesi d’origine.
__ Olivia (aka 𝗯𝗹𝗼𝗻𝗱𝗲𝗴𝗲𝗶𝘀𝗵𝗮) @o2ivia è una curatrice e dj basata a Bologna. E’ parte dei collettivi MoreAmore (djing) e ASAP (arte e performance). Nei suoi set ibrida sonorità elettroniche e bass a trame percussive tribal e latin, scandite da ritmiche spezzate, di matrice breakbeat. La sua ricerca musicale abbraccia influenze eterogenee, attraversando il club come spazio di sperimentazione, incontro, sogno e piacere collettivo.
__ 𝗜𝗰𝗵𝗕𝗶𝗻𝗕𝗼𝗯 @ich.bin.bob.musica è l’alias del producer Bob Nowhere, progetto solista attraverso il quale sforna elettronica beat-based dal sapore deliziosamente analogico. Il suo sound prende ispirazione dalla corrente UK rave degli anni 90, ma rielaborato in chiave del tutto personale e moderna, passando da suoni deliziosamente raw a basslines squisitamente acide.

__🅂🅄🄽🅁🄸🅂🄴🄻🄾🅅🄴🅁🅂🄾🄲🄸🄴🅃🅈 (VFX)
҉y҉o҉ ҉m҉o҉r҉n҉i҉n҉g҉-҉a҉f҉t҉e҉r҉ ҉c҉u҉b҉b҉l҉e҉s҉d҉


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